Daje Fofo’ ....!!

Mah , un Dj Fofo’ Alfonso Bonafede che si metta a fare «trattative» con dei boss mafiosi è uno scenario anzitutto che fa ridere e che va relegato alla fantascienza, perché parliamo di uno che non saprebbe trattare nemmeno con un vucumpra’ per comprare un accendino in spiaggia.  Rimettiamo, dunque ,  i personaggi e gli scenari al loro misero posto. L'unico problema politico, al momento , riguarda il Pd: l'imbarazzo ha un limite, e la prospettiva di doversi tenere ancora a lungo questo cronico incapace Fofo’ è stato mitigato solo dalla pandemia intesa come distrazione di massa, aggravata tuttavia dal dettaglio che intanto l'incapace continuava ad essere capo delegazione dei Cinque Stelle. Nell'insieme, poi, ne escono a pezzi l'incapace, certo, ma anche Antonino Di Matteo, il senzavergogna Marco Calandrino Travaglio il giornalaio dei decretini. I dilettanti allo sbagaglio a 5 stelle , in sintesi, hanno agito così: chiunque abbia votato Cinque Stelle si aspettava che al Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) dovesse andarci come minimo un Di Matteo, idolo grillino a dispetto di un curriculum alquanto discutibile. Di Matteo era vicino al Fatto Quotidiano (ormai un quotidiano-lobby) e compagno di corrente di Piercamillo Davigo, anche lui amatissimo dai grillini. Però c'era un problema. Anzi due.  Il primo è che a Bonafede e a Conte sarebbe tanto piaciuto piazzare al Dap un amico loro, questo Francesco Basentini ora dimissionario, che peraltro era legato a un altro del giro di Unicost, Leonardo Pucci, ora , non a caso , vicecapo di gabinetto di Bonafede ma a suo tempo anche legato a Giuseppi Conte dai tempi dell'università a Firenze. Poi può anche darsi , ma ha poca importanza , che abbiano seguito i consigli di Fabrizio Di Marzio, altro amico di Conte, consigliere di Cassazione ben introdotto nelle cose romane e a sua volta amico di Gian Carlo Caselli, uno che i pregi e soprattutto i difetti di Di Matteo li conosce quanto basta.  Poi , però’ , vi e’ il segreto di Pulcinella: a Mattarella, al Capo dello Stato, l'idea di un Di Matteo a capo del Dap è sempre piaciuta pochissimo. Così, dunque, Fofo ‘ Bonafede ha deciso di tentare di gestire l'operazione e di salvare capra e carceri: l'obiettivo, alla fine, per non scontentare nessuno, era assicurare a un amico del loro giro una delle buste paghe più pesanti dell'intero apparato statale (320mila euro all'anno, con ricaduta su Tfr e pensione) ma accontentare anche Di Matteo convincendolo che la direzione degli affari penali (o generali) fosse il massimo della vita, anche se lo stipendio era esattamente dimezzato. Non ha funzionato !! E non sono riusciti a piazzarlo nenche al Dap. Però alla Giustizia c'è  sempre Dj Fofo’ Bonafede, noto ebe te incompetente e , quindi , per il Cazzaro Napoletano miglior ministro della Giustizia degli ultimi 30 anni . Una Prece !! 

P.T.

Modificato da mark222220

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