... IL CARRETTO TRAINATO DAL SOMARO AVANZAVA E IL BIMBOSCEMO GRIDAVA...PANINI!

Elezioni amministrative 2017, i risultati dei ballottaggi – Renzi resuscita Berlusconi: la destra trionfa da Genova a Pistoia

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Oramai la parabola renziana ha raggiunto la sua naturale e prevedibile conclusione: spaccare il partito (dopo avergli cambiato i connotati) e preparare il ritorno del Delinquente e della destra xenofoba. E' opportuno ricordare come era iniziata la parabola: con un patto segreto con lo stesso Delinquente (fresco di condanna definitiva) per dare una "svolta autoritaria" al paese con il "combinato disposto" di Italicum e riforma della Costituzione, che avrebbe dovuto portare, nei piani del Piduista e del suo allievo, a un "enorme accentramento di potere nelle mani dell'esecutivo e del premier" e "alla diminuzione e in qualche caso alla scomparsa di controlli e contrappesi" (i virgolettati sono del grande e indimenticabile Stefano Rodotà). Alle Europee del 2014 l'allievo aveva portato via un po' di voti al maestro, che peraltro lo sosteneva con i suoi giornali vedendo in lui il "royal baby" e un'assicurazione a vita per le sue aziende e per i suoi privilegi; ma, dopo qualche ingenua e iniziale illusione, gli italiani di centrodestra hanno capito che l'originale è sempre meglio della copia e che il Matteo con le felpe ha quanto meno le idee più chiare e infinitamente più coerenza del Matteo con i tappeti (che non riesce più a vendere). Sull'altra sponda gli italiani di centrosinistra, come attestano il crollo e la distribuzione geografica delle percentuali di affluenza nelle ultime tornate elettorali, sono in fuga verso il mare o verso Grillo, avendo ormai capito che il tappetaro di Rignano sta alla sinistra come il diavolo all'acqua santa. Dal 1993, cioè da quando c'è l'elezione diretta dei sindaci, Torino e Genova avevano sempre avuto un sindaco del Pd o sostenuto dal Pd: grazie all'incapace hanno perso ambedue le città. Oramai, e almeno fino a quando la sinistra non si riorganizzerà senza il tappetaro, non ci resta che sperare nei 5Stelle, dato che non è solo nei risultati elettorali e nei sondaggi ma nella logica delle cose il fatto che questo Pd salvatore dei ladri alla Minzolini, amico degli industriali, dei petrolieri e dei banchieri (ennesimo, colossale, scandaloso regalo a spese dei contribuenti sulle banche venete), e nemico dei sindacati e dei magistrati, non è minimamente competitivo con la destra. 

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Il somaro pisano, rimane accovacciato e defilato tra l'erba alta.

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20 ore fa, fosforo31 ha scritto:

Oramai la parabola renziana ha raggiunto la sua naturale e prevedibile conclusione: spaccare il partito (dopo avergli cambiato i connotati) e preparare il ritorno del Delinquente e della destra xenofoba. E' opportuno ricordare come era iniziata la parabola: con un patto segreto con lo stesso Delinquente (fresco di condanna definitiva) per dare una "svolta autoritaria" al paese con il "combinato disposto" di Italicum e riforma della Costituzione, che avrebbe dovuto portare, nei piani del Piduista e del suo allievo, a un "enorme accentramento di potere nelle mani dell'esecutivo e del premier" e "alla diminuzione e in qualche caso alla scomparsa di controlli e contrappesi" (i virgolettati sono del grande e indimenticabile Stefano Rodotà). Alle Europee del 2014 l'allievo aveva portato via un po' di voti al maestro, che peraltro lo sosteneva con i suoi giornali vedendo in lui il "royal baby" e un'assicurazione a vita per le sue aziende e per i suoi privilegi; ma, dopo qualche ingenua e iniziale illusione, gli italiani di centrodestra hanno capito che l'originale è sempre meglio della copia e che il Matteo con le felpe ha quanto meno le idee più chiare e infinitamente più coerenza del Matteo con i tappeti (che non riesce più a vendere). Sull'altra sponda gli italiani di centrosinistra, come attestano il crollo e la distribuzione geografica delle percentuali di affluenza nelle ultime tornate elettorali, sono in fuga verso il mare o verso Grillo, avendo ormai capito che il tappetaro di Rignano sta alla sinistra come il diavolo all'acqua santa. Dal 1993, cioè da quando c'è l'elezione diretta dei sindaci, Torino e Genova avevano sempre avuto un sindaco del Pd o sostenuto dal Pd: grazie all'incapace hanno perso ambedue le città. Oramai, e almeno fino a quando la sinistra non si riorganizzerà senza il tappetaro, non ci resta che sperare nei 5Stelle, dato che non è solo nei risultati elettorali e nei sondaggi ma nella logica delle cose il fatto che questo Pd salvatore dei ladri alla Minzolini, amico degli industriali, dei petrolieri e dei banchieri (ennesimo, colossale, scandaloso regalo a spese dei contribuenti sulle banche venete), e nemico dei sindacati e dei magistrati, non è minimamente competitivo con la destra. 

Poveraccio .....!! 

67 sindaci centrosinistra, 59 centrodestra

Nei Comuni sopra i 15mila abitanti

Redazione ANSA  26 giugno 201714:45
Il grafico di YouTrend postato da Renzi © ANSA

"Un giudizio sulle elezioni amministrative 2017". Lo scrive su twitter Matteo Renzi, segretario Pd che rilancia il commento ai ballottaggi pubblicato questa notte su Facebook e posta un grafico realizzato con dati di Youtrend, sui sindaci eletti nei Comuni sopra i 15mila abitanti. Il centrosinistra ha la fetta più grande della torta, a quota 67, il centrodestra è a 59, seguono le liste civiche a 20, il M5s a 8, il centro a 2 e la sinistra a 2.

 

 

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