OMERTÀ E RICATTO ?

Se  è ne a  conoscenza  deve  parlare   e  non fare  l'omertoso.....

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Con i soldi del Pirellone avevano comprato anche due villette sul lago d' Iseo. Una a testa, i commercialisti Alberto Di Rubba  Andrea Manzoni, ex revisori dei conti del Carroccio rispettivamente alla Camera e al Senato.  Che fine abbiano fatto gli 800 mila euro di fondi pubblici usati pe...

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IL COMMENTO

Il presidente “riccone” già affondato Nel ridicolo
di Gad Lerner

Attilio Fontana difficilmente si dimetterà da presidente della Regione Lombardia, anche se ne ha fin sopra i capelli e tornerebbe volentieri a Varese. Il suo ritiro, auspicato pure dai familiari dopo la collezione di bugie e figuracce che hanno preceduto l’indagine giudiziaria, certificherebbe l’affondamento della Lega nazionalista in casa propria. E dunque Salvini farà di tutto per convincerlo a restare. Da ieri perciò la sorte riserva a Fontana l’esperienza peggiore che possa toccare a un uomo pubblico: affondare nel ridicolo. Farti beccare dalla Banca d’Italia mentre bonifichi 250 mila euro a tuo cognato da un conto in Svizzera di 5,3 milioni, che a loro volta avevi “scudati” per riportarli dalle Bahamas, rende Fontana impresentabile prima di tutto agli occhi del popolo leghista. Quello abituato dai tempi di Bossi a vivere i suoi capi come paladini dei tartassati contro l’élite dei magna magna. Poi arrivò la ramazza di Maroni, il predecessore di Fontana, che ora cerca protezione politica nel partito mollato due anni fa, dove tanti militanti quella ramazza vorrebbero usarla per spazzare lui. Salvini, Maroni e Fontana si ritrovano asserragliati nella medesima trincea lombarda, costretti a difendere l’indifendibile anche se ciò provoca un’emorragia di consensi.

L’inedita figura del presidente leghista riccone, in grado di risarcire di tasca sua il cognato per il mancato guadagno sui camici forniti alla regione, completa il quadro già emerso dei comprimari leghisti minori: arraffoni collezionisti di incarichi, prebende e guadagni personali. Quando la politica scivola nella pochade, come accadde per le cene eleganti di Berlusconi, e come accade oggi col conto scudato di Fontana, hai un bel tirare in ballo la “malagiustizia” e i complotti a orologeria, come si è messo a fare Salvini. Ormai il ridicolo ha preso il sopravvento.

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