Il Bar Sport della mia borgata espone il cartello …

Inviata (modificato)

Il Bar Sport della mia borgata espone il cartello … 

… qui dentro non sono ammesse mascherine filtranti e disinfettanti di alcun genere. Si vive da eroi affrontando il nemico virus con il bicchiere di vino rosso in mano ed una fetta di salame in bocca.

Ciao Ragazzi, ciao a tutti voi. Ho bisogno di una settimana di ferie e distacco dalla Rubrica. Tornerò più bello (ma ci credo poco) e più forte (qui ne sono sicuro) di prima.

Proseguite da soli, e mi raccomando, le coltellate le si da solo davanti, vietato sparare alla schiena.

Tornerò a breve … 

oggi - domenica primo marzo - 

 

Modificato da dune-buggi

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

8 messaggi in questa discussione

Noooooo......sig dune buggi non può lasciarmi solo, proprio adesso che viene il bello.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Ragazzi, rientro solo pochi giorni e poi ritorno in ferie. Quel tanto che basta per riverniciare la mia Fiat Campagnola ex esercito. In precedenza per risparmiare avevo usato colori da muro ed in pochi giorni si era trasformata in un colore ruggine mimetico. Adesso ho deciso, niente economia. Carrozzeria acciaio inox cromato. (badile e piccone posteriore rimangono colore fucsia (ciclamino / glicine, o se preferite rosa, viola, lilla). Sul cofano motore ci metto lo stemma del mio nuovo partito, un totano azzurro. Porta lato guida, un istrice verde (quello sono io). Porta lato passeggero, una vipera rosa (quella è mia suocera). Cosa pensate delle gomme con la fascia bianca come era la moda degli anni sessanta. Purtroppo non riesco a trovare le gomme con la fascia colore fucsia per intonarle con badie e piccone posteriore. - cordiali saluti in questa giornata di sabato sette marzo e ciao da d/b.- 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Caro d/b, non vorrei passare per uccello del malaugurio, ma non mi risulta che vino e salame abbiano proprietà antivirali. Anzi, a lume di naso, direi che l'alcol, i cibi salati e i grassi animali non aiutano il nostro sistema immunitario. Tieni conto che i nostri più lontani progenitori, pur non essendo scimmie, vivevano sugli alberi e si nutrivano principalmente di frutta, più qualche insetto (cioè proteine e grassi insaturi, come quelli del pesce azzurro e della dieta mediterranea). Non vorrei che qualche eroe del tuo bar dello sport facesse la fine di don Ferrante nei Promessi Sposi. Dotto nobiluomo, esperto di astrologia e di alchimia, il quale pensava che il contagio fosse pura superstizione e fantasia popolare. Cedo la parola al Manzoni:

His fretus, vale a dire su questi bei fondamenti, non prese nessuna precauzione contro la peste; gli si attaccò; andò a letto, a morire, come un eroe di Metastasio, prendendosela con le stelle.

Vero è che la peste era un morbo più serio di questa influenza cinese (che però non va sottovalutata). Scherzi e citazioni a parte, condivido lo spirito con cui affronti la situazione (anche noi napoletani ci ridiamo sopra) e invidio molto la tua Campagnola.   

Saluti

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

sig fosforo, permetta una domanda

ma lei ha raggiunto i 100 kg con i grassi animali o con qualche frutto e qualche cavalletta?

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, ahaha.ha ha scritto:

sig fosforo, permetta una domanda

ma lei ha raggiunto i 100 kg con i grassi animali o con qualche frutto e qualche cavalletta?

Calzone napoletano......

 ....... si inserisce nella top 10 dei piatti più grassi del mondo è il calzone napoletano, condito con gli ingredienti tipici della tradizione napoletana.

Il piatto può essere cotto al forno o fritto, per esagerare.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Fosforo da d/b – quando scrivo di meccanica ed elettricità di solito sono una persona seria, ma alle volte mi piace scherzare. Come sulla Fiat Campagnola ex Esercito. Ma quando si tratta dei Grandi dell'automobilismo (ad esempio Marcello Gandini e Sandro Munari sono serio). Interessanti sono i libri della “libreria dell'automobile Giorgio Nada”. Nello scritto iniziale scherzavo sul Virus Corona e sulla mia necessità di riposo e di ferie. Ciao a presto da d/b. 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
7 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

sig fosforo, permetta una domanda

ma lei ha raggiunto i 100 kg con i grassi animali o con qualche frutto e qualche cavalletta?

 

5 ore fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Calzone napoletano......

 ....... si inserisce nella top 10 dei piatti più grassi del mondo è il calzone napoletano, condito con gli ingredienti tipici della tradizione napoletana.

Il piatto può essere cotto al forno o fritto, per esagerare.

Facciamo chiarezza. La cucina napoletana è una delle più antiche e importanti tradizioni culinarie nazionali e mondiali. La dieta mediterranea è un'altra cosa: è un modello nutrizionale ispirato alle sane e parche abitudini alimentari di popolazioni costiere relativamente povere del Sud Italia e del basso Mediterraneo in genere. Moltissimi piatti classici della cucina napoletana si sposano perfettamente con una dieta mediterranea. A cominciare dai più antichi, come il brodo e l'insalata di polpo, la colatura di alici, le zucchine alla scapece, pietanze risalenti alla Magna Grecia. Oppure l'impepata di cozze che ancora oggi qualche napoletano verace prepara con il vino rosso (al posto del bianco) come piaceva agli antichi romani che villeggiavano a Capri o a Pompei. Però la cucina napoletana è decisamente più ricca ed è tutt'altro che priva di grassi saturi e di zuccheri semplici. Non dimentichiamo che Napoli è stata per molti secoli una capitale e una delle città più popolose e più ricche d'Europa. C'erano un popolino di pescatori, piccoli artigiani, piccoli commercianti, ma anche una ricca borghesia e una ricchissima aristocrazia. La dieta di base per tutti, dallo scaricatore di porto fino alla famiglia reale, era quella che oggi definiremmo mediterranea, ma si arricchiva al salire della scala sociale. Facciamo l'esempio della pizza, il piatto mediterraneo per eccellenza. All'inizio, millenni fa, era una semplice focaccia cotta su pietra rovente, condita con un po' di sale e tutt'al più con un po' di aglio, olio e origano. Dopo la scoperta dell'America arrivò il pomodoro (la cui pianta si adattò magnificamente al nostro clima) e la focaccia mediterranea diventò l'attuale "marinara". Fu solo nell'800 che si aggiunse il fior di latte e nacque la "margherita". È vero che il fior di latte è più magro della mozzarella di bufala (che nessun napoletano verace metterà sulla margherita) ma è pur sempre un latticino contenente grassi saturi ed è più grasso della ricotta. Quest'ultima è di gran lunga il latticino più usato nella nostra cucina. Per esempio si mette nel "calzone", che in sostanza è una pizza ripiegata e ripiena di ricotta, ma molto spesso si aggiungono fior di latte, salame (o prosciutto cotto) e funghi coltivati: https://images.app.goo.gl/St6HJ3EWSpehWVq59 In un "calzone" standard ci saranno al massimo un etto di ricotta, mezzo etto di fior di latte e 30 grammi di salumi. Escludo che sia uno dei 10 piatti più grassi al mondo come sostiene Corto Maltese. È vero che c'è la versione fritta, ma in questo caso il ripieno conterrà solo la ricotta. Anche se in pieno inverno qualche rosticceria di Spaccanapoli serve il calzone fritto con provola e ciccioli di maiale.  Una differenza fondamentale con le cucine del Nord è che da noi i sughi, le salse e i ragù si preparano sempre e solo con l'olio d'oliva e mai con il burro, ingrediente raro nelle nostre ricette. In compenso nella cucina napoletana classica era piuttosto frequente l'impiego della sugna (o strutto), oggi di fatto quasi abolita. Sopravvive però nel "casatiello" pasquale o nel cosiddetto "panino napoletano", che certamente hanno poco a che vedere con la dieta mediterranea. Come pure il ragù nella versione con la carne di maiale, in particolare quello con le tracchiulelle (costine di maiale) o con le braciole 'e cotica. Ci piacciono molto anche la trippa (che non è affatto grassa come pensa qualcuno) e 'o pere e 'musso. Alcuni ingredienti fondamentali li importiamo, in particolare il parmigiano e il pecorino. Poi si dovrebbe aprire il vasto capitolo della pasticceria napoletana: pastiere, sfogliatelle, struffoli, babà... Ma è meglio che mi fermo. Qui sconfiniamo decisamente dalla dieta mediterranea e purtroppo anche da quella che mi ha prescritto il dottore (che io rispetto tutti i giorni con l'unica eccezione della domenica).  

S'arma Napoli a gara alla difesa

de' maccheroni suoi; ch'ai maccheroni

anteposto il morir, troppo le pesa...

Che dirò delle triglie e delle alici?

Qual puoi bramar felicità più vera

che far d'ostriche scempio infra gli amici?

G. Leopardi, I nuovi credenti, Napoli 1835

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
54 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

 

Facciamo chiarezza. La cucina napoletana è una delle più antiche e importanti tradizioni culinarie nazionali e mondiali. La dieta mediterranea è un'altra cosa: è un modello nutrizionale ispirato alle sane e parche abitudini alimentari di popolazioni costiere relativamente povere del Sud Italia e del basso Mediterraneo in genere. Moltissimi piatti classici della cucina napoletana si sposano perfettamente con una dieta mediterranea. A cominciare dai più antichi, come il brodo e l'insalata di polpo, la colatura di alici, le zucchine alla scapece, pietanze risalenti alla Magna Grecia. Oppure l'impepata di cozze che ancora oggi qualche napoletano verace prepara con il vino rosso (al posto del bianco) come piaceva agli antichi romani che villeggiavano a Capri o a Pompei. Però la cucina napoletana è decisamente più ricca ed è tutt'altro che priva di grassi saturi e di zuccheri semplici. Non dimentichiamo che Napoli è stata per molti secoli una capitale e una delle città più popolose e più ricche d'Europa. C'erano un popolino di pescatori, piccoli artigiani, piccoli commercianti, ma anche una ricca borghesia e una ricchissima aristocrazia. La dieta di base per tutti, dallo scaricatore di porto fino alla famiglia reale, era quella che oggi definiremmo mediterranea, ma si arricchiva al salire della scala sociale. Facciamo l'esempio della pizza, il piatto mediterraneo per eccellenza. All'inizio, millenni fa, era una semplice focaccia cotta su pietra rovente, condita con un po' di sale e tutt'al più con un po' di aglio, olio e origano. Dopo la scoperta dell'America arrivò il pomodoro (la cui pianta si adattò magnificamente al nostro clima) e la focaccia mediterranea diventò l'attuale "marinara". Fu solo nell'800 che si aggiunse il fior di latte e nacque la "margherita". È vero che il fior di latte è più magro della mozzarella di bufala (che nessun napoletano verace metterà sulla margherita) ma è pur sempre un latticino contenente grassi saturi ed è più grasso della ricotta. Quest'ultima è di gran lunga il latticino più usato nella nostra cucina. Per esempio si mette nel "calzone", che in sostanza è una pizza ripiegata e ripiena di ricotta, ma molto spesso si aggiungono fior di latte, salame (o prosciutto cotto) e funghi coltivati: https://images.app.goo.gl/St6HJ3EWSpehWVq59 In un "calzone" standard ci saranno al massimo un etto di ricotta, mezzo etto di fior di latte e 30 grammi di salumi. Escludo che sia uno dei 10 piatti più grassi al mondo come sostiene Corto Maltese. È vero che c'è la versione fritta, ma in questo caso il ripieno conterrà solo la ricotta. Anche se in pieno inverno qualche rosticceria di Spaccanapoli serve il calzone fritto con provola e ciccioli di maiale.  Una differenza fondamentale con le cucine del Nord è che da noi i sughi, le salse e i ragù si preparano sempre e solo con l'olio d'oliva e mai con il burro, ingrediente raro nelle nostre ricette. In compenso nella cucina napoletana classica era piuttosto frequente l'impiego della sugna (o strutto), oggi di fatto quasi abolita. Sopravvive però nel "casatiello" pasquale o nel cosiddetto "panino napoletano", che certamente hanno poco a che vedere con la dieta mediterranea. Come pure il ragù nella versione con la carne di maiale, in particolare quello con le tracchiulelle (costine di maiale) o con le braciole 'e cotica. Ci piacciono molto anche la trippa (che non è affatto grassa come pensa qualcuno) e 'o pere e 'musso. Alcuni ingredienti fondamentali li importiamo, in particolare il parmigiano e il pecorino. Poi si dovrebbe aprire il vasto capitolo della pasticceria napoletana: pastiere, sfogliatelle, struffoli, babà... Ma è meglio che mi fermo. Qui sconfiniamo decisamente dalla dieta mediterranea e purtroppo anche da quella che mi ha prescritto il dottore (che io rispetto tutti i giorni con l'unica eccezione della domenica).  

S'arma Napoli a gara alla difesa

de' maccheroni suoi; ch'ai maccheroni

anteposto il morir, troppo le pesa...

Che dirò delle triglie e delle alici?

Qual puoi bramar felicità più vera

che far d'ostriche scempio infra gli amici?

G. Leopardi, I nuovi credenti, Napoli 1835

 

Capisco come ha fatto a superare Bisteccone Galeazzi....sulla bilancia.

Noi, poveri liguri, a farinata, pizza all'andrea, pasta al pesto, coniglio alle olive, asparagi e carciofi di Albenga, torta salata alle erbette, cappon magro, brandacujon, stoccafisso in umido......siamo tutti magri come acciughe !!!!

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per commentare

È necessario essere registrati per poter lasciare un messaggio

Crea un account

Non sei ancora iscritto? Registrati subito


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.


Accedi ora

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963