Un Canone contro il suicidio (assistito e non)

Secondo dati ufficiosi pubblicati da La Stampa, sarebbero 150 i nostri connazionali che, dal 2004 a oggi, si sarebbero recati in Svizzera per non più tornare, per sottoporsi cioè, presso qualche confortevole clinica privata, al cosiddetto suicidio assistito, al modico prezzo di circa 10.000 euro. L'operazione dura minuti, ma sono incluse anche le spese per il trasporto della salma e la cremazione.  Nella grande maggioranza queste eutanasie avvengono, come è giusto che sia, nel silenzio dei media. D'altra parte, a mio modesto avviso, un suicidio, assistito o meno, resta un suicidio, una scelta dolorosa e privata per la quale sono doverosi rispetto e silenzio. Talora, come nel caso del dj Fabo, il tragico episodio viene ripreso dai media per sollevare il solito inutile polverone di questioni etiche e di polemiche infuocate tra sostenitori e oppositori dell'eutanasia, fazioni ambedue affette da irrazionale fanatismo. Al suicidio delle persone andrebbe applicato il famoso motto di Wittgenstein: "Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere". Francamente sulla materia ho una posizione anarchica: la vita di una persona adulta e consapevole appartiene solo a quella persona ed essa ha tutto il diritto di suicidarsi nel modo che crede, diritto in cui lo Stato e il legislatore non devono minimamente intromettersi. Lo Stato dovrebbe limitarsi a creare le condizioni per minimizzare la percentuale dei suicidi (es. con aiuti ai disoccupati, agli emarginati, agli imprenditori in difficoltà) anche se non c'è diretta correlazione tra la frequenza dei suicidi nella popolazione e i vari indicatori del cosiddetto benessere (PIL e sua crescita, tasso d'occupazione, welfare, etc.) tanto è vero che molti paesi ricchi sono in testa alla classifica dei suicidi e paesi poverissimi sono in coda. Ben altra cosa che il suicidio e che l'*** al suicida è, come è ovvio, l'istigazione al suicidio, che è un reato e che va perseguita. Con buona pace di Francesco De Sanctis che definiva il suicidio "l'ultima virtù degli antichi", esso è una piaga dolorosa (anzi un gesto abominevole secondo Kant, perché contro natura, contro l'istinto di conservazione di tutte le specie animali) e una piaga soprattutto della modernità. Come sostiene Massimo Fini, l'antimodernista per eccellenza, la frequenza dei suicidi si è decuplicata rispetto all'epoca preindustriale e le malattie nervose sono un problema sociale solo a partire dall'800. Un altro caso di suicidio assistito, che si potrebbe definire ipermoderno ma che purtroppo è più frequente di quanto si pensi, è recentemente venuto alla ribalta. E' quello dell'ingegnere della provincia di Como, che è andato a farsi suicidare in Svizzera senza avere, a quanto pare, nessuna malattia incurabile, nessuna disabilità grave e permanente (tipo quelle di dj Fabo, cieco e tetraplegico), né particolari problemi economici o familiari. Questo mio sfortunato collega era "solo" una persona gravemente depressa. Con ciò non voglio certo mettere in discussione la sua scelta. La vita è una cosa intrinsecamente paradossale: un benestante può essere più infelice di un miserabile, un depresso può odiare la propria esistenza più di un tetraplegico. Qui tuttavia farò un'eccezione alla regola aurea del silenzio, per dire due cose. La prima è marginale e soggettiva: io al suo posto mi sarei sparato un colpo in testa e i 10.000 euro dell'eutanasia li avrei lasciati in beneficenza. La seconda è di sostanza e oggettiva: dalla depressione si può e si deve uscire. Anche se spesso i soli farmaci possono non bastare (e talora essere perfino controproducenti). Anche se talora perfino l'unione dei farmaci e della più ferma determinazione e buona volontà della persona può non bastare, e serve un aiuto dall'esterno. Questo aiuto però non arriva da solo, a meno che non si abbia la fortuna di essere circondati da persone che ci amano profondamente: spesso bisogna cercarselo. Ci sono tante associazioni di volontariato e di *** reperibili in Rete, o tramite lo psicologo o le Asl. Il volontariato stesso, il lavorare gratuitamente per gli altri, lo dico per esperienza diretta, può essere un potente antidepressivo. Un altro, molto potente credetemi, è la musica. E' scientificamente provato che l'ascolto di un bellissimo brano musicale provoca, anche senza la collaborazione del soggetto, un benefico e piacevole rilascio di dopamina, fino a innescare il riflesso della piloerezione (si drizzano tutti i peli, la cosiddetta "pelle d'oca"). E' esattamente quello che succede a me quando sono depresso e quando accendo lo stereo (o vado su YouTube) per ascoltare e per visitare il letterale paradiso in terra che ci hanno regalato Bach, Mozart e Beethoven. Ma anche i nostri Vivaldi, Albinoni, Rossini, Verdi possono emozionarci e regalarci ore e ore di amore per la vita. Tra i compositori moderni suggerisco certamente Vangelis, Jarre e i Pink Floyd (in particolare proprio il pezzo dedicato al più depresso, addirittura al folle della band, al "diamante pazzo":  l'immortale Shine on You Crazy Diamond).   Ma per i casi più gravi e ostinati io consiglio sempre il celeberrimo, stupendo Canone di Pachelbel (Canone e Giga in re maggiore per tre violini e basso ostinato, di Johann Pachelbell, anno1680), a mio modesto avviso le note più suggestive, più semplici nella loro bellezza, e forse proprio per questo più coinvolgenti e più emozionanti di tutti i tempi, certamente le più copiate. Da Haydn a Mozart; dall'autore dell'inno nazionale sovietico agli U2 di With or without you; dai Beatles della toccante Let it be al Bob Marley dell'altrettanto emozionante e famosa No woman, no cry; dall'indimenticabile Demis Roussos di Rain and tears al Brian Eno di Fullness of Wind: quasi non c'è grande musicista che non abbia più o meno smaccatamente attinto al paradisiaco Canone del compositore barocco. Naturalmente, oltre all'originale, esistono innumerevoli altre versioni del Canone: per orchestra, per organo, per pianoforte, per chitarra, per flauto, per voce o per coro, etc. Su YouTube avete solo l'imbarazzo della scelta. Qui allego una piccola collezione: 

https://www.youtube.com/watch?v=Sxcc3YSrCs8 

Ma oggi, ed è ciò che mi ha dato lo spunto per scrivere, ne ho scoperta una veramente singolare, per arpa, eseguita da un'artista di strada. Anni fa ebbi la gioia impagabile di vedere questa ragazza dal vivo (è italiana!) e oggi la rivedo su YouTube esibirsi in chissà quale città europea. Miracoli della vita e della Rete!

Amici forumisti, godetevi questo spettacolo. E non andate di fretta, lo stress è l'anticamera della depressione. Fermatevi qualche minuto, ascoltate, amate gli artisti di strada, ai più bravi e ai meno bravi regalate sempre qualche moneta. E, insieme a loro, amate la musica, amate la vita.

P.S. dopo questo post credo che mi assenterò dal forum per alcuni giorni o settimane. Un piccolo, improvviso problema, mi costringe a un intervento chirurgico un po' delicato. Tranquilli: non vado in Svizzera, non sono depresso e non ho la minima propensione al suicidio, tanto è vero (?!) che mi affido a De Luca e alla vituperata sanità campana. Nel frattempo non litigate troppo. Un arrivederci a tutti.

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