Le mer de scappano ma l’odore si sente . Si sente dal Veneto alla Campania ...!!

“È un venditore di tappeti", “preferisco l’imbarazzato bel tacer del M5S alle gratuite supercazzole di Renzi e compagnia. Lui è passato dall’avere come modello De Gasperi al comportarsi come uno Scilipoti qualunque”, “Renzi è meno credibile di una pianta grassa, neanche i suoi genitori gli danno più retta”, “non ho mai dato del venditore di tappeti a Renzi per un semplice motivo: ho troppo rispetto dei venditori di tappeti”.

Queste sono soltanto alcune delle frasi che Salvini da ieri ha dedicato a Matteo Renzi. Una serie inqualificabile di insulti che qualificano il personaggio che li ha pronunciati. Ma non mi turbano le parole di Salvini, mi turbano semmai i tanti silenzi. Quando decidemmo di non partecipare al voto in giunta (i nostri voti non erano nemmeno decisivi, il centrodestra ha già la maggioranza in giunta per le autorizzazioni) volevamo  approfondire proprio perché non volevamo usare, come normalmente accade in Italia, la giustizia a fini politici. 

Volevamo soltanto esprimere un giudizio sereno, fuori da ogni condizionamento politico. Saremmo stati garantisti fino in fondo, anche con la persona che consideriamo più lontana da noi politicamente. Ricordo il camion di insulti che ci scaricarono contro: “venduti”, “cazzari”, “chissà che patto hanno fatto i due Matteo”, “sono due facce della stessa medaglia”, “vergogna”. 

Quei giorni furono durissimi, cercavamo di spiegare ma la furia “giustizialista” era troppo violenta e non sentiva ragioni. Che ne sapevano del nostro travaglio? Gli interessava di più rilanciare gli insulti di Travaglio, lo stesso direttore di un quotidiano che nei giorni drammatici in cui quei poveri cristi non venivano fatti sbarcare esaltava il governo Conte 1 e il suo ministro dell’interno. 

Dovevo sentirmi fare la morale da quelli che mentre stavo sul ponte della Sea Watch, della Gregoretti, della Diciotti, per contestare le politiche di Salvini, stavano comodamente sdraiati in spiaggia sotto l’ombrellone a leggere di me sui giornali. 

Però loro in Italia vengono considerati “di sinistra” e “perbene”, noi siamo “renziani spregiudicati”, “impostori”, degni soltanto di vedere stampate le nostre facce sui rotoli di carta igienica. Ad ogni nostra azione corrisponde sempre una squallida dietrologia da raccontare. 

Dove sono ora tutti quelli che in quei giorni ci insultavano? Sono gli stessi che adesso ascoltano in silenzio compiaciuti gli insulti di Salvini a Matteo Renzi, senza proferire una sola parola di solidarietà. Perché alla fine gli unici uguali, più uguali di tutti, sono loro. Quelli che insultano ora come allora, quelli dai complici silenzi, ora come allora.                                                           F.D. 

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1 messaggio in questa discussione

Povera ridicola marketta, se la prende con chi insulta il suo padrone perché le consente di slappargli il gelato e vuotargli il pitale ogni mattina.

Ma lei miserabile marketta pisana, s'è mai guardata allo specchio?

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