mai si perde l'occasione di star zitta

Quella  della   famiglia ma  non  si  è capito  quale  ?  La  sua   ?

 
 
Meloni senza vergogna sull'omicidio di Maria Paola: “inaccettabile violenza contro i gay, lo Stato intervenga”
La stessa Giorgia Meloni che ha dichiarato guerra al DDL Zan, ritenendo che NO, “in Italia gli omosessuali non sono discriminati”.
Una domenica macchiata dall'omicidio della giovanissima Maria Paola, uccisa dal fratello perché innamorata di un uomo ***, che ha fatto tornare a galla quell ’omotransfobia e misoginia che senza pudore alcuno abbraccia politici e giornalisti, società civile e chiesa cattolica.
I Tg Rai hanno mandato in onda servizi agghiaccianti nei confronti della vicenda, tanto da definire Ciro, compagno di Maria Paola, “Cira, una ragazza che sta per diventare uomo”, Giorgia Meloni , leader di Fratelli d’Italia, è riuscita a fare di peggio, cavalcando sui social il sentimento di orrore nei confronti di questo omicidio omotransfobico.
Perché Giorgia Meloni ha da tempo ufficialmente dichiarato guerra alla legge contro l’omotransfobia e la misoginia.
La stessa Meloni, mesi fa, ha gridato davanti Montecitorio che no, “non possiamo dire che oggi, nella realtà italiana, gli omosessuali siano discriminati“.
Mentre oggi pomeriggio, come se esistesse un’altra Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d’Italia ha invece voluto dedicare un “pensiero e una preghiera per Maria Paola, strappata alla vita a 20 anni per mano di suo fratello”.
Cosa non si fa per un voto.

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2 messaggi in questa discussione

C’è Willy, ammazzato dal branco per aver cercato di salvare il suo amico.  C’è Filippo, ammazzato dal branco che dopo averlo preso a calci e pugni è passato con l’auto sul suo corpo non una volta, ma due. C’è Donato, ammazzato di botte fuori a una discoteca e che ha lottato per sette mesi in un letto d’ospedale prima di morire. C’è una violenza feroce e insensata in queste infinite tragedie che falciano vite di giovanissimi ragazzi e svuotano da dentro gli animi di chi li amava e ama, e sopravvive loro. Non hanno bisogno Willy, Filippo, Donato, non hanno bisogno le loro memorie e le loro famiglie di confronti e gare su chi ha avuto più attenzioni e più risalto mediatico. Non possiamo, ancora una volta, ridurci a questo.         A contare quante ore di tg sia stato dedicato alluno o all'altro. O peggio guardare le loro carte d’identità e pontificare sulla nazionalità di ognuno. Sulle origini di Willy che era nero, sugli assassini di Filippo che sì sono cittadini italiani ma i genitori sono albanesi. Su quelli che di Donato o sulle vittime. In un paese normale simili gare insensate non dovrebbero trovare asilo da nessuna parte. Ma le uniche parole da spendere dovrebbe essere di rispetto e vicinanza alla vittima, di giustizia per i colpevoli e di futuro per evitare che di nuovo la ferocia, la violenza, l’ignoranza tornino a strappare giovani vite alle loro famiglie e alla loro esistenza.

Fonte:

Cathy La Torre

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