niente cittadinanza onoraria alla "bimba con la valigia"

Egea Haffner è passata alla storia come la “bimba con la valigia”. La fotografia è il simbolo del genocidio italiano in Istria.

Ieri sera era a Verona, al teatro Stimate, a presentare in esclusiva il primo e unico docufilm raccontato da lei in prima persona di quella “bambina con la valigia”, simbolo degli esuli e dei racconti sulle foibe. Un documentario straordinario realizzato grazie all’associazione culturale Storia Viva, per la regia di Mauro Vittorio Quattrina. Alla presentazione anche il vicepresidente del Consiglio Regionale del Veneto Massimo Giorgetti, attento alle tematiche che riguardano l’esodo giuliano dalmata.

Ma per lei, vittima italiana di uno sterminio tra i piu' sanguinari che si ricordi nella storia, non ci sono cittadinanze onorarie.

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Modificato da director12

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2 messaggi in questa discussione

 

Mattarella: "Le foibe una sciagura nazionale. Negazionismo deprecabile, il problema è l'indifferenza"
(ansa)
Ebbene Presidente se vuole combattere l'indifferenza faccia senatrice a vita Egea Haffner, la "Bambina con la Valigia".

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pietre d'inciampo...per non dimenticare:

P ietre d'inciampo anche per le vittime delle foibe. «Qui lavorava Vittorio Benussi poliziotto nato nel 1908 infoibato dai comunisti di Tito - maggio 1945» è inciso a caratteri color sangue sulla mattonella che verrà posata a Trieste. «Per tenere vivo il ricordo delle vittime del totalitarismo comunista di Tito in Istria Fiume e Dalmazia» si legge su un'altra mattonella della memoria. Il capoluogo giuliano avrà le prime pietre di inciampo per non dimenticare le foibe grazie all'idea di Fabio Scoccimarro, assessore regionale di Fratelli d'Italia della giunta a trazione leghista. L'iniziativa è stata presentata ieri in vista del 10 febbraio, la Giornata del ricordo del dramma dell'esodo di 300mila italiani dall'Istria, Fiume e Dalmazia davanti alle violenze dei partigiani di Tito.

Trieste fra il maggio e giungo 1945 è stata occupata per 40 giorni dal IX Corpus del maresciallo Tito, che voleva annetterla alla Jugoslavia con arresti e sparizioni nel nulla. «È un ricordo dei martiri delle foibe che non scompare - ha spiegato Scoccimarro - A cominciare dagli agenti di polizia prelevati il primo giorno dell'arrivo dei titini e successivamente infoibati». Una delle vittime era Vittorio Benussi, nonno dei pluricampioni mondiali triestini di vela.

Pietre d'inciampo non molto diverse da quelle che ricordano le vittime dell'Olocausto perpetrato dai nazisti. «Non intendo fare paragoni con la Shoah o copiare. Sono storie diverse» spiega Scoccimarro. E sul giustificazionismo fascismo-foibe osserva che «in guerra ogni esercito ha combattuto con varie sfumature e gli italiani non furono da meno, ma una violenza non giustifica un'altra. Semplicemente si sommano».

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