L'opinione

Pubblicato il: 27/04/2020 17:56

"Non ci resta che sperare che il caldo uccida il virus". E' una battuta, ma non troppo, quella di Andrea Crisanti. Per il virologo dell'università di Padova, il modo in cui è stata impostata la fase 2 è "senza criterio scientifico". "Non vedo il razionale - spiega all'Adnkronos Salute -. Basti pensare a un dato: abbiamo chiuso l'Italia con 1.797 casi al giorno e la riapriamo tutta quanta insieme con 2.200. E' una cosa senza metrica".

L'epidemia, osserva il responsabile del Laboratorio di microbiologia e virologia delll'Azienda ospedaliera di Padova, "segue le sue dinamiche, ha un sua logica e noi invece mi sembrerebbe di no. Ci si è mossi senza considerare le differenze regionali, senza valutazioni del rischio. E' chiaro che il rischio è diverso tra regione e regione e non è uno dei fattori che viene valutato. In conclusione, nell'equazione che si sta utilizzando non entra la valutazione del rischio". Quale sarebbe stato un modo alternativo di procedere? "Il metodo alternativo - risponde Crisanti - era aprire in un primo gruppo di regioni, con situazioni differenti a livello epidemiologico e sociale e con diverse capacità di risposta, per capire quale dinamica si sarebbe innescata. In questo modo avremmo potuto testare la capacità di reazione, differenziare e gradualmente aprire tutto il resto". Nella regione dove il virologo lavora, il Veneto, "ci si è preparati per la fase 2 - assicura l'esperto -. Il Veneto ha fatto grossi investimenti, ha comprato macchinari e ora è in grado, considerando tutta la rete, di viaggiare al ritmo di 18 mila tamponi al giorno".

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7 messaggi in questa discussione

3 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Pubblicato il: 27/04/2020 17:56

"Non ci resta che sperare che il caldo uccida il virus". E' una battuta, ma non troppo, quella di Andrea Crisanti. Per il virologo dell'università di Padova, il modo in cui è stata impostata la fase 2 è "senza criterio scientifico". "Non vedo il razionale - spiega all'Adnkronos Salute -. Basti pensare a un dato: abbiamo chiuso l'Italia con 1.797 casi al giorno e la riapriamo tutta quanta insieme con 2.200. E' una cosa senza metrica".

L'epidemia, osserva il responsabile del Laboratorio di microbiologia e virologia delll'Azienda ospedaliera di Padova, "segue le sue dinamiche, ha un sua logica e noi invece mi sembrerebbe di no. Ci si è mossi senza considerare le differenze regionali, senza valutazioni del rischio. E' chiaro che il rischio è diverso tra regione e regione e non è uno dei fattori che viene valutato. In conclusione, nell'equazione che si sta utilizzando non entra la valutazione del rischio". Quale sarebbe stato un modo alternativo di procedere? "Il metodo alternativo - risponde Crisanti - era aprire in un primo gruppo di regioni, con situazioni differenti a livello epidemiologico e sociale e con diverse capacità di risposta, per capire quale dinamica si sarebbe innescata. In questo modo avremmo potuto testare la capacità di reazione, differenziare e gradualmente aprire tutto il resto". Nella regione dove il virologo lavora, il Veneto, "ci si è preparati per la fase 2 - assicura l'esperto -. Il Veneto ha fatto grossi investimenti, ha comprato macchinari e ora è in grado, considerando tutta la rete, di viaggiare al ritmo di 18 mila tamponi al giorno".

Credo che, dopo aver tutto sommato gestito bene la fase più critica, in Governo si stia impantanando. Lo dimostrano Chiese e Congiunti.

Dovrebbe prendere atto del fatto che ci sono tre che si mettono di traverso e fanno il controcanto sistematico su input del Kaporale Rosario Mojito Lamadonna.

Toti, Zaia e Fontana.

Allora non un prolisso DCPM, ma un decreto legge di tre articoli:

1) Le Regioni decidono in autonomia;

2) Se riparte anche un piccolo focolaio tipo Codogno o Vo Euganeo, TUTTA quella Regione torna ZONA ROSSA BLINDATA;

3) Il Governatore viene destituito, il Consiglio Regionale sciolto e la Regione commissariata per 2 anni.

Vedremmo i tre moschettieri kakarsi addosso.

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questa sarebbe un'ottima soluzione da far pervenire a Conte

 

Temo purtroppo sia un po' tardiva

 

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Questa volta sono d'accordo solo in parte con il prof. Crisanti, uno scienziato che stimo. Lui sosteneva il modello coreano applicato in Veneto quando l'OMS e i suoi colleghi lo contestavano. Ma a mio modesto avviso non è del tutto corretto paragonare i dati uffi.ciali di oggi sul numero dei nuovi contagi con quelli della prima metà di marzo. È vero che i contagiati attivi in circolazione (parlo di quelli veri non del dato rilevato) probabilmente oggi sono più di allora, ma allora erano in crescita esponenziale, oggi (molto probabilmente) sono in diminuzione.  E il coefficiente di trasmissione dell'infezione è sicuramente molto più basso, in molte regioni probabilmente ben minore di 1. Per due motivi: le misure profilattiche (distanziamento, igiene delle mani, mascherine, etc.) alle quali ormai ci siamo allenati; e un certo grado di parziale immunità di gregge. Quest'ultimo fattore  è più rilevante nelle regioni dove l'epidemia ha colpito di più, come la Lombardia, mentre protegge meno le altre regioni. Inoltre ho condiviso l'impostazione scelta da Conte quasi fin da subito sulle restrizioni, cioè chiusure omogenee su tutto il territorio nazionale (anche se qualche governatore ha fatto di testa sua). La condivido anche sugli allentamenti e sulle riaperture. Forse non sarà la scelta ottimale sul piano epidemiologico ma l'unità della nazione e la coesione del popolo è un fattore importantissimo in ogni guerra. E questa è una guerra. Un po' particolare ma una guerra.

Modificato da fosforo311

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Io invece condivido totalmente il pensiero del prof  Crisanti.

Modificato da ahaha.ha

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Penso che Crisanti abbia ragione a dire che le riaperture dovevano essere a carattere regionale.. dato che le regioni del Sud hanno più bisogno di ossigeno finanziario e gestito bene il contagio

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1 ora fa, ahaha.ha ha scritto:

Io invece condivido totalmente il pensiero del prof  Crisanti.

Lei si sta ammutinando : Torni in se caz.z.o  !! Ahahahahaha 

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Le devo chiamare gli infermieri sig torsolo di maggiordomo? Lo faccio volentieri, un ricovero non può farle più male di quello che ha già.

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