SOLO PROPAGANDA MA TANTE BUGIE E FAKE E NULLALTRO

L'immagine può contenere: 1 persona, il seguente testo "ROBERTO ZANIN SINDACO DI BOLZANO BÜRGERMEISTER BOZEN FACCIAMO TORNARE #BOLZANOCAPOLUOGO #BOZEN #DIELANDESHAUPTSTADT 20/21 SETTEMBRE SEPTEMBER 2020 WÄHLE VOTA LEIG"118828660_10223477189425978_8502010383688919493_n.jpg?_nc_cat=110&_nc_sid=b9115d&_nc_ohc=YHENX136Yj4AX-kAasE&_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&oh=40252c00c395dae6a5cf285790e6ccb5&oe=5F79C222

Guardatelo questo manifesto perché, vi assicuro, qui c’è tutta la vuota retorica della Lega. Anche se non riguarda la vostra provincia, anche se può sembrare una cosa banale, non lo è: è tutta, ma proprio tutta, qui.A Bolzano si vota. Quindi lo slogan della Lega è “Facciamo tornare Bolzano capoluogo”. Un’esagerazione vaga, dove non si specifica di cosa, ma dato che Bolzano è già capoluogo di provincia, pare evidente che tra il detto e non detto si riferisca alla regione. Il messaggio è: vi facciamo tornare importanti.Solo che per far “tornare” Bolzano capoluogo devi togliere il primato a Trento, che è attualmente capoluogo di Regione. Ma anche a Trento si vota, e giusto ieri Salvini ha detto “Dopo 50 anni a Trento è ora di cambiare”.Quindi come fa Salvini a cambiare in meglio Trento se vuole togliergli la designazione di capoluogo di regione per darlo a Bolzano?Arrovellarsi su quesiti come questo è impossibile.E nel perché ciò sia impossibile sta la spiegazione alla retorica di questa che è una politicaccia che va oltre destra-sinistra: perché a Salvini non frega niente di Trento, di Bolzano, di Milano, di Bologna, di Modena o di Strangolagalli. Niente. Nulla, zero assoluto, spaccato. Le sue promesse sono solo, unicamente, esclusivamente fuffa illogica, irrazionale e, come abbiamo appena visto, quasi sempre anche contraddittoria: si fa dire cosa piace alla gente e lo promette. Punto. Finita la storia. Non realizzerà mai nulla di ciò che dice o giura di fare. Anche perché se lo facesse scontenterebbe tutti, dato che quasi sempre le sue promesse sono di togliere a qualcuno per dare a un altro (la retorica del “prima questo o quello”), come abbiamo appena visto con la storia di Trento-Bolzano.

Non ci cascate dunque: dietro quel sorriso e quelle promesse non c’è niente, se non una paurosa fame di consenso.

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