Grande, grandioso intervento di Danilo Toninelli

Inviata (modificato)

Questo ragazzo umile, coraggioso, assolutamente inesperto, ma anche assolutamente onesto e coerente, è stato a mio avviso il miglior ministro dei Trasporti degli ultimi 50 anni. Confermando quel che diceva Emanuele Kant: l'onestà è migliore di ogni politica. È grazie a lui che si è arginato l'aumento continuo e vergognoso dei pedaggi autostradali da parte dei gestori privati. Di conseguenza Toninelli è stato anche il ministro più scomodo per i poteri forti, il più avversato, bersagliato, massacrato dai media asserviti. Danilo commenta la grande e importantissima vittoria ottenuta del governo Conte con la sentenza della Corte Costituzionale sul decreto Genova. I Benetton esclusi dalla ricostruzione del ponte Morandi ma costretti a pagarla. Vittoria niente affatto scontata, un grosso smacco per l'attuale gestore. Al quale la ministra De Micheli, meno coraggiosa del suo predecessore, ha affidato temporaneamente la gestione del nuovo ponte, per accelerare l'entrata in servizio ed evitare ulteriori problemi legali in vista delle revoca. Che ci sarebbe già stata da un pezzo se il traditore, il cazzaro e ipocrita Salvini, non fosse stato a suo tempo quello che ho sempre scritto: l'uomo della conservazione messo nel cosiddetto governo del cambiamento per impedire il cambiamento. Ora non bisogna frapporre ulteriori indugi. Nel governo ci sono altri pervicaci servi della conservazione, uno in particolare ben noto, ma Zingaretti deve tirare fuori gli attributi, se li ha. Revocare la concessione a chi ha gestito il bene pubblico con una tragica incuria è il minimo che si possa fare, anche per rispetto alle 43 vittime. Lasciare la gestione ai Benetton con una quota di minoranza (con la maggioranza e il controllo allo Stato) sarebbe un compromesso a mio avviso inaccettabile, anche se cambierebbe in meglio e non di poco lo status quo. Liberiamo l'Italia dalle grinfie dei Benetton!

Guardate molto attentamente il video fino alla fine: 

https://www.facebook.com/danilotoninelli.m5s/videos/2333488233620996/

 

Modificato da fosforo311

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7 messaggi in questa discussione

Vero , verissimo !! Toninelli e’ così come dice il Cazzaro !! Direi che il Cazzaro e’ stato ingeneroso e non ha aggiunto l’aggettivo “eroe”. Lo sappiamo , il Cazzaro napoletano trasforma in mer da tutto quel che tocca ed infatti , Toninelli , e’ così umile , così onesto e coerente ( come tutti i ragazzi a 5 stelle , nda) che e’ stato il primo a non essere stato confermato tra coloro che facevano parte del governo insieme a Salvini con il quale ha condiviso tutti i decreti vergogna senza mai una (1) volta contraddirlo sulla chiusura dei porti nonostante che ciò spettasse a lui e non al felpato padano . Peccato , perché il ragazzo prometteva bene ed aveva anche delle intuizioni futuristiche come quella di “addobbare” il costruendo nuovo ponte Morandi , con piste ciclabili , giardini , spazi per la terza età , bar e ristoranti .  Non e’ stato capito e speriamo che l’Arch Renzo Piano ( un Renziano , nda), non debba pentirsene . Nel frattempo inviamo questo gustoso spot pieno di chicche esilaranti . https://youtu.be/SXdpvlAwI_I

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2 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Questo ragazzo umile, coraggioso, assolutamente inesperto, ma anche assolutamente onesto e coerente, è stato a mio avviso il miglior ministro dei Trasporti degli ultimi 50 anni. Confermando quel che diceva Emanuele Kant: l'onestà è migliore di ogni politica. È grazie a lui che si è arginato l'aumento continuo e vergognoso dei pedaggi autostradali da parte dei gestori privati. Di conseguenza Toninelli è stato anche il ministro più scomodo per i poteri forti, il più avversato, bersagliato, massacrato dai media asserviti. Danilo commenta la grande e importantissima vittoria ottenuta del governo Conte con la sentenza della Corte Costituzionale sul decreto Genova. I Benetton esclusi dalla ricostruzione del ponte Morandi ma costretti a pagarla. Vittoria niente affatto scontata, un grosso smacco per l'attuale gestore. Al quale la ministra De Micheli, meno coraggiosa del suo predecessore, ha affidato temporaneamente la gestione del nuovo ponte, per accelerare l'entrata in servizio ed evitare ulteriori problemi legali in vista delle revoca. Che ci sarebbe già stata da un pezzo se il traditore, il cazzaro e ipocrita Salvini, non fosse stato a suo tempo quello che ho sempre scritto: l'uomo della conservazione messo nel cosiddetto governo del cambiamento per impedire il cambiamento. Ora non bisogna frapporre ulteriori indugi. Nel governo ci sono altri pervicaci servi della conservazione, uno in particolare ben noto, ma Zingaretti deve tirare fuori gli attributi, se li ha. Revocare la concessione a chi ha gestito il bene pubblico con una tragica incuria è il minimo che si possa fare, anche per rispetto alle 43 vittime. Lasciare la gestione ai Benetton con una quota di minoranza (con la maggioranza e il controllo allo Stato) sarebbe un compromesso a mio avviso inaccettabile, anche se cambierebbe in meglio e non di poco lo status quo. Liberiamo l'Italia dalle grinfie dei Benetton!

Guardate molto attentamente il video fino alla fine: 

https://www.facebook.com/danilotoninelli.m5s/videos/2333488233620996/

 

Fermi tutti , apprendiamo ora a conferma che il Cazzaro napoletano e’ un idio ta di prima fascia e che il suo elogio in pompa magna verso l’incompetente Toninelli assume il valore della carta straccia , conferma il suo inattaccabile ruolo di menagramo verso chicchessia , rende giustizia alla De Micheli , fa fare una figura di mer da a Danilo (Lo chiama così perché deve far vedere di essere in grande confidenza con l’ex Ministrino) , esalta al ruolo di deficienti gli appartenenti ai 5 stelle , da una visione plastica di quanto sia Cazzaro ( imbattibile, nda). 

 

Le basi per il ponte ai Benetton le ha messe Toninelli

C’è una lettera, rimasta fino ad ora riservata, partita dal Ministero delle Infrastrutture a guida M5S il 5 febbraio 2019. A chiare lettere quello che è poi accaduto: il viadotto è stato consegnato al titolare della concessione autostradale

 
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Le basi per il ponte ai Benetton le ha messe
MARCO BERTORELLO VIA GETTY IMAGES

C’è una lettera, rimasta fino ad ora riservata, che è partita dal ministero delle Infrastrutture il 5 febbraio 2019. Ai tempi il titolare del dicastero era Danilo Toninelli, casacca M5s. In quella lettera, inviata al commissario per la ricostruzione del ponte Morandi di Genova, c’è scritto che “al termine dei lavori l’infrastruttura in questione deve ritenersi riassorbita nel rapporto concessorio vigente al momento del trasferimento”. Tradotto: una volta ultimato, il ponte va consegnato a chi è titolare della concessione autostradale. E i titolari della concessione, allora come ancora oggi, sono i Benetton. Nella lettera c’è anche scritto che la consegna è legata a “ogni eventuale variazione del rapporto concessorio”: in caso di revoca ad Autostrade, il ponte passa al nuovo concessionario. Ma la revoca non è arrivata. 

In sintesi: quella di Autostrade come gestore del ponte è una scelta obbligata oggi perché è Autostrade che ha in mano la concessione. Se poi il concessionario diventa un altro, allora la storia cambia. Insomma un ragionamento lineare. Quello che invece non è lineare è l’atteggiamento dei 5 stelle che ieri sono esplosi di rabbia nell’apprendere della lettera con cui l’attuale ministra Paola De Micheli, in quota Pd, dice al commissario che l’opera va ridata “pro tempore” ad Autostrade. Sulla base dello stesso ragionamento messo nero su bianco dal Mit guidato da Toninelli. La lettera della De Micheli dice la stessa cosa della lettera di un anno e mezzo fa e cioè, come spiegato, che il ponte va a chi ha la concessione in mano al momento del trasferimento. I Benetton, quindi, erano la scelta obbligata anche nel febbraio del 2019. 

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E Leopoldino che dice, torsolo di macaco pisano?

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I familiari delle vittime che dicono, torsolo di macaco pisano?

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La servetta nonché badante del Cazzaro Napoletano, come da contratto di lavoro , interviene in sua difesa con la consueta “bocca di fuoco “. La bocca , per la Sanchina , e’ un “accessorio “ fondamentale al punto che dalle sue parti e’ chiamata la “ Monica Lewinsky dei Monti Berici” in onore di un’altra più famosa badante statunitense. Strano che intervenga su questo post mentre sembra non essere interessata a quello scritto in suo onore e “lievemente “ perculata . Valla un po’ a capire ... !!

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geometra & c.....ecco uno dei mille proclami che il tuo idolo ha dichiara..e mai mantenuto..annoveralo nei suoi "grandiosi" interventi:

https://www.youtube.com/watch?v=bqdlzzR4kWU

ah,dimenticavo:alla oggi,passati due anni da questa sparata,è successo l'esatto contrario...anche grazie a lui!!

 

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Il 9/7/2020 in 10:47 , fosforo311 ha scritto:

Questo ragazzo umile, coraggioso, assolutamente inesperto, ma anche assolutamente onesto e coerente, è stato a mio avviso il miglior ministro dei Trasporti degli ultimi 50 anni. Confermando quel che diceva Emanuele Kant: l'onestà è migliore di ogni politica. È grazie a lui che si è arginato l'aumento continuo e vergognoso dei pedaggi autostradali da parte dei gestori privati. Di conseguenza Toninelli è stato anche il ministro più scomodo per i poteri forti, il più avversato, bersagliato, massacrato dai media asserviti. Danilo commenta la grande e importantissima vittoria ottenuta del governo Conte con la sentenza della Corte Costituzionale sul decreto Genova. I Benetton esclusi dalla ricostruzione del ponte Morandi ma costretti a pagarla. Vittoria niente affatto scontata, un grosso smacco per l'attuale gestore. Al quale la ministra De Micheli, meno coraggiosa del suo predecessore, ha affidato temporaneamente la gestione del nuovo ponte, per accelerare l'entrata in servizio ed evitare ulteriori problemi legali in vista delle revoca. Che ci sarebbe già stata da un pezzo se il traditore, il cazzaro e ipocrita Salvini, non fosse stato a suo tempo quello che ho sempre scritto: l'uomo della conservazione messo nel cosiddetto governo del cambiamento per impedire il cambiamento. Ora non bisogna frapporre ulteriori indugi. Nel governo ci sono altri pervicaci servi della conservazione, uno in particolare ben noto, ma Zingaretti deve tirare fuori gli attributi, se li ha. Revocare la concessione a chi ha gestito il bene pubblico con una tragica incuria è il minimo che si possa fare, anche per rispetto alle 43 vittime. Lasciare la gestione ai Benetton con una quota di minoranza (con la maggioranza e il controllo allo Stato) sarebbe un compromesso a mio avviso inaccettabile, anche se cambierebbe in meglio e non di poco lo status quo. Liberiamo l'Italia dalle grinfie dei Benetton!

Guardate molto attentamente il video fino alla fine: 

https://www.facebook.com/danilotoninelli.m5s/videos/2333488233620996/

 

E come no , Cazzaro . Come no ! Ora e’ ufficiale !! Il Pulcinella partenopeo eleva a rango di “Eroe” un tizio che era Ministro a sua insaputa .    In principio fu Claudio Scajola, come dimenticarlo, quando nel 2010 pronunciò quelle tre parole, “a mia insaputa”, che da lì e per i successivi dieci anni sarebbero entrate nell’immaginario collettivo a indicare il politico furbetto, sfacciato o semplicemente inetto (preferibilmente un ministro ma anche un semplice consigliere comunale va bene) che, colto sul fatto, balbetta, incespica e non riesce a pensare a niente di meglio, per discolparsi delle sue malefatte o della sua incapacità, che all’equivalente del fanciullesco “non sono stato io”. Da quel dì la lista degli utilizzatori finali non ha mai smesso di ingrossarsi, anche in una sorta di deriva masochistica, in quanto di solito il ministro di turno preferisce (stavolta consapevolmente) abbracciare l’ineluttabile destino di esporsi al ludibrio pubblico invece che farsi carico delle proprie responsabilità. Meglio la gogna di un giorno, insomma, che l’ammissione della propria inadeguatezza. Deve aver pensato proprio questo Danilo Toninelli, mai rimpianto titolare delle Infrastrutture nell’ancora meno rimpianto governo gialloverde, quando il suo ministero nel febbraio 2019 inviò al commissario per la ricostruzione del Ponte di Genova peraltro per confermare l’ovvio: che alla fine della costruzione del nuovo Ponte, l’opera sarebbe stata affidata nelle mani della società in quel momento titolare della concessione. Guarda caso, allora come oggi, il concessionario è Autostrade, a cui nessun governo, né gialloverde né giallorosso, ha revocato alcunché. Ecco, avrà pensato Toninelli, invece che fare mea culpa, invece di metterci la faccia e dire agli italiani che durante il suo mandato non è mai stato capace di prendere una decisione sui Benetton nonostante la propaganda e le dichiarazioni a effetto, beh, meglio fare come Scajola, meglio prendere il testimone da tanti illustri predecessori e dichiarare che no, lui di quella lettera non se sapeva nulla, non era mai passata dalla sua scrivania. Insomma, non ne ha mai saputo nulla. Via d’uscita tutto sommato facile, a portata di mano di chiunque. Peccato però che le soluzioni semplici non sempre siano quelle più intelligenti. Perché quella lettera non è stata mandata da un oscuro funzionario del Mit o da una segretaria di un burocrate di quarta o quinta fila. La missiva è firmata da Felice Morisco, numero due del Direttore generale della Vigilanza sulle concessioni autostradali. Lo stesso Morisco che nei mesi successivi passerà a guidare la stessa Direzione. Non uno che passava lì per caso, anzi. Quindi delle due l’una: o Toninelli mente e quella lettera l’ha vista, letta e avallata e quindi così facendo preferisce sfuggire dalle proprie responsabilità prendendo in giro gli italiani; oppure Toninelli è quel tipo di capo che non controlla gli atti dei propri collaboratori, per fiducia o per sciatteria o per pigrizia, e quindi va iscritto d’ufficio nella categoria degli “unfit to lead” per evidenti limiti tecnici. A voi la scelta. Il Cazzaro napoletano l’ha già fatta confermandosi un idio ta di primo livello.                            G.D.V.

 

 

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