Fca/prestito . Dibattito surreale !!

D’altra parte solo noi abbiamo una manica di scappati da casa che non sarebbero nemmeno capaci di raccogliere pomodori ma che guidano il Paese . Solo da noi esiste una discreta fascia di ebe ti che e’ convinta che la azienda privata più grande sia nemica dei lavoratori , solo noi abbiamo qualcuno che ancora pensa che la lotta di classe sia un ottimo metodo per sconfiggere l’odiato capitalismo . Quindi e’ evidente che quando la FCA (azienda privata ) chiede un prestito ad una Banca (azienda privata ) con lo Stato a far solo da garante per il 70% di detta operazione ( e per questo incamerare “soltanto “ 170 milioni di euro ),  si sviluppa un dibattito demenziale al limite del surreale . E le senti di tutti i colori : Fiat non paga le tasse in Italia (Falso), Fiat non deve avere il prestito finché paga i dividendi ( Comico , grottesco e strappalacrime . Fiat i dividendi li paga come e quando vuole ), Fiat deve garantire piani industriali ed occupazionali (fatto perché sennò non avrebbe potuto accedere alla richiesta di credito) . Sia come sia per gli scappati da casa , dai vari Fratoianni nostrani , dai Cazzari napoletani e non , sto prestito della banca non sa da fare. Allora mi viene in mente  quando Marchionne presentò il piano per l'acquisizione di Crysler in USA .  Obama mise a disposizione grosse risorse finanziarie, un prestito che fu restituito fino all'ultimo centesimo. Obama mica aveva in mente di fare un regalo agli Agnelli, ma di proteggere le maestranze americane, di garantire un futuro ad un marchio prestigioso oltre che garantire le pensioni dei lavoratori. Poi ci chiediamo del futuro del nostro Paese , non solo non mettiamo risorse a favore delle imprese, facciamo polemiche anche per garantire che le banche facciano il loro mestiere, salvo chiedere tasse, tasse, ancora tasse ed imporre burocrazia. Mi ricordo pure il messaggio che il governo americano invio’ quando il prestito fu totalmente rimborsato :” Obama ringrazia la Fiat.  Chrysler ha rimborsato tutto il prestito da 7,6 miliardi di dollari ai governi di Usa e Canada. Lo ha annunciato la casa di Detroit, in una nota. Il debito era di 5,9 milioni di dollari con il governo americano e di 1,7 milioni con quello canadese”. 

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