eccolo appena arrestato...belva guardatelo in faza

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curriculum vitae della risorsa:

Il capobranco del doppio stupro di Rimini, Guerlin Butungu, 20 anni, rifugiato congolese, secondo la cooperativa che gestisce il servizio di accoglienza di Pesaro a spese dei contribuenti, finora non avrebbe dato problemi di comportamento. Non andava a comunicare alla coop dei suoi stupriButungu il 25 novembre del 2015 era entrato, spiega la giornalista, nella prima accoglienza nella comunità di Acquaviva di Cagli (PU). Dopo aver ricevuto lo stato di rifugiato entrò nello Sprar Invictus di Pesaro da settembre 2016 fino al 22 aprile 2017, abitando nella struttura collettiva Freedom di Pesaro che accoglie 15 rifugiati.in sintesi:VIVEVA IN UN HOTEL A SPESE NOSTRE!!

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TOCCA PRIMA A ME!! Sono il piu' vecchio...

Ben evidenziato dai verbali delle vittime, agghiaccianti, e ancora più sconvolgente è scoprire che il più piccolo era il più indemoniato. Tanto che il congolese ad un certo punto gli gridò: «Sono il più vecchio, tocca prima a me». Intanto due dei tre minorenni fermati, non è chiaro quali, negano di aver compiuto atti di natura sessuale ma di avere “solo tenuto ferma almeno una delle vittime, la ragazza polacca, e poi di aver partecipato al pestaggio del compagno”.

Ancora pochi mesi e quello stupro sarebbe stato commesso da ‘italiani’. Italiani questi ragazzini sarebbero diventati al compimento dei 18 anni, anche senza lo ius soli. E’ per questo che urge non solo bloccare lo Ius Soli in discussione al Senato, ma anche tornare allo ius sanguinis integrale: non vogliamo italiani come quelli di Rimini.

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Inizi bene, parlando di belva, ma poi ti perdi in un bicchier d'acqua parlando di italianità e di ius soli. Quel branco di stupratori sono bestie che non stanno fuori dalla nazione italica ma fuori dalla specie umana e fuori dalla civiltà. Lo ius soli, così come pensato dai pasticcioni del Pd, anch'io lo trovo sbagliato, ma per motivi che non c'entrano nulla con gli stupri e la criminalità. Con la tua stessa logica dovremmo togliere la cittadinanza agli italiani che compiono certi crimini efferati. In realtà la sentenza del giudice che condannerà quelle bestie non sarà minimamente influenzata dalla loro nazionalità o etnia. Se così non fosse, anche l'Italia e il suo sistema giudiziario si porrebbero al di fuori della civiltà. Qui il problema è uno solo: punire duramente, in modo esemplare, questi criminali, gli stupratori come i piromani, i femminicidi come i corrotti e i corruttori. Ma siamo alle solite: nel paese di Pulcinella non c'è certezza della pena e il motivo è uno solo: i politici che hanno governato fino a oggi non hanno mai voluto che ci fosse. Visto che non c'è certezza della pena (carceraria) allora io, che penso con la mia testa e non con quella di Salvini, per certi crimini sessuali, come lo stupro aggravato dalla estrema brutalità e dall'azione in branco, o come  la pe.do.filia, sono per la castrazione chimica (che è prevista in molti paesi civili e democratici). Però non so se esistano farmaci privi di gravi effetti collaterali (anche la salute dei criminali va tutelata in un paese civile) che producano un effetto castrante definitivo. Se non ci sono, per le belve di Rimini io opterei senz'altro per la castrazione fisica. Ossia l'equivalente dell'ergastolo per la pena carceraria (certa). La pena non deve avere solo un valore punitivo ma anche deterrente. Mentre i nostri politicanti fanno finta di conoscere solo il valore rieducativo. Naturalmente anche i castrati poi avrebbero tutto il tempo per "rieducarsi" in carcere, tra permessi, semilibertà e sconti di pena.

Saluti

Modificato da fosforo31

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12 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

Inizi bene, parlando di belva, ma poi ti perdi in un bicchier d'acqua parlando di italianità e di ius soli. Quel branco di stupratori sono bestie che non stanno fuori dalla nazione italica ma fuori dalla specie umana e fuori dalla civiltà. Lo ius soli, così come pensato dai pasticcioni del Pd, anch'io lo trovo sbagliato, ma per motivi che non c'entrano nulla con gli stupri e la criminalità. Con la tua stessa logica dovremmo togliere la cittadinanza agli italiani che compiono certi crimini eff

Saluti

egrg.sig. perito....lo ius soli tanto ventilato dalle sinistre,dal pd,dalla presidenta,dai radicali,apre,anzi spalanca le porte a personaggi come queste belve..fate passere per profughi,scappati dalla fame,dalle guerre..ed invece la guerre le portano loro con le feroci culture dei loro paesi.per la cronaca,e forse non lo sai,ma in congo..terra di qualche ******,vige anora il cannibalismo..ed è tollerato dalle autorita'!! cappitto mi hai??

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Ahahahaha, direttoretto, non so se sei in grado di capirlo, ma questa tua digressione dagli stupratori (africani) ai cannibali (sempre africani) è un bell'esempio di volo pindarico. Ma che ci azzeccano gli antropofagi (a parte i rari casi di cannibalismo criminale e patologico alla Hannibal Lecter) con i maniaci sessuali? E chi siamo noi per giudicare i cannibali (ammesso che esistano ancora in qualche luogo sperduto) con il nostro metro culturale? Dal loro punto di vista il cannibalismo è una pratica rituale che non ha assolutamente nulla di immorale né di ripugnante. Mentre io non conosco nessuna società, nessuna civiltà, presente o passata, che tolleri o abbia tollerato al suo interno lo stupro, la violenza sessuale. Tra l'altro proprio ai cannibali è dedicato quel famoso brano dei Saggi di Montaigne, al quale si fa risalire la nascita del relativismo culturale, una importante corrente della filosofia e dell'antropologia. E non a caso l'ultimo libro del suo massimo esponente, Claude Levi-Strauss, s'intitola, provocatoriamente ma non troppo, "Siamo tutti cannibali". Non dimentichiamo che c'è anche un cannibalismo per necessità, che ha visto protagonisti anche degli occidentali come noi, in famosi episodi come il naufragio della  fregata Medusa nell'800 e l'incidente aereo sulle Ande negli anni '70. Eventi tragici ampiamente "cannibalizzati" dal cinema, dalla televisione e dalla letteratura, in cui i sopravvissuti si nutrirono dei cadaveri delle vittime. E in Occidente nessuno o quasi si scandalizza più per i trapianti di organi (da donatori vivi o da cadaveri) nei quali, specie all'inizio, molti vedevano una sorta di cannibalismo. Per non parlare delle tecniche di manipolazione genetica.

Saluti

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