De Luca - Fontana

Ho smesso da un pezzo di commentare i dati epidemiologici nazionali della Protezione Civile. Il bollettino di oggi è negativo (262 morti e quasi 1000 nuovi casi, oltre la metà in Lombardia) ma in generale le cose vanno molto meglio (e ci mancherebbe!) dopo due mesi di lockdown. La costante diminuzione dei casi attivi registrati indica senza dubbio che la parte emergente dell'iceberg del contagio si sta progressivamente sciogliendo, il che vuol dire che diminuisce anche il volume sommerso (gli infetti non testati). In un iceberg il rapporto tra volume sommerso ed emerso è costante (pari a circa 9/1, in relazione alla minore densità del ghiaccio rispetto all'acqua), ma nel nostro caso la precedente conclusione è corroborata dal fatto che facciamo più tamponi rispetto a un mese fa (sebbene in quantità ancora inadeguata). Ma è soprattutto il progressivo svuotamento delle terapie intensive a dirci che siamo da qualche settimana nella fase calante della famosa (ma ossimoricamente misteriosa) "curva". Tuttavia il virus continua a circolare, sia pure con un fattore di trasmissione minore di 1 (ma probabilmente non tanto basso, specie in Lombardia, quanto indicano le stime). In più gioca un parziale ma positivo effetto gregge, ragion per cui il fattore da considerare non è Ro (la trasmissibilità a t=0, cioè nella popolazione interamente suscettibile) bensì Rt<Ro. Essendo Rt<1, abbiamo un certo margine (non molto ben definito) per allentare la profilassi, e ci conviene per ovvie ragioni sfruttarlo per la riapertura delle attività economiche e non certo per attenuare la profilassi personale. Il punto è che finché ci sarà anche un solo portatore attivo bisognerà assolutamente evitare di riportare Rt sopra l'unità. Occorre prudenza. Dappertutto, ma soprattutto in Lombardia dove il margine è sicuramente minore o molto minore che nel resto d'Italia.

A titolo di confronto, riporto per Lombardia e Campania i dati del bollettino di oggi e di quello del 7 maggio relativi a morti, casi totali, terapie intensive e positivi attivi (M,CT,TI e P rispettivamente). Tenuto conto del tempo di incubazione (2-12 gg), possiamo considerarlo un primo confronto della diversa reazione delle due regioni dopo le prime riaperture della fase 2 (iniziata il 4 maggio). Si tenga anche conto che la Lombardia ha 10 milioni di abitanti contro 5,8 della Campania. 

Lombardia 7/5: M=14745; CT=80089; TI=480; P=32015.

Lombardia 14/5: M=15296; CT=83320; TI=297; P=29956.

Campania 7/5: M=379; CT=4541; TI=27; P=2139.

Campania 14/5: M=394; CT=4639; TI=19; P=1765.

Tiriamo le somme. Nell'ultima settimana ci sono stati 551 morti in Lombardia (una media di circa 79 al giorno), 15 in Campania (2 al giorno). I casi totali sono cresciuti del 4% in Lombardia (462 al giorno), del 2,1% in Campania (14 al giorno). I positivi attivi sono diminuiti del 6,4% in Lombardia e del 17,5% in Campania. Abbiamo infine 183 malati in meno in terapia intensiva in Lombardia, 8 in meno in Campania. Quest'ultimo dato sembrerebbe l'unico favorevole alla Lombardia nel confronto con la Campania. In realtà, nelle ipotesi semplificatrici e ottimistiche (ai fini di questo confronto) che tutti i morti e nessun guarito vengano dalle TI, abbiamo che in Lombardia a fronte dei 551 morti si sono liberati solo 183 posti in TI, quindi sono subentrati 368 nuovi pazienti (53 al giorno). In realtà sarebbero di più considerando anche i posti liberati dai guariti/dimessi. In Campania invece sono subentrati solo 7 nuovi pazienti in TI (1 al giorno). In definitiva, la Lombardia non solo partiva da condizioni iniziali molto peggiori della Campania, ma anche il suo andamento epidemico in quest'ultima settimana risulta molto peggiore di quello della Campania. 

Cari forumisti, se mi leggete sapete quello che penso del mio governatore De Luca. Lo considero il più puro e perfetto erede del vecchio sistema di potere democristiano: feudale e clientelare. Ma tra lui e il disastroso e sciagurato Fontana, io mi tengo lo "sceriffo" di Salerno tutta la vita. 

Mentre, se vivessi in Lombardia, da lunedì prossimo farei mie le parole con cui ci ammonisce dall'America il prof. Alessandro Vespignani, uno dei massimi epidemiologi viventi:

COME CITTADINO, SE MI DICONO CHE RIAPRIAMO IN QUESTE CONDIZIONI, IO MI CHIUDO IN CASA.

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1 messaggio in questa discussione

Questa bella e incoraggiante vittoria - ovviamente parziale, la guerra è ancora in corso - merita di essere segnalata. Protagonista è ancora l'ospedale Cotugno di Napoli, da sempre eccellenza della sanità meridionale nel settore delle malattie infettive, già elogiato dalla tv britannica per i risultati conseguiti contro il Coronavirus (elevato numero di guarigioni tra i casi gravi, anche con il metodo Ascierto, e bassissimo numero di contagi tra medici e infermieri).

https://napoli.fanpage.it/il-cotugno-si-svuota-non-ci-sono-piu-malati-covid19-in-terapia-intensiva/

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