F-35: un pessimo affare? Uno spreco? O solo un pezzo da museo?

Alle prima domanda del titolo ha risposto ieri la Corte dei Conti. Il costo del sofisticato caccia americano di quinta generazione è quasi raddoppiato rispetto alle previsioni iniziali: siamo a oltre 130 milioni di dollari cadauno (ma la versione a decollo corto destinata alla Marina costa molto di più, nda) cui andranno aggiunti gli ingenti costi di infrastrutturazione e di aggiornamento e manutenzione nel corso degli anni, mentre il programma di sviluppo è in ritardo di almeno 5 anni sulla tabella di marcia a causa di difficoltà e criticità tecniche tuttora irrisolte. I primi esemplari già consegnati dovranno subire ampi e costosi aggiornamenti. Inoltre il ritorno occupazionale per la piccola quota dell'Italia nell'assemblaggio degli F-35 (stabilimento di Cameri) sarà molto inferiore alle attese, anche in seguito ai tagli sulla commessa italiana (da 131 a 90 esemplari, voluta da Monti) e su quella olandese (da 60 a 37).

Alla seconda domanda hanno già risposto Germania e Francia, le quali non hanno ordinato alla Lockheed Martin neppure un F-35 preferendogli rispettivamente gli Eurofighter Typhoon e i Rafale, eccellenti e collaudati caccia multiruolo europei di quarta generazione che, a parte la capacità stealth (invisibilità ai radar, utile soprattutto nelle missioni offensive) non hanno nulla da invidiare agli F-35 che anzi gli esperti ritengono intrinsecamente meno versatili e meno adatti alla difesa dello spazio aereo (per limitazioni aerodinamiche ed essendo monomotori e non bimotori). Anche noi abbiamo in dotazione gli Eurofighter al cui progetto e alla cui costruzione partecipiamo in modo rilevante. L'anno scorso Leonardo Finmeccanica si è aggiudicata una quota pari a circa la metà della commessa da quasi 8 miliardi di euro per 28 Eurofighter ordinati dal Kuwait. Puntando anche per i prossimi decenni su questo tuttora valido caccia europeo, come la Germania, avremmo creato migliaia di posti di lavoro in più di quelli di Cameri per gli F-35 (al massimo 1600 secondo la Corte dei Conti, contro gli oltre 6000 previsti). Ultimamente Merkel e Macron si sono accordati per la progettazione di un nuovo caccia europeo di quinta o forse addirittura sesta generazione. Hanno l'esigenza di rimpiazzare entro il 2040 gli Eurofighter e i Rafale, ma probabilmente hanno anche subodorato il flop tecnico e commerciale dell'F-35, di cui sussurrano gli addetti ai lavori e che schiuderebbe grandi prospettive di mercato al nuovo caccia franco-tedesco, nonché al formidabile Sukhoi T-50 russo (in servizio dal 2018 e meno costoso dell'F-35). La vita operativa di questi nuovi caccia si sovrapporrà a quella dell'F-35 (che le forze armate USA contano di impiegare fino al 2070) e così noi rischiamo di ritrovarci con un aereo tecnicamente superato, dalla gestione molto onerosa, poco versatile e poco adatto alle nostre esigenze che sono soprattutto difensive (art.11 della Costituzione), e rischiamo di restare fuori dal progetto industriale franco-tedesco (come pure il Regno Unito, anch'esso nel consorzio europeo dell'Eurofighter ma che ha  puntato come noi sull'F-35 e che rischia una sorta di Brexit aeronautica). Va anche ricordato che pur spendendo 14 miliardi per acquistare gli F-35, complicati sistemi d'arma "intelligenti", ormai una sorta di supercomputer volanti, essi non saranno mai completamente "nostri". Il software di bordo sarà sempre sotto il controllo del Pentagono. Acquistare questi aerei dunque non è solo un  errore strategico e uno spreco di denaro pubblico, ma è un pacchiano atto di sudditanza da parte dei nostri governanti.

E veniamo alla terza domanda contenuta nel titolo, che non è affatto una provocazione. Alcuni F-35 potrebbero per davvero finire esposti in qualche museo, ben prima che il caccia vada fuori produzione. Potrebbero cioè seguire la sorte del non meno sofisticato e costoso F-117A Nighthawk che fu abbattuto il 27 marzo 1999 durante la guerra del Kosovo e i cui resti sono oggi esposti, come cimelio di guerra, in un museo di Belgrado. Questo bombardiere tattico era anch'esso di tipo stealth (come si evince dal curioso profilo) anzi, secondo dati ufficiosi (quelli esatti sono classified) era perfino più invisibile al radar dell'F-35, avendo una sezione radar equivalente di 30 cm² (contro i 50 cm² dell'F-35), in pratica la visibilità di una pallina da tennis. Tuttavia fu individuato da un colonnello serbo semplicemente modulando la frequenza di un vecchio radar di fabbricazione sovietica nella banda VHF (cioè verso onde molto più lunghe di quelle usualmente impiegate nel rilevamento radar) e fu di conseguenza facilmente abbattuto da un vecchio missile terra-aria, sempre di fabbricazione sovietica. Oltre 100 milioni di dollari (dell'epoca) mandati in fumo da una tecnologia obsoleta. Oltre a esporre i resti del bombardiere in un museo, i serbi stamparono un ironico francobollo:

69i0dz.jpg 

Ebbene, prendendo spunto proprio da questo episodio, ingegneri russi, francesi, cinesi e ultimamente anche iraniani, hanno perfezionato sistemi radar anti-stealth a bassa frequenza che, grazie alle moderne tecniche di elaborazione numerica dei segnali, supererebbero tutte le limitazioni legate alla banda VHF (eccessiva ampiezza dell'antenna e dell'impulso radar, bassa risoluzione direzionale e azimutale). In particolare i cinesi hanno costruito un radar ad antenna phased array, che assicurano essere in grado di individuare in volo e a grande distanza non solo gli F-35 ma ogni altro aereo "fantasma" esistente, inclusi l'ultrasofisticato F-22 Raptor (che ha la sezione radar equivalente a quella di un'ape) e il bombardiere strategico B-2 Spirit (il più costoso aereo militare di sempre), le due armi di punta della U.S. Air Force. Ora il Congresso americano vieta l'esportazione di questi due aerei, considerandone il valore strategico al di sopra di quello economico, ma i cinesi naturalmente non sembrano della stessa idea per il loro radar. Se effettivamente le cose stanno così come dicono i cinesi (ma in ogni caso la tecnologia anti-stealth si evolve più velocemente dell'assai più complicata e costosa controparte), vuol dire che l'F-35 ha perduto l'unico vero elemento di vantaggio sui caccia concorrenti, l'invisibilità al radar, e non sono più giustificati né il suo prezzo né il prezzo che i suoi progettisti hanno dovuto pagare per assicurare la capacità stealth a scapito di altre caratteristiche aerodinamiche e prestazionali come l'agilità e la manovrabilità necessarie nel combattimento aereo.

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8 messaggi in questa discussione

44 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

Alle prima domanda del titolo ha risposto ieri la Corte dei Conti. Il costo del sofisticato caccia americano di quinta generazione è quasi raddoppiato rispetto alle previsioni iniziali: siamo a oltre 130 milioni di dollari cadauno (ma la versione a decollo corto destinata alla Marina costa molto di più, nda) cui andranno aggiunti gli ingenti costi di infrastrutturazione e di aggiornamento e manutenzione nel corso degli anni, mentre il programma di sviluppo è in ritardo di almeno 5 anni sulla tabella di marcia a causa di difficoltà e criticità tecniche tuttora irrisolte. I primi esemplari già consegnati dovranno subire ampi e costosi aggiornamenti. Inoltre il ritorno occupazionale per la piccola quota dell'Italia nell'assemblaggio degli F-35 (stabilimento di Cameri) sarà molto inferiore alle attese, anche in seguito ai tagli sulla commessa italiana (da 131 a 90 esemplari, voluta da Monti) e su quella olandese (da 60 a 37).

Alla seconda domanda hanno già risposto Germania e Francia, le quali non hanno ordinato alla Lockheed Martin neppure un F-35 preferendogli rispettivamente gli Eurofighter Typhoon e i Rafale, eccellenti e collaudati caccia multiruolo europei di quarta generazione che, a parte la capacità stealth (invisibilità ai radar, utile soprattutto nelle missioni offensive) non hanno nulla da invidiare agli F-35 che anzi gli esperti ritengono intrinsecamente meno versatili e meno adatti alla difesa dello spazio aereo (per limitazioni aerodinamiche ed essendo monomotori e non bimotori). Anche noi abbiamo in dotazione gli Eurofighter al cui progetto e alla cui costruzione partecipiamo in modo rilevante. L'anno scorso Leonardo Finmeccanica si è aggiudicata una quota pari a circa la metà della commessa da quasi 8 miliardi di euro per 28 Eurofighter ordinati dal Kuwait. Puntando anche per i prossimi decenni su questo tuttora valido caccia europeo, come la Germania, avremmo creato migliaia di posti di lavoro in più di quelli di Cameri per gli F-35 (al massimo 1600 secondo la Corte dei Conti, contro gli oltre 6000 previsti). Ultimamente Merkel e Macron si sono accordati per la progettazione di un nuovo caccia europeo di quinta o forse addirittura sesta generazione. Hanno l'esigenza di rimpiazzare entro il 2040 gli Eurofighter e i Rafale, ma probabilmente hanno anche subodorato il flop tecnico e commerciale dell'F-35, di cui sussurrano gli addetti ai lavori e che schiuderebbe grandi prospettive di mercato al nuovo caccia franco-tedesco, nonché al formidabile Sukhoi T-50 russo (in servizio dal 2018 e meno costoso dell'F-35). La vita operativa di questi nuovi caccia si sovrapporrà a quella dell'F-35 (che le forze armate USA contano di impiegare fino al 2070) e così noi rischiamo di ritrovarci con un aereo tecnicamente superato, dalla gestione molto onerosa, poco versatile e poco adatto alle nostre esigenze che sono soprattutto difensive (art.11 della Costituzione), e rischiamo di restare fuori dal progetto industriale franco-tedesco (come pure il Regno Unito, anch'esso nel consorzio europeo dell'Eurofighter ma che ha  puntato come noi sull'F-35 e che rischia una sorta di Brexit aeronautica). Va anche ricordato che pur spendendo 14 miliardi per acquistare gli F-35, complicati sistemi d'arma "intelligenti", ormai una sorta di supercomputer volanti, essi non saranno mai completamente "nostri". Il software di bordo sarà sempre sotto il controllo del Pentagono. Acquistare questi aerei dunque non è solo un  errore strategico e uno spreco di denaro pubblico, ma è un pacchiano atto di sudditanza da parte dei nostri governanti.

E veniamo alla terza domanda contenuta nel titolo, che non è affatto una provocazione. Alcuni F-35 potrebbero per davvero finire esposti in qualche museo, ben prima che il caccia vada fuori produzione. Potrebbero cioè seguire la sorte del non meno sofisticato e costoso F-117A Nighthawk che fu abbattuto il 27 marzo 1999 durante la guerra del Kosovo e i cui resti sono oggi esposti, come cimelio di guerra, in un museo di Belgrado. Questo bombardiere tattico era anch'esso di tipo stealth (come si evince dal curioso profilo) anzi, secondo dati ufficiosi (quelli esatti sono classified) era perfino più invisibile al radar dell'F-35, avendo una sezione radar equivalente di 30 cm² (contro i 50 cm² dell'F-35), in pratica la visibilità di una pallina da tennis. Tuttavia fu individuato da un colonnello serbo semplicemente modulando la frequenza di un vecchio radar di fabbricazione sovietica nella banda VHF (cioè verso onde molto più lunghe di quelle usualmente impiegate nel rilevamento radar) e fu di conseguenza facilmente abbattuto da un vecchio missile terra-aria, sempre di fabbricazione sovietica. Oltre 100 milioni di dollari (dell'epoca) mandati in fumo da una tecnologia obsoleta. Oltre a esporre i resti del bombardiere in un museo, i serbi stamparono un ironico francobollo:

69i0dz.jpg 

Ebbene, prendendo spunto proprio da questo episodio, ingegneri russi, francesi, cinesi e ultimamente anche iraniani, hanno perfezionato sistemi radar anti-stealth a bassa frequenza che, grazie alle moderne tecniche di elaborazione numerica dei segnali, supererebbero tutte le limitazioni legate alla banda VHF (eccessiva ampiezza dell'antenna e dell'impulso radar, bassa risoluzione direzionale e azimutale). In particolare i cinesi hanno costruito un radar ad antenna phased array, che assicurano essere in grado di individuare in volo e a grande distanza non solo gli F-35 ma ogni altro aereo "fantasma" esistente, inclusi l'ultrasofisticato F-22 Raptor (che ha la sezione radar equivalente a quella di un'ape) e il bombardiere strategico B-2 Spirit (il più costoso aereo militare di sempre), le due armi di punta della U.S. Air Force. Ora il Congresso americano vieta l'esportazione di questi due aerei, considerandone il valore strategico al di sopra di quello economico, ma i cinesi naturalmente non sembrano della stessa idea per il loro radar. Se effettivamente le cose stanno così come dicono i cinesi (ma in ogni caso la tecnologia anti-stealth si evolve più velocemente dell'assai più complicata e costosa controparte), vuol dire che l'F-35 ha perduto l'unico vero elemento di vantaggio sui caccia concorrenti, l'invisibilità al radar, e non sono più giustificati né il suo prezzo né il prezzo che i suoi progettisti hanno dovuto pagare per assicurare la capacità stealth a scapito di altre caratteristiche aerodinamiche e prestazionali come l'agilità e la manovrabilità necessarie nel combattimento aereo.

 

Ragazzi , vi capisco bene . Oramai avete capito che quando di parla di un Bufalaro pensate subito a quello Campano : Fosforo . Uno che si approvvigiona di notizie da un giornaletto scandalistico : Il Falso Quotiduano !! Come opera il Cazzaro Partenopeo ?? Fa una miriade di copia incolla aggiungendo qualcosa di suo in modo che il forumista pensi di trovarsi di fronte ad un esperto . In questo caso vorrebbe dimostrare di essere un esperto in aeroplani da combattimento . Ma e' così in tutti gli argomenti che tratta . Lui aggiunge qua e là alcuni suoi giudizi sempre incentrati a denigrare il Pd e Renzi . Sotto traccia lo fa anche questa volta tentando di far passare come critico l'intervento della Corte dei Conti contro il governo . Veramente non e' così !  il rapporto delle Corte dei Conti è un po' più articolato di quanto "riassunto qui". Lasciate quindi perdere il Cazzaro Napoletano !! 
Alla  fine il giudizio complessivo è positivo !  
Per chi volesse leggere la versione integrale.
http://www.corteconti.it/ex...

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Vedo che non è ancora intervenuto nessuno in questa discussione che forse avevo impostato in modo un po' troppo tecnico. Ma è opportuno ricordare che sono in ballo almeno 14 miliardi di euro dei nostri soldi (verosimilmente quasi 19 miliardi, come potete leggere in uno degli articoli allegati). D'altra parte dei nuovi sistemi radar anti-stealth (e più in generale delle tecnologie anti-stealth) si parla molto poco, non ne parla neppure il FQ che oggi dedica ben tre articoli all'argomento F-35, ma se io fossi un investitore di Borsa comincerei già a prendere le distanze dalle finora molto appetite azioni della Lockheed Martin, il cui valore è stato enormemente gonfiato in questi ultimi anni (ma anche in altre epoche: https://it.wikipedia.org/wiki/Scandalo_Lockheed) dai tanti politicanti sparsi sul pianeta al servizio dell'imperialismo USA. 

Allego un paio di interessanti articoli (da due siti seri) a completamento del mio post di ieri. Nel primo trovate un'analisi aggiornata del costo medio effettivo di un F-35, nel secondo alcuni dettagli sui sistemi anti-stealth:

http://milex.org/2017/07/19/f-35-pentagono-costi-in-aumento-del-7-corte-conti-occupati-meta-del-previsto/

http://nationalinterest.org/blog/the-buzz/the-not-so-secret-way-kill-f-22-or-f-35-stealth-fighter-19107

Allego anche i tre articoli di oggi del FQ, cui accennavo sopra, a firma di Travaglio, Gomez e Robecchi. Vi si parla, tra l'altro, delle entrate a gamba tesa di Napolitano nella faccenda della commessa degli F-35, e delle acrobatiche giravolte a 180° del Pd e del suo attuale segretario sulla stessa faccenda:  

https://infosannio.wordpress.com/2017/08/09/grazie-sire-di-marco-travaglio/

http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/bombe-e-miliardi-magari-fosse-una-tangenti-story/

https://infosannio.wordpress.com/2017/08/09/i-caccia-erano-una-boiata-pazzesca-strano-eh-chi-lavrebbe-mai-detto/

 

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1 ora fa, fosforo31 ha scritto:

Vedo che non è ancora intervenuto nessuno in questa discussione che forse avevo impostato in modo un po' troppo tecnico. Ma è opportuno ricordare che sono in ballo almeno 14 miliardi di euro dei nostri soldi (verosimilmente quasi 19 miliardi, come potete leggere in uno degli articoli allegati). D'altra parte dei nuovi sistemi radar anti-stealth (e più in generale delle tecnologie anti-stealth) si parla molto poco, non ne parla neppure il FQ che oggi dedica ben tre articoli all'argomento F-35, ma se io fossi un investitore di Borsa comincerei già a prendere le distanze dalle finora molto appetite azioni della Lockheed Martin, il cui valore è stato enormemente gonfiato in questi ultimi anni (ma anche in altre epoche: https://it.wikipedia.org/wiki/Scandalo_Lockheed) dai tanti politicanti sparsi sul pianeta al servizio dell'imperialismo USA. 

Allego un paio di interessanti articoli (da due siti seri) a completamento del mio post di ieri. Nel primo trovate un'analisi aggiornata del costo medio effettivo di un F-35, nel secondo alcuni dettagli sui sistemi anti-stealth:

http://milex.org/2017/07/19/f-35-pentagono-costi-in-aumento-del-7-corte-conti-occupati-meta-del-previsto/

http://nationalinterest.org/blog/the-buzz/the-not-so-secret-way-kill-f-22-or-f-35-stealth-fighter-19107

Allego anche i tre articoli di oggi del FQ, cui accennavo sopra, a firma di Travaglio, Gomez e Robecchi. Vi si parla, tra l'altro, delle entrate a gamba tesa di Napolitano nella faccenda della commessa degli F-35, e delle acrobatiche giravolte a 180° del Pd e del suo attuale segretario sulla stessa faccenda:  

https://infosannio.wordpress.com/2017/08/09/grazie-sire-di-marco-travaglio/

http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/bombe-e-miliardi-magari-fosse-una-tangenti-story/

https://infosannio.wordpress.com/2017/08/09/i-caccia-erano-una-boiata-pazzesca-strano-eh-chi-lavrebbe-mai-detto/

 

Che avevo detto ?? Il Cazzaro moriva dalla voglia di condannare , sugli F35, il PD e la sua attuale segreteria . Naturalmente trae i suoi pensieri dal giornaletto scandalistico il Falso Quotidiano e dalla sua espansione per i Bufalaro beneventani Infosannio . Eppure la Corte dei Conti , a consuntivo finale , ci dice che l'operazione ed il giudizio finale e' positivo . Povero Cazzaro , smentito pure dalla Magistrstura Contabile Amministrativa. Ahahahahahaha 

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3 minuti fa, mark20172 ha scritto:

Che avevo detto ?? Il Cazzaro moriva dalla voglia di condannare , sugli F35, il PD e la sua attuale segreteria . Naturalmente trae i suoi pensieri dal giornaletto scandalistico il Falso Quotidiano e dalla sua espansione per i Bufalaro beneventani Infosannio . Eppure la Corte dei Conti , a consuntivo finale , ci dice che l'operazione ed il giudizio finale e' positivo . Povero Cazzaro , smentito pure dalla Magistrstura Contabile Amministrativa. Ahahahahahaha 

Che dite ?? Non ci credete ?? Eccovi serviti !!    Ecco come la Corte dei Conti ha sbugiardato gli anti F-35

 
 

Il nostro sistema dell’informazione si mobilita, giustamente, con grande efficienza quando si toccano tasti sensibili per l’opinione pubblica. Non sempre, tuttavia, riesce a uscire dal luogo comune per analizzare i problemi con la obiettività necessaria. È quanto sta avvenendo anche in relazione alle notizie sul programma Joint Strike Fighter (JSF), che ha per oggetto la produzione dei velivoli F-35, più volte criticato sia a livello giornalistico sia nel dibattito parlamentare. Si evidenzia ampiamente come la Corte dei Conti ne abbia, nel suo recente rapporto, sottolineato i ritardi nelle tempistiche e l’aumento dei costi.

L’Italia ha fin da subito aderito al programma degli F-35 e ne è partner di secondo livello, con una partecipazione del 5%, sapendo che il progetto assegna un differente livello di opportunità in base alla partecipazione di ogni Stato. Questo si riflette in termini di capacità militari, di manutenzione, di subforniture e di acquisizione del know-how tecnologico, requisito essenziale, quest’ultimo, per l’industria della Difesa. Se ci si fermasse a questa lettura, il rapporto della Corte dei Conti porterebbe acqua al mulino di coloro che si oppongono alla partecipazione italiana alla realizzazione e all’acquisto dei nuovi aerei.

Il dibattito parlamentare, a riguardo, è ormai attivo da tempo, così come lo sono stati gli scetticismi in proposito, tant’è che la nostra partecipazione è stata ridimensionata nei costi e nelle proporzioni per ben due volte: nel 2012, quando si è scelto di ridurre il numero dei velivoli da 131 a 90 e, recentemente, nel 2016 quando il budget destinato alla suddetta produzione ha subito tagli essenziali. Già di fronte a questo, la Corte dei Conti ha ammonito il Paese per il fatto che, sul piano economico, l’investimento rimane valido ed in grado di generare un moltiplicatore nell’indotto nel medio-lungo periodo, del quale beneficerà l’industria italiana in termini di occupazione ed introiti. In questo senso, i tagli che dovrebbero generare un risparmio, rischiano invece di ridurre i costi-opportunità, inficiando il risparmio reale. Ribadisce la Corte che: “Non va sottovalutato l’effetto moltiplicatore sull’indotto. Alla continuazione del medesimo (progetto) corrispondono infatti non solo i costi fin qui affrontati ed i ritorni economici già realizzati ma soprattutto i costi in termini di perdite economiche ove avesse termine o si riducesse sostanzialmente la partecipazione al Programma.”

Ma produrre gli F-35 non ha solo una convenienza economica. L’intero progetto è concretamente in grado di migliorare il sistema aeronautico dei Paesi che lo hanno approvato, grazie soprattutto alle tecnologie all’avanguardia utilizzate dai velivoli, che non hanno pari nel settore. Come sempre, la ricerca e lo sviluppo tecnologico nell’ambito della Difesa hanno ricadute estremamente positive sia, come dice la stessa Corte, per “assicurare alla difesa nazionale ed alla partecipazione a quella internazionale un sistema d’arma dotato della più elevata tecnologia ed in grado di svolgere funzioni multiruolo, tale da consentire la sostituzione di velivoli in esercizio obsoleti o con caratteristiche più limitate”, sia in numerose altre applicazioni civili

Ma i due aspetti strategicamente più rilevanti, a mio avviso, che si ritrovano nel dettagliato e preciso documento della Corte dei Conti, sono la vastità dell’intero progetto e il suo altissimo livello tecnologico. A proposito di questi aspetti, che la Corte giustamente ritiene i veri pilastri dell’intero progetto, e alla luce dei quali se ne comprendono anche le problematiche, si legge: “…Vanno presi in considerazione due punti fermi che costituiscono lo sfondo sul quale si staglia la dinamica del programma. Il primo è costituito dalla dimensione complessiva del medesimo che evidenzia la sua rilevanza nel tempo e la sostanziale sterilizzazione di possibili programmi analoghi. Il secondo è costituito dall’elevato livello della tecnologia impiegata pur nel necessario processo di eliminazione delle patologie rilevate che spinge a rallentarne i tempi per consentire la stabilizzazione di un livello di maturità adeguato. Per quanto attiene al primo, rileva dunque il valore aggiunto della partecipazione, determinato dalla presumibile difficoltà di reperire opzioni di livello corrispondente in altri programmi nel medio e forse lungo periodo, potendo fruire dei vantaggi economici derivanti dalla posizione di Partner di secondo livello. Per quanto attiene al secondo, fermo restando le problematiche, da sciogliere, in ordine alla sovranità operativa, rileva la possibilità di fruire di un livello tecnologico non disponibile attualmente nel Paese.”

Considerazioni molto puntuali e ineccepibili, che dovrebbero chiarire definitivamente le idee a chi, anche in Parlamento, ha spesso parlato di progetto tecnologicamente inadeguato e di scelta economicamente non giustificata: un programma con una portata talmente vasta da sterilizzare qualsiasi altro programma analogo e l’opportunità che il nostro Paese si possa dotare di un livello tecnologico del quale attualmente non dispone. È auspicabile che i nostri ottimi giornalisti e molti colleghi parlamentari abbiano la pazienza di leggere il rapporto della Corte dei Conti fino all’ultima riga, e vi troveranno ragioni inequivocabili per un giudizio largamente positivo sulla prosecuzione del programma da parte del nostro Paese.

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Non ci credete ancoraaaa ?? Beh , leggete questo ...!! 

Ecco come la Corte dei Conti ha promosso gli F-35

 Valeria Serpentini SPREAD

1

Sul tanto discusso programma JSF relativo ai caccia F-35 è arrivato, non senza sorpresa, il disco verde della Corte dei Conti. Per la prima volta un soggetto istituzionale terzo ed indipendente si esprime con chiarezza su una scelta politica e finanziaria così strategica per il Paese. “Per l’Italia sono intervenute due decisioni – ricorda la Corte dei Conti –, la prima (nel 2012) ha ridotto da 131 a 90 il numero di velivoli da acquisire; la seconda (nel 2016) ha impegnato il governo a dimezzare il budget F-35, originariamente previsto in 18,3 miliardi di dollari”.

Nel rapporto si legge come sia stato “già riscontrato che i risparmi teoricamente ottenuti dalla diminuzione della flotta (5,4 miliardi) si siano riverberati in concrete perdite contrattuali (3,1 miliardi) che già ne hanno dimezzato il potenziale effetto, oltre alla perdita di ritorni industriali legata all’essere scesi sotto la soglia dei 100 velivoli”.

Ora è necessario ribadire l’importanza del programma, anche perché “gli ingenti investimenti effettuati (3,5 miliardi fino a fine 2016, e più di 600 milioni previsti nel 2017) trovano la propria giustificazione in una logica di continuità”.

La Corte conclude le sue osservazioni ricordando che “il volume economico stimato per i prossimi vent’anni, pur nella sua visione più ottimistica, assume dimensioni ragguardevoli (circa 14 miliardi) e non va sottovalutato l’effetto moltiplicatore sull’indotto”.

Sono molti i Paesi pronti a contendere il ruolo di Cameri ed è per questo anche che la Corte dei Conti mette in guardia governo e Parlamento da ipotesi di buy block. “Sulla vicenda F-35 – è l’opinione della direttrice di Airpress, Flavia Giacobbe – si apre finalmente un fascio di luce che speriamo possa aiutare a superare un dibattito basato sul pregiudizio ideologico più che sui fatti evidenziati invece dalla Corte dei Conti”.

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30 minuti fa, pm610 ha scritto:

Pur  essendo  contrario all'acquisto sembra  che  sia   tutta  un  altra  cosa    

http://formiche.net/blog/2017/08/09/corte-dei-conti-ha-sbugiardato-gli-anti-f-35/

Balle. Né la Corte dei Conti né un carneade del partitino di Alfano hanno titolo per esprimere un giudizio tecnico sull'F-35, e di conseguenza nemmeno un giudizio sulla convenienza economica. Però la Corte ha rilevato che il programma F-35 è in ritardo di almeno 5 anni a causa di "molteplici problematiche" in parte tuttora irrisolte, e che nel frattempo il costo del caccia è raddoppiato rispetto alle stime iniziali (ma, come scrivevo nel post precedente, anche questa è una stima parziale e per difetto del costo complessivo finale) mentre il ritorno occupazionale per noi si è alquanto ridotto.  Bisogna essere fuori di testa (o a libro paga della Lockheed) per dire, come fa il carneade di Alfano, che questo è un giudizio "largamente positivo".

Per un giudizio tecnico bisogna rivolgersi a esperti autorevoli e indipendenti. Nell'articolo che allego parlano due esperti di fama mondiale. Il primo definisce l'F-35 "un tacchino", "grosso e goffo come un bombardiere", "doppiamente inferiore" nel dogfight (duello aereo nel campo visivo) rispetto ai moderni caccia russi (che costano meno della metà, nda) e sottolinea (come faceva umilmente anche il sottoscritto) che l'unico punto di forza dell'F-35, la presunta invisibilità ai radar, oggi è seriamente messa in discussione dalle nuove tecnologie. L'altro esperto, un signore che per oltre 30 anni è stato consulente del Senato USA per la sicurezza nazionale, conclude la sua analisi tecnica sull'F-35 con questo inequivocabile giudizio:

"E’ inutile, è davvero una monumentale inutilità, e rovinerà qualsiasi aeronautica lo l’utilizzi”.

E per acquistare questa monumentale inutilità (soprattutto per noi che abbiamo bisogno di armi di difesa e non di attacco, nel rispetto della Costituzione) i nostri politicanti incapaci, incompetenti, corrotti, ma soprattutto servi, faranno spendere a noi contribuenti una cifra vicina ai 19 miliardi di euro. A questo punto, meglio il TAV Torino-Lione o il Ponte sullo Stretto, anch'essi faraonici e inutili ma per lo meno non sono strumenti di morte.

http://sakeritalia.it/militaria/perche-lf-35-e-un-facile-bersaglio-dei-flankers/

Saluti

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Ok   ma  tu  hai  usato  la  corte  dei  conti  per     contestare e  questo  è  quanto...

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