Nonna Peppina:fortuna che esistono persone altruiste e perbene.se aspetti le istituzioni....

Farne  un  caso  quando  non  ci  sono  loro  di  mezzo  è da  maldestri celoduri o grulli....na  qualche volta anche  le  istituzioni  fan  la  cosa  giusta  peccato  per  la  povera Peppina   imbrogliata  proprio  dai  propri  parenti...

La povera Peppina.
Quanto ci hanno sfasciato il ca..o con la povera Peppina.
Lo stato cattivo e aguzzino che se la prende con la Povera Peppina.
Ma andate af...fancu  lo va. Sta storia puzzava di truffa ai danni dello stato lontano mille miglia.
Oggi si scopre che la famiglia della Povera Peppina, fuori dalla proroga collettiva, non ha accettato la trattativa ad personam: il Comune, con il supporto del governo, avrebbe lasciato l’anziana nella casa in legno fino alla fine dei suoi giorni purché, dopo la dipartita della capofamiglia, fosse stato chiaro che il bene abusivo sarebbe stato smontato.

Niente da fare. La famiglia voleva due immobili: un immobile dal valore pari al 100% di quello della casa lesionata e la nuova casa abusiva sanata.
Magari avrebbero gradito anche una fetta di cu    lo con i pinoli.

Andate affanc   ulo un'altra volta va.

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7 messaggi in questa discussione

iL POVERO  DIRETTORETTO   AMANTE  DELLE  BUFALE   azzerrate  le  sue   sinapsi

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IL  CELODURO  VUOLE  IL  LINK  AHAHAHAH  non sa manco  cercare   ,  ma  lui   è  solo fornito  di  bufale  tanto  al  kilo  comunque   ecco  il  link 

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/10/11/news/case_abusive_post-sisma_in_arrivo_la_sanatoria_ma_non_per_nonna_peppina-177978897/

La famiglia di Peppina, fuori dalla proroga collettiva, non ha accettato neppure la trattativa ad personam: il Comune, con il supporto del governo, avrebbe lasciato l’anziana nella casa in legno fino alla fine dei suoi giorni purché, dopo la dipartita della capofamiglia, fosse stato chiaro che il bene abusivo sarebbe stato smontato. Agli eredi - a cui lo Stato risistemerà comunque la prima abitazione danneggiata - sarebbe andato un bene di pari valore. Niente, i Fattori vogliono la casa recuperata e la casetta autocostruita. La Regione Marche si è proposta di sostenerli nel ricorso al Tar: non hanno accettato. Procedono per conto proprio e annunciano un libro sulla storia di Nonna Peppina: "Sarà un bestseller". Il sindaco di Fiastra, Claudio Castelletti: "Stanno aspettando una deroga ai piani paesaggistici per far rientrare Nonna Peppina". La commissaria alla Ricostruzione replica che non sarà possibile: c’è un doppio problema di vincoli non rispettati e di volumi eccedenti.
 

Modificato da pm610

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IL  CELODURO  VUOLE  IL  LINK  AHAHAHAH  non sa manco  cercare   ,  ma  lui   è  solo fornito  di  bufale  tanto  al  kilo  comunque   ecco  il  link 

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/10/11/news/case_abusive_post-sisma_in_arrivo_la_sanatoria_ma_non_per_nonna_peppina-177978897/

La famiglia di Peppina, fuori dalla proroga collettiva, non ha accettato neppure la trattativa ad personam: il Comune, con il supporto del governo, avrebbe lasciato l’anziana nella casa in legno fino alla fine dei suoi giorni purché, dopo la dipartita della capofamiglia, fosse stato chiaro che il bene abusivo sarebbe stato smontato. Agli eredi - a cui lo Stato risistemerà comunque la prima abitazione danneggiata - sarebbe andato un bene di pari valore. Niente, i Fattori vogliono la casa recuperata e la casetta autocostruita. La Regione Marche si è proposta di sostenerli nel ricorso al Tar: non hanno accettato. Procedono per conto proprio e annunciano un libro sulla storia di Nonna Peppina: "Sarà un bestseller". Il sindaco di Fiastra, Claudio Castelletti: "Stanno aspettando una deroga ai piani paesaggistici per far rientrare Nonna Peppina". La commissaria alla Ricostruzione replica che non sarà possibile: c’è un doppio problema di vincoli non rispettati e di volumi eccedenti.
 

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e pure  questo  ignora...  ma  informarsi  da  altre   fonti  per  lui  è  impossibile  le  sue  sinapsi lo  impediscono o  meglio non rispondono  proprio.

Il 'salva-casette' avrà la forma del decreto e consentirà di regolarizzare sia gli 'immobili amovibili' che gli 'immobili fissi'. Nel primo caso potranno restare nella casa temporanea coloro che l’hanno allestita su un’area edificabile e non abbiano superato i volumi dell’abitazione precedente. Potranno avviare la regolarizzazione, inoltre, se non hanno un altro alloggio a disposizione, se non hanno avuto una casa (Sae) dalla pubblica amministrazione, se non usufruiscono di un contributo in denaro per la sistemazione in affitto della famiglia. La proroga, tuttavia, prevede anche una deroga, una sanatoria a tempo: i pareri paesaggistici e ambientali potranno essere rilasciati ex post, ovvero dopo l’avvenuta costruzione della 'casetta in giardino'. "Il giudizio di compatibilità paesaggistica e ambientale dovrà essere comunque positivo", dice la commissaria. Questo passaggio, tuttavia, appare da subito problematico. Di certo, secondo il decreto, quando il terremotato avrà di nuovo la vecchia casa messa in sicurezza o ricostruita ex novo, quella 'mobile' dovrà essere abbattuta.

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La proroga-sanatoria potrà riguardare soltanto chi ha realizzato l’immobile tra il 24 agosto 2016 (terremoto di Amatrice) e il 10 aprile 2017. Le domande dovranno essere presentate entro il 31 dicembre 2017. Quando la famiglia otterrà nuovamente la struttura originaria, dovrà abbattere la seconda e temporanea a proprio spese.
Per la ricostruzione degli edifici privati - ricordano gli uffici della commissaria De Micheli - sono già a bilancio 6,5 miliardi di euro. Ma pochi, per ora, hanno fatto richiesta della loro quota.

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E     naturalmente   ora  il  silenzio   del  direttoretto 

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direttoretto  sparito  da  questo  post

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