La colpa del Leopoldino agli occhi dei men che mediocri ? Quella di avere delle idee . Vincenti

 

Buona settimana a tutti. 

Inutile girarci attorno: sul coronavirus il peggio deve ancora venire. 
E questo vale sia a livello sanitario che a livello economico. 
La buona notizia è che comportandosi in modo intelligente e saggio tutto può essere gestito. 
Ma occorrono appunto intelligenza e saggezza. 

Nelle prossime settimane sarà sempre più chiaro che il coronavirus è un problema mondiale. 
Nessuno resterà escluso dal contagio. 
L’Italia ne uscirà. Ma per uscirne bisogna fare di più. 
Oggi non serve a nessuno discutere su come sia stata gestita fino ad oggi l’emergenza in Italia. 
Non serve discuterne perché l’unica cosa che conta oggi è uscirne. E uscirne insieme. Tutti insieme. 
 

Ieri ho fatto questo video che dura cinque minuti ma che si può sintetizzare così. 

1. Se il Governo prende delle decisioni, bisogna seguirle. Punto. Altrimenti è l’anarchia. Dunque, dal lavarsi le mani al restare in casa, cerchiamo di seguire le regole. Le regole che vengono dal Governo vanno rispettate!

2. Il Governo deve essere aiutato. Quando ho detto “unità nazionale” mi hanno criticato in tanti. Ma è esattamente ciò che serve: tutti devono dare una mano, tutti, senza alimentare divisioni. Tutti! Siamo in emergenza, vogliamo capirlo? Ho proposto al Governo di coinvolgere personalità capaci di gestire la crisi e la comunicazione della crisi. Le scene di queste notti dimostrano che c’è un grande bisogno di esperienza e professionalità. Siccome dobbiamo proporre, non criticare, io ho proposto di richiamare in servizio subito Guido Bertolaso. 
3. A livello economico interverrò mercoledì in aula in Senato. Ma sia chiaro che se dobbiamo bloccare per qualche giorno l’economia del Paese, occorre un gigantesco flusso di liquidità che deve arrivare subito alle aziende e alle famiglie. Le banche devono essere garantite a livello europeo che non avranno ripercussioni ma la liquidità - che c’è - va messa SUBITO a disposizione di lavoratori e imprese. Come? Slittando di un anno i mutui delle famiglie, in tutta Italia, in tutti i settori. Ovviamente solo per chi vuole: chi non ne ha bisogno e continua a pagare regolarmente non sarà obbligato. E ancora devono slittare di un anno i rimborsi dei prestiti aziendali, dei finanziamenti, dei mutui delle imprese, così come bisogna prevedere una forma di rateizzazione delle tasse delle aziende nel 2020, IVA ed IMU comprese. E poi naturalmente la cassa integrazione per qualche mese per tutti, anche per i piccoli. La prima settimana puoi anche metterti in ferie. Forse anche la seconda. Ma poi? Io metterò tutto me stesso - e tutta Italia Viva - per lottare a fianco delle piccole e medie imprese italiane. Delle partite Iva. Di tutti i lavoratori. 

Chi ha voglia di far girare il video, lo trova qui. Nel video avevo chiesto di valutare la chiusura della Borsa oggi. Forse non era una idea così malvagia, visto quello che è accaduto stamattina.

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13 messaggi in questa discussione

Discorsi che molti politici hanno fatto .

Per quanto riguarda la chiusura della borsa , (mi aspettavo che prima o dopo l' avrebbe detto), le comunico che è stato anticipato perfino da un costruttore di scarpe.

Quindi non spacciamo le cose dette da Leopoldino, come idee originali.

 

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Gli altri si sono accodati ...Dopo però sig Sanchino . E’ il sistema dei mediocri ( come lei ...). Prima se ne stanno zitti zitti pur di non dare il merito a chi sto merito ce lo ha . Poi , da men che mediocri ( come lei ) rendendosi conto che sono proposte giuste si accodano e dicono di averle dette sempre . Quindi ci sono i men che mediocri di più dei men che mediocri ( come lei ) che dicono di averle sentite , prima , dai men che mediocri . E’ tutto chiaro , Sanchino 

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Ci sono quelli come lei che credono solo a quello che dice Leopoldino, quindi non ascoltano ciò che hanno detto gli altri prima di lui.

Per esempio il costruttore di scarpe.

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E chi le ha detto che credo solo a quel che dice Leopoldino . Mi dica la verità : glielo ha detto la giovenca Peppa mentre la mungeva ?? Io credo alla temporalità delle affermazioni . Comunque mi faccia qualche nome di chi le avrebbe fatte prima del Leopoldino così’ andiamo a controllare . Su Sanchino , si metta al lavoro e snoccioli qualche nome ...

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Ci sono quelli come lei che credono solo a quello che dice Leopoldino, quindi non ascoltano ciò che hanno detto gli altri prima di lui.

Per esempio il costruttore di scarpe.

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Il costruttore di scarpe. Tanto per dirne uno.

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Inviata (modificato)

2 ore fa, mark222220 ha scritto:
 

Buona settimana a tutti. 

Inutile girarci attorno: sul coronavirus il peggio deve ancora venire. 
E questo vale sia a livello sanitario che a livello economico. 
La buona notizia è che comportandosi in modo intelligente e saggio tutto può essere gestito. 
Ma occorrono appunto intelligenza e saggezza. 

Nelle prossime settimane sarà sempre più chiaro che il coronavirus è un problema mondiale. 
Nessuno resterà escluso dal contagio. 
L’Italia ne uscirà. Ma per uscirne bisogna fare di più. 
Oggi non serve a nessuno discutere su come sia stata gestita fino ad oggi l’emergenza in Italia. 
Non serve discuterne perché l’unica cosa che conta oggi è uscirne. E uscirne insieme. Tutti insieme. 
 

Ieri ho fatto questo video che dura cinque minuti ma che si può sintetizzare così. 

1. Se il Governo prende delle decisioni, bisogna seguirle. Punto. Altrimenti è l’anarchia. Dunque, dal lavarsi le mani al restare in casa, cerchiamo di seguire le regole. Le regole che vengono dal Governo vanno rispettate!

2. Il Governo deve essere aiutato. Quando ho detto “unità nazionale” mi hanno criticato in tanti. Ma è esattamente ciò che serve: tutti devono dare una mano, tutti, senza alimentare divisioni. Tutti! Siamo in emergenza, vogliamo capirlo? Ho proposto al Governo di coinvolgere personalità capaci di gestire la crisi e la comunicazione della crisi. Le scene di queste notti dimostrano che c’è un grande bisogno di esperienza e professionalità. Siccome dobbiamo proporre, non criticare, io ho proposto di richiamare in servizio subito Guido Bertolaso. 
3. A livello economico interverrò mercoledì in aula in Senato. Ma sia chiaro che se dobbiamo bloccare per qualche giorno l’economia del Paese, occorre un gigantesco flusso di liquidità che deve arrivare subito alle aziende e alle famiglie. Le banche devono essere garantite a livello europeo che non avranno ripercussioni ma la liquidità - che c’è - va messa SUBITO a disposizione di lavoratori e imprese. Come? Slittando di un anno i mutui delle famiglie, in tutta Italia, in tutti i settori. Ovviamente solo per chi vuole: chi non ne ha bisogno e continua a pagare regolarmente non sarà obbligato. E ancora devono slittare di un anno i rimborsi dei prestiti aziendali, dei finanziamenti, dei mutui delle imprese, così come bisogna prevedere una forma di rateizzazione delle tasse delle aziende nel 2020, IVA ed IMU comprese. E poi naturalmente la cassa integrazione per qualche mese per tutti, anche per i piccoli. La prima settimana puoi anche metterti in ferie. Forse anche la seconda. Ma poi? Io metterò tutto me stesso - e tutta Italia Viva - per lottare a fianco delle piccole e medie imprese italiane. Delle partite Iva. Di tutti i lavoratori. 

Chi ha voglia di far girare il video, lo trova qui. Nel video avevo chiesto di valutare la chiusura della Borsa oggi. Forse non era una idea così malvagia, visto quello che è accaduto stamattina.

 Fermo restando che è una positiva misura "...prevedere una forma di rateizzazione delle tasse delle aziende nel 2020, IVA ed IMU comprese."

Adesso le chiedo: un genietto come Renzi non sa che il mio idraulico quando "paga" l'IVA in realtà non fa altro che dare allo Stato l'IVA CHE IO GLI HO PAGATO ?

E se io sono un pensionato, al quale per tutto il 2019 l'INPS mese per mese ha TRATTENUTO IN ANTICIPO L'IRPEF (mentre il mio idraulico la dovrebbe pagare solo a giugno 2020) perché il sig. Renzi non propone che mi venga restituita l'IRPEF e mi venga poi rateizzata nel 2021 ?

Vuole la risposta ? 

Perché al sig. Renzi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati gliene frega meno di niente.

 

Modificato da cortomaltese-im

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Perché al sig. Renzi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati gliene frega meno di niente.

******

Non solo, ma anche perché parlare a vanvera,, qualcuno gli crede.

Per fortuna attualmente sempre meno.

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1 ora fa, cortomaltese-*** ha scritto:

 Fermo restando che è una positiva misura "...prevedere una forma di rateizzazione delle tasse delle aziende nel 2020, IVA ed IMU comprese."

Adesso le chiedo: un genietto come Renzi non sa che il mio idraulico quando "paga" l'IVA in realtà non fa altro che dare allo Stato l'IVA CHE IO GLI HO PAGATO ?

E se io sono un pensionato, al quale per tutto il 2019 l'INPS mese per mese ha TRATTENUTO IN ANTICIPO L'IRPEF (mentre il mio idraulico la dovrebbe pagare solo a giugno 2020) perché il sig. Renzi non propone che mi venga restituita l'IRPEF e mi venga poi rateizzata nel 2021 ?

Vuole la risposta ? 

Perché al sig. Renzi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati gliene frega meno di niente.

 

Ah ecco ecco . Quindi secondo lei Renzi non lo fa perché a lui dei lavoratori dipendenti e dei pensionati gliene frega meno di niente . Senti senti !! E siccome non gliene frega un caz.z.o non propone niente !! Ahahahaha , guardi , non propone perché ha ...già proposto !!!  Vuole andare a cercarla da solo la proposta di revisione dell’IRPEF di Renzi o devo inviarla io ?? Mannaggia agli archibugiatori ed a chi li difende . A proposito di archibugiatori , glielo dice lei all’archibugiatore testadiminkia principale Sanchino o debbo pensare a questo sempre io ? 

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3 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Ah ecco ecco . Quindi secondo lei Renzi non lo fa perché a lui dei lavoratori dipendenti e dei pensionati gliene frega meno di niente . Senti senti !! E siccome non gliene frega un caz.z.o non propone niente !! Ahahahaha , guardi , non propone perché ha ...già proposto !!!  Vuole andare a cercarla da solo la proposta di revisione dell’IRPEF di Renzi o devo inviarla io ?? Mannaggia agli archibugiatori ed a chi li difende . A proposito di archibugiatori , glielo dice lei all’archibugiatore testadiminkia principale Sanchino o debbo pensare a questo sempre io ? 

Nell'emergenza determinata dal coronavirus si è preoccupato delle tasse delle imprese da rateizzare.

Per i dipendenti e i pensionati non ha proposto di rateizzare alcuna imposta o tassa. 

Punto.

Le proposte fiscali di I.V. fanno parte di un altro contesto. Come quelle di qualsiasi partito.

L'affetto del Leopoldino per gli operai qualche metalmeccanico ternano lo ha ancora come cicatrice sul cuoio capelluto.....

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1 ora fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Nell'emergenza determinata dal coronavirus si è preoccupato delle tasse delle imprese da rateizzare.

Per i dipendenti e i pensionati non ha proposto di rateizzare alcuna imposta o tassa. 

Punto.

Le proposte fiscali di I.V. fanno parte di un altro contesto. Come quelle di qualsiasi partito.

L'affetto del Leopoldino per gli operai qualche metalmeccanico ternano lo ha ancora come cicatrice sul cuoio capelluto.....

Ah siii ?? Nell’emergenza ?? Questa e’ la proposta di Renzi e risale ai primi di ottobre 2019 quando di Corona si conosceva solo la birra . Però , quelli bravi , quelli di sx sx , quelli che pensano ai lavoratori, mica pizza e fichi , eh  ?? Hanno preferiti aggiungere 20 euro in più agli 80 alzando pure la platea dei percettori anche ai redditi più alti .  Ripeto l’invito : all’idio ta Sanchino glielo dice lei o provvedo direttamente ?? 

Nuova Irpef, il piano renziano: detrazioni e tassazione negativa

Nuova Irpef, il piano renziano: detrazioni e tassazione negativa
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Giovedì 3 Ottobre 2019 
 
11:43
 

di Alberto Gentili

 

«Ci accusano di essere una minaccia? Dicono che potremmo far cadere il governo? Ebbene, a dimostrazione che sono accuse totalmente infondate, Italia Viva lancia una proposta anche in chiave di stabilità: assieme alla manovra economica la maggioranza approvi una legge delega per riformare l'Irpef dal 2021. Per farlo siamo pronti a sacrificare anche gli 80 euro». Luigi Marattin, testa d'ariete di Matteo Renzi sul fronte economico, apre ufficialmente la trattativa sulla legge di bilancio dopo aver imposto insieme ai 5Stelle lo stop all'aumento dell'Iva.

LEGGI ANCHE In Italia evasi 109 miliardi l'anno: ma su affitti e tv emersione record

Il primo step, secondo l'economista renziano, sarebbe rinunciare al taglio del cuneo fiscale da 2,7 miliardi: «Perché l'importo è così basso, che i lavoratori non ne percepirebbero un vantaggio effettivo e avremmo un effetto boomerang a causa delle aspettative deluse. Per fare un taglio davvero percepibile ed efficace servirebbero almeno 10 miliardi e non ce ne sono». Il secondo passo sarebbe impiegare tutte le risorse disponibili sul piano famiglia: «Asili nido gratis, piano di costruzione di asili, congedo parentale, servizi all'infanzia». Questo, a giudizio di Marattin, «deve essere il piatto forte» servito agli italiani nel 2020, «visto che per il resto saremo costretti a varare una manovra principalmente difensiva e non espansiva, dovendo sterilizzare l'aumento di 23 miliardi dell'Iva ereditato da Salvini. Ma non vogliamo imporre nulla, confrontiamoci con tutta la maggioranza. E soprattutto disegniamo una strategia e una linea di politica economica triennale. Così, tra l'altro, la smetteranno di dire che puntiamo alla crisi».

Qui si arriva alla riforma dell'Irpef: «Subito, in questa sessione di bilancio, va approvata la legge delega che impegni il governo e la maggioranza ad approvare la riforma dell'Irpef. Che non potrà essere a parità di gettito, ma dovrà introdurre una riduzione del cuneo fiscale forte con tutte le risorse disponibili, compresi i famosi 80 euro. Si tratta di cancellare e di ricominciare da capo: l'imposta sui redditi delle persone fisiche è nata in un'altra era geologica, nel 1973, ha 47 anni, e per rifarne la struttura servono mesi e mesi di lavoro. Immagino un percorso che inizi oggi e termini il 31 dicembre dell'anno prossimo, coinvolgendo i migliori tributaristi ed economisti italiani e partendo dall'analisi dei difetti ormai lampanti dell'Irpef».

Il primo difetto «è un'imposta poco progressiva. Ci sono 5 aliquote e 5 scaglioni, ma è stata fatta una tale confusione tra detrazioni e deduzioni che la progressività è ormai relativa. L'aliquota marginale effettiva per ogni euro in più di guadagno è ormai altissima sui ceti medi e bassi. Ciò disincentiva a lavorare e guadagnare di più, visto che ci sono aliquote marginali del 40%».
La seconda criticità dell'Irpef, secondo Marattin, è «il fatto che è diventata un formaggio gruviera, è piena di buchi. Hai regimi sostitutivi sui redditi da capitali, sul reddito autonomo, sulla cedolare secca. Così, nei fatti, l'Irpef è applicata solo al lavoro dipendente e sulle pensioni: due categorie che hanno finito per pagare tasse doppie rispetto agli autonomi. Con il risultato di rendere l'Irpef non più un'imposta sui redditi, ma sul lavoro dipendente e pensionati che difatti coprono il 90% dell'Irpef. Ma non doveva e non dovrebbe essere così: deve riguardare tutte le persone fisiche». «Il terzo problema», a giudizio dell'economista di Italia Viva, «è che l'Irpef è un'imposta estremamente complicata. Se uno va a leggere come funzionano le detrazioni per i figli a carico, ne esce pazzo. Servirebbe un Nobel all'economia...».

Analizzate le criticità, Marattin propone di riformare l'Irpef andando «a colpire il reddito netto, detratti i costi affrontati per produrre il reddito, e non quello lordo»: «Per le imprese non tassi il fatturato, ma l'utile. Invece per i lavoratori non funziona così e bisogna cambiare. Anche il lavoratore dipendente deve poter detrarre, al pari degli autonomi, i costi sostenuti».
Altra proposta: «Va introdotta una tassazione negativa. Attualmente chi guadagna meno di 8.125 euro l'anno non paga l'Irpef. Noi riteniamo invece, ad esempio, guadagna 5 mila euro l'anno, debba ricevere dallo Stato un sussidio che porti il suo reddito a 8.125 euro. Per ora si è scelto di intervenire con il reddito di cittadinanza, con la riforma complessiva dell'Irpef si potrebbe arrivare alla tassazione negativa».

«TRE ALIQUOTE E TRE SCAGLIONI»
Marattin non si spinge oltre: «La riforma dell'Irpef va decisa insieme e richiederà un lavoro serio e approfondito di almeno un anno». E si limita a dire che «la soluzione migliore sarebbe un sistema con tre aliquote e tre scaglioni, ma con un sistema di deduzioni e detrazioni chiaro, capace di garantire effettiva progressività e rendere conveniente lavorare di più».
Non mancano due altolà. Il primo è sulla revisione delle rendite catastali: «Le imposte sugli immobili non possono salire. I proprietari hanno già dato il sangue: nel 2011 dalla casa lo Stato ricavava 32 miliardi, nel 2018 40 miliardi. 8 in più l'anno. Un'enormità». Il secondo è contro il tetto di 100 mila euro per le detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie: «Fermerebbe l'intero settore. Sarebbe come fare harakiri».
 

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Per fare un taglio davvero percepibile ed efficace servirebbero almeno 10 miliardi e non ce ne sono».

†*****""""

Che fine hanno fatto i 123 miliardi accantonati?

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2 ore fa, mark222220 ha scritto:

Ah siii ?? Nell’emergenza ?? Questa e’ la proposta di Renzi e risale ai primi di ottobre 2019 quando di Corona si conosceva solo la birra . Però , quelli bravi , quelli di sx sx , quelli che pensano ai lavoratori, mica pizza e fichi , eh  ?? Hanno preferiti aggiungere 20 euro in più agli 80 alzando pure la platea dei percettori anche ai redditi più alti .  Ripeto l’invito : all’idio ta Sanchino glielo dice lei o provvedo direttamente ?? 

Nuova Irpef, il piano renziano: detrazioni e tassazione negativa

Nuova Irpef, il piano renziano: detrazioni e tassazione negativa
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Giovedì 3 Ottobre 2019 
 
11:43
 

di Alberto Gentili

 

«Ci accusano di essere una minaccia? Dicono che potremmo far cadere il governo? Ebbene, a dimostrazione che sono accuse totalmente infondate, Italia Viva lancia una proposta anche in chiave di stabilità: assieme alla manovra economica la maggioranza approvi una legge delega per riformare l'Irpef dal 2021. Per farlo siamo pronti a sacrificare anche gli 80 euro». Luigi Marattin, testa d'ariete di Matteo Renzi sul fronte economico, apre ufficialmente la trattativa sulla legge di bilancio dopo aver imposto insieme ai 5Stelle lo stop all'aumento dell'Iva.

LEGGI ANCHE In Italia evasi 109 miliardi l'anno: ma su affitti e tv emersione record

Il primo step, secondo l'economista renziano, sarebbe rinunciare al taglio del cuneo fiscale da 2,7 miliardi: «Perché l'importo è così basso, che i lavoratori non ne percepirebbero un vantaggio effettivo e avremmo un effetto boomerang a causa delle aspettative deluse. Per fare un taglio davvero percepibile ed efficace servirebbero almeno 10 miliardi e non ce ne sono». Il secondo passo sarebbe impiegare tutte le risorse disponibili sul piano famiglia: «Asili nido gratis, piano di costruzione di asili, congedo parentale, servizi all'infanzia». Questo, a giudizio di Marattin, «deve essere il piatto forte» servito agli italiani nel 2020, «visto che per il resto saremo costretti a varare una manovra principalmente difensiva e non espansiva, dovendo sterilizzare l'aumento di 23 miliardi dell'Iva ereditato da Salvini. Ma non vogliamo imporre nulla, confrontiamoci con tutta la maggioranza. E soprattutto disegniamo una strategia e una linea di politica economica triennale. Così, tra l'altro, la smetteranno di dire che puntiamo alla crisi».

Qui si arriva alla riforma dell'Irpef: «Subito, in questa sessione di bilancio, va approvata la legge delega che impegni il governo e la maggioranza ad approvare la riforma dell'Irpef. Che non potrà essere a parità di gettito, ma dovrà introdurre una riduzione del cuneo fiscale forte con tutte le risorse disponibili, compresi i famosi 80 euro. Si tratta di cancellare e di ricominciare da capo: l'imposta sui redditi delle persone fisiche è nata in un'altra era geologica, nel 1973, ha 47 anni, e per rifarne la struttura servono mesi e mesi di lavoro. Immagino un percorso che inizi oggi e termini il 31 dicembre dell'anno prossimo, coinvolgendo i migliori tributaristi ed economisti italiani e partendo dall'analisi dei difetti ormai lampanti dell'Irpef».

Il primo difetto «è un'imposta poco progressiva. Ci sono 5 aliquote e 5 scaglioni, ma è stata fatta una tale confusione tra detrazioni e deduzioni che la progressività è ormai relativa. L'aliquota marginale effettiva per ogni euro in più di guadagno è ormai altissima sui ceti medi e bassi. Ciò disincentiva a lavorare e guadagnare di più, visto che ci sono aliquote marginali del 40%».
La seconda criticità dell'Irpef, secondo Marattin, è «il fatto che è diventata un formaggio gruviera, è piena di buchi. Hai regimi sostitutivi sui redditi da capitali, sul reddito autonomo, sulla cedolare secca. Così, nei fatti, l'Irpef è applicata solo al lavoro dipendente e sulle pensioni: due categorie che hanno finito per pagare tasse doppie rispetto agli autonomi. Con il risultato di rendere l'Irpef non più un'imposta sui redditi, ma sul lavoro dipendente e pensionati che difatti coprono il 90% dell'Irpef. Ma non doveva e non dovrebbe essere così: deve riguardare tutte le persone fisiche». «Il terzo problema», a giudizio dell'economista di Italia Viva, «è che l'Irpef è un'imposta estremamente complicata. Se uno va a leggere come funzionano le detrazioni per i figli a carico, ne esce pazzo. Servirebbe un Nobel all'economia...».

Analizzate le criticità, Marattin propone di riformare l'Irpef andando «a colpire il reddito netto, detratti i costi affrontati per produrre il reddito, e non quello lordo»: «Per le imprese non tassi il fatturato, ma l'utile. Invece per i lavoratori non funziona così e bisogna cambiare. Anche il lavoratore dipendente deve poter detrarre, al pari degli autonomi, i costi sostenuti».
Altra proposta: «Va introdotta una tassazione negativa. Attualmente chi guadagna meno di 8.125 euro l'anno non paga l'Irpef. Noi riteniamo invece, ad esempio, guadagna 5 mila euro l'anno, debba ricevere dallo Stato un sussidio che porti il suo reddito a 8.125 euro. Per ora si è scelto di intervenire con il reddito di cittadinanza, con la riforma complessiva dell'Irpef si potrebbe arrivare alla tassazione negativa».

«TRE ALIQUOTE E TRE SCAGLIONI»
Marattin non si spinge oltre: «La riforma dell'Irpef va decisa insieme e richiederà un lavoro serio e approfondito di almeno un anno». E si limita a dire che «la soluzione migliore sarebbe un sistema con tre aliquote e tre scaglioni, ma con un sistema di deduzioni e detrazioni chiaro, capace di garantire effettiva progressività e rendere conveniente lavorare di più».
Non mancano due altolà. Il primo è sulla revisione delle rendite catastali: «Le imposte sugli immobili non possono salire. I proprietari hanno già dato il sangue: nel 2011 dalla casa lo Stato ricavava 32 miliardi, nel 2018 40 miliardi. 8 in più l'anno. Un'enormità». Il secondo è contro il tetto di 100 mila euro per le detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie: «Fermerebbe l'intero settore. Sarebbe come fare harakiri».
 

Se le chiedo "dove va ?" la prego di non rispondermi "porto pesci".

Ho chiesto:

"Tra i provvedimenti economici straordinari  suggeriti dal Sen. Renzi per fronteggiare le difficoltà generate dall'epidemia, c'è la rateazione delle imposte dovute dalle imprese.

Per i pensionati e dipendenti, egualmente vittime dell'epidemia, quali agevolazioni straordinarie ha proposto il Sen. Renzi ?"

Lei mi risponde citando una proposta di riforma fiscale di Italia Viva, risalente a mesi prima del contagio.

La prego, risponda senza andare fuori tema, grazie.

Domanda:

"A fronte dell'epidemia, quali agevolazioni straordinarie ha proposto il Sen. Renzi  a favore di pensionati e lavoratori dipendenti ?"

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