ma renzi non diceva di aver diminuito le tasse??

Istat: nel primo trimestre la pressione fiscale sale al 38,9%

 

L'Istituto nazionale di statistica rivela che nel primo trimestre 2017 le tasse sono cresciute di 0,3 punti percentuale. Pressione fiscale in aumento nel primo trimestre del 2017. Rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso ha segnato un aumento di 0,3 punti percentuali, attestandosi così al 38,9 per cento.

ahahahahaha per qui fe/ssi che lo esaltano!!! 

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5 minuti fa, director12 ha scritto:

Istat: nel primo trimestre la pressione fiscale sale al 38,9%

 

L'Istituto nazionale di statistica rivela che nel primo trimestre 2017 le tasse sono cresciute di 0,3 punti percentuale. Pressione fiscale in aumento nel primo trimestre del 2017. Rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso ha segnato un aumento di 0,3 punti percentuali, attestandosi così al 38,9 per cento.

ahahahahaha per qui fe/ssi che lo esaltano!!! 

Eheheheh , Direttoretto . L'articolo devi pubblicarlo tutto

Istat: miglior deficit/Pil dal 2000, ma nel primo trimestre aumenta la pressione fiscale

512

Pier Carlo Padoan, il ministro dell'Economia

Il saldo è risultato negativo del 4,3% del Pil, in miglioramento di 0,6 punti sul 2016. Il peso di imposte e contributi sul reddito nazionale è però salito di 0,3 punti. Aumenta il potere d'acquisto delle famiglie: +1,2% annuo

30 Giugno 2017

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MILANO - Migliorano i parametri della finanza pubblica italiana nel primo trimestre dell'anno, insieme ai dati relativi al reddito delle famiglie. Ma sale leggermente la pressione fiscale, che secondo i dati rilasciati dall'Istat si è portata al 38,9% del Pil, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Il primo dato positivo che emerge dalla rilevazione sul conto trimestrale delle Pubbliche amministrazioni riguarda la disciplina di bilancio. L'indebitamento netto della Pa è risultato al 4,3% del Pil, 0,6 punti meno di quanto accaduto nel 2016. Si tratta del valore più basso registrato dall'Istituto di statistica dal 2000 a questa parte. Sia il saldo primario (ovvero lo sbilanciamento tra entrate e spese, al netto di quelle per interessi) che il saldo corrente sono risultati negativi: -0,6% del Pil nel primo caso (da -1,4% nel primo trimestre 2016) e -1,7% del Pil nel secondo (da -2,2%).

PUBBLICITÀ

In giorni di dibattiti sull'efficacia della spending review, dai conti Istat emerge che gli interessi passivi sul debito sono risultati un fattore negativo nel primo scorcio di anno (+8,6%) rispetto a quanto accaduto nel 2016; sono saliti anche gli esborsi relativi a stipendi (+0,5%), prestazioni sociali (+1,4%) e consumi intermedi (+0,7%), mentre la voce delle "altre uscite correnti" si è contratta del 3,4%.

Guardando al portafoglio delle famiglie, complice la dinamica asfittica dei prezzi si registra un aumento del potere d'acquisto. Il reddito disponibile lordo è salito infatti dell'1,5% sul trimestre precedente e del 2,4% annuo. Se si tiene in considerazione il deflatore implicito dei consumi, ovvero si registra la crescita dei prezzi, il potere d'acquisto risulta in aumento di 0,8 punti in termini tendenziali e di 1,2 punti in termini congiunturali. La propensione al risparmio delle famiglie (quota del reddito destinata al risparmio) nel primo trimestre 2017 è stata pari all’8,5%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente per effetto di una dinamica dei consumi inferiore a quella del reddito (+1,3% le spese). Sia nel caso del reddito disponibile che in quello dei consumi si tratta delle dinamiche più sostenute dal dal terzo trimestre del 2011.

Passando infine dalle famiglie alle imprese,la quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 42,0%, risulta invariata rispetto al trimestre precedente, mentre il tasso di investimento è sceso al 19,9% (20,4% nel trimestre precedente).

istat

conti pubblici

Deficit/Pil

redditi

Vedi tutti...

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4 minuti fa, mark525 ha scritto:

Eheheheh , Direttoretto . L'articolo devi pubblicarlo tutto

Istat: miglior deficit/Pil dal 2000, ma nel primo trimestre aumenta la pressione fiscale

512

Pier Carlo Padoan, il ministro dell'Economia

Il saldo è risultato negativo del 4,3% del Pil, in miglioramento di 0,6 punti sul 2016. Il peso di imposte e contributi sul reddito nazionale è però salito di 0,3 punti. Aumenta il potere d'acquisto delle famiglie: +1,2% annuo

30 Giugno 2017

Sullo stesso tema

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Avvisi, ipoteche, pignoramenti e procedure esecutive: come funziona la riscossione

1' di lettura

MILANO - Migliorano i parametri della finanza pubblica italiana nel primo trimestre dell'anno, insieme ai dati relativi al reddito delle famiglie. Ma sale leggermente la pressione fiscale, che secondo i dati rilasciati dall'Istat si è portata al 38,9% del Pil, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Il primo dato positivo che emerge dalla rilevazione sul conto trimestrale delle Pubbliche amministrazioni riguarda la disciplina di bilancio. L'indebitamento netto della Pa è risultato al 4,3% del Pil, 0,6 punti meno di quanto accaduto nel 2016. Si tratta del valore più basso registrato dall'Istituto di statistica dal 2000 a questa parte. Sia il saldo primario (ovvero lo sbilanciamento tra entrate e spese, al netto di quelle per interessi) che il saldo corrente sono risultati negativi: -0,6% del Pil nel primo caso (da -1,4% nel primo trimestre 2016) e -1,7% del Pil nel secondo (da -2,2%).

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In giorni di dibattiti sull'efficacia della spending review, dai conti Istat emerge che gli interessi passivi sul debito sono risultati un fattore negativo nel primo scorcio di anno (+8,6%) rispetto a quanto accaduto nel 2016; sono saliti anche gli esborsi relativi a stipendi (+0,5%), prestazioni sociali (+1,4%) e consumi intermedi (+0,7%), mentre la voce delle "altre uscite correnti" si è contratta del 3,4%.

Guardando al portafoglio delle famiglie, complice la dinamica asfittica dei prezzi si registra un aumento del potere d'acquisto. Il reddito disponibile lordo è salito infatti dell'1,5% sul trimestre precedente e del 2,4% annuo. Se si tiene in considerazione il deflatore implicito dei consumi, ovvero si registra la crescita dei prezzi, il potere d'acquisto risulta in aumento di 0,8 punti in termini tendenziali e di 1,2 punti in termini congiunturali. La propensione al risparmio delle famiglie (quota del reddito destinata al risparmio) nel primo trimestre 2017 è stata pari all’8,5%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente per effetto di una dinamica dei consumi inferiore a quella del reddito (+1,3% le spese). Sia nel caso del reddito disponibile che in quello dei consumi si tratta delle dinamiche più sostenute dal dal terzo trimestre del 2011.

Passando infine dalle famiglie alle imprese,la quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 42,0%, risulta invariata rispetto al trimestre precedente, mentre il tasso di investimento è sceso al 19,9% (20,4% nel trimestre precedente).

istat

conti pubblici

Deficit/Pil

redditi

Vedi tutti...

e secondo te,agli italiani che frega della pappardella del padoan?? l'istat,che hai tanto decantato in altre occasioni,afferma:tasse al rialzo..questo basta e avanza.the end

 

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... renzi se lo sognò di notte e, nel delirio solito, così abituato a raccontar balle da nn distinguere + la realtà, lo ripetè di giorno... 

in quanto all'Istat, tuonavano pure ke la disoccupaz era diminuita ergo ripete tutto quello ke le scienze del PD gli ordinano di blaterare senza rendersi conto delle figuracce ke fanno...

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In questo momento, uvabianca111 ha scritto:

... renzi se lo sognò di notte e, nel delirio solito, così abituato a raccontar balle da nn distinguere + la realtà, lo ripetè di giorno... 

in quanto all'Istat, tuonavano pure ke la disoccupaz era diminuita ergo ripete tutto quello ke le scienze del PD gli ordinano di blaterare senza rendersi conto delle figuracce ke fanno...

Negli ultimi dieci anni, i contribuenti italiani hanno subìto ignari una tassa cresciuta del 59%. Mentre lo Stato tagliava i fondi trasferiti agli enti locali, comuni, province e regioni si sono rifatte sulla pelle dei loro residenti, facendo salire la famigerata addizionale Irpef ogni anno di piccoli decimali, impercettibili a occhio nudo, ma che andati ad analizzare rappresentano una stangata per le tasche delle famiglie che nel 2015 è arrivata a 404,10 euro nella media nazionale.

Lo studio di Confprofessioni, ripreso dal Corriere della sera, chiarisce che se nel 2006 ogni contribuente pagava 245 euro di addizionale, nel 2015 appunto è arrivato a oltre 400 euro. Da 7,47 miliardi, gli enti locali sono arrivati a rastrellare oltre 11 miliardi di euro. La situazione peggiore si vive nella provincia di Roma, dove la media sull'addizionale di quasi 700 euro, 200 in più della media nazionale.

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