Valutare una richiusura della Lombardia

Signori, parliamoci chiaro, i dati della Lombardia continuano a essere cattivi, a dir poco preoccupanti. Ieri altri 31 morti e 272 nuovi casi (il 70% del totale nazionale). E, quel che è peggio, nonostante i morti e i guariti, ieri non risulta liberato nemmeno un posto nelle terapie intensive lombarde. Il che vuol dire che ci sono stati molti nuovi ricoveri di pazienti gravi (con buona pace del medico di Berlusconi che vaneggia di virus clinicamente sparito). Per giunta, come denuncia l'istituto Gimbe, i tamponi in Lombardia sono da qualche settimana in netto calo. E la sanità è tuttora nelle mani di Fontana e Gallera (non so se mi spiego). Fatte le proporzioni, se tutto il paese fosse nelle condizioni di questa regione, ieri avremmo contato quasi 200 morti e oltre 1600 casi. Molto probabilmente l'Italia sarebbe tuttora in lockdown. E allora perché aprire i confini della Lombardia, permettervi assembramenti e movide, chiese, bar e ristoranti aperti, tra non molto anche cinema e discoteche? Ma vogliamo per davvero scherzare col fuoco? Sono un padre di famiglia, se vivessi in Lombardia stringerei la cinghia e chiederei un altro lockdown. Per me nulla conta più della vita e della salute dei miei familiari. I cinesi a suo tempo chiusero per mesi un'intera regione di 60 milioni di abitanti (la provincia di Hubei) mentre il resto del paese funzionava quasi a pieno regime. Non vedo perché non si possa e non si debba fare una cosa analoga con la Lombardia. Se da lì si estende il contagio e si innesca un nuovo picco nazionale, per l'Italia intera e per la nostra economia sarà GAME OVER.        

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