È un bel match

Inviata (modificato)

In questi giorni si deve ammazzare il tempo e allora vado su YouTube a rivedermi alcuni epocali match di boxe, come quello tra Marvin "il Meraviglioso" Hagler e John "la Bestia" Mugabi, nella memorabile telecronaca di Rino Tommasi. Ma in questi giorni assistiamo a un altro durissimo match, senza esclusione di colpi, e che sarebbe perfino avvincente se non fosse ridicolo. Di sicuro è molto divertente. Parlo del match mediatico tra i due Cazzari, a chi la spara più grossa per recuperare visibilità. Bisogna comprenderli: i due poveracci si sentono oscurati dal virus ma soprattutto dal presidente del Consiglio. Il 27 febbraio il Cazzaro Verde (copyright di Andrea Scanzi), con la Lombardia già in quarantena, 700 casi e 20 morti, invoca di riaprire tutto. Godiamocelo: https://youtu.be/3boANHdMt7I (guardate la faccia del Cazzaro).

La replica del Cazzaro Rosé (idem c. s.) si fa attendere un mese esatto, ma è terrificante: un destro alla mascella degno di Carlos Monzon. Riaprire le fabbriche prima di Pasqua, ma con 10.000 morti e con tutta l'Italia in quarantena. Me cojoni! Ricordando il match citato, mi sono chiesto chi dei due potrebbe essere "il Meraviglioso" e chi "la Bestia", ma di meravigliosi in questo match francamente non ne vedo. 

Il governo stanzia 25 miliardi, ma il Cazzaro Verde, che un mese fa si accontentava di 10, ora ne chiede 100. E dice che bisogna accreditarli direttamente sulle schede dei telefonini degli italiani. Bel colpo! Ma la replica del  Cazzaro Rosé questa volta non si fa attendere: ne chiede almeno 150-200 e in un unico decreto (che sarebbe un decreto senza precedenti). Botta e risposta! Il Cazzaro Verde va dalla D'Urso (per la 50sima volta secondo il conteggio della presentatrice) e recita un Eterno Riposo in diretta.

https://youtu.be/h658jT4X1UM

Accipicchia! Ora la domanda è: come replicherà il Cazzaro Rosé? Lascio la risposta ai forumisti. 

 

Modificato da fosforo311

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6 messaggi in questa discussione

Chiudi quella boccaccia e leggi l’intervista di Renzi sul corriere della sera di oggi . Ci sta che poi diminuiscono le tue decorazioni di mer da future . 

Intervista di M. T. Meli, "Corriere della Sera", 30 marzo 2020.

Senatore Renzi, esperti e politici criticano la sua proposta di riapertura. 
«Ho letto. E ho visto tanta ipocrisia. Io non ho chiesto di riaprire oggi, ma ad aprile. Ho chiesto però di pensare adesso a come riaprire. Perché se non ci pensiamo oggi arriviamo in ritardo all'appuntamento con l'emergenza economica almeno come siamo arrivati in ritardo sull'emergenza sanitaria». 

Per lei governo e Protezione civile hanno sbagliato? 
«Non tocca a me dire chi ha sbagliato. Certo: l'Italia è il Paese con più morti al mondo, qualcosa non ha funzionato. Ho proposto di fare, quando tutto sarà finito, una commissione di inchiesta per verificare le responsabilità. Perché su mascherine, respiratori, protocolli ci siamo mossi troppo tardi, è un dato di fatto. Ora però pensiamo a dare la protezione a medici e infermieri, in primis, e poi alle forze dell'ordine, alle cassiere, a chi fa le pulizie. Facciamo a tutti i tamponi. E pensiamo a come ripartire». 

Per il suo amico Burioni riaprire è prematuro. 
«Sono orgoglioso di essere amico di Burioni e di esserlo diventato quando i No-Vox lo minacciavano di morte. Erano i tempi dell'uno vale uno, del non facciamo parlare gli esperti, del "sul vaccino faccio come dice mio cugino". Oggi tutti ascoltiamo gli esperti e i No-Vax sono spariti, meglio così. E tuttavia il politico ha un compito diverso dal virologo: Burioni deve metterci in guardia sui rischi per la salute, noi dobbiamo iniziare a immaginare un mondo in cui conviveremo con il virus». 

Ci sono diecimila morti... 
«Il vaccino arriverà nel 2021 o nel 2022. C'è qualcuno che pensa che gli italiani possano restare a casa fino al 2021? Io no. Dobbiamo fare un piano per l'uscita. E per farlo bisogna moltiplicare i test: i tecnici ci dicono che è possibile che ci siano 5-10 milioni di italiani che hanno già contratto il Covid-19 senza sintomi. Se hanno sviluppato gli anticorpi, perché tenerli in casa? E anche chi non ha preso il virus può tornare a lavorare se la sua azienda rispetta le regole di sicurezza. Anche perché prima o poi dovremo farci una domanda: stare a casa mesi ha un costo enorme sociale ed economico. Chi paga?». 

L'Italia è dura con la Ue. 
«Benissimo la battaglia sugli eurobond, ma non basta. L'Europa ha già fatto i primi passi, sospendendo il patto di Stabilità e modificando la normativa sugli aiuti di Stato. E dobbiamo sapere che comunque pagheremo noi, aumentando il debito. O meglio: pagheranno i nostri figli. Quindi spendiamoli bene».

Anche Draghi dice di aumentare il debito. 
«E io sono d'accordo. Ma bisogna spenderli bene, non buttarli via. C'è una cultura politica — anche nella maggioranza di governo — che immagina si possa affrontare questa emergenza estendendo il reddito di cittadinanza. E una visione assistenzialista miope. Dobbiamo dare una mano a chi non ce la fa, ma la misura sociale più giusta e più urgente è quella di riaprire le aziende per non licenziare i lavoratori. Se aumentiamo il debito per dare a tutti reddito di cittadinanza tra sei mesi avremo il debito al 200% del Pil, le aziende che licenziano e i fondi internazionali che ci mangiano le piccole e medie imprese. Non voglio morire di Covid-19, ma non voglio morire nemmeno di fame. Ecco perché bisogna iniziare a riaprire».

Il governo combatte per cambiare le regole europee. 
«Io sogno gli Stati Uniti d'Europa e sono dalla parte di Gualtieri quando rifiuta la visione egoista di Paesi come l'Olanda. Però bisogna anche fare regole meno complicate in Italia. Per dare liquidità bisogna dare garanzie statali alle banche e dire che le banche finanzino imprese e partite Iva per una percentuale fissa del fatturato 2019. Non i ghirigori burocratici che portano questo Paese ad aver cambiato 5 modelli di autocertificazione. Abbiamo chiuso 60 milioni di italiani in casa da 3 settimane: possiamo chiudere la burocrazia nel ripostiglio per qualche mese?».

Si ipotizza un governo di unità nazionale con Draghi.
«Non tiriamo per la giacchetta Draghi». 

Si aspettava tutte queste critiche? 
«Ci sono abituato. Diciamo le cose come stanno: un politico deve prevedere, non può limitarsi a inseguire i sondaggi. Il commentatore può analizzare il presente e fotografarlo. Il politico deve prevedere il futuro e costruirlo. Io non voglio che si passi dalla pandemia alla carestia. E non ho paura di combattere per le mie idee, specie quando è in gioco il futuro economico del Paese. Posso essere impopolare ma non sarò mai ipocrita. E davanti alla crisi di questi giorni preferisco seguire la verità che il consenso».

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22 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Chiudi quella boccaccia e leggi l’intervista di Renzi sul corriere della sera di oggi . Ci sta che poi diminuiscono le tue decorazioni di mer da future . 

Intervista di M. T. Meli, "Corriere della Sera", 30 marzo 2020.

Senatore Renzi, esperti e politici criticano la sua proposta di riapertura. 
«Ho letto. E ho visto tanta ipocrisia. Io non ho chiesto di riaprire oggi, ma ad aprile. Ho chiesto però di pensare adesso a come riaprire. Perché se non ci pensiamo oggi arriviamo in ritardo all'appuntamento con l'emergenza economica almeno come siamo arrivati in ritardo sull'emergenza sanitaria». 

Per lei governo e Protezione civile hanno sbagliato? 
«Non tocca a me dire chi ha sbagliato. Certo: l'Italia è il Paese con più morti al mondo, qualcosa non ha funzionato. Ho proposto di fare, quando tutto sarà finito, una commissione di inchiesta per verificare le responsabilità. Perché su mascherine, respiratori, protocolli ci siamo mossi troppo tardi, è un dato di fatto. Ora però pensiamo a dare la protezione a medici e infermieri, in primis, e poi alle forze dell'ordine, alle cassiere, a chi fa le pulizie. Facciamo a tutti i tamponi. E pensiamo a come ripartire». 

Per il suo amico Burioni riaprire è prematuro. 
«Sono orgoglioso di essere amico di Burioni e di esserlo diventato quando i No-Vox lo minacciavano di morte. Erano i tempi dell'uno vale uno, del non facciamo parlare gli esperti, del "sul vaccino faccio come dice mio cugino". Oggi tutti ascoltiamo gli esperti e i No-Vax sono spariti, meglio così. E tuttavia il politico ha un compito diverso dal virologo: Burioni deve metterci in guardia sui rischi per la salute, noi dobbiamo iniziare a immaginare un mondo in cui conviveremo con il virus». 

Ci sono diecimila morti... 
«Il vaccino arriverà nel 2021 o nel 2022. C'è qualcuno che pensa che gli italiani possano restare a casa fino al 2021? Io no. Dobbiamo fare un piano per l'uscita. E per farlo bisogna moltiplicare i test: i tecnici ci dicono che è possibile che ci siano 5-10 milioni di italiani che hanno già contratto il Covid-19 senza sintomi. Se hanno sviluppato gli anticorpi, perché tenerli in casa? E anche chi non ha preso il virus può tornare a lavorare se la sua azienda rispetta le regole di sicurezza. Anche perché prima o poi dovremo farci una domanda: stare a casa mesi ha un costo enorme sociale ed economico. Chi paga?». 

L'Italia è dura con la Ue. 
«Benissimo la battaglia sugli eurobond, ma non basta. L'Europa ha già fatto i primi passi, sospendendo il patto di Stabilità e modificando la normativa sugli aiuti di Stato. E dobbiamo sapere che comunque pagheremo noi, aumentando il debito. O meglio: pagheranno i nostri figli. Quindi spendiamoli bene».

Anche Draghi dice di aumentare il debito. 
«E io sono d'accordo. Ma bisogna spenderli bene, non buttarli via. C'è una cultura politica — anche nella maggioranza di governo — che immagina si possa affrontare questa emergenza estendendo il reddito di cittadinanza. E una visione assistenzialista miope. Dobbiamo dare una mano a chi non ce la fa, ma la misura sociale più giusta e più urgente è quella di riaprire le aziende per non licenziare i lavoratori. Se aumentiamo il debito per dare a tutti reddito di cittadinanza tra sei mesi avremo il debito al 200% del Pil, le aziende che licenziano e i fondi internazionali che ci mangiano le piccole e medie imprese. Non voglio morire di Covid-19, ma non voglio morire nemmeno di fame. Ecco perché bisogna iniziare a riaprire».

Il governo combatte per cambiare le regole europee. 
«Io sogno gli Stati Uniti d'Europa e sono dalla parte di Gualtieri quando rifiuta la visione egoista di Paesi come l'Olanda. Però bisogna anche fare regole meno complicate in Italia. Per dare liquidità bisogna dare garanzie statali alle banche e dire che le banche finanzino imprese e partite Iva per una percentuale fissa del fatturato 2019. Non i ghirigori burocratici che portano questo Paese ad aver cambiato 5 modelli di autocertificazione. Abbiamo chiuso 60 milioni di italiani in casa da 3 settimane: possiamo chiudere la burocrazia nel ripostiglio per qualche mese?».

Si ipotizza un governo di unità nazionale con Draghi.
«Non tiriamo per la giacchetta Draghi». 

Si aspettava tutte queste critiche? 
«Ci sono abituato. Diciamo le cose come stanno: un politico deve prevedere, non può limitarsi a inseguire i sondaggi. Il commentatore può analizzare il presente e fotografarlo. Il politico deve prevedere il futuro e costruirlo. Io non voglio che si passi dalla pandemia alla carestia. E non ho paura di combattere per le mie idee, specie quando è in gioco il futuro economico del Paese. Posso essere impopolare ma non sarò mai ipocrita. E davanti alla crisi di questi giorni preferisco seguire la verità che il consenso».

Ok. Diamogli retta. Lasciamo che decida lui la scaletta.  Ma se riprende il contagio e risalgono i morti, stavolta lo mandiamo a Bergamo.

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Inviata (modificato)

Egregio Cortomaltese, come sai ho deciso di non leggere più i post dell'incivile pisano che neppure in questi giorni di lutto nazionale riesce ad astenersi dalle offese e dagli insulti, però ho letto l'intervista che hai citato, rilasciata al Corriere (e alla renzianissima Meli) dal senatore Renzi. E lo trovo più che mai impegnato nel suo ridicolo match con l'altro Matteo a chi la spara più grossa. In sostanza egli perviene con varie settimane di ritardo sul sottoscritto all'idea dello screening di massa (sulla quale sono stato lungamente insultato e deriso dal suo turiferario). Con la differenza che per me questa via, che ho denominato "modello coreano", oggi va integrata con il modello cinese, dato che non siamo riusciti a circoscrivere il contagio. I coreani ci riuscirono con poche centinaia di migliaia di tamponi, noi al punto in cui siamo dovremmo farne milioni in Lombardia e centinaia di migliaia in ciascuna delle altre regioni. E non possiamo farli da qui a pochi giorni per riaprire le fabbriche (e le chiese) nella Settimana Santa come delira il Bomba. Al momento ne facciamo poco più di 20.000 al giorno. Il senatore guarda nella sua sfera di cristallo e vede un debito pubblico al 200%, un vaccino che arriva solo tra un anno o due (mentre Brusaferro non lo esclude per il 2020, come non esclude un farmaco), e 5 o 10 milioni di ex portatori ormai immuni e già pronti per tornare al lavoro in piena sicurezza. Io ne vedo circa un decimo (con il conforto di autorevoli epidemiologi) ma bisogna comunque scovarli e pensare a tutti quelli ancora suscettibili. L'intervista si conclude con un'ultima balla. Parla con il noi ma chiaramente si riferisce Conte: abbiamo chiuso in casa 60 milioni di italiani. Falso. Milioni di italiani continuano a lavorare, incluse le mie due figlie, e chi ha necessità di uscire esce. 

Modificato da fosforo311

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Be' Leopoldino ha la necessità di emergere dal dimenticatoio, quindi spara proposte che anche l'italiano medio rinchiuso in casa direbbe se intervistato.

Come tutti sappiamo, prima o dopo, seppur lentamente, le autorità mediche e politiche ci diranno: cominciamo a ripartire, a scaglioni però.

Sarà il momento in cui l'eccelso maggiordomo dirà: ecco il Giuseppi sta facendo quello che il mio padrone e signore diceva un mese fa.

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Vedo che inizia di buon mattino ad emettere poderose decorazioni a forma di caga te . Che tutti lo pensassero era ovvio dal momento che lo hanno pensato anche i mungitori del Veneto . Nessuno , però , diceva che bisognasse iniziare da subito a pensarci per evitare di trovarsi in ritardo poi. Non si preoccupi Sanchino , lei fa parte a pieno titolo del secondo gruppo dei men che mediocri . Quelli che alla mediocrità aggiungono pure l’idio zia . Mi raccomando quando va a mungere Peppa non dimentichi di mettersi la medaglia sulla giacca . 

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Ha proprio ragione sa, eccelso maggiordomo, noi del secondo gruppo, non abbiamo la fortuna di svuotare il pitale di Leopoldino ogni mattina, quindi non abbiamo la possibilità di precedere lei nel scrivere kagate.

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