La cavolata di Novak Djokovic.

Novak (Nole) Djokovic, serbo 33 anni, è l'attuale n.1 del tennis mondiale, sport non ancora ripartito a parte alcuni match e tornei di esibizione. Unanimemente riconosciuto come uno dei più forti tennisti di sempre, Nole nella vita è l'esatto opposto che sul campo. Per il suo gioco, basato sulla solidità, sulla continuità e su una rocciosa difesa in grado di mandare in tilt i migliori attaccanti, Nole  lo chiamano il "robot". In realtà è un giocherellone, una persona allegra, spiritosa, perfino istrionica. E' il Crozza del tennis. Su YouTube trovate le sue irresistibili imitazioni della Sharapova e una famosa, perfetta ed esilarante imitazione del giornalista Ubaldo Scannagatta. E' un ricco professionista ma anche una persona generosa. Nel pieno della pandemia Djokovic, che ama l'Italia e parla benino l'italiano, ha donato 1 milione di euro agli ospedali bergamaschi. Ed è anche a scopo benefico, oltre che per restituire un po' di agonismo a se stesso e ai colleghi, che aveva organizzato l'Adria Tour, un circuito di piccoli tornei amichevoli in Serbia e Croazia. Nole è il presidente dell'ATP Council dei giocatori. Forse pensava che il Covid-19 fosse sparito da quelle nazioni, in effetti relativamente poco toccate dalle pandemia. Quindi nel circuito è stato ammesso il pubblico, per giunta esso prevedeva non solo tennis, ma anche partitelle di basket e calcetto, discipline dove il contatto fisico è assai più ravvicinato che nel tennis. I giocatori mangiavano insieme al ristorante e la sera Djokovic e altri top player se ne andavano a divertirsi in discoteca con mogli e fidanzate. Risultato: un disastro. Djokovic e la moglie positivi al Covid e in quarantena, altri famosi giocatori infetti con le mogli (una incinta), infetti pure allenatori e preparatori, casi pure tra gli spettatori paganti e nel personale dei ristoranti. Per ora stanno tutti bene, tutti asintomatici, ma in Serbia, dove Djokovic è più famoso del capo dello Stato, non si parla d'altro e dall'ATP e dagli altri giocatori fioccano le critiche. La "leggerezza" del n.1 del mondo potrebbe avere serie e negative ripercussioni sulla ripresa della stagione agonistica, cioè dei circuiti professionistici ATP e WTA, e sugli ingenti interessi economici correlati. Questo caso è una conferma della mia tesi: per il sistema e per lo stile di vita di noi occidentali è pressoché impossibile convivere con un virus del genere. O cambiamo seriamente sistema economico e stili di vita, o non ripartiamo senza avere prima debellato il patogeno (es. con un vaccino efficace, ma non è affatto detto che lo si trovi).  Il problema sanitario, come ho scritto, deve essere tuttora prioritario rispetto a quello economico (pur importante, come è ovvio).  

Intanto quella di ieri è stata un'altra giornataccia per la pandemia, che conferma di non avere raggiunto il suo picco. Si viaggia verso i 10 milioni di casi e il mezzo milione di morti (dati ambedue sottostimati). Ieri 40.000 nuovi casi scoperti solo in Brasile (a dispetto del testing assai limitato) e 36.000 negli USA che però fanno molti tamponi (sono quasi a 30 milioni). 1364 morti in un giorno in Brasile, 863 negli USA, ma anche 759 in Messico, 468 in India (largamente sottostimato), 280 nel Regno Unito (non a caso Djokovic viene paragonato a Boris Johnson), 181 in Perù, 153 in Russia, 121 in Iran (dove c'è la temuta "seconda ondata"), 111 (con oltre 4500 nuovi casi) in Sudafrica. Insomma, c'è poco da stare allegri. Anche qui in Italia perché i confini non sono blindati, anzi Fontana invita i turisti a visitare la Lombardia.   

Modificato da fosforo311

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