Tasmania aspettami

Il signor dune buggi dopo aver letto un articolo su un forum di politica che parlava di coronavirus, dove un demente sosteneva che per combattere il virus bisogna affidarsi alla selezione naturale, cioè devono scomparire i soggetti più fragili, si spaventa a tal punto da voler  fuggire il più lontano possibile dai suoi amati paesi, Podenzoi e Conegliano, dove infuria il corona virus e pure lo scrittore Corona Mauro.

La tremarella si diffonde nelle sue membra così in profondità da far tremare perfino la tastiera del computer o del telefonino di chi ha la sventura di conoscerlo.

Per fortuna interviene la sorella che con due sonori schiaffoni lo risveglia dall’incubo in cui era caduto e strattonandolo gli dice “fratello degenerato  credi che ti faccia da balia vita natural durante? Questa è la valigia….é pronta…..c’è tutto quello che ti occorre….alzati dal letto e vattene lontano da qui che non ti voglio più vedere”

Impaurito come non mai dune buggi si alza dal letto dove si era addormentato completamente vestito a causa della balla di teroldego presa la sera prima in una osteria di Podenzoi, e con un filo di voce si rivolge alla sorella: “ e adesso dove vado? Sono un povero vecchio che se la fa sotto dalla paura di morire”.

“vai dove vuoi , ma vai fuori dalle balle che non ti sopporto più – risponde acida la sorella – vai in Tasmania e non farti vedere più. Hai capito? Non farti vedere più.”

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11 messaggi in questa discussione

Bellissima, grazie Risata. Avevo bisogno di leggere il diario di viaggio. Permetti un domanda seria (solo una, seria) poi torniamo a scherzare. Come ben sai per natura sono ottanta per cento scherzoso, dieci per cento serio, dieci per cento non lo so. - domanda seria - per quale motivo noi (solo noi due) riusciamo a dialogare. In modo serio quando si deve essere seri. In modo allegro e scherzoso quando si DEVE essere allegri e scherzosi. - ripeto la domanda - perché solo noi due. 

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Inviata (modificato)

 

Tasmania: parola magica. Dune buggi si risvegliò del tutto rimuginando quel nome Tasmania, Tasmania, Tasmania…..isola australiana  così lontana da Podenzoi ma lontana anche dal Corona Virus e CoronaMauro…..”laggiù sarò al sicuro…..lontano anche dalle sorelle manesche mi potrò rifare una vita e vivere beato tra le donne Tasmaniane” pensò tra se e se.

Con la valigia in mano, a piedi ( la vecchia dune buggi e quel rudere di campagnola color fucsia gli erano state sequestrate dalla sorella  a compenso di tutti gli anni che gli aveva fatto da balia preparandogli minestrine e lavandogli le mutande) si dirige verso la stazione degli autobus di Conegliano con l’intenzione di arrivare alla foce del fiume Piave nei pressi di Cortellazzo, dove avrebbe rubato una barca da attrezzare per il lungo viaggio verso quella che lui considerava l’isola della salvezza, la Tasmania.

Arrivato a Cortellazzo attese la notte nascosto tra i canneti, in modo di rubare una caorlina a remi che aveva adocchiato alla foce del Piave, anche se avrebbe preferito una caorlina con la vela trapezioidale, che purtroppo non c’era.

L’alba cominciava ad albeggiare e dune buggi, tutto solo a bordo della caorlina rubata costeggiava la costa verso il faro di Jesolo. Qui avrebbe aspettato i suoi compagni di viaggio in quanto non poteva circumnavigare l’Africa da solo con la sola forza delle sue esili braccia.

 

continua,  forse!

Modificato da ahaha.ha

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Da mezzo montanaro e da mezzo pianeggiante quale lui era, non aveva previsto che il mare ha le sue alte e basse marre. Fu così che inutilmente remò contro le avverse forze della alta marea. Si ritrovò sospinto nel porto dei pescatori .... ciao Risata prosegui tu ....

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Inviata (modificato)

Giunto  nei pressi del faro, legò la barca alla barriera fatta coi massi provenienti da Podenzoi, estrasse lo smartfon e cominciò a chiamare gli amici che secondo lui avrebbero condiviso l’impresa. Accettarono subito il sig director e il signor etrusco, due truci personaggi che condividono con dune buggi la fede politica, la signora uvabianca respinge l’offerta perché deve ultimare un centrino con l’uncinetto e sostenendo che i remi le avrebbero rovinato le unghie. L’eccelso maggiordomo si è riservato di accettare l’offerta solo dopo aver interpellato Leopoldino, e il prode ilsauro è in dubbio se abbandonare il “cazzaro napoletano” al suo destino oppure accettare il ruolo di “stafilatore” per gli addetti ai remi.

Tre ore dopo l’eccelso maggiordomo con un messaggino avvisa dune buggi che sarà della partita. Leopoldino gli ha dato l’assenso.

A questo punto il novello ammiraglio non resta che contattare gli sponsor. Si rivolge quindi alle associazioni alpini di Podenzoi, Longarone, Vittorio Veneto, (che però non accetta), Conegliano e Treviso i quali rispondono che sosterranno l’impresa con messaggini ogni tre quarti d’ora, di più non possono fare perché tutti i membri dell’associazione sono confinati in casa da ordini superiori.

Modificato da ahaha.ha

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… il comandante del porto ammiraglio “CortoMaltese” è indeciso se commuoversi dal coraggio dimostrato, oppure adempiere al rispetto delle leggi ed arrestare tutta la ciurma di sbandati ed affidarla alla galera, ove sbucceranno patate e peleranno cipolle per la mensa ufficiali del porto. Nel porto, oltre all'ammiraglio “CortoMalrese” chi ci mettiamo. ….. alla fine del racconto arrivano Tarzan e Sandokan e liberano tutti. --- ma per ora, simpatico Risata, proseguiamo il romanzo a puntate. Lo trovo divertente ….. prosegui tu, a presto …... 

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Fortunatamente arrivano alla spicciolata gli altri eroi:

director arriva con uno zaino pieno di scatolette di carne, di tonno,  due stoccafissi , un sacchetto di farina da polenta,  due etti e mezzo di “formai pincion”.

Etrusco porta con se una torcia con due pile usate di ricambio che nel buio non si sa mai, l’immancabile enciclopedia tascabile senza la quale si sentirebbe perduto e la sua infinita saggezza.

L’eccelso maggiordomo porta invece una rice trasmittente per mantenere i contatti con Leopoldino e il pitale che può sempre servire nel caso la caorlina imbarchi acqua.

Ilsauro completamente rivestito di pelle a scaglie nere, schiocca una frusta e infilati nella cintura si vedono due nodosi bastoni di rovere, che in caso di ammutinamento possono sempre servire.

Dune buggi dopo aver verificato l’insufficienza dei viveri, la precarietà del materiale e i muscoli dei marinai da imbarcare, decide di rinviare la partenza al giorno dopo per avere il tempo di procurarsi delle solide canne di palude da usare come canne da pesca, alcune scatole di lombrichi e dello spago per legare i lombrichi che dovranno attirare i pesci durante la traversata.

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Inviata (modificato)

All'improvviso, non più attesa, arriva la signora UvaBianca. Ha terminato in tempo il centrino all'uncinetto, ed ora si rende disponibile. Porta con se il necessario per rammendare le giubbe del marinai ed una serie di bottoni colorati da scambiare con diamanti e smeraldi con gli indigeni (aborigeni) della Tasmania. Nel caso assai dubbioso possano li giungere. ---- mancano da collocare l'ammiraglio CortoMaltase ed altri personaggi. Ma la attraversata del mar Adriatico non è ancora cominciata e sul fondo ci sono i pirati di Puglia ed Albania. ---- procediamo con ordine senza scavalcare gli episodi del racconto. 

Modificato da dune-buggi

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Gli eroi salgono sulla caorlina alle sette precise del mattino seguente, la giornata si presenta magnifica e piena di sole.

Appena a bordo si presentano le prime difficoltà nessuno vuole mettersi ai remi:

Dune buggi perché è l’ammiraglio che ha dato il via all’impresa.

Director perché chi è director non si mette certo a remare.

Etrusco dice di essere vecchio e la sua infinita saggezza gli suggerisce che i rematori è meglio siano giovani.

L’eccelso maggiordomo dice che lui è venuto solo per aiutare, nel caso la caorlina imbarchi acqua, con l’uso del pitale che Leopoldino gli ha donato per affrontare la traversata.

Per fortuna ilsauro mette tutti d’accordo facendo schioccare lo staffile e i quattro contestatori sotto quella minaccia si mettono ai remi, zitti zitti.

In quel momento giungono tramite telefonino  gli applausi delle associazioni alpine sponsorizzanti, delle varie stazioni televisive, e dai prigionieri in casa dei condomini vicini.

Mentana assicura una maratona televisiva per tutta la durata del viaggio tramite droni, e dall’alto del faro giunge la benedizione di un muezzin che ripete più volte Allah è grande, Allah è grande, Allah è grande, mentre ilsauro si tocca tre volte i gioielli, Infine stacca dalla cintura la mazza nodosa di rovere e batte il primo colpo sul bordo della caorlina.

E' il segnale della partenza.

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Inviata (modificato)

… Kicco Mentana (ex mitraglietta) avendo esaurito i colpi dell'arma, non sa far altro che adoperare il drone per le riprese aeree. All'improvviso dune buggi si ricorda di un fatto importante. Annebbiato dal disagio di essere stato cacciato di casa dalla sorella (la sorella abita in val Gallina, a Podenzoi andavamo tutti e due i ferie estive dalla nonna) aveva chiuso il rubinetto del gas dal contatore. Ed ora la sorella deve farsi tre piani di scale per riattivarlo. (dune buggi quando si arrabbia si annebbia, ma quando perde gli occhiali fa ancora peggio). 

Modificato da dune-buggi

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I quattro rematori incurvano la schiena e tirando i remi a se cominciano a remare, sotto lo sguardo vigile de ilsauro.

Alle ore otto stanno ancora remando con tutte le loro forze, ma non riescono a staccarsi dal molo più di due metri. Si erano dimenticati di slegare la fune che teneva la barca ancorata al molo.

Dune buggi rivolge uno sguardo incendiario a ilsauro che tranquillamente risponde che il suo compito è quello di stafilatore e non di mozzo.

Un pescatore che osservava la scena dal molo da un’ora, ridendo a crepapanza, provvede a tagliare la fune e finalmente la barca comincia a staccarsi dalla scogliera.

A quel punto però un forte vento li respinge verso terra e per quanto rematori e staffilatore si impegnino a contrastare la spinta del vento, non riescono ad avanzare di un metro, nonostante il muezzin, dall’alto del faro, continui a sgolarsi gridando Allah è grande, Allah è grande, costringendo ilsauro ad imprecare contro tutti i muezzin di questo mondo.

Alle ore 16 la caorlina continua a sobbalzare sulle onde e sebbene i rematori si impegnino allo stremo riuscendo a staccarsi dal molo per tre metri, nel momento stesso che prendono fiato, il vento li riporta a sbattere contro i murazzi.

Alle ore 19 l’equipaggio dei rematori è esausto  e decide di riprovare il giorno dopo, ma sono costretti a continuare lo sforzo per allontanarsi da una gragnuola di sassi che alcuni giovinastri lanciavano contro di loro per stimolarli. Dall’alto del faro il muezzin si muoveva come una marionetta ma non si sentiva più il grido Allah è grande. Una fortuna: i gioielli de ilsauro erano così gonfi che stavano per scoppiare.

Alle ore 21 arrivano tramite telefonino i complimenti di alcuni alpini che, indomiti, avevano assistito alla maratona di Mentana commuovendosi fino alle lacrime per lo sforzo immane degli ardimentosi.

Mentana stesso manda un messaggio all’ammiraglio facendogli i complimenti per il coraggio e la resistenza dimostrata, e, augurando a tutti buon riposo, li informa che non ci sarà bisogno di compiere la traversata fino in Tasmania in quanto è riuscito a contattare una ventina di nerboruti bagnini nigeriani, esenti da coronavirus, che l’indomani mattina avrebbero battuto con dei remi l’acqua attorno alla barca per imitare il più possibile le ondate micidiali dell’alto mare, mentre altri venti avrebbero soffiato sul collo e sulle spalle dei cinque audaci per simulare la forte brezza marina. Il resto sarebbe stato montato e truccato da esperti, negli studi televisivi della 7.

L’arrivo in Tasmania era assicurato senza ulteriori sforzi.

                                   Fine

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GRAZIE - risata per avermi rallegrato con questo simpatico racconto -

speriamo venga letto anche da tutti gli altri della rubrica.

A presto, un saluto,  ma sino alla trenta aprile niente stretta di mano -

dopo ci troviamo in certe osterie della vallata del fiume Piave.

 

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