Fosfy, Grillo e le rinnovabili

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Ugo Bardi, docente all'università di Firenze e divulgatore scientifico, ha pubblicato sul suo blog Effetto Risorse, uno dei più letti tra i blog scientifici in lingua italiana, un post in cui riconosce la validità della visione del MoVimento 5 Stelle sull'energia. Lo ringrazio per l'onestà intellettuale e il rigore scientifico e riporto sotto integralmente il suo intervento.

di Ugo Bardi

Dopo la vittoria del "No" al referendum, sembrava fosse successo un cataclisma. Invece, non succede gran che, come ci si poteva aspettare. Siamo sempre ai soliti discorsi: grandi chiacchere sulle solite cose: come far ripartire la crescita, le grandi opere, le riforme, gli immigrati, la destra, la sinistra, eccetera

Ma nessuno si occupa del problema centrale: le risorse. C'è una ragione per la quale questo blog si chiama "Effetto Risorse". La ragione è che un'economia non può esistere senza risorse, e in particolare senza energia. E sappiamo già da quasi 50 anni qualìè l'importanza delle risorse sull'economia. Ce lo hanno spiegato gli autori dei "Limiti dello Sviluppo" del 1972. Nessuna economia può sopravvivere a lungo se si basa su risorse non rinnovabili e se si trova a dover combattere contro i costi dell'inquinamento che essa stessa genera.

In Italia, avevamo abbondanti risorse minerali al tempo degli Etruschi, ma quell'epoca è ormai un po' lontana. Per quanto riguarda petrolio e gas, siamo ridotti a strizzare per quanto possibile il limone già ampiamente strizzato dei giacimenti della Basilicata. Per il momento ne tiriamo fuori ancora un po', ma non possiamo pensare di continuare molto a lungo. E, comunque, già ora importiamo circa il 90% di quello che consumiamo. Per non parlare poi del problema climatico che ci sta arrivando addosso in molteplici forme e per il quale non bastano più le chiacchere.

Allora, non sarebbe il caso di cominciare a ragionare sul renderci energeticamente un po' meno dipendenti dalle importazioni, come pure da risorse ormai in via di esaurimento? E a ragionare su come fare qualcosa di serio per ridurre le emissioni di gas serra? Non è che possiamo invertire completamente certe tendenze, ma perlomeno possiamo ridurre il danno. E abbiamo buone possibilità di fare qualcosa: se viviamo nel paese del sole, dobbiamo sfruttare il sole che, a differenza del petrolio, ci arriva gratis.

Sembrerebbe logico, ma il governo Renzi si è impegnato a fare esattamente il contrario, ovvero a demolire l'industria italiana delle rinnovabili, facendo ogni possibile regalo ai petrolieri. Uno scherzetto che ci è costato forse 60 mila posti di lavoro nel solare e 4 mila nell'eolico, come pure la perdità di una competitività tecnologica che avevamo acquisito e che abbiamo buttato al vento. Un vero disastro sotto tutti i punti di vista.

Nel generale sbandamento della politica, non c'è nessuno che si occupi dei problemi fondamentali. Tutti tranne uno, in effetti: Beppe Grillo che ha citato l'energia come un problema fondamentale nel suo blog. Ha detto chiaramente che "Allora noi abbiamo nel nostro programma, lo avete sempre visto, come punti di riferimento le rinnovabili. Gradualmente passiamo alle rinnovabili, le produciamo noi, il Paese del Sole."

Il post di Grillo è criticabile per diverse buone ragioni. E, ovviamente, c'è chi lo ha criticato, in certi casi in un modo che posso definire soltanto come patetico. Purtroppo, oggi non si riesce a parlare più di niente se non inserendolo nella partigianeria politica imperante. Ma se vi liberate di questo atteggiamento e guardate il post di Grillo nel contesto generale della politica italiana di oggi, è un miracolo di sapienza e di preveggenza. Incredibile, ma vero, c'è in Italia una forza politica che pensa che il problema energetico sia prioritario! Non è solo Grillo ma anche alcuni parlamentari del M5S che sono esperti di energia e cercano di fare del lavoro serio in proposito (fra loro, Dario Tamburrano e Gianni Girotto).

Ora, non prendete questo post come uno spot di propaganda per il Movimento 5 Stelle. Sono il primo a dire che ci sono molti gravi problemi con il M5S; fra le altre cose, la loro tendenza a supportare il complottismo e la pseudo-scienza, tipo scie chimiche e cose del genere (tranquillizziamo l'autore: il movimento 5 stelle non supporta nè il complottismo nè la pseudoscienza, nè le scie chimiche nè cose del genere, ndr). Notate anche che se Matteo Salvini avesse detto le cose che ha detto Grillo sull'energia, io sarei qui a dir bene di Salvini. Ma Salvini non ha detto niente del genere e se volete leggere un po' di scemenze dette da un rappresentante della lega nord sull'energia, le potete trovare qui (incluso la necessità di sostenere la ricerca sui "motori ad acqua" ohimé, come si fa a ridursi a questo livello per una manciata di voti?).

Insomma, la situazione, la fuori, è talmente seria che non è più questione di politica, di maggioranze, di voti, e tutto il resto. E' una questione di sopravvivenza economica e forse anche fisica per un intero paese se non si fanno certe cose per il futuro nostro e dei nostri figli. E chiunque si impegna a farle, o perlomeno ci prova, fa una cosa utile. Quindi, proviamo a liberarci dalla partigianeria deteriore che ci affligge e andiamo avanti. Viviamo nel paese del sole, sfruttiamo la fortuna che abbiamo.

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4 messaggi in questa discussione

questa è una verità sacrosanta, ma se non vado errato per l'installazione di pannelli solari c'è un contributo del 65%, non mi sembra che il signor Renzi l'abbia tolto.

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Nel vecchio forum (http://archivio.forum.virgilio.it/politica-economia/renzi-berlusconi) l'energia, le fonti rinnovabili e il global warming erano tra i miei temi preferiti. Qui mi  limito (per ora) ad aggiungere due banali considerazioni. I negazionisti dei mutamenti climatici e della loro origine antropica, nonché gli scettici che per qualche decennio avevano provato a convincere la gente che le rinnovabili (e l'efficienza energetica) potevano essere solo un palliativo o un più o meno marginale complemento alle fonti tradizionali nel mix energetico globale, oggi, alle soglie del 2017 non dico che siano spariti dalla circolazione ma sono una specie in rapida estinzione, direi con circa altrettale velocità del crollo dei costi del fotovoltaico o della lievitazione dei costi delle centrali nucleari, schiacciati e spazzati via dall'evidenza dei dati scientifici e dal progresso tecnologico. L'altra considerazione è che è molto più difficile liberarsi delle potentissime lobby del petrolio, del carbone e del nucleare e dei decisori politici ad esse asserviti. Un esempio è purtroppo l'Italia. Dopo il boom delle rinnovabili negli anni dei governi Berlusconi (cui mi tocca dare atto), il settore ha conosciuto una brusca e sorprendente frenata. Informo l'egregio Ahaha.ha che negli anni del governaccio di parolai incompetenti che abbiamo appena mandato a casa si sono ridotti gli incentivi pubblici e sono crollati gli investimenti nel settore delle rinnovabili, nel quale sono diminuiti anche i posti di lavoro, mentre sono leggermente cresciuti quelli per le fonti fossili. Allego un illuminante rapporto di Greenpeace Italia:

http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/Rinnovabili-nel-mirino/

 

Colgo l'occasione per aggiornare, come facevo nel vecchio forum, il dato sulla lievitazione dei costi stimati per i due reattori nucleari EPR di terza generazione avanzata attualmente in costruzione in Europa (Olkiluoto, Finlandia e Flamanville, Francia, in costruzione dal 2005 e dal 2007 rispettivamente). Secondo EDF, l'operatore di Flamanville, siamo a circa 10,5 miliardi di euro (contro i 3,3 inizialmente previsti). Ovvero più del costo stimato del ponte sullo Stretto di Messina.

 

 

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