Audrey Hepburn è stata un'eroina della resistenza in Olanda ma non ne parlò mai

Presto ci sarà una serie tv che racconta la vita di Audrey Hepburn basata su una biografia alla quale ha collaborato il figlio Luca Dotti

Audrey nacque a Bruxelles da padre inglese e madre olandese, una baronessa, e visse in Olanda tra il 1943 e il 1945 durante l'occupazione nazista. Era una ragazzina di 14 anni, studiava da ballerina, ma un giorno la resistenza olandese prese accordi con la sua famiglia per nascondere nella loro casa un paracadutista britannico, rimasto disperso dopo la battaglia di Arnhem. Da quel momento l'esistenza di Audrey cambiò, iniziò a compiere pericolose missioni come staffetta per portare messaggi alle formazioni partigiane.

E visto come era brava, i partigiani olandesi la utilizzarono anche per portare cibo e vestiario ad altri militari britannici nascosti nella regione.
"Mia madre mi raccontò che fu emozionante per lei" dice Luca Dotti. "Era rischioso e si rendeva conto che, se fosse stata scoperta, lei e tutta la sua famiglia sarebbero stati fucilati, ma lo fece lo stesso". 

Raggiunta la fama con il cinema, l'attrice non parlò mai della sua lotta al nazismo. Un suo zio era stato uno dei capi della resistenza in Olanda e, catturato dai nazisti, fu condannato a morte e ucciso. Ma sua madre, una ricca aristocratica, da giovane aveva simpatizzato per il Terzo Reich, incontrando anche Hitler in un'occasione. Forse Audrey Hepburn temeva che, se avesse parlato del suo ruolo di staffetta partigiana, sarebbe emerso anche questo particolare sulla propria madre, danneggiando la sua carriera a Hollywood. Così non se ne seppe mai niente. 

Ve lo sareste mai immaginato? Io no e sono felice che le sia andata bene, ha davvero rischiato la vita per lottare contro il nazismo e in seguito si impegnò con l'unicef per aiutare i bambini più poveri del mondo.

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