Abbandonano il bambino con un biglietto che commuove, lo stato non dovrebbe aiutarli?

Il piccolo ha 9 giorni, si chiama Luigi, è stato abbandonato la mattina del 19 luglio a Bari, nella chiesa di San Giovanni Battista, nel rione di Poggiofranco.
La culla termica era stata installata da don Antonio Ruccia, in collaborazione con il reparto di Terapia intensiva neonatale del Policlinico, circa 5 anni fa dopo il ritrovamento del corpo senza vita di una bimba su una spiaggia di Monopoli.Bari. 
Per 5 anni è rimasta vuota, poi l'allarme, racconta don Antonio:  "Quando il mio cellulare, collegato alla culla termica, ha cominciato a squillare ho iniziato a tremare. Mi sono catapultato nell'area dove è installata la culla e ho visto questa creatura meravigliosa che strillava, piangeva ma allo stesso tempo mi è sembrato fosse curato e che stesse bene"

Nella culla c'era un bigliettino: "Lui è Luigi. Piccolo, mamma e papà ti ameranno per sempre".

Quando il parroco lo ha letto non ha potuto trattenere le lacrime, portato nel reparto di Neonatologia del Policlinico di Bari diretto dal professore Nicola Laforgia: “È in buone condizioni, un bimbo sano. Inutile raccontare l'emozione dei colleghi che erano di turno, è la prima volta che quella culla viene utilizzata e io voglio vederci un segnale di speranza. La culla si è riempita in un momento particolare per tutti noi, per quello che abbiamo vissuto durante la fase acuta della pandemia. Non vorrei parlare di abbandono, è stato un atto di amore quello dei genitori che hanno lasciato il proprio figlio in un posto dove erano sicuri che sarebbe stato accolto e curato".

Sarà dato in adozione, ma io cercherei allo sfinimento i suoi genitori e se fosse vero quello che tutti pensiamo, si tratta di un abbandono per problemi economici, andrebbe promesso loro e dato un aiuto per poterlo crescere, altro che adozione o case famiglia, questi sono i casi dove la solidarietà di tutti dovrebbe essere scontata, che ne pensi? Guarda come è bello

Bari, trovato neonato nella culla termica di una chiesa - La ...

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2 messaggi in questa discussione

Francamente, pensare di poter lasciare un essere umano in una incubatrice di strada, come fosse una cassetta della posta di qualcuno, una raccolta di batterie o di indumenti usati, mi fa rabbrividire, è qualcosa di inquietante, mi facredere che siamo arrivati ad un punto in cui non riusciamo davvero a coltivare un’anima, a valorizzare la vita dandogli almeno una parvenza di bene inestimabile. Assurdo essere obbligati ad approntare una soluzione del genere (che soluzione non è affatto), invece di creare le condizioni sociali ed economiche affinché non si debba vivere un momento così drammatico, come l’abbandono di un figlio. C’è una mancanza cronica di politiche efficaci per la famiglia e, soprattutto, condizioni economiche generali che da anni aspettano interventi migliorativi. Una società che non è in grado di tutelare, incentivare, difendere! le nascite, è una società inservibile, perché non ha futuro, non potendosi rinnovare. Io non biasimo i genitori del nuovo Luigi, ma non vorrei vedere una culla da strada. Vorrei che non ci fosse bisogno di adozioni forzate e vorrei che ci fosse al tempo stesso più consapevolezza e responsabilità anche da parte dei giovani. Vorrei che i genitori di Luigi (e tutti quelli come loro) avessero la possibilità di far crescere uno, due , cinque figli senza privarli di nulla. La solidarietà non è la soluzione, perché è sempre sfruttata per non intervenire politicamente su molte questioni, fa comodo e aumenta senza fondamento l’autostima delle persone. La solidarietà non migliora le coscienze, le nasconde a se stessi.

Mi rattrista anche il fatto che molte persone abbiano letto il Suo post, introduttivo dell’argomento, senza lasciare almeno un commento lapidario. Ricordo a tutti che la “Società” siamo noi, noi formiamo il c.d. consorzio umano e mi sembra impossibile non avere nulla da dire su un fatto del genere. 

 

DvMcEv

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La società, cioè noi, vogliamo che essa si muova nella volontà che noi stessi pretendiamo...una difesa efficace nelle prevenzione per la donna, la chiesa che chiama creatura meravigliosa il bimbo, non si sognerà mai di farla, anzi esalta gli obbiettori di coscienza, che preferiscono far morire la madre, ma salvare il figlio, anche questo è un incentivo a ciò che succede, magari i genitori, come li chiama il prete, sono una sola, la madre, che altro non poteva fare, e che nella sua "bontà" il prete rende ancora più sola...atto d'amore dei genitori, o della genitrice, altro non è che un gesto di disperazione.

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