grande alessandro

“Questi sono in un delirio di potere, qualcuno deve ricordare loro che siamo in una democrazia liberale, non in uno Stato di polizia permanente”. Alessandro Sallusti è durissimo con il governo Conte quando si parla della fase che parte da lunedì 18 maggio. “A tre giorni dalla riapertura delle attività commerciali e dei servizi – fa notare il direttore de Il Giornale – nessuno sa cosa deve fare per non incappare nelle ire (e nelle multe) dei solerti controllori. Per la stessa situazione lo Stato dà un’indicazione e le Regioni un’altra, spesso inconciliabili con la realtà o assurde”.

Per Sallusti la verità è che tutte queste norme sono scritte da “professoroni a tre stelle” che però conoscono “i ristoranti solo per averci mangiato, un lido balneare per averci preso il sole, un negozio per averci fatto shopping”.


 

Sarebbe stato meglio chiedere consigli, o meglio ancora lasciar fare a chi di queste cose se ne occupa quotidianamente “invece che affidare la pratica al supermanager Colao che in una trattoria non entra da vent’anni”. Secondo Sallusti non solo il governo non sta aiutando nessuno, ma “considera pure i nostri imprenditori un branco di dementi e li costringe a girare nei locali con il metro in mano”. liberoquotidiano.it

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3 messaggi in questa discussione

24 minuti fa, director12 ha scritto:

Quoto in toto

Quota, quota.....Trota.

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17 ore fa, director12 ha scritto:

“Questi sono in un delirio di potere, qualcuno deve ricordare loro che siamo in una democrazia liberale, non in uno Stato di polizia permanente”. Alessandro Sallusti è durissimo con il governo Conte quando si parla della fase che parte da lunedì 18 maggio. “A tre giorni dalla riapertura delle attività commerciali e dei servizi – fa notare il direttore de Il Giornale – nessuno sa cosa deve fare per non incappare nelle ire (e nelle multe) dei solerti controllori. Per la stessa situazione lo Stato dà un’indicazione e le Regioni un’altra, spesso inconciliabili con la realtà o assurde”.

Per Sallusti la verità è che tutte queste norme sono scritte da “professoroni a tre stelle” che però conoscono “i ristoranti solo per averci mangiato, un lido balneare per averci preso il sole, un negozio per averci fatto shopping”.


 

Sarebbe stato meglio chiedere consigli, o meglio ancora lasciar fare a chi di queste cose se ne occupa quotidianamente “invece che affidare la pratica al supermanager Colao che in una trattoria non entra da vent’anni”. Secondo Sallusti non solo il governo non sta aiutando nessuno, ma “considera pure i nostri imprenditori un branco di dementi e li costringe a girare nei locali con il metro in mano”. liberoquotidiano.it

 

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