UN CASO INTRICATO PER FOSFORO31

La delusione era stata forte. Il primo tempo stellare e il gol di Mertens avevano illuso tutta la popolazione residente nelle dieci municipalità, nei comuni dell’entroterra nord, in quelli dell’area vesuviana-nolana-flegrea e della penisola sorrentina. Poi Sergio Ramos era andato in doppia marcatura.

Per chiarire la situazione: nu’ cazz e’ difensore aveva segnato due gol in meno di quarantacinque minuti, quando Giuseppe Bruscolotti, o’ palo e’ fierr, ne ha segnati nove in sedici stagioni!

In un Paese serio lo spagnolo sarebbe stato processato per direttissima con l’accusa di vilipendio a Bruscolotti. Tre anni di carcere vero.

Può esserci un solo modo per smaltire una delusione tanto cocente: fare una capatina alla pizzeria Trianon.

La mattina successiva ho fatto un breve breve giro di telefonate per organizzare la cenetta presso lo storico locale di Forcella. L’adunata viene fissata in prima convocazione per le ore 20.00.

Ci siamo ritrovati al tavolo della nota pizzeria:

1 – il sottoscritto:

2 – Antonio (Tony), mio barbiere di fiducia;

3 – Peppino, giovane assistente del sullodato Antonio;

4 – Aniello, mio compagno di corso all’università con il quale ci siamo fatti in tandem tutti i campeggi della costa del Cilento;

5 – Mimmo, il mio fidato capomastro nonché titolare di una piccola impresa edile a Torre del Greco.

Non avendo molta fame, mi sono limitato ad un frugale spuntino:

- due grossi panzarotti

- otto frittelle alle alghe

- due arancini di riso

- due mozzarelle in carrozza

- quattro sciurilli di zucca

- due melanzane imbottite

- quattro scagliozzi di polenta

- due frittelle di cicinielli

- un trancio di pizza fritta

- una pizza “Otto gusti”, avente diametro garantito da menù di 60 centimetri

- un litro e mezzo di birra.

Abbiamo mangiato e bevuto, abbiamo ricordato i bei tempi della Napoli borbonica, quando perfino i poveri se la passavano meglio che altrove (basti ricordare il Real Albergo dei Poveri, costruito nel '700 dai Borbone, noto anche come Reggia dei Poveri).

Abbiamo anche discusso dell’omelia che avevo ascoltato in chiesa qualche settimana prima. Il sacerdote officiante, un santo e saggio uomo dalla veneranda età di 91 anni, aveva trattato il problema delle devianze minorili.

Alla fine eravamo tutti concordi: un figlio viziato da un'educazione molto permissiva alla fine prende una brutta strada. A questo punto i genitori hanno una sola possibilità per riportarlo sulla buona strada: nu’ sacc e’ mazzate n’coppa a capa!

Finito di mangiare, alla fine ognuno è tornato alla propria casa. Io ho colto l’occasione per fare una bella passeggiata, che ha avuto l’effetto di sollecitarmi un certo languorino, forse complice il fatto che lo spuntino in pizzeria era stato piuttosto leggero.

Pertanto ho deciso di passare dal baretto di Peppiniello a’ fetecchia, maldestro nel preparare digestivi ma capace di creare un panino divino, un autentico tripudio di gusto: il cozzolone vesuviano. Uno sfilatino di quaranta centimetri con ripieno di cozze veraci in salsa di pomodoro, olive taggiasche snocciolate, tocchetti di baccalà, lattuga cappuccio.

Sono entrato e mi seduto al tavolino d’angolo. Mentre aspettavo che Peppiniello finisse di servire qualche caffè al banco e venisse a prendere l’ordine, si è avvicinato quello che a Napoli chiamiamo nu’ guapp e’ cartone: occhiali scuri, giubbotto di pelle alla motorbiker maniera, jeans sgualciti che più tamarri non si può, stivali texani, zazzera bionda alla Nino D’Angelo.

Un’atmosfera tesa come una corda di violino è scesa nel locale. Sembrava di rivivere la scena finale del triello in “Il buono, il brutto e il cattivo” . Ero certo che al primo battere di ciglia si sarebbe scatenato un putiferio.

« Felicissima sera » ha esordito o’ guapp e’ cartone « mi stavo chiedendo se la Signora Vostra era disponibile a scambiare due chiacchiere per intervenire in ausilio di una questione di non secondaria importanza per la vita mia e di altre persone ».

« Appuntato Marelli Brambilla » ho prontamente risposto « si può sapere che ci fai nel baretto di Peppinello a’ fetecchia, improvvidamente tra_vestito da guapp e’ cartone?»

« Ingegnè » ha esclamato l’Appuntato con una faccia stupita come se avesse visto Ciruzzo Ferrara sbagliare un anticipo « ma come avete fatto a riconoscermi?»

« Appuntato Marelli Brambilla » ho spiegato « segui bene il ragionamento.

1 – Secondo un recente rilevamento ISTAT , al 1° gennaio 2017 Napoli ha 966.144 residenti.

2 – Di questi residenti quanti sono guappi e’ cartone che parlano come se fossero usciti da un componimento poetico del Parini? ZERO. Quindi ho dedotto che mi trovavo davanti un carabiniere sotto mentite spoglie.

3 – Dei carabinieri residenti di cui al precedente punto 2 quanti sono quelli che parlano come se fossero usciti da un componimento poetico del Parini? UNO.

4 – Chi è l’unico carabiniere che risiede a Napoli e che parla come se fosse uscito da un componimento poetico del Parini? L’Appuntato Marelli Brambilla.

E poiché il periodo di Carnevale è passato, l’unico mistero che resta da risolvere è la ragione del tuo travestimento».

« Ingegnè » ha detto l’Appuntato Marelli Brambilla abbassando la voce fino a un lieve sussurro « il carabiniere Esposito è scomparso. Tre giorni fa è andato in licenza per una settimana. Il giorno successivo ha inviato un paio di messaggi al carabiniere Paganese e da allora ne abbiamo perso le tracce. Quello che ci allarma è che dopo la batosta del Napoli non si è fatto sentire, come sua consuetudine, per rimembrare i tempi del mirabile trio Maradona, Careca e Giordano. Il carabiniere Esposito è la forma di vita più abitudinaria che esista sul pianeta. Sicuramente è successo qualcosa e stiamo già investigando in modo informale per scoprirlo».

« Appuntato, sbaglio oppure hai detto “stiamo investigando” ?»

« Ingegnè, non vi sbagliate. Insieme a me ci sono il Maresciallo Matrecano e il carabiniere Paganese. Seduti al tavolo in fondo alla sala, sulla sinistra ».

( continua ... )

 

 

 

Modificato da ilsauro24ore

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