Draghi sbaglia: ai giovani non bisogna dare di più

Gli americani, trumpiani a parte (cioè tolto un 50%), restano un popolo più serio di noi. Infatti, l'attesissima Convention del Partito Democratico si svolge in sede virtuale (es. Michelle Obama ha fatto un bellissimo intervento da casa sua, via Sk.ype o simili). Mentre il tradizionale meeting dei bigotti e dei poteri forti nostrani si svolge come al solito nei padiglioni della fiera di Rimini in presenza di un folto pubblico. Un assembramento in mascherina è sempre un assembramento, non a caso, se non erro, sono tuttora chiusi gli stadi (coperti e aperti). Il Meeting di Rimini 2020 andava soppresso, o vietato dalla pubblica autorità, o trasferito sul web. Ma i bigotti e i poteri forti della conservazione sono un cancro duro da estirpare in questo paese. E quest'anno fanno le cose in grande, anche perché grande è la mangiatoia dei fondi europei che si profila all'orizzonte. Hanno invitato per l'intervento inaugurale nientemeno che Mario Draghi, ex presidente della BCE nonché futuro premier o futuro presidente della Repubblica nei sogni dei difensori (e dei prenditori) della conservazione, giornaletti della destraccia inclusi. 39 minuti di discorso a mio avviso banale e stucchevole di un banchiere visibilmente stanco, invecchiato e pronto per la pensione. Me lo sono sorbito per intero, dopo molta inutile pubblicità (sponsor di lusso: Intesa San Paolo) perché l'inizio era stato promettente. In sostanza Draghi ha esordito dicendo una cosa non banale, forse l'unica di tutto il discorso: per uscire dalla crisi economica e sociale legata alla pandemia bisogna dare di più ai giovani. Non banale ma a mio avviso sbagliata. Sbagliatissima. Ai giovani oggi si dà e si permette fin troppo. Sono i giovani che devono dare di più alla società e che devono cominciare a imparare che cos'è il sacrificio. Parlo ovviamente in generale, perché i giovani italiani non sono tutti bamboccioni viziati, ma ci sono anche quelli seri, quelli che si accontentano di lavori umili pur di lavorare, magari pur avendo una laurea, quelli che non vanno a studiare all'estero con i soldi di papà, quelli che non vanno ad assembrarsi e a perdere tempo e sonno in discoteche, bar, movide e altre pericolose vanità, ma che si alzano alle 5 di mattina per andare a fare volontariato (come ha fatto per anni, prima di iniziare a lavorare, una mia figlia di cui sono orgoglioso). Il ministro Speranza quasi si scusava con i giovani per avergli chiuso le discoteche per qualche settimana. Roba da matti! Un ministro della Sanità più serio avrebbe lanciato ai giovani irresponsabili (e ai genitori che li viziano) un durissimo monito. Dopo 35.000 morti e con una curva epidemiologica in risalita, questi rammolliti e rimbecilliti dal benessere non sanno rinunciare neppure alla pista da ballo e all'aperitivo al bar. E la gran parte di loro chatta sul telefonino dalla mattina alla sera ma non ha nemmeno installato IMMUNI. Dice: ma 'sti ragazzi si devono pur divertire dopo un anno di studio. Un anno di studio??!! L'a.s. 2019-20 per gli studenti (non certo per i docenti) è stato una pacchia, quasi un anno sabbatico. Roba da far invidia ai 68ottini del 6 politico o del 18 politico. Ho molti amici e alcuni parenti che insegnano nella scuola e nell'università. Qualcuno di loro ha preso l'esaurimento nervoso, qualche loro collega si è messo in aspettativa o è andato in pensione anticipata: un trimestre di lezioni a distanza ha stressato parecchi docenti (quelli più coscienziosi, quelli che ci hanno messo il massimo impegno) più di 10 anni di lezioni frontali. Ma per lo più senza riscontro da parte degli studenti. Sono stati promossi, con l'attenuante della pandemia, asini con lacune irreparabili in 3 o 4 o più materie. È stata data la maturità a studenti che durante gli esami non hanno letteralmente aperto bocca. Se non per dire che erano provati e stressati dal lockdown. Poverini! Ci siamo mai chiesti perché paesi che come l'Italia sono sempre stati privi di risorse naturali, Giappone, Corea del Sud, Svizzera, la stessa Germania, sono paesi ricchi? Uno dei motivi principali, se non il principale, è la qualità e la selettività del loro sistema scolastico e universitario. Selettività che si traduce a valle, nel mondo del lavoro, in una ferrea meritocrazia. Gli studenti oggi hanno non solo il web ma libri di testo di una qualità che ai miei tempi neppure mi sognavo. Una volta preparai un esame, di cui non avevo seguito bene il corso, su un testo in tre ponderosi volumi scritti e raccomandati dal docente. Un pasticcio inenarrabile. Buttai il sangue e me la cavai grazie alle dispense di un corso analogo del Politecnico di Torino, che un amico era riuscito a procurarsi via pacco postale. Diversi mesi dopo l'esame, quel docente scellerato mise a disposizione in biblioteca e al centro fotocopie una errata corrige dattiloscritta: era più ponderosa dei tre volumi originali messi insieme. Oggi gli studenti hanno tutti gli strumenti per raggiungere una preparazione eccellente, anche senza seguire corsi e lezioni, frontali o a distanza che siano. Ma sono svogliati e speculano sulla bassa selettività del sistema. E hanno i soldi in tasca per andarsi a divertire tutte le sere. E se ne fo.tto.no della pandemia e degli anziani che possono contagiare. Ma Draghi dice che bisogna dargli di più. Spero di sbagliarmi, ma vedo un futuro nero per l'Italia. 

https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=afHpN7Un02o&feature=emb_logo

Modificato da fosforo311

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