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Incredibile a Fiumicino, destituzione per poliziotto minacciato di morte e aggredito da boss mafioso

 

A denunciare il fatto è il sindacato Uil Polizia, che pone un accento critico sull'intera gestione della Polaria negli ultimi anni. Da alcuni mesi è giunto come dirigente Giovanni Casavola, in cui viene riposta la speranza di una ripresa. Dopo il buio è la luce della Provvidenza?

 

Fiumicino, 2 luglio 2020 - Si perdono ormai nei meandri del passato, a beneficio solo delle note amarcord di chi vuole cercarli e riviverli, sbiaditi nella nebulosa dei ricordi sparsi nei file mnemonici, i tempi in cui a dirigere l'Ufficio di Polizia di Frontiera Aerea di Fiumicino era il dott. Rosario Testaiuti, mentre a capo dell'organo di coordinamento denominato V Zona, competente per tutti i reparti della Polizia di Stato con attribuzioni mansionali di matrice frontieristica del Lazio, dell'Umbria e della Sardegna, sedeva il dott. Antonio del Greco. E' stato un periodo in cui, nonostante la cronica e annosa carenza di risorse umane, che attanaglia e coarta da sempre l'attività operativa della Polizia di Frontiera di Fiumicino, l'impegno e la capacità gestionale dei vertici e lo spirito di abnegazione di tutti i poliziotti, disposti a sacrificare, sull'altare dell'interesse supremo dei corpi collettivi, anche considerevoli spazi legati alla sfera personale e familiare, ha reso possibile garantire accettabili standard di sicurezza per i cittadini. Un capitolo della storia della Polaria che ha fatto registrare effetti assai positivi nel suo complesso e in cui si inserisce da protagonista il sindacato Uil Polizia, da sempre molto attivo, avendone scritto molte pagine importanti sul fronte della difesa dei diritti del personale, ma senza mai dimenticare gli interessi dell'amministrazione, un bilanciamento possibile grazie alla non comune capacità del dott. Testaiuti, da sempre schivo rispetto ai bagliori della popolarità preferendovi la concretezza del mestiere, di recepire puntualmente le istanze delle associazioni di categoria e di adoperarsi in chiave risolutiva, sempre  attento a contemperare le esigenze delle due parti attive nel confronto dialogico. Un'armonia d'intenti che ha favorito uno straordinario spirito collaborativo capace di condurre alla soluzione di problematiche che da sempre affliggevano il reparto, con il risultato di rendere più motivati i dipendenti e assicurare un servizio d'istituto più efficace. Perché l'appello alla garanzia dei diritti individuali e collettivi è stata da sempre considerata dall'organizzazione sindacale in questione la via maestra da seguire per realizzare nel migliore dei modi i propri obiettivi, aggrappandosi costantemente alla giustizia come etica ben radicata nella sua intensa storia associativa. Dalle sollecitazioni per incentivare lo straordinario programmato, alla prevenzione del rischio asbesto correlato, passando per l'abolizione di quell'istituto "fantasma" denominato "forza assente", sono stati tantissimi i risultati incassati dalla Uil Polizia nell'alveo dei diritti e della sicurezza sui luoghi di lavoro, grazie alla spiccata sensibilità professionale del dott. Testaiuti, ben consapevole, in perfetta sintonia con i dirigenti del prefato sindacato, che un poliziotto che adempie i suoi compiti istituzionali in una condizione di serenità emotiva è più stimolato e assicura un rendimento lavorativo ottimale, che si traduce in impeccabili standard qualitativi della performance, e massimi livelli di sicurezza offerti ai corpi collettivi, obiettivo finale di tutta l'attività di polizia.

La storia recente della Polizia di Frontiera ci racconta che fu una dirigente sindacale della Uil Polizia a fornire per prima la disponibilità a effettuare lavoro straordinario programmato, fornendo l'impulso iniziale per l'applicazione di un istituto che, ancorché molto propugnato a livello ministeriale, faticava a decollare. L'impegno sindacale della Uil Polizia e l'animo collaborativo del dirigente Testaiuti condussero, dopo alcuni approcci distorti all'istituto in questione, a una percentuale di fruizione perfettamente in linea con le direttive del dipartimento e col dettato dell'Accordo Nazionale Quadro.

Per delineare compiutamente la particolare attenzione evidenziata dal dott. Testaiuti verso la tutela della salute dei poliziotti basta eleggere a esempio un intervento immediato posto da lui in essere a seguito di una segnalazione da parte della Uil Polizia in afferenza alla presenza di eternit in un manufatto ubicato proprio a ridosso della mensa di servizio. Il sindacato ne aveva chiesto l’immediata rimozione, nutrendo una martellante preoccupazione per i possibili pregiudizi alla salute di chiunque ivi transitasse, in relazione ai rischi clinici di patologie asbesto-correlate, specie dopo l’apparizione di un improbabile cartello che annunciava un “pericolo amianto”, che tradotto suonava pressappoco come “attenzione a non respirare”. Un'azione avviata con subitanea determinazione e capace di