Rispondi a genova:ragazzi e ragazze lavorano gratis alla festa del pd

fosforo31
Da fosforo31,
No, non è affatto normale, anzi è vergognoso che degli studenti debbano lavorare gratis per un partito politico, ma il Pd ha finito i soldi (il Tappetaro li buttò nel cesso per il referendum) e si arrangia come può. In realtà questa cosiddetta alternanza scuola-lavoro è uno dei disastri, e non dei minori, perpetrati dai "creativi" del Pd, altro che "buona scuola"! A me sinceramente dispiace dover usare parole forti per bollare questi sciagurati che ci governano abusivamente da quasi 4 anni, ma chiunque abbia un minimo, ma proprio un minimo di cultura classica capisce subito che questa riforma, più che dell'improvvisazione e dell'incompetenza, è frutto dell'ignoranza. Stendiamo un velo pietoso sulla sindacalista del ramo tessile con la terza media che nel paese di Pulcinella fa la ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca; però la precedente ministra Stefania Giannini (prima Sc poi Pd, guarda caso l'unico ministro non confermato nel governo fotocopia Gentiloni) è una glottologa e dovrebbe aver fatto studi classici, ma li ha fatti con i piedi se ignora l'etimologia della parola "scuola". In un Liceo anche i muri sanno (o dovrebbero sapere) che "scuola" discende dal greco scholé. Parola che in latino diventa otium, che noi naturalmente traduciamo in "ozio". Orbene, che relazione c'è tra il lavoro e l'ozio? Nessuna, se non la negazione logica: il lavoro è il contrario dell'ozio, dunque il contrario della scuola intesa nel senso classico. Come è confermato anche dalla classica contrapposizione otium et negotium dove il negotium (cioè l'attività lavorativa) è il non ozio (nec otium). Naturalmente gli antichi intendevano l'otium (o la scholé) in un senso assai meno banale e assai più nobile  di quello che noi oggi intendiamo per ozio (il dolce far niente tipico dei pigri, dei fannulloni o addirittura dei parassiti della società). Per i Greci la scholè era essenzialmente una condizione di libertà. Gli studenti che passeggiavano ascoltando il loro maestro (o scolarca) Aristotele nel Liceo di Atene erano giovani (e meno giovani: le lezioni erano aperte a tutti) liberi dalle occupazioni necessarie per vivere. Essi avevano dunque tutto il tempo (libero) da dedicare allo studio, attività assolutamente libera e motivata dal puro amore per la conoscenza (philosophia). Si studiava dunque per passione e non certo per obbligo, con buona pace della ministra con la terza media che vuole innalzare l'obbligo scolastico a 18 anni. E studiando ci si nutriva della verità per crescere nella propria identità all'insegna del motto socratico scolpito nel tempio di Apollo a Delfi: "Conosci te stesso", e di quello evangelico: "La verità vi farà liberi". L'adolescente era colui che veniva nutrito per crescere (dai verbi latini adolescere e alere, crescere e nutrire) e che dunque non doveva lavorare per nutrirsi. Al contrario della scholé, l'ascholia, cioè l'occupazione, la non scuola, era considerata una condizione poco piacevole, poco invidiabile, limitante la libertà e l'identità della persona. Addirittura una conseguenza del peccato originale, secondo la Bibbia (Con il sudore della fronte mangerai il pane, Genesi 3,19). Oggi le cose si sono esattamente ribaltate: al centro della società non c'è più l'uomo, la persona con la sua identità e la sua libertà, bensì l'economia, il denaro. Al centro dell'esistenza non c'è più l'essere ma l'avere. L'otium è considerato riprovevole, il negotium ammirevole, la persona colta, lo studioso, è visto quasi come un perditempo, viene invidiato il ricco, il potente. Dunque non è più la conoscenza, non è più la verità che rende liberi, ma il lavoro. Principio in realtà illusorio e proprio dei sistemi oppressivi come il nazismo (Arbeit macht frei era scritto all'ingresso dei lager), ma anche il marxismo nelle sue declinazioni storiche e il capitalismo consumistico, sfruttatore e spersonalizzante. Naturalmente non voglio negare la nobiltà del lavoro, ma costringere gli studenti a lavorare, per giunta gratis, non è solo controproducente, non è solo l'ennesimo pasticcio e l'ennesimo disastro del Pd: a mio modesto avviso è una delle più insane degenerazioni della modernità, una delle ultime tappe del percorso storico e culturale che ci sta riducendo tutti in schiavi inconsapevoli. http://www.tecnicadellascuola.it/item/31415-l-039-alternanza-scuola-lavoro-deve-essere-facoltativa.html