Il caso Pignasecca

Da un paio di giorni circola su tutti i tg e sui siti web dei giornaloni questo filmato registrato da due ragazzi in motorino all'ora di punta in via Pignasecca a Napoli.

https://youtu.be/lHM9CTOMwN8

Qual è l'obbiettivo? Non potendo dimostrare, per la presente epidemia, che i napoletani sono gli appestati e i colerosi, si cerca di dimostrare che sono un popolo di incivili che non rispettano le regole del lockdown imposto dal governo. È opportuno chiarire alcune cose. 

La Pignasecca è uno dei più antichi e popolari mercatini di Napoli. Si trova nel cuore del piccolo ma denso quartiere di Montecalvario, a ridosso del Centro Antico, tra la centralissima via Toledo (all'altezza di piazza Carità) e la Metro di Montesanto, a pochi passi dalla Posta Centrale e dall'antico Ospedale dei Pellegrini, che ha uno dei pronti soccorsi più affollati della città. La densità abitativa del quartiere, per i soli residenti, supera i 30.000/kmq. Se andate su Google Earth e sottraete le aree occupate dagli edifici, potete facilmente stimare che se tutti i residenti di Montecalvario scendessero contemporaneamente in strada, avrebbero a disposizione non più di 3 o 4 mq a testa. Ma anche chi abita, per esempio, ai Quartieri Spagnoli, dove i negozi sono pochi, spesso è costretto ad andare a fare la spesa alla Pignasecca. Come pure i residenti del Centro Antico e di via Toledo dove ci sono molti negozi ma pochi di alimentari. I napoletani veraci non amano i supermercati, e ancora meno i grandi centri commerciali. Specie per i generi alimentari, si fidano del piccolo commerciante e del piccolo negozio. Un legame che spesso perdura per generazioni. Tutti quelli di voi che in questi giorni hanno fatto la fila all'ingresso di un piccolo negozio di alimentari possono ben comprendere ciò che accade all'ora di punta in via Pignasecca. Che è una sequenza ininterrotta su ambedue i lati di negozi adiacenti l'uno all'altro e per lo più di alimentari: salumerie, panetterie, macellerie, pescivendoli e fruttivendoli. Tutti questi negozi sono AUTORIZZATI dal decreto Conte al normale esercizio. Le pasticcerie, i bar e le pizzerie sono chiuse. Molti negozi stanno distribuendo i numeretti per sfoltire le file. Altrimenti non ci sarebbe lo spazio materiale per rispettare il metro di distanza. Si prende un numeretto dal pescivendolo, uno dal fruttivendolo e uno dal panettiere e ci si sposta tra l'uno e l'altro. Si può entrare uno alla volta, massimo due nei locali più grandi. Gli altri devono stare all'esterno, cioè in strada. Questo giustifica il viavai della gente in strada che si vede nel filmato. Tutto il resto è disinformazione e fango. I negozianti napoletani e i loro cli.enti devono campare e devono mangiare. 

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4 messaggi in questa discussione

Come No, Cazzaro . Come no !! Solito piagnisteo da napoletano 

Il coronavirus non ferma la movida, caos traffico a MergellinaCronaca 

Il coronavirus non ferma la movida, caos traffico a Mergellina 

 

Il coronavirus non ferma la movida, caos traffico a Mergellina

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Market, farmacie e piazzette: assembramenti nel centro di NapoliCronaca 

Market, farmacie e piazzette: assembramenti nel centro di Napoli 

Coronavirus, in alcune zone della città, nonostante i ripetuti appelli e le ordinanze, le persone continuano a raggrupparsi 

citynews-napolitoday.png

Massimo Romano

21 marzo 2020 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Il rischio è alto e il picco di contagiati da Covid 19 in Campania potrebbe arrivare nei prossimi giorni. Un allarme che non sembra scoraggiare alcuni assembramenti che continuano a formarsi in alcune zone della città di Napoli. Maggiormente soggette a questo fenomeno, le strade in cui è possibile trovare in rapida successione minimarket, supermercati, farmacie e tabaccai. Come l'Arenaccia, che in circa 200 metri contiene tre punti vendita alimentari, un ufficio postale, un tabaccaio, una farmacia. In alcuni momenti del giorno, sembra di essere in un qualsiasi giorno feriale della settimana, con automobili in seconda fila e decine di persone sul marciapiede. 

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Coronavirus, De Luca: “Napoletani irresponsabili, serve l’Esercito”

1 settimana fa 
 
 

Dopo le restrizioni delle ultime ore per l’emergenza coronavirus, il Governatore della regione Campania Vincenzo De Lucaha scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai ministri dell’Interno e della Difesa e al Capo della Protezione Civile Nazionale chiedendo esplicitamente la presenza dell’Esercito in giro per le strade delle cinque province campane.

LA RICHIESTA – “Nonostante i numerosi provvedimenti adottati per finalità di prevenzione e contenimento del rischio di contagio da COVID-19, in diverse parti del territorio regionale continuano a registrarsi ancora assembramenti dei cittadini e trasgressioni alle prescrizioni che sono state imposte in sede nazionale e regionale” si legge nella missiva. “Le misure adottate, a tutta evidenza, non possono rivelarsi efficaci se non vengono garantiti capillari controlli e se non si irrogano le necessarie sanzioni nei confronti di comportamenti gravemente irresponsabili. Si chiede, per tali ragioni, un impegno straordinario delle Forze dell’Ordine e la presenza dell’Esercito, quali misure ormai indispensabili in funzione della dissuasione degli assembramenti, della mobilità

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La domanda sorge spontanea: come mai  il massimo del contagio si sviluppa al nord dove tutti rispettano le regole e rimangono rintanati in casa?

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