DPCM: Incostituzionale

Si solleva la questione di costituzionalita' dei decreti del Premier 

Perché la limitazione degli spostamenti delle persone in base ad una emergenza sanitaria può essere condivisibile..

Ma non è condivisibile il fatto che non ha tenuto in considerazione la effettiva intensità del contagio che non è uguale in tutta Italia...

Limitando inutilmente cittadini che non avevano bisogno di restrizioni così esagerate..

 

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14 messaggi in questa discussione

E' una lacuna della nostra costituzione, I nostri padri costituenti non hanno previsto situazioni come l'attuale; fu previsto l'articolo 78  https://ms-mms.hubscuola.it/public/3266278/cdi-3270689/costituzione_italiana_commentata/costituzione_italiana_commentata/articoli/art78.html  che prevedeva lo stato di guerra, ma non furono previste situazioni emergenziali come pestilenze, carestie,   tsunami, cataclismi vulcanici o cose simili, 

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Non esiste e non è stata mai sollevata (da chi è autorizzato a farlo) nessuna, nessunissima questione di costituzionalità sui decreti del premier, che è un fine giurista e sa quello che fa. D'altra parte, se ci fosse stato qualche dubbio appena serio sulla legittimità costituzionale dei decreti emergenziali, il capo dello Stato, che è un ex giudice costituzionale, si sarebbe fatto in qualche modo sentire.

La questione seria è un'altra. È che noi siamo uno dei popoli più individualisti del pianeta, se non proprio il più individualista in assoluto (io non saprei indicare chi lo fosse di più). E questo ci è costato (per tutto il corso della storia), ci costa e ci costerà tantissimo (a cominciare, temo, dalla cosiddetta fase 2). Lo vediamo per esempio dal comportamento dei nostri politici, non solo di opposizione, e dei nostri media che in questo frangente continuano ad anteporre gli interessi di parte al bene comune. Politucoli e pennivendoli ottusi, ridicoli, tragicomici, irresponsabili, che si mostrano faziosi, litigiosi, bugiardi e logorroici come prima, più di prima.  Sotto questo aspetto siamo, senza ombra di dubbio, un caso assolutamente UNICO al mondo. E meno male che abbiamo un premier serio al timone: con qualcun altro al suo posto, superfluo fare nomi, le agenzie di rating ci avrebbero già declassati al di sotto, molto al di sotto del livello spazzatura. Figuriamoci poi il putiferio che si sarebbe scatenato se, per decreto, si fosse imposto agli stabilimenti italiani dell'ex Fiat di produrre respiratori (come ha ordinato Trump alla GM) o reso obbligatorie la app per il tracciamento e i test a campione (come avvenuto in paesi più seri). L'individualismo ridicolo degli italiani questa volta va definito non solo autolesionistico ma TRAGICO. È certo che esso ha giocato, specie nelle prime fasi dell'epidemia, ma non solo, per renderla molto più disastrosa di quello che poteva essere. Gentaglia irresponsabile, ignorante, sciagurata, egoista, riempiva gli stadi, i bar della movida, i centri commerciali, con il virus già in circolazione.  Mentre una politicante da TSO incitava in inglese i turisti stranieri a venire in Italia. Mentre un politucolo fallito prima andava alla TV americana a denigrare il suo Paese raccomandandogli, supplicandoli a mani giunte: pleeease..., cioè: vi prego, (poveraccio!) di non fare i nostri tragici errori di sottovalutazione, e poco dopo invitava a riaprire tutto. Da TSO pure lui, come pure quell'altro arruffapopolo, aperturista e chiusurista a giorni alterni, e quel branco di vergognosi, squallidi, miserabili pennivendoli sincronizzati a comando con il suo piffero.

Tu scrivi che le misure restrittive andavano differenziate nelle varie regioni, a seconda della "intensità del contagio". Dimentichi che basta un SINGOLO infetto per scatenare una PANDEMIA nell'intero pianeta. Non c'è niente da fare. Individualisti come siamo, non riusciamo a ficcarci in mente che davanti a un virus del genere (e anche davanti ad altro, come i mutamenti climatici e le migrazioni) SIAMO TUTTI, IN ITALIA E NEL MONDO INTERO, UN UNICO CORPO MALATO. Certe questioni o si affrontano insieme, come individui e come nazioni, mettendo da parte anche il più piccolo e insignificante interesse particolare, o andiamo incontro a disastri epocali. 

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3 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Non esiste e non è stata mai sollevata (da chi è autorizzato a farlo) nessuna, nessunissima questione di costituzionalità sui decreti del premier, che è un fine giurista e sa quello che fa.

Fate presente al cialtronissimo cazzaro seriale fosforo31 che i primi ad essere autorizzati a sollevare la questione sono i costituzionalisti, non i barbieri come è consuetudine nei quartieri di Napoli.

Il fine giurista non trova il conforto di Gaetano Silvestri

https://www.unicost.eu/covid-19-e-costituzione/

e di Sabino Cassese

https://www.chiarini.com/il-costituzionalista-cassese-la-normativa-durgenza-per-contrastare-il-coronavirus-e-scritta-male-e-forse-anche-illegittima/

Il cialtronissimo cazzaro seriale fosforo31 dovrebbe limitarsi a parlare di pizza e porchetta, non trovate?

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

Modificato da ilsauro24ore

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Fosforo.. che gli italiani siano un popolo di invidualisti questo è poco ma sicuro..

Ma anche il virus va da individuo a individuo... E dato che gli stessi virologi dicono: IL Virus non lo conosciamo..

Si può mettere in dubbio la contagiosita degli asintomatici(Che sono la Maggioranza)

Oltre che individualisti anche confusionari...

dato che la libertà individuale e sacra e garantita dalla costituzione..

Ritengo che al sud queste restrizioni siano inopportune oltre che dannose

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44 minuti fa, ilsauro24ore ha scritto:

Fate presente al cialtronissimo cazzaro seriale fosforo31 che i primi ad essere autorizzati a sollevare la questione sono i costituzionalisti, non i barbieri come è consuetudine nei quartieri di Napoli.

Il fine giurista non trova il conforto di Gaetano Silvestri

https://www.unicost.eu/covid-19-e-costituzione/

e di Sabino Cassese

https://www.chiarini.com/il-costituzionalista-cassese-la-normativa-durgenza-per-contrastare-il-coronavirus-e-scritta-male-e-forse-anche-illegittima/

Il cialtronissimo cazzaro seriale fosforo31 dovrebbe limitarsi a parlare di pizza e porchetta, non trovate?

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

I costituzionalisti (attivi o in pensione come il prof. Cassese) sono autorizzati a sollevare questioni di legittimità costituzionale solo nella tua fantasia. Possono farlo un'autorità giurisdizionale per la questione sollevata in via incidentale, e lo Stato e le Regioni per la questione sollevata in via principale. Un costituzionalista serio solleverà al massimo dubbi personali, MAI questioni di legittimità costituzionale. Sul patetico Cassese cedo la parola a Marco Travaglio:

https://www.facebook.com/tuttotravaglioquotidiano/posts/-incassese-mica-tanto-di-marco-travagliosul-fatto-quotidiano-del-26-aprilenoi-co/1771840862958294/

 

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Ricordo male oppure il cialtronissimo cazzaro seriale fosforo31 era un appassionato cultore dei costituzionalisti che sollevavano questioni di legittimità costituzionale, in una occasione anche contro quello che aveva sentenziato la stessa Corte Costituzionale?

AMBECILLEEEEEEEEEEEEEEEEE

parlaci di pizza e porchetta, che hai tutto da guadagnarci.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

Modificato da ilsauro24ore

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9 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

I costituzionalisti (attivi o in pensione come il prof. Cassese) sono autorizzati a sollevare questioni di legittimità costituzionale solo nella tua fantasia. Possono farlo un'autorità giurisdizionale per la questione sollevata in via incidentale, e lo Stato e le Regioni per la questione sollevata in via principale. Un costituzionalista serio solleverà al massimo dubbi personali, MAI questioni di legittimità costituzionale. Sul patetico Cassese cedo la parola a Marco Travaglio:

https://www.facebook.com/tuttotravaglioquotidiano/posts/-incassese-mica-tanto-di-marco-travagliosul-fatto-quotidiano-del-26-aprilenoi-co/1771840862958294/

 

Ah ecco ecco !! E mentre il Cazzaro Napoletano cede la parola al “grandissimo” costituzionalista Travaglio Calandrino Marco (Ahahahahaha ) , io la cedo al Prof Guzzetta che , rammento, e’ un esimio costituzionalista italiano. 

22 Mar 2020 15:01 CET

«Presidente Mattarella, difenda Lei la Costituzione». La lettera di Guzzetta al Colle

Con una lettera aperta, il costituzionalista si rivolge al Capo dello Stato affinché ricordi a tutti che «la democrazia è più forte del virus». Che nella nostra Costituzione c’è eccome lo strumento per fronteggiare le emergenze, il decreto legge, e che perciò non è giustificato l’intervento di «chiunque possa vantare anche solo un piccolo appiglio normativo» per mettere, senza rispettare la Carta, un intero Paese agli arresti domiciliari

Il professor Giovanni Guzetta, ordinario all'università Tor Vergata, chiede a Mattarella di difendere la Costituzione

Signor Presidente della Repubblica,

Mi rivolgo a Lei nella sua qualità di Capo dello Stato e in virtù dei poteri che la Costituzione italiana Le conferisce, sia nei periodi di ordinaria e ordinata vita dello Stato, che in quelli di crisi, più o meno, grave del sistema.

A Lei che è titolare di attribuzioni che riguardano o intersecano l’attività di tutti i poteri dello Stato: legislativo, esecutivo e giudiziario.

E mi rivolgo a Lei come persona, titolare di quell’ufficio monocratico supremo che è la Presidenza della Repubblica, anche per il grande apprezzamento, tra l’altro, della dignità, determinazione, sobrietà e compostezza umana del Suo operare, che, oltre a rassicurare tutti noi, rappresentano un esempio di quella disciplina e di quell’onore con cui si devono servire le Istituzioni dello Stato ai sensi dell’art. 54 della nostra Costituzione.

La pandemia del Covid-19 sta squassando l’Italia, in questo momento, più di ogni altro paese al mondo. Si tratta di una di quelle situazioni di crisi in cui, non solo la salute dei cittadini, ma anche quella dello Stato è minacciata. È minacciata in particolare la capacità dello Stato di saper mostrarsi forte di fronte a un’emergenza, senza rinunciare e senza abiurare quei valori di libertà e di democrazia su cui si fonda, su cui è costituito, per i quali tante vite sono state sacrificate.

E tutti sappiamo come, in momenti come questo, quei valori siano messi a dura prova. In molti hanno sostenuto che la Costituzione italiana non è fornita di strumenti adeguati per fronteggiare l’emergenza. Grave, gravissima affermazione, delegittimante e destabilizzante, che, oltre a esprimere l’ignoranza istituzionale di chi la pronuncia, preoccupa per altri due motivi.

Essa è infatti il segno più evidente dei danni prodotti dall’*** della decretazione d’urgenza in questi ultimi decenni. Abbiamo perso ormai la percezione del significato di tale strumento, utilizzato ormai per ogni finalità, anche le più futili.

Abbiamo perso il senso sacro e drammatico del perché i costituenti lo collocarono nella Costituzione: proprio per fronteggiare emergenze come questa, con provvedimenti straordinari anche in rottura temporanea della stessa Carta fondamentale, anche con temporanee, se giustificate, sospensioni o limitazioni dei diritti.

La seconda drammatica conseguenza di tali atteggiamenti è quella di diffondere la sensazione che la Costituzione non sia effettivamente preparata alle emergenze, e che questo legittimi ogni autorità pubblica a cercare altrove, e magari nei propri poteri, la giustificazione per interventi che possono incidere profondamente sulle libertà dei cittadini.

L’assenza, presunta, di regole per l’emergenza fa riesumare discutibili teorie sulla necessità e urgenza come fonte del diritto (che la Corte costituzionale ha mostrato chiaramente di respingere) giustificando l’intervento di chiunque possa vantare anche solo un piccolo appiglio normativo in tal senso.

Questa situazione genera, di fatto, una grande incertezza sulla catena di comando in un frangente così drammatico, genera incertezza su quali provvedimenti debbano essere seguiti, quali debbano prevalere in caso di contrasto, genera incertezza sulla legittimità democratica e giuridica di molti di quegli interventi.

La confusione è il più grande nemico nelle situazioni di crisi, soprattutto nel momento in cui si vorrebbe che, giustamente, 60 milioni di italiani si muovano all’unisono.

Un cittadino non può svegliarsi la mattina e letteralmente non sapere cosa quali obblighi gravino su di lui o cosa possa essere successo durante la notte: se vi siano stai decreti del Governo, se ad essi  si siano aggiunte ordinanze dei Presidenti delle Regioni, dei prefetti, dei sindaci o se tali atti, solamente pre-annunciati, abbiano effettivamente visto la luce. Soprattutto quando tali atti incidono pesantemente sulle libertà e la loro violazione fa comporta l’irrogazione di sanzioni amministrative e persino penali.

Come Lei sa bene, Signor Presidente la scelta della Costituzione per lo strumento del Decreto-legge come principale, anzi unico, strumento di intervento quando si tratti di sospendere leggi e previsioni costituzionali, anche sui diritti, non va osservata solo perché così dice la Costituzione, ma perché assicura unità nella catena di comando e controllo da parte dell’organo rappresentativo del popolo che è il Parlamento.

Nessun altro dei provvedimenti che quotidianamente si abbattono sui cittadini presenta queste caratteristiche.

Signor Presidente della Repubblica,

Non vi sono dubbi che le misure, certamente necessarie, sinora assunte abbiano inciso profondamente sulle libertà dei cittadini: la libertà personale (la più importante e la più colpita), la libertà di circolazione, la libertà di iniziativa economica. Limitazioni che non trovano in Costituzione un fondamento per interventi “ordinari”, ma solo appunto straordinari, nelle forme ivi previste.

E non può essere nemmeno l’art. 32 della Costituzione (che tutela il fondamentale diritto alla salute) a giustificare tali esiti, allorché le misure si applicano a cittadini sani, anche se a rischio, ma sani o comunque presunti tali fino a prova contraria, per i quali pertanto non si giustificano, nemmeno astrattamente, trattamenti “sanitari” obbligatori, che potrebbero in qualche modo giustificare le limitazioni di quelle libertà.

Io credo che tutti i cittadini siano perfettamente convinti che tali misure siano state adottate con l’intento di servire l’interesse del paese. E che molto probabilmente fossero assolutamente necessarie. Per questo tutti dobbiamo ringraziare i rappresentanti delle istituzioni, politiche, costituzionali, regionali, locali, sanitarie, e si potrebbe continuare.

Ma nel momento in cui la crisi si proietta su tempi lunghi, anche perché, all’emergenza sanitaria, è purtroppo lecito prevedere, come peraltro espressamente dichiarato dal Presidente del Consiglio, si assoceranno altre crisi ed emergenze, sociali ed economiche, è importante che anche lo Stato conservi la sua salute. La salute di uno Stato che, a differenza di altri, appartiene alla famiglia delle liberal-democrazie e che dunque, quand’anche ammetta limitazioni delle libertà, pretende che ciò avvenga nel rispetto delle garanzie democratiche e delle previsioni costituzionali.

Signor Presidente,

Riponendo in Lei e nei Suoi poteri di persuasione, di messaggio e di diritto ogni speranza per la salvaguardia delle procedure costituzionali e democratiche, mi auguro vivamente:

che si riconosca la centralità, in forza dell’art. 77 della Costituzione, dello strumento del decreto-legge per fronteggiare le straordinarie situazioni di necessità  ed urgenza. Il decreto-legge come atto in grado di sostituirsi provvisoriamente a qualsiasi norma dell’ordinamento (anche relativa a diritti fondamentali come la libertà personale) e a operare sia su tutto il territorio nazionale che su porzioni di esso (come la storia repubblicana ci insegna); come atto collegiale, non delegabile, del Governo della Repubblica, che se ne assume la responsabilità, adottato eventualmente con la partecipazione dei Presidenti delle Regioni interessate, emanato dal Presidente della Repubblica, reso pubblico e sottoposto allo scrutinio e all’approvazione del Parlamento mediante leggi di conversione; e dunque con un procedimento ostensibile, trasparente e controllabile dai cittadini.

Che, rispetto agli altri poteri di ordinanza previsti dalle leggi, la loro applicazione sia conforme alla consolidata giurisprudenza costituzionale e che soprattutto ne sia escluso qualsiasi utilizzo in rottura della Costituzione o che comporti limitazioni dei diritti fondamentali riservate, semmai, come detto, al solo decreto-legge, per il tempo strettamente necessario e salvo conversione.

Che siano adottate tutte le misure di sicurezza e di emergenza, certamente tecnicamente possibili, affinché sia il Governo che il Parlamento, in questo momento in cui il Paese è in ginocchio, possano operare al massimo delle proprie possibilità, sia identificando dispositivi personali di tutela della salute, sia identificando modalità di tipo informatico là dove consentito, sia immaginando anche la ricollocazione degli uffici e delle aule in luoghi che consentano di eliminare i rischi di contagio. Nella storia costituzionale sono svariati i casi di parlamenti e governi ricollocati temporaneamente a causa di eventi impeditivi delle riunioni nelle sedi ufficiali.

Che si perseguano senza esitazione tutti i comportamenti di chi viola, soprattutto in questo momento, le leggi e i provvedimenti, ma che, allo stesso tempo, si dia pubblicità, chiarezza e certezza massima su tali vincoli, sul loro contenuto e sulla legittimità delle fonti di provenienza.

E non si cessi mai di riconoscere continuamente, me lo consenta Signor Presidente, il significato dello sforzo che stanno facendo decine di milioni di italiani, sottoponendosi, innanzi tutto, a un regime che è  sostanzialmente identico a quello degli arresti domiciliari.

Questi italiani non possono essere diffamati e umiliati dall’iterazione di comunicazioni e rappresentazioni sensazionalistiche e opportunistiche che si nutrono degli stereotipi più vieti e che vogliono lo spirito nazionale improntato quasi esclusivamente alla  furbizia, all’indisponibilità a seguire le regole, all’opportunismo e allo scarso senso civico.

Si riconosca che l’enorme maggioranza degli italiani sta facendo uno sforzo immane per concorrere a fronteggiare la situazione e uscirne al più presto. Se, come dice il nostro inno nazionale, l’Italia chiamò, allora si riconosca che oggi i cittadini hanno pienamente risposto.

Si tratta di precisazioni fondamentali, anche per evitare che si scatenino fenomeni di conflittualità sia verso le istituzioni che tra cittadini, dovuti alla frustrazione di una situazione normativamente non chiara, incerta, contraddittoria, senza che le istituzioni democratico-rappresentative si mostrino adeguatamente pronte, nel rispetto della Costituzione. E non malgrado essa.

Siamo tutti consapevoli della tragicità del momento, dei costi in termini i vite umane che stiamo pagando. Tutto ciò stride con la bellezza di questa primavera che concorre a fare dell’Italia il luogo meraviglioso che è, patrimonio dell’umanità e della civiltà. Gli italiani sono pronti Signor Presidente per l’Italia e per la democrazia. Quella i cui valori dobbiamo assolutamente proteggere.

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Dopodiché , in attesa che si pronunci il “grandissimo “ costituzionalista “ Travaglio vediamo cosa dice chi , della Corte Costituzionale , e’ stato il Presidente : 

Sul ricorso ai Dpcm, il costituzionalista Cesare Mirabelli, presidente della Corte Costituzionale dal febbraio al novembre del 2000, spiega all'AGI che "l'esigenza forte è di esercitare il potere di controllo e di indirizzo del Parlamento, e che le Camere non immaginino di non riunirsi: non esiste una quarantena delle istituzioni". Anzi, è proprio il Parlamento che deve esercitare con più forza e attenzione il suo ruolo di controllo: "Il ruolo di controllo del Parlamento - ma anche del Presidente della Repubblica - in un momento come questo deve essere ancor più forte". Insomma,   non preoccupa tanto il fatto che ci siano delle limitazioni alla libertà di circolazione per esigenze di sicurezza o sanitarie, casi previsti dalla Costituzione, quanto che il ricorso a queste limitazioni possano diventare un'abitudine:

"La nostra Carta prevede anche che" queste limitazioni siano previste "per legge e per un tempo determinato", sottolinea Mirabelli. Inoltre, aggiunge, "occorre valutare se questi provvedimenti sono adeguati, se è legittima la fonte, Decreto del Presidente del Consiglio o legge che comunque lo autorizzi, e bisogna che si tratti di provvedimenti che prevedano tempi determinati di applicazione". 

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1 ora fa, marzianobravo ha scritto:

Fosforo.. che gli italiani siano un popolo di invidualisti questo è poco ma sicuro..

Ma anche il virus va da individuo a individuo... E dato che gli stessi virologi dicono: IL Virus non lo conosciamo..

Si può mettere in dubbio la contagiosita degli asintomatici(Che sono la Maggioranza)

Oltre che individualisti anche confusionari...

dato che la libertà individuale e sacra e garantita dalla costituzione..

Ritengo che al sud queste restrizioni siano inopportune oltre che dannose

Il virus non è individualista, anche perché un singolo virus non riuscirebbe mai a passare le barriere organiche (es. la saliva) e quella del sistema immunitario. Non ho dati certi ma la dose infettante del Covid dovrebbe essere dell'ordine dei 100.000. Inoltre dal suo punto di vista noi non siamo individui ma ammassi di cellule. L'individuo è la cellula che aggredisce per riprodursi.

Le misure restrittive probabilmente sono più efficaci dove il contagio è meno diffuso e meno incisivo. È più facile arginare un'epidemia partendo da pochi casi che da molti. Ed è più facile abbattere sotto l'unità il coefficiente di trasmissione partendo da un valore 2 che da un valore 3. Per questo penso che sia stata una scelta logica restringere la mobilità su tutto il territorio. Limitarsi alle zone rosse sarebbe stato possibile solo se al Centrosud avessimo avuto zero casi. Saluti

Modificato da fosforo311

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Lei sa benissimo e meglio di me che neppure in Cina ci sono zero contagi..

Anche gli italiani dovranno far fronte a quelli di ritorno..

Ma la situazione odierna al sud e più che mai sotto controllo... E non da ieri..

Quindi il Premier sta sbagliando valutazioni..

E di questo dovrà rendere conto in primis in parlamento..

E poi davanti agli italiani..

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31 minuti fa, marzianobravo ha scritto:

Lei sa benissimo e meglio di me che neppure in Cina ci sono zero contagi..

Anche gli italiani dovranno far fronte a quelli di ritorno..

Ma la situazione odierna al sud e più che mai sotto controllo... E non da ieri..

Quindi il Premier sta sbagliando valutazioni..

E di questo dovrà rendere conto in primis in parlamento..

E poi davanti agli italiani..

La situazione appare sotto controllo al Sud proprio perché anche al Sud vige il lockdown che tu reputi inopportuno. I casi di ritorno confermano che non solo i singoli paesi come la Cina ma l'intero pianeta di fronte a una pandemia senza farmaci né vaccini equivale a un SINGOLO INDIVIDUO. Nessuna regione in Italia e nessun paese al mondo sarà al sicuro fino a quando ci sarà anche un solo caso di portatore del virus sulla faccia della terra.

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Non bisogna essere catastrofici..

Si è mai sentita la parola: Immunità??

E il vaccino farà il resto per i soggetti più deboli..

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Toh , capita a fagiolo per una nuova sputtanatura prr il Cazzaro napoletano . Questa e’ la dichiarazione che il “patetico” professor Pierangelo Clerici, presidente dell’associazione microbiologi clinici italiani ha rilasciato ad Huffington sui test sueroliguci. “Immune è una parola eccessiva in questo momento perché ancora non siamo in grado di stabilire se una determinata quantità di anticorpi nel sangue ci protegga da un secondo contagio. Da solo il test del sangue non è risolutivo. Si può stabilire se si è avuto un contatto con il virus e quale tipo di contatto ma se il virus c’è o non c’è lo dice solo il tampone”. Anche l’Oms ha ribadito che “non ci sono abbastanza evidenze sull’efficacia dell’ immunità data dagli anticorpi per garantire l’accuratezza di un ’passaporto di immunità”. 

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Secondo voi non vi è  immunità??

Il.Virus in Lombardia girava da Gennaio.. Il numero di persone che lo ha contratto e non se ne è neppure accorta vi è sicuramente.. poi ci sono gli asintomatici.. che si possono considerare degli immuni al virus.... solo che come dicono i virologi... Sono Contagiosi...

Avranno sempre ragione i virologi..??

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