Legge elettorale, voti di fiducia al Senato. I verdiniani: “Il Rosatellum è nostro figlio. Siamo il salvavita del governo”

Per la prima volta al Senato – dopo che è già successo alla Camera – il gruppo Mdp (che a Palazzo Madama conta 16 parlamentari) voterà no alla fiducia al governo. I verdiniani di Ala, tuttavia, che sono 14, hanno già spiegato che voteranno sì “compatti”, come ha spiegato uno di loro, Vincenzo D’Anna. Qualcuno tra loro definisce il proprio gruppo il “salvavita” del governo. “Abbiamo fatto il dna al figlio e abbiamo visto che lo abbiamo visto che lo abbiamo concepito noi” dice Lucio Barani, il capogruppo, parlando al Corriere della Sera. Il senso, spiegato meglio, è questo: “Il Rosatellum è la stessa legge che abbiamo depositato noi sei mesi fa”. Dunque è Ala entra ufficialmente in maggioranza per quest’ultimo scampolo di legislatura? “Diciamo che manterremo il figlio passandogli l’assegno mensile. Non vogliamo che muoia, fino alla scadenza naturale”.

                                                  Gif Animata Ollio Che Ride  

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13 messaggi in questa discussione

7 minuti fa, monello.07 ha scritto:

Per la prima volta al Senato – dopo che è già successo alla Camera – il gruppo Mdp (che a Palazzo Madama conta 16 parlamentari) voterà no alla fiducia al governo. I verdiniani di Ala, tuttavia, che sono 14, hanno già spiegato che voteranno sì “compatti”, come ha spiegato uno di loro, Vincenzo D’Anna. Qualcuno tra loro definisce il proprio gruppo il “salvavita” del governo. “Abbiamo fatto il dna al figlio e abbiamo visto che lo abbiamo visto che lo abbiamo concepito noi” dice Lucio Barani, il capogruppo, parlando al Corriere della Sera. Il senso, spiegato meglio, è questo: “Il Rosatellum è la stessa legge che abbiamo depositato noi sei mesi fa”. Dunque è Ala entra ufficialmente in maggioranza per quest’ultimo scampolo di legislatura? “Diciamo che manterremo il figlio passandogli l’assegno mensile. Non vogliamo che muoia, fino alla scadenza naturale”.

                                                  Gif Animata Ollio Che Ride  

Il vento autonomista soffia sulle Politiche: in Lombardia e in Veneto i democratici si dovranno affidare solo al proporzionale. La legge elettorale consentirà il pieno a Forza Italia e Lega. E lo zero torna anche in Sicilia, la terra del 61 a 0

“Lo sanno anche i bambini che il Rosatellum favorisce la coalizione di centrodestra – dice a Repubblica Giorgio Tonini, veltroniano e ora renziano "

E va bhe che fa passare da Verdini a Renzusconi cambia poco, anzi niente !

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Già  come   democraticamente    li  scelgono  i grillini  ???  Ovvero   bisogna  essere   iscritti  al sacro blogghete ( ogni  click  un  guadagno  alla  casaleggio &co ) ma  le  iscrizioni  sono    chiuse,  pochi  click  stabiliscono  chi  è candidabile sempre   se  gradito  alla  grillocasaleggio e  via  così... metodo  tanto  democratico  che  ne  farei  la  legge  elettorale

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4 ore fa, pm610 ha scritto:

Già  come   democraticamente    li  scelgono  i grillini  ???  Ovvero   bisogna  essere   iscritti  al sacro blogghete ( ogni  click  un  guadagno  alla  casaleggio &co ) ma  le  iscrizioni  sono    chiuse,  pochi  click  stabiliscono  chi  è candidabile sempre   se  gradito  alla  grillocasaleggio e  via  così... metodo  tanto  democratico  che  ne  farei  la  legge  elettorale

comprati i pannolono altrimenti  hqdefault.jpg

Modificato da monello.07

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7 ore fa, pm610 ha scritto:

Già  come   democraticamente    li  scelgono  i grillini  ???  Ovvero   bisogna  essere   iscritti  al sacro blogghete ( ogni  click  un  guadagno  alla  casaleggio &co ) ma  le  iscrizioni  sono    chiuse,  pochi  click  stabiliscono  chi  è candidabile sempre   se  gradito  alla  grillocasaleggio e  via  così... metodo  tanto  democratico  che  ne  farei  la  legge  elettorale

Ecco la prova che PM71 è sempre stato un elettore di DX adesso non può smentire si è  zappa_sui_piedi.thumbnail_185_2801.gif

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6 minuti fa, monello.07 ha scritto:

Ecco la prova che PM71 è sempre stato un elettore di DX adesso non può smentire si è  zappa_sui_piedi.thumbnail_185_2801.gif

e si è anche vignetta.gif

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Caro Monello, riflettiamo 5 secondi e chiediamoci: che cos'è Ala? Chi è Verdini? Chi è Alfano e chi sono gli altri transfughi (a decine) da Forza Italia o dal PdL che hanno sostenuto prima il governo Renzi e ora il governo fotocopia del prestanome Gentiloni?  Per rispondere correttamente dobbiamo ricordarci la storia del concessionario pubblico Silvio Berlusconi. Salvato dal suo amico Craxi (amico interessato e ben oliato) quando tre pretori provano a spegnere le sue tv abusive, poi legalizzate con la legge Mammì. Caduto in disgrazia l'amico ladrone, Sua Emittenza entra personalmente in politica (pressato dai fedelissimi che gli prospettano come unica alternativa il fallimento). E qui trova un terreno fertile e ospitale nonostante il plateale conflitto d'interessi. Scende in campo pieno di debiti e dopo quasi un quarto di secolo, alla sua veneranda età, è ancora lì, pieno di miliardi e di potere. L'ultimo colpo - mi duole ammetterlo è un colpo magistrale - questa legge elettorale che sembra confezionata su misura per lui e per la sua coalizione. Non a caso Verdini e Ala se ne assumono la paternità, con buona pace del prestanome Rosato. Dunque a ben riflettere Verdini e Alfano, fino a pochi anni fa braccio destro e sinistro dell'ex cavaliere, non sono altri che gli infiltrati di turno nel governo e nella maggioranza, i salvagente di turno per l'inaffondabile Caimano, che è il vero mandante del Rosatellum come pure  dell'Italicum. Un rettile predatore molto furbo ma che in verità sarebbe affondato da decenni senza i vari e provvidenziali salvatori precedenti. I quali non di rado sono generosamente accorsi dal fronte opposto. Come i D'Alema e i Violante e la loro famigerata e inconcludente Bicamerale. Come l'incapace e incompetente Gentiloni che in due anni di ministero delle TLC nel governo Prodi non riesce a produrre uno straccio di legge sulle televisioni (ci penserà Gasparri a farne una, ad aziendam, per conto del Caimano). E come un po' tutto il centrosinistra che quando  governa non riesce mai a produrre uno straccio di legge sul conflitto d'interessi, pur avendola sempre in cima al programma elettorale. Non dimentichiamo i traditori alla Mastella, e i salvagente comprati all'ingrosso come i De Gregorio e i sostituti dei finiani dopo la scissione nel PdL del 2010. Seguono poi l'inciucio del governo tecnico, per gentile concessione di Napolitano e Bersani, e quello del governo Letta (idem c.s.). Insomma, in tutti questi anni l'ex cavaliere o ha governato o ha  goduto della benevolenza dei governi che hanno chiuso ambedue gli occhi sui suoi privilegi e sul suo conflitto d'interessi.  A fine 2013 però il piduista subisce un colpo imprevisto, un colpo che avrebbe affondato un incrociatore, proveniente non dalla politica né dalla finanza ma da un coraggioso e zelante magistrato napoletano che nega all'impunito l'ennesima prescrizione e lo condanna in via definitiva. I 4 anni di carcere sono una barzelletta (siamo nel paese di Pulcinella), ma la decadenza dal Senato e l'incandidabilità sono guai seri per il delinquente, che per la prima volta si sente nudo, senza uno scudo parlamentare e senza un governo amico. Infatti con una reazione  impulsiva il condannato ha lasciato la maggioranza dopo l'espulsione dal Senato. È vero che ci ha lasciato i transumanti Alfano e Verdini, ma non gli bastano perché il premier Enrico Letta e il suo ex amico Napolitano ora sono incazzati neri con lui. È senza dubbio il momento più difficile della sua carriera politica: più che un salvagente gli serve un rimorchiatore che lo traghetti indenne fino alle elezioni e qualcuno che le ritardi il più possibile completando una legislatura nata senza futuro e tramortita dalla sentenza della Consulta sul Porcellum. Ed ecco che il traghettatore arriva, puntuale come  Caron dimonio, nella persona del rampante sindaco di Firenze, già fiutato tre anni prima dal volpone che l'aveva invitato a cena ad Arcore. Il royal baby non perde tempo: in pochi mesi scala il Pd (indebolito da una sequela di errori), stringe il patto del Nazareno e pugnala Letta alle spalle soffiandogli la poltrona. Il piano dei due compari prevede addirittura quel golpe al rallentatore paventato a suo tempo da Franco Cordero ma non riuscito a Berlusconi: riformaccia costituzionale e legge elettorale fascistoide per occupare l'intera legislatura e per trasformare il sistema in premierato forte e cristallizzare il duopolio. Intanto Alfano e Verdini fanno il lavoro sporco in parlamento, Napolitano si ritira e i due compari possono pure far finta di litigare e dividersi. Senonché gli italiani mandano tutto a monte il 4 dicembre.  Arriva un prestanome a palazzo Chigi, ma alla fine della legislatura i due sono costretti a gettare la maschera e a rimettersi insieme per la legge elettorale, che in realtà è un marchingegno progettato per il loro grande e definitivo inciucio del 2018. Non c'è niente da fare, tutta la storia politica e imprenditoriale del Caimano dimostra che non è un predatore solitario. Ha il terrore dell'isolamento, non può e non vuole rinunciare alla sponda del potente di turno: si chiami Gelli o Craxi, Putin o Renzi, il Caimano non molla la presa. Non oso pensare a cosa succederebbe se il Rosatellum centrasse l'obbiettivo per cui è stato concepito. Il popolo sovrano è chiamato ancora una volta a difendere la democrazia. Affondiamo questi due sciagurati o loro affonderanno l'Italia.

Saluti

 

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1 ora fa, fosforo31 ha scritto:

Caro Monello, riflettiamo 5 secondi e chiediamoci: che cos'è Ala? Chi è Verdini? Chi è Alfano e chi sono gli altri transfughi (a decine) da Forza Italia o dal PdL che hanno sostenuto prima il governo Renzi e ora il governo fotocopia del prestanome Gentiloni?  Per rispondere correttamente dobbiamo ricordarci la storia del concessionario pubblico Silvio Berlusconi. Salvato dal suo amico Craxi (amico interessato e ben oliato) quando tre pretori provano a spegnere le sue tv abusive, poi legalizzate con la legge Mammì. Caduto in disgrazia l'amico ladrone, Sua Emittenza entra personalmente in politica (pressato dai fedelissimi che gli prospettano come unica alternativa il fallimento). E qui trova un terreno fertile e ospitale nonostante il plateale conflitto d'interessi. Scende in campo pieno di debiti e dopo quasi un quarto di secolo, alla sua veneranda età, è ancora lì, pieno di miliardi e di potere. L'ultimo colpo - mi duole ammetterlo è un colpo magistrale - questa legge elettorale che sembra confezionata su misura per lui e per la sua coalizione. Non a caso Verdini e Ala se ne assumono la paternità, con buona pace del prestanome Rosato. Dunque a ben riflettere Verdini e Alfano, fino a pochi anni fa braccio destro e sinistro dell'ex cavaliere, non sono altri che gli infiltrati di turno nel governo e nella maggioranza, i salvagente di turno per l'inaffondabile Caimano, che è il vero mandante del Rosatellum come pure  dell'Italicum. Un rettile predatore molto furbo ma che in verità sarebbe affondato da decenni senza i vari e provvidenziali salvatori precedenti. I quali non di rado sono generosamente accorsi dal fronte opposto. Come i D'Alema e i Violante e la loro famigerata e inconcludente Bicamerale. Come l'incapace e incompetente Gentiloni che in due anni di ministero delle TLC nel governo Prodi non riesce a produrre uno straccio di legge sulle televisioni (ci penserà Gasparri a farne una, ad aziendam, per conto del Caimano). E come un po' tutto il centrosinistra che quando  governa non riesce mai a produrre uno straccio di legge sul conflitto d'interessi, pur avendola sempre in cima al programma elettorale. Non dimentichiamo i traditori alla Mastella, e i salvagente comprati all'ingrosso come i De Gregorio e i sostituti dei finiani dopo la scissione nel PdL del 2010. Seguono poi l'inciucio del governo tecnico, per gentile concessione di Napolitano e Bersani, e quello del governo Letta (idem c.s.). Insomma, in tutti questi anni l'ex cavaliere o ha governato o ha  goduto della benevolenza dei governi che hanno chiuso ambedue gli occhi sui suoi privilegi e sul suo conflitto d'interessi.  A fine 2013 però il piduista subisce un colpo imprevisto, un colpo che avrebbe affondato un incrociatore, proveniente non dalla politica né dalla finanza ma da un coraggioso e zelante magistrato napoletano che nega all'impunito l'ennesima prescrizione e lo condanna in via definitiva. I 4 anni di carcere sono una barzelletta (siamo nel paese di Pulcinella), ma la decadenza dal Senato e l'incandidabilità sono guai seri per il delinquente, che per la prima volta si sente nudo, senza uno scudo parlamentare e senza un governo amico. Infatti con una reazione  impulsiva il condannato ha lasciato la maggioranza dopo l'espulsione dal Senato. È vero che ci ha lasciato i transumanti Alfano e Verdini, ma non gli bastano perché il premier Enrico Letta e il suo ex amico Napolitano ora sono incazzati neri con lui. È senza dubbio il momento più difficile della sua carriera politica: più che un salvagente gli serve un rimorchiatore che lo traghetti indenne fino alle elezioni e qualcuno che le ritardi il più possibile completando una legislatura nata senza futuro e tramortita dalla sentenza della Consulta sul Porcellum. Ed ecco che il traghettatore arriva, puntuale come  Caron dimonio, nella persona del rampante sindaco di Firenze, già fiutato tre anni prima dal volpone che l'aveva invitato a cena ad Arcore. Il royal baby non perde tempo: in pochi mesi scala il Pd (indebolito da una sequela di errori), stringe il patto del Nazareno e pugnala Letta alle spalle soffiandogli la poltrona. Il piano dei due compari prevede addirittura quel golpe al rallentatore paventato a suo tempo da Franco Cordero ma non riuscito a Berlusconi: riformaccia costituzionale e legge elettorale fascistoide per occupare l'intera legislatura e per trasformare il sistema in premierato forte e cristallizzare il duopolio. Intanto Alfano e Verdini fanno il lavoro sporco in parlamento, Napolitano si ritira e i due compari possono pure far finta di litigare e dividersi. Senonché gli italiani mandano tutto a monte il 4 dicembre.  Arriva un prestanome a palazzo Chigi, ma alla fine della legislatura i due sono costretti a gettare la maschera e a rimettersi insieme per la legge elettorale, che in realtà è un marchingegno progettato per il loro grande e definitivo inciucio del 2018. Non c'è niente da fare, tutta la storia politica e imprenditoriale del Caimano dimostra che non è un predatore solitario. Ha il terrore dell'isolamento, non può e non vuole rinunciare alla sponda del potente di turno: si chiami Gelli o Craxi, Putin o Renzi, il Caimano non molla la presa. Non oso pensare a cosa succederebbe se il Rosatellum centrasse l'obbiettivo per cui è stato concepito. Il popolo sovrano è chiamato ancora una volta a difendere la democrazia. Affondiamo questi due sciagurati o loro affonderanno l'Italia.

Saluti

 

Caro fosforo purtroppo sinchè in Italia la genta vota in cambio di 10 euro tagliandosi le palle da soli e il futuro dei loro figli  ci saranno sempre i renzusconi furbetti del quartiere che come si dice a Napoli fanno i galli sulla monezza che in questo caso possiamo dire che fanno i galli sulla povertà e sull'ignoranza. Per TV hanno detto che la consiulta ha dato ragione a Poletti e cheanche nei prossimi anni l'adeguamento alle pensione è bloccato secondo te la maggior parte dei pensionati chi voterà ? Renzusconi !

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Fosforo   rifletti  da  chi  sono  comandati   i grulli  e  quale  democrazia   vige al loro  interno..e  quanto  sono  incapaci  e  molti  di  loro  si  sono  dimostrati   pure  loro  disonesti

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24 minuti fa, pm610 ha scritto:

Fosforo   rifletti  da  chi  sono  comandati   i grulli  e  quale  democrazia   vige al loro  interno..e  quanto  sono  incapaci  e  molti  di  loro  si  sono  dimostrati   pure  loro  disonesti

Caro Los, ma non hai ancora capito che il naturale approdo di Fosforo sarà il M5S ?? Mah !!

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Toh  magicamente   sono  tornati

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1 ora fa, pm610 ha scritto:

Fosforo   rifletti  da  chi  sono  comandati   i grulli  e  quale  democrazia   vige al loro  interno..e  quanto  sono  incapaci  e  molti  di  loro  si  sono  dimostrati   pure  loro  disonesti

Caro, Los, come ho sempre scritto, i 5stelle sono una banda di dilettanti allo sbaraglio (che però è meno peggio delle bande di delinquenti che hanno amministrato Roma e altre città e regioni negli ultimi decenni) e hanno grossi problemi di democrazia interna e di selezione dei candidati. Per giunta sembrano tuttora non avvertire la gravità e le conseguenze di questi problemi. La scelta di Di Maio candidato premier è l'esempio più eclatante. In sostanza è stato nominato da Grillo che ha sempre avuto un debole per lui. Mi sbaglierò, ma mio modesto avviso il fiuto politico del comico genovese è pressoché pari a zero, mentre Luigino, come politico e come leader, non vale nemmeno una scarpa di Di Battista. Premesso ciò, devo anche ribadire che chi considera il male peggiore un governo Salvini-Meloni-Berlusconi e ha analizzato il meccanismo di questa incredibile e assurda legge elettorale, deve, ripeto deve, augurarsi un buon risultato dei 5stelle, specie nei collegi del Nord e nelle regioni del Sud dove la destra è forte, altrimenti il rischio di ritrovarci un Salvini a palazzo Chigi diventa serio.

Ma, per la verità, caro Los, nel mio post precedente io non avevo neppure menzionato i 5stelle. Poiché sei un forumista che stimo, gradirei il tuo  parere sulla modesta analisi che vi ho svolto.

Saluti

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6 ore fa, fosforo31 ha scritto:

Caro, Los, come ho sempre scritto, i 5stelle sono una banda di dilettanti allo sbaraglio (che però è meno peggio delle bande di delinquenti che hanno amministrato Roma e altre città e regioni negli ultimi decenni) e hanno grossi problemi di democrazia interna e di selezione dei candidati. Per giunta sembrano tuttora non avvertire la gravità e le conseguenze di questi problemi. La scelta di Di Maio candidato premier è l'esempio più eclatante. In sostanza è stato nominato da Grillo che ha sempre avuto un debole per lui. Mi sbaglierò, ma mio modesto avviso il fiuto politico del comico genovese è pressoché pari a zero, mentre Luigino, come politico e come leader, non vale nemmeno una scarpa di Di Battista. Premesso ciò, devo anche ribadire che chi considera il male peggiore un governo Salvini-Meloni-Berlusconi e ha analizzato il meccanismo di questa incredibile e assurda legge elettorale, deve, ripeto deve, augurarsi un buon risultato dei 5stelle, specie nei collegi del Nord e nelle regioni del Sud dove la destra è forte, altrimenti il rischio di ritrovarci un Salvini a palazzo Chigi diventa serio.

Ma, per la verità, caro Los, nel mio post precedente io non avevo neppure menzionato i 5stelle. Poiché sei un forumista che stimo, gradirei il tuo  parere sulla modesta analisi che vi ho svolto.

Saluti

Se  vuoi   cadere  dalla   padella  alle  brace ti  lascio  il  privilegio,  sai  stessi  discorsi  che  oggi   si fanno per  i grilli   si facevano  per   forzaitalioti e  ci  han  portato  al  disastro  socioeconomico e  se  Roma è una  premessa  beh.... NO  GRAZIE.

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Il 25/10/2017 in 11:04 , monello.07 ha scritto:

Per la prima volta al Senato – dopo che è già successo alla Camera – il gruppo Mdp (che a Palazzo Madama conta 16 parlamentari) voterà no alla fiducia al governo. I verdiniani di Ala, tuttavia, che sono 14, hanno già spiegato che voteranno sì “compatti”, come ha spiegato uno di loro, Vincenzo D’Anna. Qualcuno tra loro definisce il proprio gruppo il “salvavita” del governo. “Abbiamo fatto il dna al figlio e abbiamo visto che lo abbiamo visto che lo abbiamo concepito noi” dice Lucio Barani, il capogruppo, parlando al Corriere della Sera. Il senso, spiegato meglio, è questo: “Il Rosatellum è la stessa legge che abbiamo depositato noi sei mesi fa”. Dunque è Ala entra ufficialmente in maggioranza per quest’ultimo scampolo di legislatura? “Diciamo che manterremo il figlio passandogli l’assegno mensile. Non vogliamo che muoia, fino alla scadenza naturale”.

                                                  Gif Animata Ollio Che Ride  

Più che il salvavita del governo a me pare accanimento terapeutico per mantenerlo in vita.

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