Oltre 700 euro a famiglia per salvare le banche venete: ma stiamo scherzando?

Il salvataggio di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza"costerà ad ogni singola famiglia italiana la bellezza di 708 euro". Lo afferma il Codacons, commentando il decreto "varato in tutta fretta dal Consiglio dei ministri che mobilizza risorse per complessivi 17 miliardi di euro".

Ma stiamo scherzando??? Ancora una volta a pagare siamo noi cittadini???

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12 messaggi in questa discussione

Purtroppo non è una novità. Il sistema bancario è alla base della nostra economia e volenti o nolenti dobbiamo subirne le conseguenze...

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Certo che quei soldi potrebbero essere impiegati in maniera più costruttiva e utile per il Paese

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A leggere queste notizie si finisce lolamente con il farsi il sangue amaro...

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Non vanno salvate le banche, vanno salvati i creditori che non si sono esposti a rischi abnormi, quindi in primis i correntisti sotto i 100.000 euro. Ma non vanno salvati dallo Stato, bensì dalle banche private stesse con il fondo interbancario, in base alle norme europee sul bail-in. Lo Stato in casi estremi può anche intervenire, ma non per fare la figura del fesso e dello scialacquatore. Lo Stato può nazionalizzare la banca, prendendosi i crediti deteriorati e quelli buoni, e tutti gli altri beni. E deve punire in modo esemplare, durissimo, tutti i responsabili del dissesto. Vanno raddoppiate le pene per tutti reati connessi, abolita la prescrizione, i patrimoni dei bancarottieri vanno prosciugati fino all'ultimo centesimo.

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ste banke, o meglio i loro irresponsabili responsabili han prestato soldi a palate agli amici ed amici degli amici senza garanzie quindi, visto ke le ns leggi di melma nn son in grado di farli pagare a ki li ha intascati, li debbono tirar fuoti i personaggi ke ne han avallato la distribuzione.

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Immaginiamo una scena; un qualunque anno di una qualunque legislatura; in una località Italiana c'è una fabbrica, una grossa fabbrica che rischia di chiudere, centinaia di famiglie di dipendenti rischiano il posto, si mobilitano sindaci, sindacati, istituzioni, si chiede di salvare quella realtà importante anzi importantissima per quel territorio; interviene di persona il ministro;  prende il telefono e chiama il banchiere "amico"  guarda -dice- bisognerebbe fare un fido di trecento milioni (vecchie lire) alla tale fabbrica; il banchiere amico,  altissimo dirigente di quella banca risponde: --Ok mandami tutta la documentazione ..  passa qualche giorno arriva la documentazione quel dirigente esamina la pratica, guarda e fa guardare dai suoi sottoposti quel bilancio e quella situazione economica e appare chiaro che quella azienda non merita 300 milioni, ma non ne merita, vista la situazione dei conti nemmeno 30 di milioni (forse anche meno)  domanda: come fa quel dirigente a dire NO a quel ministro se in quella posizione, in quel posto quel dirigente ce lo ha fatto andare il ministro?

Molti dei guai delle banche Italiane sono dovuti all'intreccio affari e politica, soldi dati agli amici e agli amici degli amici, magari senza garanzie e fidi magari negati a piccole aziende e piccoli imprenditori; vi siete mai domandati come si fa a fare carriera in certe banche? credete che vadano avanti gli onesti e i più bravi? la politica , i partiti, le logge, le massonerie fanno il bello e cattivo tempo e i risultati di questo modo di agire lo abbiamo tutti  oggi sotto gli occhi .

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1 ora fa, fosforo31 ha scritto:

Non vanno salvate le banche, vanno salvati i creditori che non si sono esposti a rischi abnormi, quindi in primis i correntisti sotto i 100.000 euro. Ma non vanno salvati dallo Stato, bensì dalle banche private stesse con il fondo interbancario, in base alle norme europee sul bail-in. Lo Stato in casi estremi può anche intervenire, ma non per fare la figura del fesso e dello scialacquatore. Lo Stato può nazionalizzare la banca, prendendosi i crediti deteriorati e quelli buoni, e tutti gli altri beni. E deve punire in modo esemplare, durissimo, tutti i responsabili del dissesto. Vanno raddoppiate le pene per tutti reati connessi, abolita la prescrizione, i patrimoni dei bancarottieri vanno prosciugati fino all'ultimo centesimo.

sono in accordo, parola per parola. mi pare anche che all'estero i comportamenti punitivi nei confronti dei vertici siano assolutamente da prendere a modello.

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1 ora fa, pallantani ha scritto:

Certo che quei soldi potrebbero essere impiegati in maniera più costruttiva e utile per il Paese

a far di conto a tutti i denari che potrebbero essere utilizzati utilmente per il Paese, non credo saremmo uno Stato a tal punto in difficoltà economiche. Eppure, mi pareche il trend non lo si inverta mai

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6 ore fa, crocy75 ha scritto:

Il salvataggio di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza"costerà ad ogni singola famiglia italiana la bellezza di 708 euro". Lo afferma il Codacons, commentando il decreto "varato in tutta fretta dal Consiglio dei ministri che mobilizza risorse per complessivi 17 miliardi di euro".

Ma stiamo scherzando??? Ancora una volta a pagare siamo noi cittadini???

E cosa credi che abbiamo fatto con MPS?L'hanno salvata,per il momento,con gli introiti dell'IMU....Continuate a votare Pd.De resto MPS era il suo bancomat.Da tessera svizzera n°1 a Marcegaglia.

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Per alcuni anni certi economisti hanno cercato di fare passare l'idea che le banche sono aziende come tutte le altre questo non è vero  se fallisce una qualunque azienda sono problemi  per gli azionisti, dipendenti, fornitori, ma tutto si ferma li, se fallisce una banca si trascina dietro i risparmiatori, la fiducia dei risparmiatori crolla tutto,  crolla l'economia dell'Intera nazione ;  ovviamente c'è chi non è d'accordo gli anarchici per esempio credono che possa esistere una nazione e una economia senza banche e senza denaro dove tutti lavorano senza stipendio e dove tutti vanno al supermercato a fare la spesa senza pagare  però se si guarda alla cosa da un punto di vista non ideologico è ovvio che le banche non possono e non devono fallire; in Europa, nelle altre nazioni, lo hanno capito perfettamente e sono intervenuti al salvataggio delle loro banche molto prima di noi  (salvo poi opporsi al fatto che noi, sebbene in ritardo rispetto a loro, percorressimo la stessa strada).

In Italia avevamo una legge quella del 1930 che disciplinava le banche, la concorrenza fra le banche, l'apertura di nuovi sportelli, fino a quando questa legge è stata in vigore ed è stata rispettata il sistema ha funzionato bene poi quando anche da noi si è deciso di "scimmiottare" quello che facevano all'estero, si è assistito all'arrivo di prodotti finanziari dove nemmeno chi li vendeva sapeva cosa c'era dentro, abbiamo assistito al proliferare degli sportelli , a una concorrenza esasperata fra banche, ai soldi prestati senza controllo agli amici e agli amici degli amici.

Se non si torna a una legge simile a quella del 1930 salvare le banche non serve a niente, se non si riforma  la legge bancaria  e i controlli sulle banche quello che è avvenuto   avverrà di nuovo.

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Nel  frattempo sembra andare a soluzione la  vicenda MPS

http://www.ilcittadinoonline.it/cronaca/siena-cronaca/valentini-su-mps-e-un-nuovo-inizio/

Una piccola considerazione: leggendo la stampa si ha notizia della prossima chiusura di centinaia di filiali; mi chiedo: ma chiudendo le filiali non è che perdono anche i ***?.. è vero che esiste la possibilità di andare in banca in modo virtuale via internet, però se si  va nelle filiali ci sono code agli sportelli....... evidentemente una parte della clientela sente ancora il bisogno della filiale "fisica" e del contatto diretto con i titolari di filiale  con i cassieri e  con gli impiegati... La banca alla quale prestano i propri risparmi  la vogliono fisicamente vedere,.. toccare...

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