reato omicidio stradale:vi ricordate chi l'ha voluta??

«Sulla carta la norma è stata un’ottima soluzione» continua Assumma. «Ma presenta alcune lacune». Per esempio, nonostante si prevedano aggravanti per i pirati della strada sotto effetto di alcol o di stupefacenti, a volte diventa difficile riscontrarne la presenza. La ragione? «Non sono possibili prelievi forzati del sangue sul luogo dell’incidente. Questa lacuna può comportare l’inutilizzabilità del riscontro eseguito». O perché effettuato in un secondo momento, quando ormai l’effetto di alcol o droga è svanito, oppure perché i test classici, come quello del palloncino, possono presentare dei “falsi positivi”, cosa che non si verificherebbe con test ematici. Secondo i dati della Polizia di Stato, nei primi 15 mesi di applicazione della legge sull’omicidio stradale, la maggior parte dei casi ha riguardato l’ipotesi più lieve (l’85% dei 388 fascicoli aperti), punita con le medesime sanzioni previste dal precedente regime, quello dell’omicidio colposo aggravato.

Non sono invece previste aggravanti per chi stava utilizzando il cellulare al momento dell’impatto: tutt’al più si aggiunge una multa al totale della pena. Che quasi sempre viene erogata con rito abbreviato, dunque scontata di un terzo. Il caso dell’attore Domenico Diele, condannato ad appena 7 anni e 8 mesi per avere ucciso lo scorso anno una donna mentre guidava sotto effetto di oppiacei e con la patente sospesa, è emblematico. Ma ce ne sono molti altri. Omar, 20enne di Grumello (Bergamo), fu ucciso mentre stava attraversando la strada. «Un’auto a tutta velocità l’ha investito. Nel guidatore era stata riscontrata la presenza di alcol» ricorda la madre. Ma alla fine il processo si è chiuso con il patteggiamento a 2 anni. I genitori di Giada, 17enne investita e uccisa a Varese, hanno invece rinunciato al risarcimento pur di andare in appello dopo una sentenza di condanna che reputavano ingiusta. «La procura» spiegano «aveva chiesto il massimo della pena, ma alla fine il tribunale ha deciso una condanna di 6 anni, nonostante l’omicida non abbia mai mostrato pentimento».

quindi,anche in questo caso,nessuno paghera'!!!renzetto....se gli italiani ti hanno cacciato,un motivo ci sara'!!

Un 44enne pachistano e richiedente asilo è stato arrestato per aver investito una bambina di due anni che era sul passeggino. E’ successo a Passo Ripe di Trecastelli, in provincia di Ancona. L’uomo, che al momento dell’incidente era ubriaco e senza patente, ha perso il controllo dell’auto ed è finito contro un muro, travolgendo la piccola. Illesi gli altri componenti della famiglia.  tgcom24.mediaset.it

 

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2 messaggi in questa discussione

anche  in questo casi,nessuna smentita..anche dall'amate segreto  del kapetto  sul forum

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Beh...certo che hanno fatto delle leggi migliori gli amichetti della dx......xD

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