Grande acume politico di Calandrino Travaglio . Il mito del Cazzaro Fosforo ...!!

Vade retro Pisapia, avanti Bersani! Troviamo la scomunica del primo e l’investitura del secondo nell’editoriale tutto politico di Marco Travaglio che fra le sue varie fantasticherie ha sempre quella di un governo M5s più qualcun’altro. Questo qualcun’altro è bello che trovato , anzi, già c’era dopo le elezioni del 2013: si chiama Pier Luigi Bersani. E’ lui il leader della Cosa che (forse) nascerà a sinistra del Pd, non certo Pisapia , "il parolaio rosa” , reo di non odiare Renzi: e invece l’ex segretario del Pd, tuttavia “affiancato da Anna Falcone e Tomaso Montanari” (già spariti dai radar –ndr), è l’uomo giusto. La fatwa su Pisapia è dunque stata decretata, è uno che ,scrive carinamente il direttore , "impiega un quarto d’ora per dire ciao”. E poco importa che la sinistra di cui si parla sia “un ammasso informe di sigle e siglette rissose e cacofoniche”: chi se ne frega, la cosa che conta davvero è che di questa schifezza ci sia un leader (ma che modo di ragionare è?). Il direttore del Fatto è stato fulminato da una apparizione di Bersani sulla da lui amata La7, dove “riusciva addirittura a farsi capire, senza mucche nel corridoio o giaguari da smacchiare”, che per un leader è già un punto all’attivo. Ma poi ecco il punto forte: “Riconosceva di non essere l’uomo del futuro ma diceva di voler spendere l’ultimo tratto della sua carriera politica per una sinistra concreta e comprensibile, che ‘parli come Vasco, con parole che arrivino a destinazione come pallottole'”.  A parte il riferimento un po’ lugubre all'”ultimo tratto”, sembra di capire che Travaglio di Bersani apprezzi soprattutto non quello che ha fatto (l’azione di governo con le liberalizzazioni, il suo capolavoro) ma quello che voleva (vorrebbe) fare con Grillo: un’intesa di governo. Una roba naufragata in 24 ore nel 2013 e non per volontà dei “cattivi” ma perché i tanto desiderati grillini lo sbeffeggiarono in streaming.  Siccome Travaglio, convinto che i grillini in fondo sono buoni , alla stregua del buon selvaggio di Rousseau . ha già stabilito che “riceveranno l’incarico da Mattarella”, il discorso è semplice: a Grillo mancherà qualche numeretto, ma alla bisogna ci penserà il leader della Cosa. Ah, scusate: “Stiamo evocando una congiunzione astrale complicatissima, ai limiti dell’impossibile”, ci dice alla fine il direttore. Insomma, tutta fuffa. L’endorsement per l’ex segretario del Pd è dunque effetto di quel tatticismo tipico dei giornalisti che giocano a fare i politici: e se davvero Bersani diverrà il frontman della Cosa non sarà certo per gli ampollosi salamelecchi del direttore del Fatto che, razionalmente, non stanno in piedi ma per ragioni  ,attualmente insondabili, che saranno maturate nella Cosa. Se ci sarà. Saluti 

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