SPUNTANO DALLE FOGNE , GRAZIE A CHI ?

Anche   queste    azioni  si  compiono  perché  ormai  si  sentono  autorizzati e sappiamo tutti   da  chi  ....Come a Ferrara , che qualche politico ha incominciato la schedatura degli stranieri. Prima vennero a prendere gli zingari e nessuno disse nulla , poi arrivarono a prendere i disabili e nessuno disse nulla , poi gli Ebrei , poi i mussulmani , poi i comunisti e nessuno disse nulla poi vennero a prendere me e non c'era più nessuno che poteva dire qualcosa . Così era e se non li fermiamo così sarà...

 

Oltre 70 anni fa nessuno si pose davanti ai treni che partivano per i campi di concentramento, tutti sapevano ma nessuno si mosse!! Non ripetiamo, ribelliamoci a quest'odio imperante, riappropriamoci della nostra cultura: solidarietà, accoglienza, amore, arte, bellezza!! Quelli fortunati, i super ricchi si mettano ad aiutare i meno fortunati, i bisognosi e sappiano che tutti noi raggiungeremo lo stesso luogo!! "A vita è na livella"

 
L'immagine può contenere: spazio all'aperto

“No, non siamo nella Germania o nell'Italia di 90 anni fa, in cui marchiare le abitazioni e i negozi degli ebrei era una barbara pratica quotidiana.
E non siamo nemmeno nel film "La vita è bella": non ci sono le battute di Benigni, non ci sono "cavalli ebrei" colorati di verde, non ci sono i ragni e nemmeno i Visigoti.

Siamo nell'Italia di oggi, l'Italia del 2020.
"Juden hier", "Qui c'è un ebreo", è la scritta apparsa in data odierna a Mondovì, sulla porta di casa di Aldo Rolfi, figlio della staffetta partigiana Lidia Rolfi, deportata nei campi di sterminio. Una scritta accompagnata dalla stella di David, come quelle che i nazisti utilizzavano per identificare gli ebrei.

Eccola qui, la banalità del male.
Eccolo qui, l'odio instillato giorno dopo giorno, tra le risate di alcuni e l'indifferenza di altri.
Eccolo qui, il passo che separa il citofono dalla vernice sulla porta di casa.

Questa porta, in futuro, potrebbe essere la mia, la tua, la vostra, la nostra.
E che sia un citofono o una scritta, che sia la casa di un tunisino, di un ebreo, di un nigeriano, di un oppositore politico, di un gay, di una ***, di una *** o di una persona con disabilità, scegliendo di rimanere in silenzio, oggi, quando un giorno arriverà il momento della vostra casa, non sarà rimasto nessuno a protestare.

Solleviamoci e protestiamo.
Ora”.

Cathy La Torre

 

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4 messaggi in questa discussione

"Se non c’è un immigrato da accusare di antisemitismo, come ha fatto Salvini nel suo strombazzato convegno, o da plaudere a chi lancia razzi contro i civili a Gaza, non c’è gusto a solidarizzare con gli ebrei. Meglio, molto meglio stare zitti. Se no chi glielo spiega, ai moderati?"

di Francesco Cancellato

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diretoreto & co ( camerati )    muto   già   sono  suoi  camerati

Modificato da pm610

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