ANCHE LUI TRA I MIGLIORI ...

SE C’ERO DORMIVO

Luca Zaia non sa mai nulla.

Ciò che gli accade intorno lo coglie sempre di sorpresa, sarà responsabilità di altri, le fatalità, Roma, le cavallette.

Circa un decennio fa incriminavano quasi tutta la giunta regionale veneta di cui era vicepresidente per lo scandalo MOSE, ma lui non ne sapeva nulla.

Non sapeva come mai non si fosse alzato il MOSE quando Venezia sprofondava e veniva raccolta dai giovani mentre Zaia reggeva un cartello con scritto “Borgonzoni Presidente” in un palazzetto a Bologna.

Il caso di inquinamento da Pfas che avvelena il vicentino da 13 anni lo trova impreparato;

“Chi ha sbagliato paghi” tuonava dopo la storia dei consiglieri che si intascavano i famosi 600€, infatti è stato trovato un posto nuovo nel Parlamento Europeo, dall'odiata Unione.

Il dissesto idrogeologico che ogni anno distrugge i territori veneti e le vite ad essi legate sono fatalità: Belluno, Verona, Rovigo, Venezia sono andate in ginocchio spesso negli ultimi due anni ma lui non sapeva mai il motivo, non credeva potesse esser legato al fatto che la Regione Veneto è la prima per consumo di suolo e che le sue politiche del cemento ovunque gli hanno fatto valere il soprannome di Luca Ghiaia.

Cemento che spesso si scopre essere pieno di rifiuti tossici, come nella zona tra Mestre e Venezia, dove “serve fare chiarezza, è intollerabile“.

Meno male che c’è la Sanità Veneta, il fiore all’ occhiello dell’amministrazione che nasconde per oltre un anno le responsabilità di chi ha avvelenato 91 bambini con un batterio killer nel più grande punto nascite del Veneto.

Non male per la Lega, che fino a qualche mese fa sbraitava “Bibbiano” ad ogni comizio elettorale.

Zaia, che nomina direttamente i suoi fidati a direttori generali delle aziende ospedaliere, invoca chiarezza, ma da chi la pretende? Dalle madri che hanno scoperto e denunciato l’accaduto?

È possibile che “il campione del centro destra”, colui che danno vincente con la più larga percentuale alle Elezioni Regionali non sappia mai nulla di ciò che lo circonda?

Lo vediamo sempre allegro e vivace quando è ora di tagliare un nastro, da Vinitaly o davanti alle telecamere, però nei momenti che contano lui non c’è mai e se c’era, dormiva

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