Spaccate un braccio a Solgenitsin

Soffro, cari amici sinceramente soffro, nel vedere come è ridotto il mio Paese, il nostro Paese, che precipita sempre più in basso. Oggi centinaia di nostri fratelli dell'Eritrea e dell'Etiopia - molti di loro parlano perfettamente l'italiano che ancora si insegna nelle loro scuole - non immigrati clandestini ma profughi: uomini, donne, bambini con lo status di rifugiati, dunque protetti (sulla carta, purtroppo solo sulla carta) dalla Costituzione e dalla Convenzione di Ginevra, sono stati sgomberati con la forza, con gli idranti e con i manganelli, "sgomberati come rifiuti o come macerie" (parole di monsignor Lojudice) per ordine del prefetto di Roma, cioè del ministero dell'Interno, ma senza un posto dove andare, senza un piano di collocamento, neppure provvisorio, se non per una piccola parte di loro. Ho appena letto sul sito del FQ che si è fatto avanti il Vaticano per ospitare quei profughi: papa Francesco si prende la patata bollente e applica il Vangelo (ero straniero e non mi avete accolto...) ma a noi e al nostro governo resta una figuraccia mondiale, storica. Naturalmente non me la prendo con quel funzionario di polizia che ha infelicemente ordinato di spaccare un braccio a chi opponeva resistenza. Certe frasi nella concitazione possono scappare, ma non si può mandare la polizia a sgomberare degli esuli, dei rifugiati, senza garantirgli un tetto per la notte, nemmeno per una notte sola, nemmeno un bagno chimico per i bisogni fisiologici, come ha denunciato una donna eritrea agli inviati di La7. Provate a immaginare un poliziotto svizzero o americano che a suo tempo avesse minacciato di spaccare un braccio ad Alexander Solgenitsin, il famoso dissidente ed esule dall'Unione Sovietica, che si rifugiò per l'appunto in Svizzera e negli USA. Sarebbe stata una figuraccia mondiale una vergogna insopportabile, esattamente quelle che noi dobbiamo sopportare oggi per il trattamento riservato a questi esuli eritrei. Ripeto, non me la prendo con quel funzionario di polizia, ma con il vuoto che c'è dietro di lui. Ma non posso neppure prendermela con il ministro dell'Interno, perché occupa quel posto da pochi mesi e sta cercando di riempire il vuoto con provvedimenti duri ma a questo punto a mio avviso necessari come il famigerato codice per le ONG. Il disastro l'hanno fatti altri. In primis l'incapace Renzi che firmò il famigerato accordo con l'Europa per prendersi tutti i profughi e tutti i clandestini provenienti dalla Libia in cambio di un po' di flessibilità e di un po' di spiccioli per i suoi bonus elettorali. Sciagurato, irresponsabile pivello che credeva di essere uno statista! Ma se a un anno esatto dal terremoto di Amatrice non siamo ancora riusciti, a dispetto delle roboanti promesse del tappetaro, nemmeno a sgomberare le macerie e abbiamo consegnato appena il 23% delle casette provvisorie per dare un tetto provvisorio a poche migliaia di terremotati, come potevamo pensare di poter ospitare in modo minimamente decente centinaia di migliaia di immigrati l'anno? Certo non saremo in grado di farlo finché avremo questi governi ridicoli, ma anche dopo ci vorranno anni o decenni per rimediare ai disastri epocali di Berlusconi e di Renzi e per restituire consistenza, credibilità, efficienza a uno Stato che oggi ha oltrepassato l'ultimo confine della decenza.

Modificato da fosforo31

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5 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

Soffro, cari amici sinceramente soffro, nel vedere come è ridotto il mio Paese, il nostro Paese, che precipita sempre più in basso. Oggi centinaia di nostri fratelli dell'Eritrea e dell'Etiopia - molti di loro parlano perfettamente l'italiano che ancora si insegna nelle loro scuole - non immigrati clandestini ma profughi: uomini, donne, bambini con lo status di rifugiati, dunque protetti (sulla carta, purtroppo solo sulla carta) dalla Costituzione e dalla Convenzione di Ginevra, sono stati sgomberati con la forza, con gli idranti e con i manganelli, "sgomberati come rifiuti o come macerie" (parole di monsignor Lojudice) per ordine del prefetto di Roma, cioè del ministero dell'Interno, ma senza un posto dove andare, senza un piano di collocamento, neppure provvisorio, se non per una piccola parte di loro. Ho appena letto sul sito del FQ che si è fatto avanti il Vaticano per ospitare quei profughi: papa Francesco si prende la patata bollente e applica il Vangelo (ero straniero e non mi avete accolto...) ma a noi e al nostro governo resta una figuraccia mondiale, storica. Naturalmente non me la prendo con quel funzionario di polizia che ha infelicemente ordinato di spaccare un braccio a chi opponeva resistenza. Certe frasi nella concitazione possono scappare, ma non si può mandare la polizia a sgomberare degli esuli, dei rifugiati, senza garantirgli un tetto per la notte, nemmeno per una notte sola, nemmeno un bagno chimico per i bisogni fisiologici, come ha denunciato una donna eritrea agli inviati di La7. Provate a immaginare un poliziotto svizzero o americano che a suo tempo avesse minacciato di spaccare un braccio ad Alexander Solgenitsin, il famoso dissidente ed esule dall'Unione Sovietica, che si rifugiò per l'appunto in Svizzera e negli USA. Sarebbe stata una figuraccia mondiale una vergogna insopportabile, esattamente quelle che noi dobbiamo sopportare oggi per il trattamento riservato a questi esuli eritrei. Ripeto, non me la prendo con quel funzionario di polizia, ma con il vuoto che c'è dietro di lui. Ma non posso neppure prendermela con il ministro dell'Interno, perché occupa quel posto da pochi mesi e sta cercando di riempire il vuoto con provvedimenti duri ma a questo punto a mio avviso necessari come il famigerato codice per le ONG. Il disastro l'hanno fatti altri. In primis l'incapace Renzi che firmò il famigerato accordo con l'Europa per prendersi tutti i profughi e tutti i clandestini provenienti dalla Libia in cambio di un po' di flessibilità e di un po' di spiccioli per i suoi bonus elettorali. Sciagurato, irresponsabile pivello che credeva di essere uno statista! Ma se a un anno esatto dal terremoto di Amatrice non siamo ancora riusciti, a dispetto delle roboanti promesse del pivello, nemmeno a sgomberare le macerie e abbiamo consegnato appena il 23% delle casette provvisorie per dare un tetto provvisorio a poche migliaia di terremotati, come potevamo pensare di poter ospitare in modo minimamente decente centinaia di migliaia di immigrati l'anno? Certo non saremo in grado di farlo finché avremo questi governi ridicoli, ma anche dopo ci vorranno anni o decenni per rimediare ai disastri epocali di Berlusconi e di Renzi e per restituire consistenza, credibilità, efficienza a uno Stato che oggi ha oltrepassato l'ultimo confine della decenza.

Ahahahahah , lo sapevo , c'avrei giurato !! Prima il Cazzaro fa una lunga digressione , dove , udite udite , si può condividere pure qualcosa , ma appena si passa alle responsabilità, indovinate un po' di chi e' la colpa ?? Di Matteo Renzi !! Dimmi un po' Cazzaro , t'avrà mica infiocchettato la moglie , eh ?? Ahahahahaha 

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11 ore fa, fosforo31 ha scritto:

Soffro, cari amici sinceramente soffro, nel vedere come è ridotto il mio Paese, il nostro Paese, che precipita sempre più in basso. Oggi centinaia di nostri fratelli dell'Eritrea e dell'Etiopia - molti di loro parlano perfettamente l'italiano che ancora si insegna nelle loro scuole - non immigrati clandestini ma profughi: uomini, donne, bambini con lo status di rifugiati, dunque protetti (sulla carta, purtroppo solo sulla carta) dalla Costituzione e dalla Convenzione di Ginevra, sono stati sgomberati con la forza, con gli idranti e con i manganelli, "sgomberati come rifiuti o come macerie" (parole di monsignor Lojudice) per ordine del prefetto di Roma, cioè del ministero dell'Interno, ma senza un posto dove andare, senza un piano di collocamento, neppure provvisorio, se non per una piccola parte di loro. Ho appena letto sul sito del FQ che si è fatto avanti il Vaticano per ospitare quei profughi: papa Francesco si prende la patata bollente e applica il Vangelo (ero straniero e non mi avete accolto...) ma a noi e al nostro governo resta una figuraccia mondiale, storica. Naturalmente non me la prendo con quel funzionario di polizia che ha infelicemente ordinato di spaccare un braccio a chi opponeva resistenza. Certe frasi nella concitazione possono scappare, ma non si può mandare la polizia a sgomberare degli esuli, dei rifugiati, senza garantirgli un tetto per la notte, nemmeno per una notte sola, nemmeno un bagno chimico per i bisogni fisiologici, come ha denunciato una donna eritrea agli inviati di La7. Provate a immaginare un poliziotto svizzero o americano che a suo tempo avesse minacciato di spaccare un braccio ad Alexander Solgenitsin, il famoso dissidente ed esule dall'Unione Sovietica, che si rifugiò per l'appunto in Svizzera e negli USA. Sarebbe stata una figuraccia mondiale una vergogna insopportabile, esattamente quelle che noi dobbiamo sopportare oggi per il trattamento riservato a questi esuli eritrei. Ripeto, non me la prendo con quel funzionario di polizia, ma con il vuoto che c'è dietro di lui. Ma non posso neppure prendermela con il ministro dell'Interno, perché occupa quel posto da pochi mesi e sta cercando di riempire il vuoto con provvedimenti duri ma a questo punto a mio avviso necessari come il famigerato codice per le ONG. Il disastro l'hanno fatti altri. In primis l'incapace Renzi che firmò il famigerato accordo con l'Europa per prendersi tutti i profughi e tutti i clandestini provenienti dalla Libia in cambio di un po' di flessibilità e di un po' di spiccioli per i suoi bonus elettorali. Sciagurato, irresponsabile pivello che credeva di essere uno statista! Ma se a un anno esatto dal terremoto di Amatrice non siamo ancora riusciti, a dispetto delle roboanti promesse del tappetaro, nemmeno a sgomberare le macerie e abbiamo consegnato appena il 23% delle casette provvisorie per dare un tetto provvisorio a poche migliaia di terremotati, come potevamo pensare di poter ospitare in modo minimamente decente centinaia di migliaia di immigrati l'anno? Certo non saremo in grado di farlo finché avremo questi governi ridicoli, ma anche dopo ci vorranno anni o decenni per rimediare ai disastri epocali di Berlusconi e di Renzi e per restituire consistenza, credibilità, efficienza a uno Stato che oggi ha oltrepassato l'ultimo confine della decenza.

Per dirla tutta egregio Fosfy, farei anche una piccola considerazione sulle dichiarazioni del prefetto\a:

abbiamo applicato la legge. Adesso il comune di Roma faccia la sua parte trovando riparo, acqua, luce e generi di necessità per I neretti sonoramente smanganellati.

Dammi retta Fosfy, questo governo e i suoi seguaci, hanno perso il lume della ragione.

BaS

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