Dove va l'Europa?

Quando si parla di immigrazione noi, in Italia, guardiamo la cosa da un punto di vista locale, perdendo di vista quello che è avvenuto e sta avvenendo in tutta Europa;

in questo convegno avvenuto a Varsavia l'argomento è stato analizzato  da vari punti di vista e si è parlato del diritto che ogni nazione ha di fare una distinzione fra un rifugiato politico o religioso”, che è obbligato a lasciare la sua terra    e    “i migranti economici che vogliono cambiare il loro luogo di residenza” senza adattarsi alla nuova cultura in cui si trovano. “

http://www.lanuovabq.it/it/sarah-denuncia-la-tranquilla-apostasia-delleuropa

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

2 messaggi in questa discussione

A mio avviso, egregio Etrusco, le culture sono un po' come le razze, o meglio come le etnie e i caratteri genetici perché nella specie umana non ci sono razze distinte. Le culture non sono cose statiche, immutabili, alle quali bisogna necessariamente adattarsi se si vive in un certo posto. Questo è vero solo per le culture tribali di quei sempre più rari popoli di aborigeni che vivono isolati in qualche recondito angolo del pianeta. Le altre culture evolvono e il fattore evolutivo più importante è il contatto, lo scambio, il confronto o il mescolamento con altre culture. Questo non lo dico io lo dice la Storia. Ci avviciniamo alle feste dei morti. Quando io ero bambino (anni '60) in quei giorni il televisore e la radio restavano spenti, i nostri genitori ci punivano se facevamo chiasso, non si scherzava, non si giocava, si facevano lunghe visite ai cimiteri, nelle famiglie c'era quasi un clima di lutto. L'unica consolazione per noi bambini era gustare il tradizionale frutto del melograno. Oggi invece per i bambini italiani (e anche  per molti adulti) è la festa di Halloween, importata dall'America: dolcetto o scherzetto. Molti bambini di oggi non hanno mai messo piede in un cimitero e il melograno non sanno neppure cosa sia. Saluti

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
25 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

Molti bambini di oggi non hanno mai messo piede in un cimitero

Forse uno dei problemi è anche questo, nella vita esiste la nascita, la vita, la morte, fare credere ai bambini che tutto il mondo è fatto di "rose e fiori" (modo simbolico di parlare)  che tutto è un continuo "carnevale" rischia di provocare crisi quando questi bambini divenuti adulti si troveranno ad affrontare, come capita a ognuno di noi,  i problemi della vita senza che nessuno li abbia preparati a questo ; una volta in certi conventi la notte passava un monaco che bussava alle porte delle celle e diceva: "ricordati che devi morire"  oggi tutti si vive come se la morte non esistesse, si esorcizza, è un tabù, guai a parlarne e avviene allora che politici e dittatori credano di vivere eternamente pensano e credono che non dovranno mai rendere conto a nessuno di quello che fanno...e fanno le guerre,  le ingiustizie,  fanno soffrire in mille modi i popoli  e  fanno tutte le cose che giornalmente tutti noi leggiamo sui giornali;   si parla di culture, di diversità, di integrazione, tempo fa facevo una riflessione, la nostra televisione parlava con risalto del ramadan , di come i musulmani presenti da noi lo festeggiavano,   la stessa televisione non parlava però del digiuno al quale sono tenuti i cristiani alla vigilia di certe festività, semplicemente ignorava la cosa,  in questi giorni in molte realtà si fa la visita ai cimiteri, vi sembra che la televisione ne parli?  del ramadan si, della commemorazione  dei defunti no, forse temono di offendere, facendo qualche servizio sull'argomento,  qualche telespettatore o di infrangere il politicamente corretto?  

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per commentare

È necessario essere registrati per poter lasciare un messaggio

Crea un account

Non sei ancora iscritto? Registrati subito


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.


Accedi ora