Valeria Fedeli, ministra dell'Istruzione, non ha nemmeno il diploma

10 messaggi in questa discussione

ma i requisiti minimi per il ministero dell'istruzione quali sarebbero?

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pare che il diploma non sia un requisito necessario per rivestire la carica di Ministro... leggo sempre sull'huffington post ("Tuttavia il fatto che il ministro dell'Istruzione non abbia conseguito il diploma di maturità, pur non essendo un requisito necessario per legge per ricoprire quel ruolo, alimenta nuove polemiche"). Quindi forse c'è qualcosa a monte che va cambiato, visto che ora anche per lavorare al call center devi avere almeno due lauree e un master!!!

 

 

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Io rimango basita, come può il ministro dell'istruzione capire qualcosa di un sistema scolastico o universitario senza averne mai fatto esperienza diretta? Forse l'obiettivo del governo è distruggere definitivamente le istituzioni didattiche italiane, che già fanno acqua da tutte le parti??  

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Prendiamo atto che nel paese di Pulcinella e del partito più ridicolo di tutti i tempi (il Pd renziano) abbiamo (hanno) messo a capo del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca una stagionata signora con la terza media e con poca memoria sul suo (breve) percorso di studi.  Ora io sono un democratico e un meritocratico, e penso che chiunque, incluso il mio barbiere (che ha la terza media pure lui, ma ottima memoria) debba avere la possibilità di diventare ministro della Repubblica se ne ha le competenze specifiche. Non pare esattamente il caso della nostra smemorata - una carriera di sindacalista nel ramo tessile - ma la giudicheremo sui fatti. Del resto una sua predecessora aveva la laurea ma una padronanza della lingua italiana e della fisica da scuola elementare ("i carceri", il "tunnel per neutrini"). Nel vecchio forum ho spesso ricordato che la cultura, le capacità e le competenze non stanno certo nel "pezzo" di carta" e che ciò valeva anche quando la scuola e l'università italiane erano molto più serie e selettive di quelle di oggi. Ho spesso ricordato che il nostro massimo intellettuale e filosofo del '900, Benedetto Croce, non era laureato. Come non lo erano i premi Nobel Montale e Marconi. All'estero il "pezzo di carta" vale anche meno: i massimi geni dell'era digitale, da Gates a Jobs, da Wozniak a Zuckerberg non hanno mai preso una laurea. Certo è paradossale che, sempre nel paese di Pulcinella, per insegnare nella scuola elementare (o primaria come la chiamano oggi) si debba essere in possesso di una laurea magistrale e per giunta sobbarcarsi 600 ore di tirocinio obbligatorio e superare un concorso pubblico. In un paese in cui la politica è, di fatto, una professione e una carriera (Napolitano, Renzi, Giachetti, Casini, Formigoni, solo per fare qualche esempio) forse non  sarebbe un'idea balzana sottoporre a un breve tirocinio e a un esame di cultura generale tutti gli aspiranti ministri.  

 

 

 

 

 

 

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