Buona Scuola e Jobs act: controriforme da abolire

Chi ha visto venerdì scorso la puntata di Crozza ed era poco informato su certe cose (o era informato dai tg di Telerenzi, ex Rai) ha incassato un pugno nello stomaco. Ma purtroppo siamo al punto che le notizie scomode (per la feccia di abusivi che ci governa) riesce a darcele solo un comico, ed è tutto un dire. La trasmissione è iniziata parlando della cosiddetta "Buona Scuola", la riformaccia renziana che, se l'avesse fatta tal quale la destra, il Pd (quello di una volta beninteso) sarebbe andato in piazza ad alzare barricate insieme a studenti e professori. È stata mostrata una foto vergognosa per un paese civile: una ragazza, una studentessa, messa a pulire un cesso, e a pulirlo gratis, nell'ambito della demenziale alternanza obbligatoria scuola-lavoro  (o meglio: scuola-sfruttamento di manodopera minorile non pagata) prevista dalla riformaccia. In un recente post al quale rimando

avevo sottolineato l'estrema ignoranza di chi l'ha concepita. Asini promossi ministri e che ignorano perfino il significato e l'etimologia della parola scuola. Poi Crozza ha citato il caso di un'altra studentessa, mandata a lavorare in Sardegna in uno stabilimento balneare che aveva appena licenziato dipendenti. E ha ricordato che nel 2018 saranno un milione e mezzo gli studenti delle superiori obbligati a lavorare gratis, per circa mezzo miliardo di ore complessive. Queste in Italia corrispondono alle ore lavorate in un anno da circa 280.000 lavoratori a tempo pieno. Quanti di questi e quanti precari rischieranno di dover cedere il posto agli studenti-schiavi? Che vergogna e che schifo! Naturalmente nessun lavoro onesto è vergognoso, ma chi lavora DEVE ESSERE PAGATO, specie chi pulisce i cessi o le spiagge. Altrimenti non solo siamo fuori da ogni cultura di sinistra, ma fuori dallo Stato di diritto, fuori dalla civiltà. Il 13 ottobre prossimo milioni studenti e professori manifesteranno in tutto il paese contro la riformaccia renziana, invito anche i genitori a scendere in piazza.

Poi Maurizio ha parlato dell'ILVA di Taranto. La cordata multinazionale (comprendente anche Marcegaglia e Intesa) che ha rilevato l'acciaieria ha imposto ai lavoratori condizioni durissime: 4000 esuberi e assunzione ex novo tramite Jobs act per i restanti 10.000 dipendenti che dovranno firmare un atto di rinuncia a tutti i diritti acquisiti nella carriera pregressa (art.18, scatti di anzianità, etc.). Ecco a cosa ci ha ridotti il Jobs act: un miliardario indiano viene qui a prendersi a prezzo di saldo la più grande acciaieria d'Europa, che negli anni ha succhiato miliardi di denaro pubblico, e ci tratta come se fossimo noi il Terzo Mondo. Naturalmente per i sindacati la proposta è irricevibile, mentre il caudillo Renzi e il governo (che conosceva il piano industriale e ha dato il via libera a questi vampiri) tacciono. VERGOGNA!

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3 messaggi in questa discussione

Il jobs act è cominciato col mettere mano all'articolo 18, con la richiesta del ex ministro maroni al defunto Biagi, assassinato...sono storie che partono da lontano queste...adesso tocca al renzi, al quale l'unico merito che mi sento di dare è quello di aver finalmente partorito la legge sul licenziamento dei buoni a nulla nel lavoro pubblico, non sarà mai cosa facile metterla in pratica completamente ma speriamo, sull'ilva sono state fatte battaglie durissime, anche sulla pelle di quei rappresentanti che si permettevano di chiederne se non la chiusura almeno la bonifica, attirandosi unicamente la rabbia di altri operai sugli stessi, al minimo accenno di licenziamento da parte dei proprietari, residenti in Svizzera , mi pare, non era grillo eh, forse presto vedremo anche l'Alitalia essere, diciamo, svenduta a qualcun altro, ma anche questa parte da lontano e le promesse non bastano per salvarla.

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7 ore fa, fosforo31 ha scritto:

Chi ha visto venerdì scorso la puntata di Crozza ed era poco informato su certe cose (o era informato dai tg di Telerenzi, ex Rai) ha incassato un pugno nello stomaco. Ma purtroppo siamo al punto che le notizie scomode (per la feccia di abusivi che ci governa) riesce a darcele solo un comico, ed è tutto un dire. La trasmissione è iniziata parlando della cosiddetta "Buona Scuola", la riformaccia renziana che, se l'avesse fatta tal quale la destra, il Pd (quello di una volta beninteso) sarebbe andato in piazza ad alzare barricate insieme a studenti e professori. È stata mostrata una foto vergognosa per un paese civile: una ragazza, una studentessa, messa a pulire un cesso, e a pulirlo gratis, nell'ambito della demenziale alternanza obbligatoria scuola-lavoro  (o meglio: scuola-sfruttamento di manodopera minorile non pagata) prevista dalla riformaccia. In un recente post al quale rimando

avevo sottolineato l'estrema ignoranza di chi l'ha concepita. Asini promossi ministri e che ignorano perfino il significato e l'etimologia della parola scuola. Poi Crozza ha citato il caso di un'altra studentessa, mandata a lavorare in Sardegna in uno stabilimento balneare che aveva appena licenziato dipendenti. E ha ricordato che nel 2018 saranno un milione e mezzo gli studenti delle superiori obbligati a lavorare gratis, per circa mezzo miliardo di ore complessive. Queste in Italia corrispondono alle ore lavorate in un anno da circa 280.000 lavoratori a tempo pieno. Quanti di questi e quanti precari rischieranno di dover cedere il posto agli studenti-schiavi? Che vergogna e che schifo! Naturalmente nessun lavoro onesto è vergognoso, ma chi lavora DEVE ESSERE PAGATO, specie chi pulisce i cessi o le spiagge. Altrimenti non solo siamo fuori da ogni cultura di sinistra, ma fuori dallo Stato di diritto, fuori dalla civiltà. Il 13 ottobre prossimo milioni studenti e professori manifesteranno in tutto il paese contro la riformaccia renziana, invito anche i genitori a scendere in piazza.

Poi Maurizio ha parlato dell'ILVA di Taranto. La cordata multinazionale (comprendente anche Marcegaglia e Intesa) che ha rilevato l'acciaieria ha imposto ai lavoratori condizioni durissime: 4000 esuberi e assunzione ex novo tramite Jobs act per i restanti 10.000 dipendenti che dovranno firmare un atto di rinuncia a tutti i diritti acquisiti nella carriera pregressa (art.18, scatti di anzianità, etc.). Ecco a cosa ci ha ridotti il Jobs act: un miliardario indiano viene qui a prendersi a prezzo di saldo la più grande acciaieria d'Europa, che negli anni ha succhiato miliardi di denaro pubblico, e ci tratta come se fossimo noi il Terzo Mondo. Naturalmente per i sindacati la proposta è irricevibile, mentre il caudillo Renzi e il governo (che conosceva il piano industriale e ha dato il via libera a questi vampiri) tacciono. VERGOGNA!

Povero Cazzaro !! Un post pieno di menzogne !! La vergogna sei te  e quelli come te che in pochi mesi porterebbero il Paese al catafascio . Iniziamo intanto col dire che dovresti spiegare un po’ meglio gli episodi delle ragazze sfruttate e costrette a lavorare senza stipendio . Citaci luoghi , situazioni , articoli di stampa che ne parlano e poi ne discutiamo , così come tenti di farle passare ti dimostri il solito falsario e Bufalaro .  Per quel che riguarda l’Ilva sei vomitevole !! Ti *** che e’ proprio grazie a Renzi che l’ Ilva non ha chiuso i battenti e non si sono persi 14.000 posti di lavoro. Renzi si e’ schierato da subito per il mantenimento dell’Ilva e mai si e’ detto favorevole alla sua chiusura . Continui con le bufale facendo passare i 4000 esuberi per licenziamenti mentre i 4.000 rimarranno in forza per i servizi decentrati e non andranno via fino a nuova assunzione non perdendo nemmeno un euro. Certo , tutti i dipendenti saranno assoggettati al regime di Job Act e questo era già stabilito nelle norme di acquisizione dell’Ilva da parte del gruppo Italo/Indiano. Forse la testadiminkia partenopea preferiva licenziamenti in massa e chiusura totale dello stabilimento con relativa perdita totale dei posti di lavoro ?? Probabilmente si !! Il Cazzaro Partenopeo preferiva quella situazione. Peccato per la testadiminkia che i lavoratori hanno preferito diversamente !! 

 

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Per il premier Gentiloni che in gioventù era comunista, e perfino per il ministro Calenda che viene dalla finanza e da Confindustria, la proposta della cordata di vampiri che ha rilevato l'Ilva è "irricevibile", lo stesso aggettivo usato dai sindacati. Sono d'accordo anch'io, anche se aggiungerei "oscena", e faccio un sincero plauso al governo. Come scrivevo nel post precedente, il solo aprire un tavolo su quella proposta avrebbe declassato di colpo l'Italia a paese del Terzo Mondo, a terra di conquista e di sfruttamento per le multinazionali che si stanno divorando il pianeta, e ci avrebbe riportati indietro di secoli sul piano dei diritti, delle tutele e della dignità del lavoro. Vi assicuro che negli anni '70 un governo democristiano che avesse osato trattare su una proposta del genere avrebbe trasformato le fabbriche in polveriere, migliaia di operai sarebbero passati nelle file delle Brigate Rosse, rosse come il sangue che sarebbe scorso a fiumi per il paese. Ma vi assicuro che la Dc non si sarebbe mai abbassata a tanto, e non certo per paura dei terroristi ma perché quel partito aveva un rispetto per i diritti e la dignità dei lavoratori che il partito del Jobs act oggi neppure si sogna. Spero che anche Gentiloni  e  Calenda abbiano preso la decisione solo in difesa dei lavoratori e non dell'ordine pubblico che a Taranto e Genova poteva essere seriamente  minacciato in caso di scelta diversa.Voglio anche sperare che la decisione non sarebbe cambiata a distanza maggiore dalle elezioni.

Resta il fatto che la multinazionale indiana ci ha provato.  A che cosa? A umiliarci. Indubbiamente il Jobs act di Renzi e di Confindustria (non di Gentiloni) attira capitali dall'estero. Saremo invasi dalle multinazionali. Già, ma verranno per fare cosa? È presto detto. Per acquisire a prezzi di saldo grandi e prestigiose aziende e marchi italiani, il nostro know-how, il valore aggiunto di tanti sacrifici e spesso anche di tanti investimenti pubblici. Magari per trasferirlo in un secondo tempo in posti dove il lavoro e i diritti valgono ancora meno. Verranno qui non a creare ma a cancellare posti di lavoro (4000 esuberi a Taranto) anche quando il piano industriale prevede incrementi della produzione e dei ricavi (proprio come nel caso dell'Ilva). Perché per queste sanguisughe l'unica e sola cosa che conta è il profitto. Verranno per cancellare, grazie alla riformaccia renziana, diritti acquisiti dei nostri lavoratori, applicandola addirittura in modo retroattivo. Mettetevi nei panni di un ultracinquantenne padre di famiglia che dopo essersi rovinato la salute in un altoforno si vede licenziato e riassunto senza tutele e con lo stipendio d'ingresso di un ventenne. Proprio quello che volevano fare a Taranto. Al suo posto io non mi farei riassumere e passerei ad altre forme di lotta (non dico quali se no un verme renziano strisciante nel forum mi segnala alla polizia postale per istigazione al reato). Verranno in Italia le multinazionali per colonizzarci e per avvelenarci, come la Union Carbide e la sua fabbrica di pesticidi a Bophal in India negli anni '80. Vi sembra esagerato il paragone? Forse non avete mai respirato l'aria di Taranto, e non sapete che il piano industriale dei vampiri dell'Ilva prevede grosse dilatazioni dei tempi del risanamento ambientale, grossi tagli delle relative spese e impiego di tecnologie superate. Amici forumisti, converrete con me che simili investitori stranieri è meglio perderli che trovarli. No grazie, facciamo meglio da soli, magari con capitali pubblici da investire (al posto dei bonus e delle decontribuzioni da regalare a elettori e confindustriali) e se il caso arrangiandoci con un po' di decrescita, però felice, equa, solidale: lavorare meno (ovvero con gli orari medi di tedeschi e olandesi) lavorare tutti (come tedeschi e olandesi per l'appunto).

Modificato da fosforo31

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