personale in rai:da non credere:11.300 a libro paga!!!!!

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Inviata (modificato)

In realtà, come si legge nell'ultima relazione annuale di Rai Group, i dipendenti dell'azienda sono quasi 14.000, per l'esattezza 13.971 (al 31/12/2016), cioè due volte e mezza quelli di Mediaset (5.519). Però la Rai ha chiuso il 2016 con 18 milioni di utile netto, contro i quasi 300 milioni di perdita di Mediaset. Questo benché guidata da un manager di nomina renziana (ultimamente silurato) che nella piccola La7 era stato capace di lasciare un rosso di 120 milioni. Magari con un direttore generale più capace e meno politicizzato la tv pubblica avrebbe fatto ancora meglio sotto il profilo economico (oltre a non riempirci i koglioni con la sua diuturna propaganda pro-Renzi). Mi si dirà: ma la Rai in sostanza è una pay tv, per giunta con un canone obbligatorio. Vero, ma a parte il fatto che anche Mediaset ha la sua pay tv, la Rai costa agli abbonati appena 24 centesimi al giorno e offre una programmazione ben più ampia di quella di Mediaset (specie nei settori dell'informazione, dello sport, della politica e della cultura) e di qualità complessivamente superiore (benché lontanissima dai livelli della Rai degli Ettore Bernabei e degli Enzo Biagi). Mi si dirà anche che in passato Mediaset realizzava profitti ben maggiori di quelli della tv pubblica. Vero, ma ciò era dovuto sostanzialmente al fatto che il network di Cologno Monzese non aveva un vero concorrente privato (come oggi è Sky) e aveva gioco facile nello strappare la pubblicità al suo concorrente pubblico grazie soprattutto al potere politico del suo maggiore azionista. In ogni caso, i dati che ho citato confermano che è un mero pregiudizio dire che privato è bello mentre pubblico è brutto, che privato è profitto mentre pubblico è perdita, che privato è efficienza e pubblico è carrozzone e spreco. Basta pensare anche alla fine che hanno fatto dopo la privatizzazione grandi aziende pubbliche come Alitalia e Telecom.

Come vado scrivendo da anni, la via più sicura per uscire (finalmente) dalla crisi sarebbe quella già percorsa negli anni '50 e '60 (guarda caso gli anni del boom economico) quando si usciva da un ben più disastroso conflitto mondiale e quando lo Stato si faceva imprenditore e nazionalizzava à gogò, dall'energia ai trasporti, dalle acciaierie alle banche, creando lavoro, innovazione, prestigio internazionale per il paese. In questa seconda sciagurata repubblica abbiamo preso la strada opposta, quella delle privatizzazioni, con risultati a dir poco fallimentari. I 110 miliardi di euro incassati dal '94 a oggi con le privatizzazioni sono meno del 5% dell'attuale debito pubblico, ma le aziende cedute hanno perso centinaia di migliaia di posti di lavoro sul territorio nazionale, inoltre lo Stato rinuncia ogni anno a miliardi di utili (basta pensare a quelli dei concessionari privati delle autostrade). L'unica cosa che i guitti ridicoli che ci governano oggi sono capaci di nazionalizzare sono le perdite delle banche in dissesto, le cosiddette bad banks , i crediti deteriorati, mentre le good banks restano ai privati e agli impuniti. Giorni fa ho assistito in tv a una scena da teatro dell'assurdo: c'erano l'ad di Montepaschi e il ministro dell'Economia che illustravano il piano industriale della banca senese. Lo Stato controllerà l'Istituto fino al 2021, per 4 duri anni di risanamento (a spese di noi contribuenti, parliamo di miliardi) e di dimagrimento (forti tagli al personale e alle sedi), dopodiché, non appena la banca ricomincerà a realizzare utili (previsti 1,2 miliardi nel 2021) essa ritornerà in mano ai privati. Roba da matti! Questo non è solo maso.chismo allo stato puro, questa è malversazione del denaro pubblico, qui dovrebbero intervenire la Corte dei Conti e la magistratura ordinaria, in qualsiasi paese serio uno come il signor Padoan verrebbe prelevato di peso, trasferito nelle patrie galere e buttata via la chiave.

Modificato da fosforo31

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37 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

In realtà, come si legge nell'ultima relazione annuale di Rai Group, i dipendenti dell'azienda sono quasi 14.000, per l'esattezza 13.971 (al 31/12/2016), cioè due volte e mezza quelli di Mediaset (5.519). Però la Rai ha chiuso il 2016 con 18 milioni di utile netto, contro i quasi 300 milioni di perdita di Mediaset. Questo benché guidata da un manager di nomina renziana (ultimamente silurato) che nella piccola La7 era stato capace di lasciare un rosso di 120 milioni. Magari con un direttore generale più capace e meno politicizzato la tv pubblica avrebbe fatto ancora meglio sotto il profilo economico (oltre a non riempirci i koglioni con la sua diuturna propaganda pro-Renzi). Mi si dirà: ma la Rai in sostanza è una pay tv, per giunta con un canone obbligatorio. Vero, ma a parte il fatto che anche Mediaset ha la sua pay tv, la Rai costa agli abbonati appena 24 centesimi al giorno e offre una programmazione ben più ampia di quella di Mediaset (specie nei settori dell'informazione, dello sport, della politica e della cultura) e di qualità complessivamente superiore (benché lontanissima dai livelli della Rai degli Ettore Bernabei e degli Enzo Biagi). Mi si dirà anche che in passato Mediaset realizzava profitti ben maggiori di quelli della tv pubblica. Vero, ma ciò era dovuto sostanzialmente al fatto che il network di Cologno Monzese non aveva un vero concorrente privato (come oggi è Sky) e aveva gioco facile nello strappare la pubblicità al suo concorrente pubblico grazie soprattutto al potere politico del suo maggiore azionista. In ogni caso, i dati che ho citato confermano che è un mero pregiudizio dire che privato è bello mentre pubblico è brutto, che privato è profitto mentre pubblico è perdita, che privato è efficienza e pubblico è carrozzone e spreco. Basta pensare anche alla fine che hanno fatto dopo la privatizzazione grandi aziende pubbliche come Alitalia e Telecom.

Come vado scrivendo da anni, la via più sicura per uscire (finalmente) dalla crisi sarebbe quella già percorsa negli anni '50 e '60 (guarda caso gli anni del boom economico) quando si usciva da un ben più disastroso conflitto mondiale e quando lo Stato si faceva imprenditore e nazionalizzava à gogò, dall'energia ai trasporti, dalle acciaierie alle banche, creando lavoro, innovazione, prestigio internazionale per il paese. In questa seconda sciagurata repubblica abbiamo preso la strada opposta, quella delle privatizzazioni, con risultati a dir poco fallimentari. I 110 miliardi di euro incassati dal '94 a oggi con le privatizzazioni sono meno del 5% dell'attuale debito pubblico, ma le aziende cedute hanno perso centinaia di migliaia di posti di lavoro sul territorio nazionale, inoltre lo Stato rinuncia ogni anno a miliardi di utili (basta pensare a quelli dei concessionari privati delle autostrade). L'unica cosa che i guitti ridicoli che ci governano oggi sono capaci di nazionalizzare sono le perdite delle banche in dissesto, le cosiddette bad banks , i crediti deteriorati, mentre le good banks restano ai privati e agli impuniti. Giorni fa ho assistito in tv a una scena da teatro dell'assurdo: c'erano l'ad di Montepaschi e il ministro dell'Economia che illustravano il piano industriale della banca senese. Lo Stato controllerà l'Istituto fino al 2021, per 4 duri anni di risanamento (a spese di noi contribuenti, parliamo di miliardi) e di dimagrimento (forti tagli al personale e alle sedi), dopodiché, non appena la banca ricomincerà a realizzare utili (previsti 1,2 miliardi nel 2021) essa ritornerà in mano ai privati. Roba da matti! Questo non è solo maso.chismo allo stato puro, questa è malversazione del denaro pubblico, qui dovrebbero intervenire la Corte dei Conti e la magistratura ordinaria, in qualsiasi paese serio uno come il signor Padoan verrebbe prelevato di peso, trasferito nelle patrie galere e buttata via la chiave.

18 milioni di utile bhe ma senza i 2.100.000.000 del canone le perdite sarebbero state di oltre 2 miliardi di euro bello affare vero ?.

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Scusate; faccio due domande;

prima domanda:   tutto  questo personale più di undicimila persone comprende anche quelli di RAIWAY (quelli che si occupano dei tralicci, dei ripetitori e delle apparecchiature dì trasmissione)  oppure quelli di RAIWAY sono a parte e vanno sommati agli undicimila?

seconda domanda:  se la Rai ha tutto questo personale, perché appalta all'esterno servizi e trasmissioni e non li produce tutti al proprio interno?

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5 minuti fa, etrusco1900 ha scritto:

Scusate; faccio due domande;

prima domanda:   tutto  questo personale più di undicimila persone comprende anche quelli di RAIWAY (quelli che si occupano dei tralicci, dei ripetitori e delle apparecchiature dì trasmissione)  oppure quelli di RAIWAY sono a parte e vanno sommati agli undicimila?

seconda domanda:  se la Rai ha tutto questo personale, perché appalta all'esterno servizi e trasmissioni e non li produce tutti al proprio interno?

domande piu' che lecite...come in altre ditte statali,i lavori piu' pesanti,come appunto la manutenzione tralicci e ripetitori ,presuppongo vengano dati in appalti esterni....la cosa cmq che balza h,sono 277 dirigenti!! e 297 giornalisti dirigenti!! manco negli usa hanno cosi' tanti numeri!!! la famos amamma rai!! quella che elargisce milioni con la pala....vedi l'appalto milionario di questi gg.

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