Forza presidente! L'Italia operosa, solidale e onesta è tutta con te!

Negoziato difficilissimo, battaglia durissima dell'Italia contro i paesi egoisti (frugali un corno: l'Olanda si è pappata pure la nostra ex Fiat). Si prevede un'altra notte calda. Altre sportellate tra il nostro presidente-avvocato e il "Rutto" olandese. 
Forza presidente! Quel tulipano tanto lungo quanto egoista e meschino te lo cucini a fuoco lento e te lo fai quando vuoi. Il problema sono gli altri miserabili che lo sostengono. E i vermi nostrani che tifano e che tramano contro di te.  Molto del destino dell'Europa oggi dipende da un avvocato coraggioso di Foggia. Ma se non ci sarà il Recovery Fund, allora uniamoci con chi ci sta nell'emettere i bond e sbattiamo fuori gli egoisti.

Gli italiani veri, presidente, sono tutti con te!

https://www.repubblica.it/politica/2020/07/18/news/consiglie_ue_recovery_fund_conte-262295863/

.  

1 persona mi piace questo

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

23 messaggi in questa discussione

12 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Negoziato difficilissimo, battaglia durissima dell'Italia contro i paesi egoisti (frugali un corno: l'Olanda si è pappata pure la nostra ex Fiat). Si prevede un'altra notte calda. Altre sportellate tra il nostro presidente-avvocato e il "Rutto" olandese. 
Forza presidente! Quel tulipano tanto lungo quanto egoista e meschino te lo cucini a fuoco lento e te lo fai quando vuoi. Il problema sono gli altri miserabili che lo sostengono. E i vermi nostrani che tifano e che tramano contro di te.  Molto del destino dell'Europa oggi dipende da un avvocato coraggioso di Foggia. Ma se non ci sarà il Recovery Fund, allora uniamoci con chi ci sta nell'emettere i bond e sbattiamo fuori gli egoisti.

Gli italiani veri, presidente, sono tutti con te!

https://www.repubblica.it/politica/2020/07/18/news/consiglie_ue_recovery_fund_conte-262295863/

.  

Come no , Cazzaro !! Come no !!  Ed in attesa del ritorno a casa dell’eroe Giuseppi che attenderemo sull’attenti e con l’inno di Mameli ad alto volume , bisognerebbe guardare anche un po’ i numeri . E dovrebbe farlo pure lo spocchioso e più bello che intelligente PDC che tanto piace , essendo di destra come Calandrino , anche al Cazzaro di Napoli . Detto che il Cazzaro e quelli come lui , l’unica cosa che potrà “sbattere” sono le uova e che fin da ragazzino preferiva andare a letto presto con un libro di Salgari invece di andare a “sbattere” qualche ragazzetta che invece “sbattevano” i suoi amici furbi, Ecco dati ed i numeri dell'Italia che sono impietosi nel confronto europeo. Eppure siamo ancora al Consiglio indisponibili a discutere con chi chiede come spenderemo denari concessi a interessi così fuori mercato da risultare ridicoli. Per guarire da una malattia serve una buona cura, ma anzitutto una buona diagnosi. Alla fine del 2021, l’economia tedesca sarà cresciuta del 13 per cento rispetto al 2007, subito prima della crisi del 2008; quella francese sarà cresciuta del 7, quella spagnola del 3, la nostra sarà decresciuta del 9. Dunque, di chi è la colpa, dell’Europa? Perché si potrà continuare dilettarsi nel pregiudizio e ritenere la Germania un Quarto Reich monetario, e la Francia l’inaudito nuovo alleato di Berlino che ha aperto i ponti sulla Marna, ma con la Spagna come la mettiamo? In seguito alla pandemia, l’Europa – che continuiamo a vivere come una controparte, e non un luogo e un’istituzione di cui siamo partecipi, con pari diritti e pari doveri – ha tolto le condizionalità dal Mes e ha sospeso il patto di stabilità, consentendoci, prima chiudendo un occhio e poi lecitamente, di accumulare nell’ultimo anno, da maggio a maggio, altri 175 miliardi di debito pubblico. È come se avessimo allestito una finanziaria al mese, e sempre a debito. È come se uno di noi, con un rosso pauroso in banca, avesse ottenuto un ulteriore prestito e tuttavia continuasse a non guadagnare. Quale banca mai ci allungherebbe un solo quattrino in più? Eppure siamo lì, con il nostro presidente del Consiglio, ancora a battere cassa – e va bene, Covid ci ha massacrati – ma con la spocchia di chi si ritiene bello e indispensabile, poiché senza Italia l’Unione tracolla, e dunque indisponibili a discutere le esigenze di chi vorrebbe ragguagli su come saranno spesi i denari che chiediamo, e a interessi così fuori mercato da risultare ridicoli. I famosi quattro “frugali”, detti anche avidi e miopi, vogliono semplicemente assicurarsi che il Recovery Fund non ci servirà a sostenere lo straripante assistenzialismo, unica soluzione alla perdita di ricchezza: mettere soldi là dove non ci sono più soldi, senza nulla di strategico. E soprattutto a conservare uno stile di vita ingiustificato dai tempi e dai conti. Un esempio. Per andare in pensione in Italia servono mediamente 31,8 anni di lavoro, in Austria (primo frugale) ne servono 37,5, in Danimarca (secondo frugale) 39,9, in Olanda (terzo frugale) 40,5, in Svezia (quarto frugale) 41,9. Ora, come potranno i premier di Austria, Danimarca, Olanda e Svezia spiegare ai loro Parlamenti e ai loro popoli di avere allungato fondi all’Italia senza nemmeno avere garanzia che non saranno usati anche per finanziare Quota 100? Come potranno spiegare ai loro Parlamenti e ai loro popoli di avere allungato fondi all’Italia per consentire agli italiani di andare in pensione sei, otto, dieci anni prima? E ancora: come potrà il nostro Governo mantenere Quota 100, e chiamarlo un nostro diritto, di noi cittadini, e pretendere a pugni sul tavolo che ci sia pagato da quelli che diciamo avidi e miopi? Come potremo continuare noi tutti a chiamarlo un diritto, quando è un capriccio, figlio della pancia piena e della più devastante ignoranza di quanto succede attorno a noi? Come potremo replicare il fallimento del reddito di cittadinanza, che si è rivelato un buon ammortizzatore sociale, ma un fallimentare investimento? Come potremo far finta di niente, di nuovo, davanti alla macroscopica evasione fiscale che sottrae miliardi e miliardi allo Stato, e poi quei miliardi li esigiamo da chi il fisco non lo evade? Come potremo andare avanti con le nazionalizzazioni, o paranazionalizzazioni, e in una guerra inconcepibile all’idea stessa di impresa, come un banale interesse privato (e che problema c’è?), e non come il sistema per produrre posti di lavoro e dunque prosperità e dunque tasse con cui alimentare il settore pubblico? Come potremo continuare con una politica economica del giorno per giorno, dei buchi tappati con un dito, senza un piano di investimenti e di rilancio che oggi ci costa fatica (e sudore e lacrime, ma citare non basta), ma salva il domani, nostro e dei nostri figli? Arriverà il giorno, e non è molto lontano, in cui ci diranno – che loro, gli avidi e i miopi, ci hanno provato ancora. Ma non è bastato. E allora saranno guai seri, per noi. Il mondo va avanti, anche se noi restiamo indietro. Perché la crisi siamo (anche) noi.                F.F. 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Lei sig.ra marketta è andata in pensione con 31 anni di contributi?

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Cosa significa avere il dono della sintesi ma , soprattutto , quello dell’acume politico . Basta leggere i commenti della Signora qua sopra e vengono soddisfatti ambedue. 
 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
4 ore fa, mark222220 ha scritto:

Come no , Cazzaro !! Come no !!  Ed in attesa del ritorno a casa dell’eroe Giuseppi che attenderemo sull’attenti e con l’inno di Mameli ad alto volume , bisognerebbe guardare anche un po’ i numeri . E dovrebbe farlo pure lo spocchioso e più bello che intelligente PDC che tanto piace , essendo di destra come Calandrino , anche al Cazzaro di Napoli . Detto che il Cazzaro e quelli come lui , l’unica cosa che potrà “sbattere” sono le uova e che fin da ragazzino preferiva andare a letto presto con un libro di Salgari invece di andare a “sbattere” qualche ragazzetta che invece “sbattevano” i suoi amici furbi, Ecco dati ed i numeri dell'Italia che sono impietosi nel confronto europeo. Eppure siamo ancora al Consiglio indisponibili a discutere con chi chiede come spenderemo denari concessi a interessi così fuori mercato da risultare ridicoli. Per guarire da una malattia serve una buona cura, ma anzitutto una buona diagnosi. Alla fine del 2021, l’economia tedesca sarà cresciuta del 13 per cento rispetto al 2007, subito prima della crisi del 2008; quella francese sarà cresciuta del 7, quella spagnola del 3, la nostra sarà decresciuta del 9. Dunque, di chi è la colpa, dell’Europa? Perché si potrà continuare dilettarsi nel pregiudizio e ritenere la Germania un Quarto Reich monetario, e la Francia l’inaudito nuovo alleato di Berlino che ha aperto i ponti sulla Marna, ma con la Spagna come la mettiamo? In seguito alla pandemia, l’Europa – che continuiamo a vivere come una controparte, e non un luogo e un’istituzione di cui siamo partecipi, con pari diritti e pari doveri – ha tolto le condizionalità dal Mes e ha sospeso il patto di stabilità, consentendoci, prima chiudendo un occhio e poi lecitamente, di accumulare nell’ultimo anno, da maggio a maggio, altri 175 miliardi di debito pubblico. È come se avessimo allestito una finanziaria al mese, e sempre a debito. È come se uno di noi, con un rosso pauroso in banca, avesse ottenuto un ulteriore prestito e tuttavia continuasse a non guadagnare. Quale banca mai ci allungherebbe un solo quattrino in più? Eppure siamo lì, con il nostro presidente del Consiglio, ancora a battere cassa – e va bene, Covid ci ha massacrati – ma con la spocchia di chi si ritiene bello e indispensabile, poiché senza Italia l’Unione tracolla, e dunque indisponibili a discutere le esigenze di chi vorrebbe ragguagli su come saranno spesi i denari che chiediamo, e a interessi così fuori mercato da risultare ridicoli. I famosi quattro “frugali”, detti anche avidi e miopi, vogliono semplicemente assicurarsi che il Recovery Fund non ci servirà a sostenere lo straripante assistenzialismo, unica soluzione alla perdita di ricchezza: mettere soldi là dove non ci sono più soldi, senza nulla di strategico. E soprattutto a conservare uno stile di vita ingiustificato dai tempi e dai conti. Un esempio. Per andare in pensione in Italia servono mediamente 31,8 anni di lavoro, in Austria (primo frugale) ne servono 37,5, in Danimarca (secondo frugale) 39,9, in Olanda (terzo frugale) 40,5, in Svezia (quarto frugale) 41,9. Ora, come potranno i premier di Austria, Danimarca, Olanda e Svezia spiegare ai loro Parlamenti e ai loro popoli di avere allungato fondi all’Italia senza nemmeno avere garanzia che non saranno usati anche per finanziare Quota 100? Come potranno spiegare ai loro Parlamenti e ai loro popoli di avere allungato fondi all’Italia per consentire agli italiani di andare in pensione sei, otto, dieci anni prima? E ancora: come potrà il nostro Governo mantenere Quota 100, e chiamarlo un nostro diritto, di noi cittadini, e pretendere a pugni sul tavolo che ci sia pagato da quelli che diciamo avidi e miopi? Come potremo continuare noi tutti a chiamarlo un diritto, quando è un capriccio, figlio della pancia piena e della più devastante ignoranza di quanto succede attorno a noi? Come potremo replicare il fallimento del reddito di cittadinanza, che si è rivelato un buon ammortizzatore sociale, ma un fallimentare investimento? Come potremo far finta di niente, di nuovo, davanti alla macroscopica evasione fiscale che sottrae miliardi e miliardi allo Stato, e poi quei miliardi li esigiamo da chi il fisco non lo evade? Come potremo andare avanti con le nazionalizzazioni, o paranazionalizzazioni, e in una guerra inconcepibile all’idea stessa di impresa, come un banale interesse privato (e che problema c’è?), e non come il sistema per produrre posti di lavoro e dunque prosperità e dunque tasse con cui alimentare il settore pubblico? Come potremo continuare con una politica economica del giorno per giorno, dei buchi tappati con un dito, senza un piano di investimenti e di rilancio che oggi ci costa fatica (e sudore e lacrime, ma citare non basta), ma salva il domani, nostro e dei nostri figli? Arriverà il giorno, e non è molto lontano, in cui ci diranno – che loro, gli avidi e i miopi, ci hanno provato ancora. Ma non è bastato. E allora saranno guai seri, per noi. Il mondo va avanti, anche se noi restiamo indietro. Perché la crisi siamo (anche) noi.                F.F. 

SICURAMENTE IL SUO IDOLO IL PALADINO DELLA POLITICA AVREBBE RISOLTO TUTTI I PROBLEMI  ; ITALIANI  E NEL MONDO . MA RESTA IL FATTO CHE IL POPOLO ITALIANO LO HA RISPEDITO A CASA , E SOLO PER COCCIUTAGGINE , E INTERESSE SI E' RIPRESENTATO , INFRANGENDO LA PROMESSA FATTA AGLI ITALIANI.

PS. CAMBIA CAVALLO !!!!

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, mark222220 ha scritto:

Cosa significa avere il dono della sintesi ma , soprattutto , quello dell’acume politico . Basta leggere i commenti della Signora qua sopra e vengono soddisfatti ambedue. 
 

Ecco brava sig.ra marketta, ora che ha fatto la sua sparata, mostri da dove ha ricavato che in Italia si va in pensione con 31 anni di contributi. Poi faccia la comparazione con le pensioni  degli Stati che ha nominato.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Dimenticavo  sig.ra marketta, che c'è andato a fare il premier in Europa se abbiamo nei cassetti ben 200 miliardi?

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Già , che c’è andato a fare ?? Ahahahahaha . Forse non ci sono o forse servono per il Decreto semplificazione . Chi lo sa , Sanchina . Ahahahahahah 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
6 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Ecco brava sig.ra marketta, ora che ha fatto la sua sparata, mostri da dove ha ricavato che in Italia si va in pensione con 31 anni di contributi. Poi faccia la comparazione con le pensioni  degli Stati che ha nominato.

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
18 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Ecco brava sig.ra marketta, ora che ha fatto la sua sparata, mostri da dove ha ricavato che in Italia si va in pensione con 31 anni di contributi. Poi faccia la comparazione con le pensioni  degli Stati che ha nominato.

Toh , non mi ero mica accorto che la Sanchina innamorata mi aveva fatto una domanda . Sarà che e’ sempre così dimessa che non mi ero proprio accorto . Invece , con aria burbera ma perdutamente appesa alle mie parole , mette addirittura in dubbio quel che avrei affermato : ovvero che in Italia si va in pensione mediamente con 31 anni e 8 mesi. Molto meno che in tutti i Paesi Europei. Insomma , non mi crede quella birboncella. Ahi ahi ahi , Sanchina . Beh , insomma , ora deve fare una brutta figura ma , almeno , vediamo se crede al Sole 24 Ore : 

L’Italia, come già anticipato, è tra i Paesi dove sono richiesti meno anni di lavoro, con una media di 31 anni e 8 mesi. Meglio di noi, pensate, va solamente ai lavoratori turchi, dove per l’accesso alla pensione vi è una media di 29 anni e 4 mesi.

Anche per altri Paesi che si affacciano sul mediterraneo la media degli anni di lavoro per l’accesso alla pensione è piuttosto bassa: in Macedonia, ad esempio, è pari a 32 anni, mentre in Grecia si aggiungono altri 9 mesi.

In Spagna la media è pari a 35 anni e 2 mesi, poco meno della Francia dove in media si accede alla pensione dopo 35 anni e 4 mesi di lavoro. In Germania questo dato è più elevato, come per tutti i Paesi del Nord: i lavoratori tedeschi, infatti, devono lavorare in media per 38 anni e 7 mesi prima della pensione, mentre in Gran Bretagna persino per 39 anni e 2 mesi.

Peggio di tutti, però, vai lavoratori d’Islanda, dove la media degli anni di lavoro necessari per l’accesso alla pensione è pari a 46 anni e 3 mesi. Sul podio si collocano anche Svizzera (con 42 anni e 7 mesi) e Svezia (41 anni e 9 mesi).

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

41anni+ 20anni = 30,5 media degli anni.

Questo significa che su 100 persone che vanno in pensione, 50 hanno lavorato 41 anni e 50 solo 20.

Si, si ha ragione lei sig.ra marketta, si può vivere lavorando 20 anni e poi si arrotonda facendo markette, come fa lei.

 

 

 

--="">

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Ahahahaha , la Sanchina trottolina amorosa e’ furente ed allora dimostra a tutti la sua grande disponibilità ed abilità ad arrampicarsi sugli specchi con le unghie delle zampette  consumate . Non solo mette in discussione la mia affermazione che in Italia si va in pensione mediamente con 31 anni e 8 mesi . Ma , addirittura , mi sfida a dimostrarlo . Bene !! Glielo dimostro ...ahahahahahaha !! E la trottolina , a questo punto , invece di cercare un rotolo di carta igienica per pulirsi il Kuletto , ansima , si dimena , insomma ...”un ce vo sta “ ed ottiene il risultato di insozzarsi di più le chiappette . Anticipo le prossime mosse della trottolina innamorata du du du du du da da da. : cercherà di spostare il “tema” su un piano che a lei sembra più congeniale per tentare un recupero almeno parziale . None , Sanchina !! Devi sprofondare nella mer da !! Tanto puoi sempre dire che l’odore che emani e’ quello della mer da  che razzoli nella stalla . 

Modificato da mark222220

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Cosa ha dimostrato sig.ra marketta?

Ha solo detto lo scrive il sole 24 ore. Prendere o lasciare.

Ha specificato quanti hanno lavorato 41/35 anni e quanti hanno lavorato meno di 20?

No non l'ha fatto, e ha bevuto le dicerie di un giornalista, come acqua fresca. E qualora il giornalista abbia verificato che effettivamente la media sia di 31,5 anni, a dimostrarlo è lui e non lei, mia cara signora pisana.

Suvvia, vada a lappare le pudenda del padrone e gli vuoti il pitale che sono le sole cose che è riuscita a dimostrare in questi ultimi anni, sig.ra marketta.

Nemmeno la monolaurea è riuscito a dimostrare.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Accidenti , alla Sanchina non le basta il responso del Sole 24 ore .  Troppo poco per essere credibile . Lei e’ abituata alla “consistenza “ , quindi vuole più’ consistenza. Accontentiamola con Documentazione In fo Mercato. Le basterà ?? Mhmhmhmh . Credo di no . Vorrà ancora piu’ consistenza . Se chiede gliela forniremo ...!!

 

 

 

A quale età si va in pensione veramente in Italia

In Italia l’età media per il pensionamento effettivo è più bassa del pensionamento nominale: gli uomini, che dovrebbero andare in pensione a circa 66 anni, tendenzialmente usufruiscono della pensione già a 62. In maniera analoga anche le donne, per le quali in media l’età pensionabile si aggira sui 65 anni, vanno in pensione già intorno ai 61.

L’età media è determinata anche da quelle categorie di persone che, per la natura del loro lavoro possono godere prima della pensione: è il caso degli appartenenti alle forze armate, come la Polizia, o di chi svolge mestieri usuranti, come i minatori e chi si occupa dell’asportazione dell’amianto.

Modificato da mark222220

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

 non leggo nemeno l'articolo..mi basta il titolo

Vai avanti tu ..che a me scappa da ridere

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Si metta in coda !! Abbiamo già riso in tantissimi 😂😂😂😂😂. 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
48 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Accidenti , alla Sanchina non le basta il responso del Sole 24 ore .  Troppo poco per essere credibile . Lei e’ abituata alla “consistenza “ , quindi vuole più’ consistenza. Accontentiamola con Documentazione In fo Mercato. Le basterà ?? Mhmhmhmh . Credo di no . Vorrà ancora piu’ consistenza . Se chiede gliela forniremo ...!!

 

 

 

A quale età si va in pensione veramente in Italia

In Italia l’età media per il pensionamento effettivo è più bassa del pensionamento nominale: gli uomini, che dovrebbero andare in pensione a circa 66 anni, tendenzialmente usufruiscono della pensione già a 62. In maniera analoga anche le donne, per le quali in media l’età pensionabile si aggira sui 65 anni, vanno in pensione già intorno ai 61.

L’età media è determinata anche da quelle categorie di persone che, per la natura del loro lavoro possono godere prima della pensione: è il caso degli appartenenti alle forze armate, come la Polizia, o di chi svolge mestieri usuranti, come i minatori e chi si occupa dell’asportazione dell’amianto.

Quindi in Italia quelli che attualmente hanno la pensione hanmo cominciato a lavorare a 30 anni, signora marketta?

Ancora una volta non ha dimostrato un caxzo.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Eh eh eh , signora Sanchina . Quindi non e’ una questione di consistenza che credevo facesse parte delle sue priorità .  Ora sta cercando  , emulando il Cazzaro napoletano , di buttarla in caciara con domande che non c’entrano un caz.z.o ma che le servono per tenere “viva “ una discussione che l’ha vista cagarsi addosso perché all’inizio ha reagito come fanno le ragazzine riottose e mancanti da un po’ di “nerbo “ poderoso che le ci vorrebbe come il pane per azzittirla . Mah , sono sconsolato !! Lei penalizza fin troppo i frequentatori del forum che hanno certamente capito mentre a lei le e’ rimasto addosso l’acre sapore della puoi’ ..!! 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, mark222220 ha scritto:

Si metta in coda !! Abbiamo già riso in tantissimi 😂😂😂😂😂. 

Oggi come oggi pur rispettando le distanze minime se mi metto in coda ,basta poco che...!

poi..!  non reterebbe che piangere.

😹

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Non tergiversi in kagate inconsistenti sig.ra marketta e risponda alla domanda:

Se a 62 anni ottengono la pensionemo

Se per ottenerla bastano 32 anni circa.

a quanti anni hanno cominciato a lavorare?

Dopo aver risolto il problemino da monolaureata, sig.ra marketta si chieda: cosa hanno fatto fino ai 30 anni? Markette?

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Mi perdoni sig. Ladeamimi, ma lei non conosce la sig.ra marketta (alias macaco pisano)

Il suddetto macaco pisano è solito farsi infilare mostruosi dil-di nel tubo di scarico dalla signora sanchina.

Ergo, temo che rimarrebbe deluso che il macaco pisano si metta a piangere nel ricevere un poderoso bastone tra le kiappe.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

il problema non sono trenta/quaranta anni di lavoro il problema è che le pensioni danno un reddito da fame! sono bassissime; rispetto a ciò che si percepisce in altri paesi europei , il problema è che si sono sempre regalate e stiamo regalando pensioni a chi non ha mai versato nulla ... per averne diritto!!! e poi quanta cassa integrazione hanno percepito le industrie che con il passare del tempo sono andate all'estero??!! 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
Il 18/7/2020 in 19:24 , fosforo311 ha scritto:

Quel tulipano tanto lungo quanto egoista e meschino...

... tre anni fa era il baluardo contro i populisti

https://st.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-03-16/vince-rutte-e-populisti-fermati-ma-vero-antidoto-e-pragmatismo-olandese-115603.shtml?uuid=AEbI7cn&refresh_ce=1

FOSFY FACCI LA PRESA !

https://www.youtube.com/watch?v=NVPJ25vQOAI

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per commentare

È necessario essere registrati per poter lasciare un messaggio

Crea un account

Non sei ancora iscritto? Registrati subito


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.


Accedi ora

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963