Marco Travaglio e la Prescrizione ...

E bene fa il Cazzaro Napoletano ha far risaltare il tetragono convincimento del suo giornalista di riferimento che considera una persona tutta di un pezzo , una pietra miliare in ordine all’onestà intellettuale . Ce ne fossero persone come Travaglio in Italia . Un esempio per tutti noi così come ci ricorda tutti i giorni il Cazzaro di Napoli invitandoci ad andarci a leggere il Falso Quotidiano che Calandrino dirige . Lo ha fatto anche in questi giorni circa la Prescrizione che il valente giornalista , mito del Pulcinella Partenopeo , aborrisce e ne e’ schifato ....!! 


 

Sorpresa, Marco Travaglio ha chiesto la prescrizione!

Lo strano ricorso del direttore del Fatto Quotidiano che tante volte, insieme a Davigo, ci ha spiegato i “trucchetti” per allungare i processi e “farla franca”…

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Ieri, nel suo editoriale sul “Fatto”, Marco Travaglio ha ripetuto che c’è una lobby di avvocati che si batte contro la riforma della prescrizione, perché gli avvocati, di solito, usano la prescrizione come tecnica difensiva.

Travaglio scrive con molto disprezzo la parola lobby: la considera un sinonimo di gang, o banda, o cricca. Gli avvocati – dice – cercano di fare assolvere i propri *** colpevoli, specie quelli legati a Berlusconi o a Renzi ( che di conseguenza sono colpevoli quasi automaticamente…), non smontando le accuse, perché non potrebbero, ma tirandola per le lunghe e puntando a fare scattare la prescrizione. Dunque pensavo io – Travaglio considera una cosa pessima ricorrere alla prescrizione. E più pessima che pessima, considera l’ abitudine di tirare per le lunghe i processi. Lui e Davigo ci hanno spiegato tante volte che ci sono degli avvocati che ricorrono in Appello e in Cassazione, sapendo benissimo che non potranno ottenere la cancellazione della condanna, ma con la speranza di ottenere in questo modo – date le “lungaggini” della giustizia – la prescirizione e dunque la non condanna. Beh, mi sbagliavo. Ieri mi è capitata per le mani una vecchia sentenza della Corte di Cassazione che fa un lisciabbusso a Travaglio e ai suoi avvocati per aver presentato un ricorso manifestamente infondato contro una sentenza d’appello per diffamazione.

Perché Travaglio allora presentò quel ricorso? L’obiettivo era evidente: quello di ottenere la prescrizione. La sentenza della Cassazione alla quale mi riferisco – che potete trovare online sul sito della Cassazione – è stata emessa dalla quinta sezione penale ed è la numero 14701 del 2014. Presidente Gennaro Marasca, relatore Paolo Micheli. La sentenza si legge nelle primissime righe riguarda il ricorso “proposto nell’interesse di Travaglio Marco, nato a Torino il 13 ottobre del 1964 e di Daniela Hamaui eccetera eccetera…”. La Hamaui era stata condannata per omesso controllo sull’articolo di Travaglio, visto che all’epoca era direttrice dell’Espresso, giornale sul quale scriveva Travaglio ( i direttori, per legge, rispondono di qualunque cosa venga scritta sul giornale del quale sono responsabili).Poche righe dopo questa intestazione, si legge questa frase: “Uditi per gli imputati ricorrenti gli avvocati Enrico Grosso e Mario Geraci, i quali hanno concluso chiedendo l’accoglimento del ricorso e l’annullamento della sentenza impugnata ( in subordine senza rinvio, per intervenuta prescrizione)”.

Naturalmente quando ho letto quelle due paroline (“intervenuta prescrizione”) ho fatto un salto sulla sedia. Marco Travaglio chiede di essere assolto per intervenuta prescrizione? Lui che considera la prescrizione il male di mali e la bandiera sporca dei garantisti? Che devo dirvi? E’ così. Travaglio ha chiesto la prescrizione.Ci sono ancora un paio di aspetti di questa sentenza che sono interessanti. Il primo riguarda il merito della condanna. Il secondo il merito della sentenza. Il merito della condanna è presto detto. Pare che Travaglio avesse scritto un articolo corredato dal solito titolo sobrio e ammiccante, che diceva così: “Patto scellerato tra mafia e Forza Italia”.

Nell’articolo, Travaglio, se ho capito bene, raccontava di un incontro avvenuto nello studio dell’avvocato Taormina nel marzo del 2001 fra lo stesso Taormina, il suo assistito Marcello Dell’Utri e il colonnello dei carabinieri Michele Riccio; l’incontro – si diceva nell’articolo – sarebbe avvenuto per concordare una testimonianza, e sempre nell’articolo si diceva che nello studio di Taormina, secondo la testimonianza del colonnello, c’era anche Cesare Previti. Però Travaglio – sostengono le varie corti che lo hanno condannato – non diceva che il colonnello aveva dichiarato che sì Previti era in quello studio, ma non si incontrò con Riccio e Dell’Utri e la sua presenza non aveva niente a che fare con quell’incontro, nel quale invece si parlava della accuse a Dell’Utri di concorso esterno in associazione mafiosa. Dunque il nome di Previti era stato messo lì a sproposito – hanno stabilito le Corti, e omettendo un particolare decisivo delle dichiarazioni del colonnello Riccio.Il merito della sentenza della Cassazione è ancora più interessante. La Cassazione considera il ricorso del tutto infondato. E dunque – questo lo aggiungiamo noi – pretestuoso.

E per questa ragione rifiuta la prescrizione. Perché – dice la Cassazione – siccome il ricorso è inammissibile è come se non ci fosse stato. E dunque la sentenza di appello vale come sentenza ultima, e la sentenza d’appello fu emessa prima che scattasse la prescrizione. Dunque Travaglio non ne ha diritto.Sembra proprio che la Corte di Cassazione avesse letto, quando decise così, gli articoli che Travaglio avrebbe successivamente scritto. E cioè le sue severe requisitorie contro gli avvocati che ricorrono in Appello o in Cassazione solo per allungare i tempi. La Cassazione dice che in questa occasione fu Travaglio a ricorrere solo per allungare i tempi.Cosa c’è da aggiungere? Niente di speciale. Solo constatare il perfetto funzionamento della solita legge del pendolo. Secondo la quale uno è garantista quando l’accusato è lui o qualche suo amico, e non è garantista se l’accusato è un suo nemico.Travaglio se la prende con le lobby degli avvocati. Fa male. Le lobby degli avvocati, se vogliamo usare questo termine ( lobby), hanno come interesse comune la difesa dello Stato di Diritto ( le lobby sono organizzazioni che tendono a difendere un interesse comune: i petrolieri il prezzo del petrolio, i commercianti il non aumento dell’Iva, i tabaccai la riduzione delle tasse sulle sigarette, gli ecologisti la riduzione delle automobili che inquinano eccetera eccetera). La difesa dello Stato di Diritto è una battaglia che riguarda lo svolgimento del mestiere di avvocati, gli interessi dei propri ***, ma anche la saldezza del sistema democratico. Poi esistono altre lobby con interessi opposti. Per esempio la lobby che si raggruppa attorno al “Fatto”, ma anche al movimento di riferimento ( cioè i 5 Stelle) e ad alcuni settori della magistratura, la quale si oppone al pieno sviluppo dello Stato di Diritto e ne chiede limitazioni che ritiene necessarie per aumentare le condanne nei processi, visto che questa lobby considera il numero alto delle condanne una garanzia di “pulizia” della società.Io personalmente non riesco a mettere sullo stesso piano le due lobby. Penso che non sia la stessa cosa difendere lo Stato di Diritto o osteggiarlo. Riconosco però la piena legittimità di tutte le battaglie ideali e il diritto di tutti ad avere e difendere le proprie idee. Anche le più reazionarie. Anche il diritto di Davigo. Anche quello di Travaglio, che è l’esponente più in vista ed è il più abile di quella lobby. Mi lascia solo un po’ perplesso questo contrasto tra condanna della prescrizione e suo uso. Sarebbe un po’ come se scoprissimo che Salvini ha un gommone col quale, di nascosto, porta in Italia stranieri clandestini…

 

 

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4 messaggi in questa discussione

Da un semianalfabeta che si spaccia per laureato (come una ex ministra del PD) e che non è in grado di argomentare una tesi senza scopiazzare qua e là, non si può pretendere che conosca il Codice di procedura penale e le sentenze della Cassazione e della Corte Costituzionale. Né che sia provvisto di capacità di deduzione logica. Altrimenti saprebbe che la PRESCRIZIONE NEL PROCESSO, e in particolare dopo il primo grado di giudizio, come in oggetto della riforma Bonafede, RIGUARDA ESSENZIALMENTE I COLPEVOLI, non gli innocenti. Dunque è la LOBBY DEI COLPEVOLI, in particolare quella dei colpevoli eccellenti che possono permettersi avvocati eccellenti e costosi, quella che contesta la riforma Bonafede. A tutto danno delle VITTIME DEI REATI perpetrati dai colpevoli. Vittime che non formano una potente lobby ma solo una categoria di sfortunati nati nel paese di Pulcinella. Dove una sinistra per modo di dire non ha avuto neppure il coraggio (o la volontà) di abolire la vergognosa legge ad personam cd. ex Cirielli. Il sedicente laureato potrà schiarirsi le idee leggendo attentamente questo illuminante articolo del grande Travaglio:

https://infosannio.wordpress.com/2020/01/10/se-prescritta-la-verita/

Poi vediamo se il sedicente laureato riesce a commentarlo NEL MERITO, con la sua testa, senza farsi aiutare da pennivendoli a libro paga di imputati eccellenti. 

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Si vabbè !! Io ho capito una cosa : Il tuo amico Travaglio Calandrino Marco , ha chiesto di utilizzare la prescrizione pur manifestando  una grande avversione ( per gli altri ) di questo provvedimento . E che te , formidabile Cazzaro , non sei stato in grado di smentirlo. 

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32 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Si vabbè !! Io ho capito una cosa : Il tuo amico Travaglio Calandrino Marco , ha chiesto di utilizzare la prescrizione pur manifestando  una grande avversione ( per gli altri ) di questo provvedimento . E che te , formidabile Cazzaro , non sei stato in grado di smentirlo. 

Preso atto che non sei in grado di commentare con la tua testa, e men che meno di contestare, le affermazioni di Travaglio su prescrizione e riforma Bonafede, cedo allo stesso Travaglio la parola per smentire le balle del pennivendolo di cui prendi in prestito la testa e la penna:

https://www.silenziefalsita.it/2018/11/26/travaglio-sorpresa-non-ho-mai-chiesto-la-prescrizione/

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47 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Preso atto che non sei in grado di commentare con la tua testa, e men che meno di contestare, le affermazioni di Travaglio su prescrizione e riforma Bonafede, cedo allo stesso Travaglio la parola per smentire le balle del pennivendolo di cui prendi in prestito la testa e la penna:

https://www.silenziefalsita.it/2018/11/26/travaglio-sorpresa-non-ho-mai-chiesto-la-prescrizione/

Ah siiiii. Idio ta ?? Travaglio rinuncio’ alla prescrizione ?? Ma vai a caga re , vai ebe te . Vacci non prima di aver letto l’articolo , Cazzaro !! 

  • Nel gennaio 2010 la Corte d'Appello penale di Roma lo ha condannato a 1000 euro di multa per il reato di diffamazione aggravato dall'uso del mezzo della stampa, ai danni di Cesare Previti.[73]Il reato, secondo il giudice monocratico, era stato commesso mediante l'articolo Patto scellerato tra mafia e Forza Italia pubblicato sull'Espresso il 3 ottobre 2002.[74] La sentenza d'appello riforma la condanna dell'ottobre 2008 in primo grado inflitta al giornalista ad 8 mesi di reclusione e 100 euro di multa.[75] In sede civile, a causa del predetto reato, Travaglio era stato condannato in primo grado, in solido con l'allora direttore della rivista Daniela Hamaui, al pagamento di 20 000 euro a titolo di risarcimento del danno in favore della vittima del reato, Cesare Previti.[76] Il 23 febbraio 2011 la condanna per diffamazione confermata in appello per il processo Previti sarebbe caduta in prescrizione[77]. Diverrà successivamente definitiva quando la Corte di Cassazionedichiarerà inammissibile il ricorso presentato da Travaglio[78]. Travaglio, sostenendo che fosse stata lesa la sua libertà di parola, ha presentato ricorso davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. La Corte nel 2017 dichiarò che l'articolo di Travaglio Patto scellerato tra mafia e Forza Italia era effettivamente diffamatorio, poiché l'intercettazione riportata "era essenzialmente fuorviante e confutata dal resto della dichiarazione non inclusa dal ricorrente nell'articolo".[79]

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