per non dimenticare

vogliamo rendervi partecipi dell’orrore infinito della Foiba di Jazovka, dalla quale sono stati riesumati nei giorni scorsi i resti di ben 814 vittime. Di seguito un aggiornamento che ci arriva da Zagabria. La prima indagine sui cadaveri era stata condotta nel settembre 2019 mentre l’esumazione è iniziata il 13 luglio di quest’anno, a seguito dell’autorizzazione rilasciata il 22 giugno dal viceministro croato che dirige anche il Dipartimento per i detenuti e le persone scomparse, Stjepan Sučić, ed è durata una settimana circa.

Nei pressi di questa foiba ce ne sarebbe un’altra, ed il piano ora è quello di condurre una nuova ricerca in questa cavità, che gli speleologi hanno già denominato “Jazovka 2”.

Tra le vittime, insieme ai membri delle formazioni ustascia e dei domobranci catturati, c’erano i feriti, le infermiere e le suore prelevate dai partigiani dall’ospedale Santo Spirito (Sv. Duh) di Zagabria dopo la “battaglia di Krašić”, nel 1943, e poi nel maggio 1945.

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3 messaggi in questa discussione

eroi dimenticati:

Un soldato impara, suo malgrado, a convivere con le cicatrici e le ferite che rimedia sul campo di battaglia. Vasco Agosti, nato a Cadelbosco di Sopra il 29 maggo 1888, partì alla volta della Cirenaica in occasione della guerra italo-turca. La Libia era, infatti, un territorio molto precario, vessato da crisi e da problemi intestini tra le varie fazioni che volevano ottenere indipendenza dal giogo di Ankara. Agosti non riuscì però a combattere fino all’ultimo momento in territorio africano dal momento che rimase gravemente ammalato di un morbo sconosciuto.

Qualche mese dopo guarì completamente e, anzi, era già pronto per partire per il fronte. Ma non si trattava più del fronte libico bensì di quello italiano. Vasco Agosti combatté e rimase ferito dapprima sul Tolmino nel 1915 mentre l’anno successivo rimase nuovamente ferito a Cima delle Saette. Sul Tolmino, in particolare, Agosti ottenne la prima medaglia d’argento al valor militare: Ferito durante una ricognizione, compiva ugualmente il suo servizio. Fattosi medicare, volontariamente ricominciava, subito dopo, un’altra ricognizione. Nuovamente e più gravemente ferito al fianco, adempiva completamente il suo compito e, al ritorno, soltanto dopo ordine espresso del comandante di reggimento, si lasciava condurre al posto di medicazione”.

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up ai veri eroi!!  questi no n sono certo andati a pagamento nelle tv!! o a farsi decorare..o a volere esere  insigniti a spese degli italiaio...

Modificato da director12

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Irredentista e patriota italiano. Istriano. Eroe italiano. Nazario Sauro, impiccato il 10 agosto di un secolo fa: «Muoio contento di avere fatto il mio dovere di italiano», disse prima di morire. Durante la Grande Guerra, 61 le sue missioni a bordo di sommergibili e torpediniere. Alla 62/a, dopo aver ricevuto la medaglia d’argento, con il sommergibile Giacinto Pullino tenta di penetrare nel porto di Fiume occupata, ma il sommergibile andò ad incagliarsi sullo scoglio della Galiola, all’imbocco del golfo del Quarnero. Catturato è condannato a morte da una corte marziale austriaca per alto tradimento, perché nella folle ideologia dello Ius Soli, era ‘austriaco’ perché nato in territori occupati dall’Impero Austro-Ungarico.

Viene impiccato il 10 agosto 1916 a Pola. Il corpo gettato in una fossa comune. Dopo la guerra vinta, nel 1919 le sue spoglie vengono riesumate e ricevono degna sepoltura. Nel 1947, con la ignominiosa cessione dell’Istria agli slavi, il cadavere è traslato a Venezia.

Quello era il tempo degli eroi. 

NAZARIO-SAURO.jpg

Modificato da director12

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