VINCIAMO 7 A 0 ! SENZA SE E SENZA MA !

Ha  fatto  la fine  delle   accise   al  primo CdM

Lorenzo Tosa

In questa tornata elettorale ci sono stati tanti vincitori, diversi sconfitti, alcune sorprese, altre delusioni.

C’è solo un uomo che ha preso tortorate ovunque, da tutti, sempre e comunque, più volentieri ancora dai suoi.

Ricapitolando:

“Vinceremo 7-0” aveva promesso. È finita 4-3, sconfitto in tutte le 3 più grandi e popolate regioni al voto, a parte il Veneto.

Già, il Veneto. Zaia, il vero vincitore di queste elezioni, si è imposto con percentuali bulgare del 75%. Di questi voti, oltre il 50% è arrivato dalla sua lista civica personale, contro il 16% della Lega: una demolizione controllata che sa tanto di successione.

In Puglia, nonostante si sia praticamente accampato lì in campagna elettorale e gareggiasse contro un candidato azzoppato dalle corse in solitaria di 5 Stelle e renziani, se ne torna a casa con quasi dieci punti di margine e tanti bacioni dai pugliesi che “non si Legano”.

In Toscana ha imposto personalmente una candidata più salviniana dell’originale, una la cui campagna elettorale ruotava attorno a “Imagine” e ai chihuahua e al cui cospetto Borgonzoni sembra Alexandria Ocasio-Cortez, e ha finito per prendere altri dieci punti (sempre troppo pochi) dalla coalizione di centrosinistra più debole della storia della regione.

In Campania (dove la Lega si ferma al 7%) è stato spazzato via, ridicolizzato da De Luca con ancora più ferocia e inclemenza di una delle sue dirette del venerdì.

Esulta per la Valle d’Aosta, che ha meno abitanti di Giugliano in Campania. Grida al trionfo in Liguria, dove la Lega ha preso meno voti del partito di Toti, che a livello nazionale non arriva nemmeno a comporre il prefisso telefonico di Genova, e si consola con l’unica vera vittoria degna di nota nelle Marche. Con solo un piccolo, trascurabile, particolare: il candidato è di Fratelli d’Italia.

Ci sarebbe il referendum, dove potrebbe rivendicare una timida vittoria, ma ha cambiato così tante volte idea che neanche si ricorda cosa aveva detto di votare.

Insomma.

Raramente, nella storia recente, si è assistito a una tale sciagura politica e personale. E invece lui si presenta sui social con un raffazzonato cartello in mano scritto da un bambino di due anni a ringraziare i suoi follower come una specie di imbonitore televisivo che è appena riuscito a piazzare una batteria di pentole in omaggio.

E ancora una volta vede rinviato al 2023 il momento tanto atteso in cui finalmente riuscirà a liberarsi dall'esilio che si è auto inflitto un anno e mezzo fa al Papeete. Solo che, per quel giorno, la Lega - e il centrodestra tutto - avrà un altro leader: Zaia.

E pensare che questo chiedeva “pieni poteri”.

Bye Bye “capitano”.

Che fine misera.

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10 messaggi in questa discussione

Come  perdere  con  un  solo  candidato  Sindaco ,   solo  al coso   possono capitare   queste  cose   alla  faccia  dei  pieni  poteri e  che  gli  Italiani  sono  tutti  con  lui...però  non  dimenticando   che   "  PADANIA  NOT  ITALY "

Bufale

Perdere una gara dove si corre da soli. Possibile in Italia.Matteo Salvinia fine agosto aveva dato per scontata la vittoria

La Lega perde elezioni e quorum a Lesina con un solo candidato sindaco: Salvini parlava di vittoria

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C'è pure un altro perdente oltre a Salvini, mi pare si chiami Matteo anche lui.

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7 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

C'è pure un altro perdente oltre a Salvini, mi pare si chiami Matteo anche lui.

a  me  interessano  solo  i perdenti   fascioceloduridestri

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2 minuti fa, pm610 ha scritto:

a  me  interessano  solo  i perdenti   fascioceloduridestri

La storia si ripete. Ricordate in Emilia-Romagna dove la Lega riuscì a perdere a Bibbiano, strumentalizzata al massimo durante la campagna elettorale?

Bene: oggi la Lega straperde a Cascina, città di Susanna Ceccardi, dove ha fatto il sindaco. Lì ha raccolto il 38% dei voti, mentre Giani il 49%. Neanche in casa sua è riuscita a vincere. Una batosta unica.

Finito un incubo. E finito nel migliore dei modi.

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1 ora fa, pm610 ha scritto:

oggi la Lega straperde a Cascina, città di Susanna Ceccardi, dove ha fatto il sindaco. Lì ha raccolto il 38% dei voti, mentre Giani il 49%. Neanche in casa sua è riuscita a vincere. Una batosta unica.

Come andarono le cose nel 2016

Il voto che segnò il trionfo della Ceccardi vide questi risultati dopo il primo turno: Alessio Antonelli (centrosinistra) 42,46%, Susanna Ceccardi (centrodestra) 28,40%, Claudio Loconsole (M5S) 17,87%, Michele Parrini (Progetto Cascina) 7,81%, Mario Minuti (Sinistra e Comunisti) 3,44%.

Al ballottaggio Ceccardi vinse con il 50,29% di voti, pari a 8.897 voti. Antonelli si fermò al 49,71%, con 8.796 preferenze. La differenza, tra i due, fu di soli 101 voti. Rispetto al primo turno Ceccardi ottenne un incremento di 3.411 voti; il balzo in avanti di Antonelli si fermò a 593 voti. L’affluenza al primo turno fu del 55,54%, al ballottaggio arretrò al 51,02%. Nel 2011 l’affluenza era stata del 63,23%.

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