Radiografie, TAC e risonanze magnetiche sulla ministra Azzolina

Le radiografie e le scansioni al microscopio elettronico sulla ministra dell'Istruzione, da parte di un esercito di traviati in cerca di pagliuzze, sono iniziate prima ancora che si insediasse. Ovvio: essendo grillina ed avendo ottenuto quello che ha ottenuto con le sue  forze, Lucia Azzolina merita un trattamento speciale da parte di quei poteri forti e dei loro servi che vedono nel Movimento 5 Stelle e nella meritocrazia la più seria minaccia alla loro schifosa e parassitaria esistenza di privilegiati e di raccomandati. Guardate per es. questa risonanza magnetica nucleare, una delle tante approdate a NULLA. Potete anche scaricare il file con la graduatoria completa del concorso a preside superato IN MODO REGOLARE E INECCEPIBILE da questa ammirevole e studiosa ragazza siracusana sulla quale i parassiti versano fiumi di inchiostro mescolato a fango:

https://infosannio.wordpress.com/2020/01/01/tutta-la-verita-sul-concorso-per-preside-della-ministra-azzolina/

REPUBBLICA, giornaletto come è noto morbosamente antigrillino, e molto usato a Napoli per incartare il pesce, ha incaricato un professorone di fare la TAC alle due tesi di laurea della ministra. Il professorone non ha trovato NULLA da eccepire e allora ha infilato nello strumento la RELAZIONE CONCLUSIVA presentata all'esame finale della Scuola di Specializzazione all'Insegnamento Secondario (SSIS).

https://infosannio.wordpress.com/2020/01/12/secondo-repubblica-anche-la-ministra-dellistruzione-lucia-azzolina-ha-copiato-la-tesi-dai-manuali/

Il professorone la chiama "TESI", dunque meriterebbe LUI di essere radiografato nelle sue tesi e nei suoi concorsi per capire come è diventato professore universitario di "linguistica". Perché un linguista che ignora la differenza tra una relazione conclusiva e una tesi, a mio modesto avviso deve darsi all'IPPICA. La prima è per l'appunto una semplice relazione sulle attività svolte nel percorso di formazione o di tirocinio (nella fattispecie la relazione discussa come parte della prova orale all'esame finale della SSIS), la seconda è una dissertazione scritta contenente (o che dovrebbe contenere) CONTRIBUTI ORIGINALI E INEDITI alla disciplina in cui ci si laurea o ci si specializza con un dottorato. La TAC del professorone mette in evidenza tre BREVI passaggi non originali, e con ciò? Sarebbe stato meglio e più corretto se fossero stati virgolettati e indicate le fonti, ma in una relazione non esiste il vincolo dell'originalità. Violati i diritti d'autore? Non credo proprio. Come scrive lo stesso professorone, i brani sono filtrati da fonti intermedie facilmente reperibili in Rete. E se un tizio in Rete, anonimo o meno, non virgoletta e non cita le fonti, è lui a violare eventualmente i diritti d'autore, non chi lo copia senza fini di diffusione e di lucro. Mi spiego meglio. Come tutti possono verificare, ci sono diversi siti web da cui si possono scaricare, belle e pronte o in parti da ricomporre, queste relazioni chiamate (impropriamente) tesi o "tesine" per i vari corsi di abilitazione all'insegnamento. E sono per lo più tesine scopiazzate qua e là, frutti di ripetuti filtraggi, di più o meno lievi rielaborazioni e di copiaincollature  successive. C'è un MERCATO LIBERO e anonimo delle tesine per l'abilitazione. Talché è un gioco da ragazzi presentarsi davanti alla commissione con una tesina "frankestein" (in tutto o in parte) in cui il candidato stesso, anche volendo, non è più in grado di indicare le fonti originali di gran parte dell'elaborato. Nessuno può dire quanti attingano a questo mercato. Potrebbe dirlo il professorone se Repubblica gli avesse affidato, più seriamente, anche uno studio statistico su un campione di almeno alcune decine di questi elaborati. Scommetterei qualsiasi cifra che almeno nell'80% dei casi avrebbe scoperto di peggio che in quello della ministra. Non li giustifico, ma teniamo conto che parliamo di ragazzi che, dopo essersi fatto il mazzo per (almeno) 5 anni per prendersi una laurea specialistica, si vedono costretti, tra un concorso e l'altro, tra un colloquio e l'altro, tra un lavoro a tempo e l'altro, a dover seguire ANNI di ulteriori corsi di formazione e di tirocinio e a superare un esame finale per essere abilitati a insegnare nella scuola secondaria materie che all'università hanno studiato A UN LIVELLO MOLTO PIÙ ALTO. Un enorme spreco di tempo e di risorse, umane e materiali. Un'assurdità! Tutti questi corsi abilitanti post laurea (SSIS, TFA, PFA, FIT e chi più ne ha più ne metta) andrebbero ABOLITI una volta per sempre, ripristinando il CONCORSO SECCO in due giorni: prova scritta e prova orale (con una parte sulle nozioni fondamentali di pedagogia e didattica). La Rete è un mare magnum di in.formazioni spesso non controllate, in cui si diluiscono molte cose, incluso il diritto d'autore. Ma è ben diverso il caso di una TESI SPERIMENTALE DI DOTTORATO. Vi si trattano argomenti estremamente specialistici, non certo roba da manuali acquistabili in libreria o su Amazon, o facilmente reperibile in Rete come nel caso in oggetto. E c'è l'obbligo assoluto dell'originalità. Quindi la ministra Madia a suo tempo DOVEVA DIMETTERSI. Ritornando alla Azzolina, stamane LA VERITÀ (mai nome di quotidiano fu meno azzeccato) usciva con questo titolone in prima pagina:

A CAPO DELL'ISTRUZIONE UNA COPIONA...GRILLINA SBUGIARDATA: METÀ DELLA TESI PER  ABILITARSI ALL'INSEGNAMENTO SACCHEGGIA ALTRE OPERE. 

Bene, ora ANDIAMO A SBUGIARDARE HOMO RIDENS BELPIETRO.  Non era una tesi ma una relazione, e non saccheggia nulla, estrae solo brevi passaggi. Ma soprattutto homo ridens, che fa riferimento all'articolo di Repubblica, non può parlare di METÀ della (cosiddetta) tesi, perché il professorone di linguistica specifica di avere analizzato SOLO LE PRIME TRE PAGINE (quelle disponibili in Rete) DI UN LAVORO DI 41 PAGINE. Si conferma che in Italia  la mamma dei bugiardi, dei faziosi e dei lanciatori di fango è sempre incinta.

 

Modificato da fosforo311

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20 messaggi in questa discussione

Uniparthenope chiarisce la questione

http://economia.uniparthenope.it/isa/coronella/Il reato di plagio.pdf

Oggi in Italia il ministro della pubblica istruzione legittima il reato di plagio, manda in discarica la meritocrazia e istituzionalizza la kakistocrazia.

Nei Paesi seri, che tanto piacciono al cazzaro seriale fosforo31, succede questo

https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/09/tesi-copiata-si-dimette-ministro-dellistruzione-tedesca/494221/

Sono certo che il cazzaro seriale fosforo31 arriverebbe perfino a giustificare gli evasori fiscali se un amico o un conoscente fosse indagato per evasione fiscale.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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👍👏👏 un po' meno prolisso nooo, sig fosforo?

Modificato da ahaha.ha

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1 ora fa, fosforo311 ha scritto:

Le radiografie e le scansioni al microscopio elettronico sulla ministra dell'Istruzione, da parte di un esercito di traviati in cerca di pagliuzze, sono iniziate prima ancora che si insediasse. Ovvio: essendo grillina ed avendo ottenuto quello che ha ottenuto con le sue  forze, Lucia Azzolina merita un trattamento speciale da parte di quei poteri forti e dei loro servi che vedono nel Movimento 5 Stelle e nella meritocrazia la più seria minaccia alla loro schifosa e parassitaria esistenza di privilegiati e di raccomandati. Guardate per es. questa risonanza magnetica nucleare, una delle tante approdate a NULLA. Potete anche scaricare il file con la graduatoria completa del concorso a preside superato IN MODO REGOLARE E INECCEPIBILE da questa ammirevole e studiosa ragazza siracusana sulla quale i parassiti versano fiumi di inchiostro mescolato a fango:

https://infosannio.wordpress.com/2020/01/01/tutta-la-verita-sul-concorso-per-preside-della-ministra-azzolina/

REPUBBLICA, giornaletto come è noto morbosamente antigrillino, e molto usato a Napoli per incartare il pesce, ha incaricato un professorone di fare la TAC alle due tesi di laurea della ministra. Il professorone non ha trovato NULLA da eccepire e allora ha infilato nello strumento la RELAZIONE CONCLUSIVA presentata all'esame finale della Scuola di Specializzazione all'Insegnamento Secondario (SSIS).

https://infosannio.wordpress.com/2020/01/12/secondo-repubblica-anche-la-ministra-dellistruzione-lucia-azzolina-ha-copiato-la-tesi-dai-manuali/

Il professorone la chiama "TESI", dunque meriterebbe LUI di essere radiografato nelle sue tesi e nei suoi concorsi per capire come è diventato professore universitario di "linguistica". Perché un linguista che ignora la differenza tra una relazione conclusiva e una tesi, a mio modesto avviso deve darsi all'IPPICA. La prima è per l'appunto una semplice relazione sulle attività svolte nel percorso di formazione o di tirocinio (nella fattispecie la relazione discussa come parte della prova orale all'esame finale della SSIS), la seconda è una dissertazione scritta contenente (o che dovrebbe contenere) CONTRIBUTI ORIGINALI E INEDITI alla disciplina in cui ci si laurea o ci si specializza con un dottorato. La TAC del professorone mette in evidenza tre BREVI passaggi non originali, e con ciò? Sarebbe stato meglio e più corretto se fossero stati virgolettati e indicate le fonti, ma in una relazione non esiste il vincolo dell'originalità. Violati i diritti d'autore? Non credo proprio. Come scrive lo stesso professorone, i brani sono filtrati da fonti intermedie facilmente reperibili in Rete. E se un tizio in Rete, anonimo o meno, non virgoletta e non cita le fonti, è lui a violare eventualmente i diritti d'autore, non chi lo copia senza fini di diffusione e di lucro. Mi spiego meglio. Come tutti possono verificare, ci sono diversi siti web da cui si possono scaricare, belle e pronte o in parti da ricomporre, queste relazioni chiamate (impropriamente) tesi o "tesine" per i vari corsi di abilitazione all'insegnamento. E sono per lo più tesine scopiazzate qua e là, frutti di ripetuti filtraggi, di più o meno lievi rielaborazioni e di copiaincollature  successive. C'è un MERCATO LIBERO e anonimo delle tesine per l'abilitazione. Talché è un gioco da ragazzi presentarsi davanti alla commissione con una tesina "frankestein" (in tutto o in parte) in cui il candidato stesso, anche volendo, non è più in grado di indicare le fonti originali di gran parte dell'elaborato. Nessuno può dire quanti attingano a questo mercato. Potrebbe dirlo il professorone se Repubblica gli avesse affidato, più seriamente, anche uno studio statistico su un campione di almeno alcune decine di questi elaborati. Scommetterei qualsiasi cifra che almeno nell'80% dei casi avrebbe scoperto di peggio che in quello della ministra. Non li giustifico, ma teniamo conto che parliamo di ragazzi che, dopo essersi fatto il mazzo per (almeno) 5 anni per prendersi una laurea specialistica, si vedono costretti, tra un concorso e l'altro, tra un colloquio e l'altro, tra un lavoro a tempo e l'altro, a dover seguire ANNI di ulteriori corsi di formazione e di tirocinio e a superare un esame finale per essere abilitati a insegnare nella scuola secondaria materie che all'università hanno studiato A UN LIVELLO MOLTO PIÙ ALTO. Un enorme spreco di tempo e di risorse, umane e materiali. Un'assurdità! Tutti questi corsi abilitanti post laurea (SSIS, TFA, PFA, FIT e chi più ne ha più ne metta) andrebbero ABOLITI una volta per sempre, ripristinando il CONCORSO SECCO in due giorni: prova scritta e prova orale (con una parte sulle nozioni fondamentali di pedagogia e didattica). La Rete è un mare magnum di in.formazioni spesso non controllate, in cui si diluiscono molte cose, incluso il diritto d'autore. Ma è ben diverso il caso di una TESI SPERIMENTALE DI DOTTORATO. Vi si trattano argomenti estremamente specialistici, non certo roba da manuali acquistabili in libreria o su Amazon, o facilmente reperibile in Rete come nel caso in oggetto. E c'è l'obbligo assoluto dell'originalità. Quindi la ministra Madia a suo tempo DOVEVA DIMETTERSI. Ritornando alla Azzolina, stamane LA VERITÀ (mai nome di quotidiano fu meno azzeccato) usciva con questo titolone in prima pagina:

A CAPO DELL'ISTRUZIONE UNA COPIONA...GRILLINA SBUGIARDATA: METÀ DELLA TESI PER  ABILITARSI ALL'INSEGNAMENTO SACCHEGGIA ALTRE OPERE. 

Bene, ora ANDIAMO A SBUGIARDARE HOMO RIDENS BELPIETRO.  Non era una tesi ma una relazione, e non saccheggia nulla, estrae solo brevi passaggi. Ma soprattutto homo ridens, che fa riferimento all'articolo di Repubblica, non può parlare di METÀ della (cosiddetta) tesi, perché il professorone di linguistica specifica di avere analizzato SOLO LE PRIME TRE PAGINE (quelle disponibili in Rete) DI UN LAVORO DI 41 PAGINE. Si conferma che in Italia  la mamma dei bugiardi, dei faziosi e dei lanciatori di fango è sempre incinta.

 

Questa volta sono d’accordo con il Cazzaro di Napoli . E’ stato giusto , che in relazione ai fatti inerenti alla Azzolina , quel ministro in cui lo stesso Cazzaro si lanciava in Lodi sperticate e di cui si augurava che la stesse avesse l’ambizione di diventare prima donna premier , fosse sottoposta a Radiografie , Tac e Risonanze magnetiche . Le stesse che il Cazzaro di Napoli bramava fossero fatte , all’epoca, al ministro Madia , colpevole di aver copiato una piccolissima parte di una tesina per potersi insignire d titolo di Professore ordinario . Giusto Cazzaro , giusto !! Solo che,  però , detti esami danno pure delle risposte . La cosa e’ lampante . Se così non fosse non si spiegherebbe il perché ,un essere umano , dovesse sottoporvici . Ed il risultati sono questi : la Madia era sana come un pesce . Il responso fu affidato a ben 2 commissioni indipendenti che accertarono la buonissima salute della Madia decretando che affermare che la Madia avesse copiato anche una piccolissima parte del proprio elaborato era una balla gigantesca . Questo non impedi’ al Cazzaro di continuare a spargere sul forum la bufala della colpevolezza della Madia ( in un paese serio , il Cazzaro sarebbe stato querelato e condannato a fare a meno per anni 2 e mesi 8 di pasta al forno , ricottine di Agerola , babà , pastiera e vino di Gragnano .  Invece , dai primi dati in possesso ai medici , sembra che la salute della Azzolina non sia delle migliori ed appaiono del tutto demenziali i tentativi del Cazzaro di Napoli di arrampicarsi sugli specchi per decretare il contrario . Ora saranno fatti ulteriori accertamenti e vedremo i risultati . Al momento , dopo il primo bollettino medico , la Direzione Sanitaria afferma che : 

 

Bufera sulla ministra dell'Istruzione Azzolina, l'accusa: "Ha copiato la sua tesi di laurea dai manuali"

Su Repubblica il linguista Massimo Arcangeli accusa la ministra e partono dalla Lega le critiche: "La ministra si dimetta e si vergogni"

Lucia Azzolina

Lucia Azzolina

globalist12 gennaio 2020
  

Lucia Azzolina è ministra dell'istruzione da poche settimane e già fioccano le accuse. E, a sorpresa, non arrivano dalla Lega o dalle destre, ma da Repubblica, dove oggi Massimo Arcangeli, linguista e critico letterario, ha accusato la ministra di aver copiato la sua tesi di laurea dai manuali. 
Lucia Azzolina si è laureata nel 2009 presso la Scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario della Toscana con una tesi dal titolo "Un caso di ritardo mentale lieve associato a disturbi depressivi", di 41 pagine, con relatore Gianluca D'Arcangelo.
Arcangeli su Repubblica fa notare che confrontando diversi passi dell’estratto del lavoro disponibile online, corrispondente alle prime tre pagine, con i rispettivi originali, si scopre che più o meno la metà di quel che c’è scritto in quell’estratto è il risultato di un plagio. E la ministra dell’Istruzione non solo non virgoletta quel che non è farina del suo sacco, e già il fatto sarebbe di per sé molto grave, ma nei luoghi corrispondenti ai passi interessati, per giunta, non cita nessuna delle fonti cui ha attinto a man bassa.
Quando, tre anni fa, emerse una vicenda simile che coinvolse l’allora ministra della Pubblica amministrazione Marianna Madia, le polemiche furono molto violente, soprattutto sul fronte grillino, e Danilo Toninelli arrivò a chiederne le dimissioni. E adesso?
 

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Accidenti, mi sono dimenticato di pubblicare gli esiti degli esami medici della Madia che ne affermano la nuova salute . 

Accuse di plagio nella tesi di dottorato e richiesta di risarcimento danni contro il Fatto quotidiano

Nel 2017 in una serie di articoli apparsi su Il Fatto Quotidiano si sostiene che Madia avesse effettuato una serie di plagi nella sua tesi di dottorato[19] e nelle sue pubblicazioni.[20] Madia risponde a queste accuse di aver "omesso di aprire le virgolette su qualche frase, dopo aver citato l’autore poche righe sopra o poche righe sotto" e che "gli autori e le fonti utilizzati sono citati in bibliografia; tra l’altro, queste presunte imprecisioni sarebbero rinvenute in una minima parte del testo, in particolare in quella più propriamente ricognitiva della letteratura scientifica, altro che “interi blocchi".[21]

A seguito di queste rivelazioni il Cambridge Journal of Economics, in cui appare una delle sue pubblicazioni, apre un'indagine interna sull'accaduto.[22] Sebbene inizialmente Pietro Pietrini, direttore della Scuola IMT Alti Studi Lucca, avesse affermato che non ci sarebbe stata nessuna indagine interna,[23] successivamente il 18 aprile 2017 La Gazzetta di Lucca annuncia che il consiglio direttivo della scuola ha nominato una commissione interna che dovrà esaminare il caso del presunto plagio.[24]

Il Fatto Quotidiano sostiene anche che l'esperimento di economia comportamentale di cui Madia parla nel capitolo 3 della tesi svoltosi presso l'università di Tilburg (nei Paesi Bassi) in realtà non è mai stato effettuato. Tineke Bennema, portavoce dell’Università di Tilburg ha dichiarato: “Marianna Madia non è mai stata studente in visita a Tilburg e "non troviamo nessuna presentazione o seminario dal titolo: Flexicurity pathways for Italy: Learning from Denmark” (seminario inserito nella tesi).[25][26]

Secondo una ricostruzione di Roberto Perotti,[27] in base ad *** raccolte privatamente e non documentate, l'esperimento si sarebbe svolto in tre sessioni, in cui in una sessione Madia è stata presente fra settembre e novembre 2008, per un periodo di una settimana circa.

Successivamente la commissione interna della Scuola IMT Alti Studi Lucca, con il supporto di una perizia tecnica compiuta da una società specializzata, conferma la piena regolarità del lavoro di Madia, escludendo qualsiasi forma di plagio.[28]

Anche il Cambridge Journal of Economics non rileva alcuna irregolarità nell’articolo pubblicato da Madia e dalla ricercatrice Caterina Giannetti nel marzo 2013.[29]

Madia annuncia un’azione legale per risarcimento danni nei confronti de Il Fatto Quotidiano.

Modificato da mark222220

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Il giorno 08 ottobre 2017 il cazzaro seriale fosforo31 faceva TAC, analisi, radiografie ed emetteva sentenza.

Buona lettura e buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

 

 

Il caso Marianna Madia.jpg

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3 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

👍👏👏 un po' meno prolisso nooo, sig fosforo?

Grazie per gli applausi. Se tutti i forumisti fossero svegli come te sarei meno prolisso. Ma ci sono  faziosi con la testa dura che bisogna imboccare con il cucchiaino e con santa pazienza. E alla fine ugualmente non capiscono niente, o fanno finta di non capire. Ho specificato a puntino la questione e le enormi differenze con il caso Madia.  Ma il Sauro24 tira in ballo le norme sul reato di plagio: vorrebbe la ministra dell'Istruzione in galera. Sarebbe meno demenziale denunciare per violenza aggravata un calciatore che ha dato una leggera gomitata a un avversario senza essere visto dall'arbitro. Stendiamo un velo pietoso sul suo collega falsario pisano che copia da un sito che copia Salvini che parla di "tesi di laurea" copiata. Non era una tesi di laurea, anzi non era proprio una tesi, era solo una relazione senza nessunissima pretesa né vincolo di originalità, senza nessunissimo valore scientifico né interesse per la comunità scientifica, ma inerente solo alle attività di formazione e tirocinio svolte durante un corso di abilitazione. Come spesso comicamente gli accade, Sauro24 viene smentito dai suoi stessi allegati. Nell'articolo del Fatto si parla di una ministra tedesca che aveva copiato parti "di un'ampiezza considerevole" della sua tesi di dottorato. Cosa che sta alla suddetta relazione come il progetto originale dei lavori in un edificio, firmato da un ingegnere o da un architetto, sta alla relazione conclusiva di fine lavori firmata dal direttore dei lavori, che potrebbe anche essere un semplice geometra. Per inciso, è nella prassi dei direttori dei lavori stilare queste relazioni attingendo abbondantemente a quelle stilate dai colleghi. Basta esaminarne un certo numero, per una data tipologia di lavori (es. ristrutturazione di facciate, oppure di interni) per riscontrare somiglianze e coincidenze impressionanti, a parte ovviamente gli specifici dati numerici. La Azzolina ha riportato senza virgolette tre brevi passaggi da altre opere. Ma questo, per quanto ne sappiamo, riguarda solo le prime 3 delle 41 pagine del testo. Sul Fatto leggiamo che la ministra tedesca aveva "simulato in maniera sistematica e intenzionale prestazioni intellettuali che lei stessa non ha prodotto". Qualcosa del genere, sempre secondo il FQ, si riscontrava nella tesi di dottorato della ex ministra Madia. La quale, come riporta il FQ, copiò frasi per oltre 4000 parole (dunque non proprio la "piccolissima parte" di cui parla il falsario pisano), ma soprattutto presentò come contributo originale un modello e un esperimento di simulazione econometrica che, a  parte dettagli marginali, ricalcavano un modello e un esperimento di altri autori. Vedasi in particolare la fine di questo articolo:

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2017/04/02/caso-madia-la-difesa-non-regge-copiato-anche-lesperimento/3492321/

Inoltre, nella tesi la Madia precisava di avere eseguito l'esperimento presso l'università di Tilburg, ma questa, interpellata ben 4 volte dal FQ, dichiarava sempre di non saperne nulla. Per uscire dallo scandalo, l'Istituto IMT di Lucca, presso il quale la Madia si era dottorata, commissionò una perizia esterna. La conclusione fu sconcertante: analizzando la tesi si evidenziavano comportamenti, da parte dell'autrice, che in  altri settori scientifici sono considerati "inaccettabili" ma che vengono "tollerati" nel settore in cui essa si situa (le scienze economiche). Insomma, secondo i periti, gli studenti e gli studiosi di Economia scopiazzerebbero un po' tutti, anche per le tesi di dottorato, un po' come avviene, in modo assai più comprensibile e veniale, per le "tesine" dei corsi di abilitazione. Ma il Fatto scoprì la non terzietà della società incaricata della perizia, che aveva già un appalto dall'IMT. 

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2018/02/04/tesi-la-madia-ha-copiato-lo-dice-la-perizia-***/4135645/

PS. CHE FINE HANNO FATTO LE ANNUNCIATE QUERELE DELLA MADIA AL FQ?

 

 

 

 

 

 

Modificato da fosforo311

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25 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Grazie per gli applausi. Se tutti i forumisti fossero svegli come te sarei meno prolisso. Ma ci sono  faziosi con la testa dura che bisogna imboccare con il cucchiaino e con santa pazienza. E alla fine ugualmente non capiscono niente, o fanno finta di non capire. Ho specificato a puntino la questione e le enormi differenze con il caso Madia.  Ma il Sauro24 tira in ballo le norme sul reato di plagio: vorrebbe la ministra dell'Istruzione in galera. Sarebbe meno demenziale denunciare per violenza aggravata un calciatore che ha dato una leggera gomitata a un avversario senza essere visto dall'arbitro. Stendiamo un velo pietoso sul suo collega falsario pisano che copia da un sito che copia Salvini che parla di "tesi di laurea" copiata. Non era una tesi di laurea, anzi non era proprio una tesi, era solo una relazione senza nessunissima pretesa né vincolo di originalità, senza nessunissimo valore scientifico né interesse per la comunità scientifica, ma inerente solo alle attività di formazione e tirocinio svolte durante un corso di abilitazione. Come spesso comicamente gli accade, Sauro24 viene smentito dai suoi stessi allegati. Nell'articolo del Fatto si parla di una ministra tedesca che aveva copiato parti "di un'ampiezza considerevole" della sua tesi di dottorato. Cosa che sta alla suddetta relazione come il progetto originale dei lavori in un edificio, firmato da un ingegnere o da un architetto, sta alla relazione conclusiva di fine lavori firmata dal direttore dei lavori, che potrebbe anche essere un semplice geometra. Per inciso, è nella prassi dei direttori dei lavori stilare queste relazioni attingendo abbondantemente a quelle stilate dai colleghi. Basta esaminarne un certo numero, per una data tipologia di lavori (es. ristrutturazione di facciate, oppure di interni) per riscontrare somiglianze e coincidenze impressionanti, a parte ovviamente gli specifici dati numerici. La Azzolina ha riportato senza virgolette tre brevi passaggi da altre opere. Ma questo, per quanto ne sappiamo, riguarda solo le prime 3 delle 41 pagine del testo. Sul Fatto leggiamo che la ministra tedesca aveva "simulato in maniera sistematica e intenzionale prestazioni intellettuali che lei stessa non ha prodotto". Qualcosa del genere, sempre secondo il FQ, si riscontrava nella tesi di dottorato della ex ministra Madia. La quale, come riporta il FQ, copiò frasi per oltre 4000 parole (dunque non proprio la "piccolissima parte" di cui parla il falsario pisano), ma soprattutto presentò come contributo originale un modello e un esperimento di simulazione econometrica che, a  parte dettagli marginali, ricalcavano un modello e un esperimento di altri autori. Vedasi in particolare la fine di questo articolo:

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2017/04/02/caso-madia-la-difesa-non-regge-copiato-anche-lesperimento/3492321/

Inoltre, nella tesi la Madia precisava di avere eseguito l'esperimento presso l'università di Tilburg, ma questa, interpellata ben 4 volte dal FQ, dichiarava sempre di non saperne nulla. Per uscire dallo scandalo, l'Istituto IMT di Lucca, presso il quale la Madia si era dottorata, commissionò una perizia esterna. La conclusione fu sconcertante: analizzando la tesi si evidenziavano comportamenti, da parte dell'autrice, che in  altri settori scientifici sono considerati "inaccettabili" ma che vengono "tollerati" nel settore in cui essa si situa (le scienze economiche). Insomma, secondo i periti, gli studenti e gli studiosi di Economia scopiazzerebbero un po' tutti, anche per le tesi di dottorato, un po' come avviene, in modo assai più comprensibile e veniale, per le "tesine" dei corsi di abilitazione. Ma il Fatto scoprì la non terzietà della società incaricata della perizia, che aveva già un appalto dall'IMT. 

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2018/02/04/tesi-la-madia-ha-copiato-lo-dice-la-perizia-***/4135645/

PS. CHE FINE HANNO FATTO LE ANNUNCIATE QUERELE DELLA MADIA AL FQ?

 

 

 

 

 

 

In attesa che il forumista ahaha.ha risponda “prego” ai ringraziamenti del Cazzaro di Napoli , reitero facendo notare che tutte le caz.z.ate del Cazzaro sono state esaustativamente disperse e massacrate ...!! 

Accuse di plagio nella tesi di dottorato e richiesta di risarcimento danni contro il Fatto quotidiano

Nel 2017 in una serie di articoli apparsi su Il Fatto Quotidiano si sostiene che Madia avesse effettuato una serie di plagi nella sua tesi di dottorato[19] e nelle sue pubblicazioni.[20] Madia risponde a queste accuse di aver "omesso di aprire le virgolette su qualche frase, dopo aver citato l’autore poche righe sopra o poche righe sotto" e che "gli autori e le fonti utilizzati sono citati in bibliografia; tra l’altro, queste presunte imprecisioni sarebbero rinvenute in una minima parte del testo, in particolare in quella più propriamente ricognitiva della letteratura scientifica, altro che “interi blocchi".[21]

A seguito di queste rivelazioni il Cambridge Journal of Economics, in cui appare una delle sue pubblicazioni, apre un'indagine interna sull'accaduto.[22] Sebbene inizialmente Pietro Pietrini, direttore della Scuola IMT Alti Studi Lucca, avesse affermato che non ci sarebbe stata nessuna indagine interna,[23] successivamente il 18 aprile 2017 La Gazzetta di Lucca annuncia che il consiglio direttivo della scuola ha nominato una commissione interna che dovrà esaminare il caso del presunto plagio.[24]

Il Fatto Quotidiano sostiene anche che l'esperimento di economia comportamentale di cui Madia parla nel capitolo 3 della tesi svoltosi presso l'università di Tilburg (nei Paesi Bassi) in realtà non è mai stato effettuato. Tineke Bennema, portavoce dell’Università di Tilburg ha dichiarato: “Marianna Madia non è mai stata studente in visita a Tilburg e "non troviamo nessuna presentazione o seminario dal titolo: Flexicurity pathways for Italy: Learning from Denmark” (seminario inserito nella tesi).[25][26]

Secondo una ricostruzione di Roberto Perotti,[27] in base ad *** raccolte privatamente e non documentate, l'esperimento si sarebbe svolto in tre sessioni, in cui in una sessione Madia è stata presente fra settembre e novembre 2008, per un periodo di una settimana circa.

Successivamente la commissione interna della Scuola IMT Alti Studi Lucca, con il supporto di una perizia tecnica compiuta da una società specializzata, conferma la piena regolarità del lavoro di Madia, escludendo qualsiasi forma di plagio.[28]

Anche il Cambridge Journal of Economics non rileva alcuna irregolarità nell’articolo pubblicato da Madia e dalla ricercatrice Caterina Giannetti nel marzo 2013.[29]

Madia annuncia un’azione legale per risarcimento danni nei confronti de Il Fatto Quotidiano.

Modificato da mark222220

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Ecco l'ultimo articolo che ho trovato sulla lite Madia-FQ. Risale al febbraio 2018. Dopo quasi un anno dalle prime minacce di querela, la Madia convocava il Fatto a un incontro di mediazione in vista di una azione civile per un risarcimento danni indeterminato (quindi niente denuncia penale per diffamazione essendo i termini ampiamente scaduti). Ma il Fatto annunciava a sua volta una richiesta di danni alla ministra. 

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2018/02/25/la-madia-ci-chiede-i-danni-ma-il-fatto-li-chiedera-a-lei/4186079/

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11 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Ecco l'ultimo articolo che ho trovato sulla lite Madia-FQ. Risale al febbraio 2018. Dopo quasi un anno dalle prime minacce di querela, la Madia convocava il Fatto a un incontro di mediazione in vista di una azione civile per un risarcimento danni indeterminato (quindi niente denuncia penale per diffamazione essendo i termini ampiamente scaduti). Ma il Fatto annunciava a sua volta una richiesta di danni alla ministra. 

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2018/02/25/la-madia-ci-chiede-i-danni-ma-il-fatto-li-chiedera-a-lei/4186079/

Ah si Cazzaro !! Ecco qua !!  Ahahahahaha 

Caso Imt, l’ex ministro Madia querela ‘Il Fatto’

madia.jpg
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Presunto plagio della tesi di dottorato, l’ex ministro Marianna Madia, capolista al proporzionale alla Camera nel collegio Toscana 1, quello in cui è compresa anche Lucca, querela il Fatto Quotidiano. Lo ha scritto su Facebook proprio l’ex responsabile del dicastero della pubblica amministrazione: “Nonostante Imt di Lucca e Cambridge Journal of Economics – scrive – abbiano accertato la totale regolarità formale e sostanziale della tesi e degli articoli scientifici Il Fatto Quotidiano insiste. A questo punto in settimana e’  iniziata azione legale di risarcimento danni”.

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qui sono importanti le date:

 l’ex ministro Madia querela ‘Il Fatto’: in data.............?

  

 il ministro Marianna Madia (Pd) ha convocato il Fatto Quotidiano, il direttore Marco Travaglio, il vicedirettore Stefano Feltri e la collaboratrice Laura Margottini, dando il via alla procedura di mediazione che prelude, salvo accordo fra le parti, piuttosto improbabile, all’introduzione della causa civile per risarcimento danni, definito allo stato “indeterminato”.  in data 25 febb, 2018.

Sembrerebbe quindi che la Madia non abbia querelato il fatto

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48 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Ma il Sauro24 tira in ballo le norme sul reato di plagio: vorrebbe la ministra dell'Istruzione in galera

Non sono io a volere in galera la ministra dell'istruzione. A volerlo è la legge 475/1925, nel caso in cui la ministra venisse processata e quindi condannata.

Ricordo male oppure il cialtronissimo panzanaro seriale fosforo31 era un grande sostenitore della certezza della pena?

Sbaglio oppure il cialtronissimo cazzaro fosforo31 vorrebbe mettere in galera tutti gli evasori fiscali, salvo concedere attenuanti a chi evade milioni di  euro?

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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34 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

qui sono importanti le date:

 l’ex ministro Madia querela ‘Il Fatto’: in data.............?

  

 il ministro Marianna Madia (Pd) ha convocato il Fatto Quotidiano, il direttore Marco Travaglio, il vicedirettore Stefano Feltri e la collaboratrice Laura Margottini, dando il via alla procedura di mediazione che prelude, salvo accordo fra le parti, piuttosto improbabile, all’introduzione della causa civile per risarcimento danni, definito allo stato “indeterminato”.  in data 25 febb, 2018.

Sembrerebbe quindi che la Madia non abbia querelato il fatto

Egregio , forse e’ opportuno che depositi il contenitore alcolico. Se si sta tentando una procedura di mediazione significa che vi e’ in corso una querela . La mediazione preliminare serve affinché sia esperito un tentativo di accordo transattivo tra le parti per evitare,  quindi , un sovraccarico per il Tribunale e consentendo , in caso di accordo , la non escussione della querela e quindi , il ritiro della stessa . Non essendo un indovino non posso conoscere la data della querela . Credo che risalga all’Aprile . Detto ciò le invio un articolo del Prof Roberto Perotti che il Cazzaro di Napoli asseriva essere un teste a favore del FQ e contro , quindi , la Madia . Io legga con attenzione e , se posso darle un consiglio, ci vada con i piedi di piombo con gli applausi verso il Cazzaro. Rischia brutte figure e poi , si sa , “ucciso “ il co@lione , si fanno fuori anche tutti quelli adibiti alla sua servitù . 

 
 
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Nuovi fatti sul caso Madia

 
14.04.17
 
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 8 Commenti
 

Nella vicenda Madia c’è una tendenza preoccupante a mischiare fatti e sospetti, fatti e (pre)giudizi, e fatti diversi, e a confondere giudizio politico e questione della tesi. Nuove prove che dimostrano l’inconsistenza di alcune accuse. Altre accuse rimangono in piedi.

 

Non avrei mai pensato di finire per essere percepito come difensore della ministra Madia, io che la ritengo una pessima ministra, come ho  scritto e motivato  più volte in altre occasioni. Ma ora vedo una tendenza preoccupante a mischiare fatti e sospetti, fatti e (pre)giudizi, e  fatti diversi, a incolparla  di tutto senza sentirsi in dovere di procurarsi le prove. So che nel paese delle cospirazioni questi miei interventi saranno interpretati come il frutto di debiti da pagare, di potenti da ingraziarsi, di conti da saldare, oppure,  come scrive Stefano Feltri sul Fatto Quotidiano dell’11 aprile, di corporazioni (quella accademica) da difendere, ma voglio correre questo rischio. Ho scritto sul caso Madia il 10 aprile qui: In questo nuovo intervento presento alcune nuove prove che dimostrano l’inconsistenza di alcune accuse. 
Nella sua tesi di dottorato, Marianna Madia (MM) ha fatto un uso generoso del  copia e incolla ed è stata piuttosto  parca nelle citazioni,  come rivelato da  Laura Margottini in un eccellente articolo sul Fatto Quotidiano del 28 marzo. Poiché tutto questo  è accertato, voglio concentrarmi sulla vicenda oggi al centro della discussione: l’esperimento pubblicato nel capitolo 3. Per riassumere i termini della vicenda su cui sono tutti d’accordo: il capitolo 3 della tesi di MM contiene una parte introduttiva, fatta in gran parte di copia e incolla, e un esperimento. I capitoli 2 e 3 della tesi  sono coautorati con Caterina Giannetti (CG), una compagna di corso, che però nella tesi non compare come coautrice. MM, in una nota ringrazia CG e Maria Bigoni (MB), un’altra compagna di corso esperta di esperimenti ma non coautrice del lavoro, per l’aiuto nel condurre l’esperimento. Fin qui i fatti incontrovertibili.

Veniamo alle parti più controverse. Ci sono essenzialmente due accuse.

1) Prima accusa: L’esperimento non è mai stato condotto. Un articolo di  Laura Margottini sul Fatto Quotidiano del 7 aprile è intitolato: “Marianna Madia, il ministro ha mentito: non ha mai fatto la ricerca nella tesi”. Un’accusa ben più grave del plagio, con tanto di sentenza già scritta nel titolo.
Ho potuto visionare le mail dalla responsabile di Tilburg che confermano: a) la presenza di una domanda per l’esperimento, con le date del 6 (due sessioni, una al mattino e una al pomeriggio) e 13 ottobre,  a firma di CG; b) l’avvenuta effettuazione  della sessione  del 13 ottobre. Al momento di scrivere queste righe l’amministratrice non aveva spedito le conferme delle sessioni del 6 ottobre,  che però è possibile ricostruire perché sono stati ritrovati i file  dell’esperimento, che segnano automaticamente la data e il minuto. È dunque semplicemente falso che l’esperimento non sia mai stato condotto.

2) Seconda accusa:  Anche se  l’esperimento fosse stato condotto, MM non vi ha avuto alcun ruolo. Questa posizione si compone di numerose parti:

2.a) MM non è mai stata a Tilburg. Sempre Margottini apre il suo articolo del 7 aprile con un’altra sentenza senza appello: “Marianna Madia non è mai stata nell’università olandese di Tilburg”, perché  secondo la portavoce dell’università  “Marianna Madia non è mai stata studente in visita a Tilburg”
Anche questa parte dell’articolo di Margottini è un  gigantesco non sequitur:  si può non essere stati visiting student (un ruolo che necessità l’autorizzazione dell’università), ma essere stati a Tilburg a lavorare alla tesi con le collaboratrici. E questo è esattamente ciò che è successo:  MM  è stata a Tilburg in quel periodo e tenne un seminario. Ci sono almeno tre testimoni, oltre a CG, che parleranno nelle sedi appropriate, dato che credo ci sia di mezzo una querela per diffamazione.
Secondo Margottini a Tilburg infatti non risulterebbe  traccia di un seminario di MM. Ma chiunque lavori all’università sa che sono frequenti le presentazioni informali tra studenti di dottorato e anche tra docenti, per presentare i risultati preliminari e ricevere commenti. Non sono seminari formali, non sono annunciati su intranet o con poster.
In ogni caso, non occorre essere fisicamente vicini al coautore per fare ricerca. Oggi le interazioni avvengono per email, telefono e ***. Ho collaborato  con coautori che non ho mai visto nel periodo di stesura del lavoro.

2.b) In ogni caso, MM non avrebbe avuto tempo di usare i risultati dell’esperimento per la propria tesi, una posizione sostenuta da Stefano Feltri sul FQ dell’ 11 aprile. L’esperimento terminò il 13 ottobre. La versione definitiva della tesi fu depositata il 18 novembre. Trentacinque  giorni per presentare i risultati dell’esperimento, in un lavoro coautorato, quindi settanta giorni potenziali  di lavoro per un quarto di capitolo di tesi. Perfettamente fattibile per un lavoro approssimativo come la tesi della Madia. Trovo una certa dose ti ipocrisia in chi dice che sia impossibile: gli archivi di tutte le università del mondo (inclusa la mia) sono pieni di tesi concluse in fretta, per motivi buoni o cattivi. In ogni caso, un conto è la bassa qualità, un altro è una frode.

2.c) L’esperimento è stato copiatoStefano Feltri e Laura Margottini sul Fatto Quotidiano del 2 aprile scrivono che  “le variazioni sono minime”.  Ho letto il testo dei due esperimenti e  ne ho parlato con CG e MB.  Come ho già spiegato, le  piccole differenze che sembrano esserci sono in realtà  sostanziali, perché consentono di studiare un elemento nuovo, le tutele crescenti. E  non c’è niente di strano nell’usare le procedure di un esperimento esistente e cambiarle solo dove necessario: anzi, è un procedimento comune e scientificamente accettato.

2.d) In ogni caso, MM non era in grado di avere un  ruolo nell’esperimento. Questa obiezione mi è stata fatta oralmente. Quasi tutti gli accademici hanno lavori coautorati.  Su tutti può nascere il sospetto che non  sia farina del loro sacco. Gli unici che possono corroborare questo sospetto sono i loro coautori, ed  in ogni caso le affermazioni di questi ultimi andrebbero verificate. Secondo CG e MB, l’idea dell’esperimento fu di MM, così come suoi furono molti apporti concettuali che portarono alla stesura del protocollo dell’esperimento. Perché nel caso di MM, e solo nel suo, in tanti si sono inventati l’inversione dell’onere della prova, per di più contro ogni indizio contrario? Il fatto che MM non sia stata fisicamente presente alle tre sessioni degli esperimento è irrilevante. Le tre sessioni dell’esperimento sono una parte minima del lavoro.

 

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5 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Se si sta tentando una procedura di mediazione significa che vi e’ in corso una querela .

io sono un contadino, ma se avessi fatto una querela non andrei dopo a cercare una mediazione. Lei e la Madia evidentemente si.....se me la racconta giusta sig Mark.

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1 ora fa, ilsauro24ore ha scritto:

Non sono io a volere in galera la ministra dell'istruzione. A volerlo è la legge 475/1925, nel caso in cui la ministra venisse processata e quindi condannata.

Ricordo male oppure il cialtronissimo panzanaro seriale fosforo31 era un grande sostenitore della certezza della pena?

Sbaglio oppure il cialtronissimo cazzaro fosforo31 vorrebbe mettere in galera tutti gli evasori fiscali, salvo concedere attenuanti a chi evade milioni di  euro?

La procura di competenza ha ricevuto notizia (da tutti i media) dell'eventuale reato, mettiti in stato di attesa e... ATTENDI L'APERTURA DI UN FASCICOLO. Per ammazzare il tempo potresti provare a chiederti perché per il caso dell'ex ministra Madia, oggettivamente MOLTO più grave, non fu aperto alcun fascicolo. Ti dò un hint. La legge che citi parla dell'appropriazione di "lavori, studi, dissertazioni, pubblicazioni, progetti tecnici". Sembra quindi focalizzata sull'appropriazione integrale di questi lavori, o di ampie, peculiari e significative parti di essi. Ma la parola "parte" o "parti" non compare nel testo della legge. Ti informo che nella nostra giurisprudenza per la tutela del diritto di autore si adotta il criterio del "nucleo individualizzante" di un'opera. Secondo il FQ e gli esperti consultati, la Madia presentava come proprio e originale, con marginali varianti, un intero modello econometrico altrui, ma ciò fu ritenuto ancora insufficiente per configurare il reato. Di conseguenza, certamente non possono configurarlo poche frasi estratte senza virgolette, come nella relazione (non tesi) della Azzolina. 

P.S. La certezza della pena e l'evasione fiscale con l'argomento in discussione ci azzeccano meno di un tubo.

 

Modificato da fosforo311

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15 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

La certezza della pena e l'evasione fiscale con l'argomento in discussione ci azzeccano meno di un tubo.

Ma come? La ministra dell'istruzione se ha commesso un reato non dovrebbe finire in galera dopo la sentenza?

Va bene che questo è il Paese di Pulcinella, ma perfino Pulcinella chiederebbe le dimissioni della ministra copiona, in attesa che la giustizia faccia il suo corso.

E dopo che la giustizia ha fatto il suo corso la ministra deve finire in galera, esattamente come coloro che vengono condannati per reati fiscali, come sostenuto dal cialtronissimo panzanaro fosforo31, che comunque sarebbe disposto a concedere le attenuanti ai grandi evasori.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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2 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

io sono un contadino, ma se avessi fatto una querela non andrei dopo a cercare una mediazione. Lei e la Madia evidentemente si.....se me la racconta giusta sig Mark.

Lasci perdere sig ahaha.ha . Vista la sua alta professionalità nella mansione che svolge e’ molto meglio se si dedica a questi argomenti . 

Evoluzione dei sistemi di mungitura – Parte I

Storia della mungitura meccanica

La tecnica di mungitura delle vacche da latte ha vissuto molti cambiamenti nel corso degli ultimi due secoli, passando dalla comune pratica di mungitura manuale fino ad arrivare all’utilizzo di sale di mungitura altamente automatizzate (Engel e Hyde, 2003). La tecnologia delle macchine mungitrici e delle sale di mungitura è stata implementata e sviluppata a partire dal diciannovesimo secolo, quando la domanda mondiale di prodotti agricoli e alimentari è aumentata a causa della rapida crescita della popolazione.

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3 ore fa, ilsauro24ore ha scritto:

Ma come? La ministra dell'istruzione se ha commesso un reato non dovrebbe finire in galera dopo la sentenza?

Va bene che questo è il Paese di Pulcinella, ma perfino Pulcinella chiederebbe le dimissioni della ministra copiona, in attesa che la giustizia faccia il suo corso.

E dopo che la giustizia ha fatto il suo corso la ministra deve finire in galera, esattamente come coloro che vengono condannati per reati fiscali, come sostenuto dal cialtronissimo panzanaro fosforo31, che comunque sarebbe disposto a concedere le attenuanti ai grandi evasori.

Forse non mi sono spiegato. La ministra non commise nessun reato. Se, per assurdo, le dessero un anno di carcere per essersi appropriata di alcune frasi, ma non certo del "nucleo individualizzante" di opere altrui, allora dovrebbero darlo all'80% (come minimo) degli abilitati come lei e probabilmente a molti laureati e dottorati; mentre alla Madia dovrebbero dare 20 anni. L'Azzolina fece una cosa riprovevole ma comunissima e non violò nessuna legge dello Stato (italiano). L'ho paragonata a una leggera gomitata volontaria di un calciatore. Durante una partita se ne verificano decine che l'arbitro non vede o sulle quali chiude un occhio. Analogamente ai commissari degli esami di abilitazione i quali sanno bene che così fan tutti. Se io fossi stato in commissione e mi fossi accorto dell'infrazione della futura ministra, le avrei abbassato non di poco il punteggio ma non negato l'abilitazione. Con lo stesso metro di giudizio avrei revocato il dottorato alla Madia. Mentre al signor Malagò avrei annullato la tesi e tutti gli esami e gli avrei inflitto 5 anni di carcere. Cioè il tempo per laurearsi onestamente, studiando al fresco, e rifacendo tutti gli esami e la tesi. È proprio in merito a quest'ultimo vergognoso caso, in cui furono platealmente violate sia norme accademiche sia leggi dello Stato, che si può e si deve parlare dell'incertezza della pena regnante nel paese di Pulcinella nonché della scarsa serietà dei nostri atenei. Mi sono spiegato? 

P.S. Le attenuanti si concedono caso per caso, ma generalmente i grandi evasori io li condannerei senza attenuanti e li sbatterei in galera come ladroni. Quali in effetti sono. Probabilmente ti riferivi a Maradona, ma quello è un caso particolarissimo sul quale ho già detto tutto. 

https://www.areanapoli.it/interviste/avv-maradona-perseguitato-dal-fisco-peggio-di-riina-mai-stato-un-evasore-col-napoli_212713.html

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5 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Forse non mi sono spiegato. La ministra non commise nessun reato. Se, per assurdo, le dessero un anno di carcere per essersi appropriata di alcune frasi, ma non certo del "nucleo individualizzante" di opere altrui, allora dovrebbero darlo all'80% (come minimo) degli abilitati come lei e probabilmente a molti laureati e dottorati; mentre alla Madia dovrebbero dare 20 anni. L'Azzolina fece una cosa riprovevole ma comunissima e non violò nessuna legge dello Stato (italiano). L'ho paragonata a una leggera gomitata volontaria di un calciatore. Durante una partita se ne verificano decine che l'arbitro non vede o sulle quali chiude un occhio. Analogamente ai commissari degli esami di abilitazione i quali sanno bene che così fan tutti. Se io fossi stato in commissione e mi fossi accorto dell'infrazione della futura ministra, le avrei abbassato non di poco il punteggio ma non negato l'abilitazione. Con lo stesso metro di giudizio avrei revocato il dottorato alla Madia....

Ah ecco ecco !!  Quindi mi sembra ovvio il ragionamento del Cazzaro Partenopeo che , da buon eterno frustrato , si mette gli abiti dell’arbitro e, senza nemmeno farsi aiutare dal Var , si mette il fischietto in bocca e sentenzia : Alla Azzolina , colpevole di aver violato la legge , tanto per essere precisi la Legge numero 475/25 , che prevede oltre alla revoca del titolo , una sanzione pecuniaria ed una condanna variabile dai 6 mesi ad un anno e 8 mesi di carcere , l’arbitro Cazzaro napoletano, pur vedendo una “ gomitata “ volontaria in faccia ad un avversario, farebbe finta di non vedere ( cosa smentita dal fatto che la gomitata l’ha vista ,nda) e chiuderebbe un occhio autoconnandandosi alla cecità totale . Sissignori , l’arbitro internazionale di Forcella , per un fallo che prevede l’espulsione diretta dal rettangolo di gioco e successiva squalifica per almeno 2 giornate, ad ampie falcate si dirigerebbe verso l’autore del fallo e, senza nemmeno tirare fuori il cartellino giallo gli direbbe pressappoco così :” guaglio’ statte accuorto !! Nun sa da arrepetere acchiu’ !! Me sfacimm n’goppa gomitata “. E tutto finirebbe li con , magari, un buffetto sulle guance . Con la Madia , invece , il solito “cornuto” (arbitro ) di Forcella , terrebbe un comportamento totalmente opposto . Vediamo la scena : in un contrasto di gioco a centrocampo , un calciatore cade a terra per un fallo di un avversario . L’arbitro ( il Cazzaro ) , pancia a terra , corre in direzione del portiere ( la Madia) della squadra di chi ha compiuto il fallo e che si trovava nella propria area di rigore a 50 metri dove si e’ compiuto il fallo e , cartellino rosso sventolato , lo caccia dal campo anche in malo modo . A niente servono le proteste della squadra palesemente danneggiata . A niente servono le riprese del Var che stabiliscono in modo inoppugnabile la estraneita’ al fatto di colui che il Cazzaro ha espulso . Ma mica finisce li !! In fase di rapporto l’arbitro calca la mano e ciò fa in modo che al portiere siano comminate 10 giornate di squalifica.  Conclusioni : Meno male che lo stivale ha meno idio ti come il Cazzaro di Napoli di quel che pensiamo . Meno male che ci sono delle regole e soprattutto che c’è la possibilità di difenderci senza abolire la “prescrizione “ al primo grado come vorrebbe il Cazzaro Partenopeo. E’ bastato un ricorso per ristabilire la verità . La commissione giudicante e la CAF hanno restituito l’onore alla Madia restituendole quella onorabilità che solo un arbitro cornuto e pezzodimmerda voleva toglierle. Quindi , con una rea confessa , la Azzolina , che non smentisce affatto le sue responsabilità in ordine ai fatti a lei contestati , ma che poggia la sua difesa solo sul fatto che non si trattava di una tesi , bensì solo di una “Relazione scritta” (tesina) . Specificato che la legge su espressa punisce tutti coloro che ne fanno uso a prescindere e non scindendo affatto le varie e possibili differenziazioni tipologiche  tra tesi , tesine, relazioni scritte ed ogni altro elaborato scritto atto a stabilire il grado di preparazione individuale per accedere al titolo che da diritto all’insegnamento in una qualsiasi scuola pubblica italiana di ogni ordine e grado , il Cazzaro fa finta di non vedere e chiude un occhio ( perché non entrambi ??) ritenendo giusto e legittimo , lui che in passato si e’ posto come Guardiano dell’onestà e della legalità , che a fronte di questa palese “furfanteria”, la Azzolina ha “truffato” un posto di lavoro ad un’altra persona che si e’ comportata in modo onesto e leale. Nel contempo , però , lo stesso Cazzaro Napoletano diventa inflessibile accusatore fino al punto di assegnare 20 anni di carcere e di revocare il titolo a chi , la Madia , si e’ sottoposta a 2 ispezioni di 2 commissioni indipendenti (la Sals e la Cambridge Journal of Economics , nda) che avvalendosi dei più rinomati e sicuri mezzi di indagine , hanno stabilito la totale insussistenza delle accuse a lei rivolte non trovando nessuna anomalia , ed escludendo , quindi , anche un lontanissimo tentativo e/o forma  di plagio. Termino facendo notare come una asserzione del Cazzaro di Napoli, che dovrebbe essere , a parere suo , una prova che testimonia l’assoluta buonafede e semmai un venialissimo peccatuccio della Azzolina , si trasformi, invece , in un potente autogol . Il Cazzaro di Napoli asserisce che “ il 40% di 3 pagine su di un elaborato che ne conta 41 e da dove si evince la “marachella” della Azzolina, non sono sufficienti per dimostrare alcunché di anomalo e/o di fraudolento “. Comunico al Cazzaro Partenopeo che dell’elaborato della Azzolina sono state verificate solo le 3 prime pagine tralasciando completamente le altre 38 nelle quali non e’ di certo sicuro che la Ministra non abbia usato lo stesso metodo . Quindi il 40% truffaldino e’ stato accertato in 3 pagine e non in 41.  Questo e’ il Cazzaro di Napoli!! Questa sarebbe la “giustizia” e lo “ stato di diritto” in cui saremmo costretti a vivere se una testadiminkia come lui avesse il potere di governarci. A voi la scelta !! 

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8 ore fa, fosforo311 ha scritto:

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10 ore fa, mark222220 ha scritto:

Lasci perdere sig ahaha.ha . Vista la sua alta professionalità nella mansione che svolge e’ molto meglio se si dedica a questi argomenti . 

Evoluzione dei sistemi di mungitura – Parte I

Storia della mungitura meccanica

La tecnica di mungitura delle vacche da latte ha vissuto molti cambiamenti nel corso degli ultimi due secoli, passando dalla comune pratica di mungitura manuale fino ad arrivare all’utilizzo di sale di mungitura altamente automatizzate (Engel e Hyde, 2003). La tecnologia delle macchine mungitrici e delle sale di mungitura è stata implementata e sviluppata a partire dal diciannovesimo secolo, quando la domanda mondiale di prodotti agricoli e alimentari è aumentata a causa della rapida crescita della popolazione.

Se è così interessato alla produzione del latte, sig Mark le posso anche inviare un tomo sull'evoluzione dei sistemi di estrazione delle deiezioni degli animali da latte nelle stalle moderne costruite dopo il 1950 in Emilia Romagna.

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10 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Le attenuanti si concedono caso per caso, ma generalmente i grandi evasori io li condannerei senza attenuanti e li sbatterei in galera come ladroni. Quali in effetti sono. Probabilmente ti riferivi a Maradona, ma quello è un caso particolarissimo sul quale ho già detto tutto. 

Quello di Maradona è un caso molto, ma molto banale. Comunque non mi riferivo al banale caso di Maradona.

Mi riferisco a chi ha evaso non poco (diciamo un paio di milioni di euro) e nel tuo allucinato giudizio sarebbe da considerare quasi un contribuente virtuoso.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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