scienza - storia - cultura

Scienza , storia, cultura generale  

Sono un "ragazzo" del 1950. Quando ero giovane non esisteva il computer. La televisione era quella del bar centrale nella saletta riservata. Il telefono era quello del vicino di casa, abitando fronte strada aveva la fortuna che il "filo" passava vicino. (cellulari ... quelli della polizia con le luci blu sul tetto). Dopo cena ci si radunava attorno al caminetto e papà e mamma raccontavano di quando erano "ragazzi" loro. Di guerra, carestie e paure. A volte di bombardamenti o rastrellamenti. Letti sul libro di scuola sembrano irreali, ma raccontati dal vivo sono drammatici. - domanda - i ragazzi di oggi, una volta uomini o donne, cosa racconteranno ai propri figli ... - (la parola ora passa ai nonni, penso siano i soli ad aver vissuto le tre tappe della vita e di poter vedere nel futuro).- un ultimo ricordo ai ragazzi del novantanove, mandati a morire sui fronti della prima guerra mondiale.

Scusate la domanda triste, ma a volte passato e futuro si mescolano. Rimane la vergogna dei libri di storia che elencano come eroi delle vergogne umanoidi in divisa e stellette. Quanti più morti avevano sulle spalle e quante più stellette avevano sulla divisa. 

Modificato da dune-buggi

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Il 24/1/2020 in 08:42 , dune-buggi ha scritto:

Scienza , storia, cultura generale  

Sono un "ragazzo" del 1950. Quando ero giovane non esisteva il computer. La televisione era quella del bar centrale nella saletta riservata. Il telefono era quello del vicino di casa, abitando fronte strada aveva la fortuna che il "filo" passava vicino. (cellulari ... quelli della polizia con le luci blu sul tetto). Dopo cena ci si radunava attorno al caminetto e papà e mamma raccontavano di quando erano "ragazzi" loro. Di guerra, carestie e paure. A volte di bombardamenti o rastrellamenti. Letti sul libro di scuola sembrano irreali, ma raccontati dal vivo sono drammatici. - domanda - i ragazzi di oggi, una volta uomini o donne, cosa racconteranno ai propri figli ... - (la parola ora passa ai nonni, penso siano i soli ad aver vissuto le tre tappe della vita e di poter vedere nel futuro).- un ultimo ricordo ai ragazzi del novantanove, mandati a morire sui fronti della prima guerra mondiale.

Scusate la domanda triste, ma a volte passato e futuro si mescolano. Rimane la vergogna dei libri di storia che elencano come eroi delle vergogne umanoidi in divisa e stellette. Quanti più morti avevano sulle spalle e quante più stellette avevano sulla divisa. 

I miei, di tanto in  tanto mi parlavano del periodo fascista, aveano non più di otto e dieci anni, di come durante le lezioni interrompevano, poiché arrivavano i propagandisti che imponevano loro, dei ragazzini minorenni a fare esercitazione militare, con veri fucili anche. nel periodo dei bombardamenti, non essendoci rifugi antiaerei, tutti si recavano tra le campagne a nascondersi in grotte e in mezzo ad arbusti, dove l'aviazione militare americana e inglese nel sorvolare la zona non li potesse vedere

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