Un grandissimo Travaglio Calandrino Marco , un grande Piercamillo Davigo ...!!

Memorabile intervista di Travaglio a Davigo: per salvare la giustizia aboliamo la difesa

Piero Sansonetti — 10 Gennaio 2020

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lg.php?bannerid=25731&campaignid=6367&zoC’era una volta Oriana Fallaci. Lei era considerata la regina delle interviste. Ne fece decine, e le sue interviste erano spettacoli di lotta greco-romana. Prendeva l’intervistatore per il collo e non gliene passava una. Mise alle corde Gheddafi, ma anche Fellini e Bob Kennedy.

C’era una volta Oriana Fallaci . Sapete che anche i miti, col tempo, appassiscono. vengono superati. È successo così. Oggi il mito di Oriana è di gran lunga superato da quello di Marco Travaglio. Ieri, sul Fatto Quotidiano, Travaglio ha intervistato Piercamillo Davigo (ex Pm, ex capo dell’Anm, attualmente consigliere del Csm) e lo ha letteralmente messo alle strette: non gliene ha passata una. Lui – Davigo – si è difeso bene, certo, perché lo cose le sa. Ma ha traballato. Ogni domanda una mazzata. Ne ricopio qui le più importanti, anche per dare ai miei più giovani colleghi un’idea di come si fa un’intervista vera. Le ricopio integrali, senza cambiare una virgola e senza ridurle, per evitare che si perda la complessità della domanda. 1) «Lei che farebbe per bloccare i processi?» 2) «Non ci sono già?» 3) «Quindi che fare?» 4) «L’avvocatura non ci sente» 5) «Altre soluzioni?». E poi la sesta domanda che davvero è il colpo del kappaò: «Basta così?».Sull’ultima domanda Davigo ha tremato davvero. E ha dovuto confessare che no, non bastava così. Che alle idee che aveva offerto fino a quel momento, rispondendo con sagacia agli affondi del giornalista, doveva aggiungerne un’ultima che può essere riassunta con queste poche parole: aboliamo il gratuito patrocinio per gli imputati, che tanto sono tutti evasori fiscali sennò non sarebbero imputati, e usiamo quei soldi per finanziare le parti civili.

Reso il giusto omaggio alla aggressività di Travaglio, forse un po’ troppo rude (specie in quel perfido «Non ci sono già?»), passiamo a esaminare le idee di Davigo.

La prima si fonda su questa affermazione singolare sulla prescrizione in Europa. Davigo, come già nei giorni scorsi più volte scritto da Travaglio (chissà chi dei due è il creatore di questa fake) sostiene che solo in Grecia esiste la prescrizione. Negli altri Paesi l’azione penale, una volta iniziata, non finisce più. Difficile discutere, su questo tema, perché l’affermazione non è discutibile: è assolutamente falsa. La prescrizione esiste in quasi tutti i Paesi europei (Germania Spagna, Francia, per citarne alcuni) e in molti di questi Paesi è molto più breve che da noi. Per esempio, in Francia i processi che prevedono pene sotto i 15 anni si prescrivono in tre anni (da noi fino a 15 anni, e in alcuni casi oltre) e l’eventuale interruzione della prescrizione non può comunque durare più di tre anni. A questo si aggiunge la prescrizione delle pene, che in Francia e in altri Paesi europei si conta dal momento del delitto, mentre da noi si conta dal momento della sentenza di terzo grado. Pensa un po’. Tanto che oggi i francesi dicono di non potere dare l’estradizione agli esuli italiani della lotta armata, perché da loro quei reati sono prescritti, da noi no. In Spagna e Germania le cose sono molto simili.  Davigo parte da qui per sostenere la sua idea di fondo. Che è questa. Per rendere più veloci i processi c’è un solo modo: ridurre i diritti della difesa. In varie forme. Abolizione della prescrizione, comunque dopo il primo grado, riduzione del diritto all’appello e introduzione della possibilità di reformatio in peius al secondo grado di giudizio (che vuol dire possibilità di aumentare le pene ricevute in primo grado, anche se l’appello è presentato dalla difesa), cancellazione o riduzione del gratuito patrocinio, obbligo per gli avvocati di pagare una multa per le impugnazioni che portano alla condanna. Davigo dice che in questo modo si sconsiglierebbe agli imputati e agli avvocati di ricorrere in appello, per evitare rischi. Travaglio purtroppo non chiede a Davigo se è giusto ridurre le possibilità di appello in presenza di dati molto allarmanti. Per esempio questo: il 40 per cento delle sentenze di appello rovescia o comunque attenua le sentenze di primo grado. L’appello non è una formalità o una perdita di tempo: è la possibilità di correggere un numero gigantesco di clamorosi errori giudiziari. Pensate che tra tutti coloro che finiscono indagati, la maggioranza risulta innocente: in Italia ogni 100 indagati, 75 sono scagionati nelle indagini preliminari o in processo; la percentuale è leggermente più bassa in caso di arresto: circa il 40 per cento degli arrestati risulta innocente, il che significa che probabilmente, oggi, nelle prigioni italiane ci sono solo 10 mila persone che vedranno la loro innocenza riconosciuta nei prossimi anni dopo aver trascorso in cella una piccola parte della propria vita.

Questi dati sono utili anche per giudicare la proposta di Davigo di rendere più dura la condanna in processo, e poi in appello, per spingere gran parte degli imputati ad accettare il patteggiamento. Dice Davigo: se rendiamo conveniente il patteggiamento ridurremo i processi e finalmente i tempi della giustizia si abbrevieranno. Il problema è che per patteggiare devo accettare una condanna e se sono innocente (cioè nel 75 per cento almeno dei casi, secondo i dati che vi abbiamo appena fornito)? Mi conviene lo stesso accettare una condanna perché – sapendo che gran parte dei diritti della difesa sono sospesi – so di rischiare di essere condannato anche da innocente? Questa è l’idea di fondo della giustizia? La giustizia – diciamo – è una macchina per condannare, non per giudicare. Tante più condanne ottiene nei tempi più brevi, tanto più è efficiente. E a questo principio devono ispirarsi le riforme. Del resto su questa idea, Davigo trova il plauso di quasi tutta la stampa. Quante volte avete letto questo titolo: “Assolti: la giustizia ha perso”. Ma perché ha perso? Perché sono stati assolti degli innocenti? E avrebbe vinto invece se fossero stati condannati? Bah.

 

Modificato da mark222220

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9 messaggi in questa discussione

secondo il mio modesto parere per velocizzare i processi bisogna eliminare i processi e consentire agli imputati di girare con le colt sui fianchi. Ci penserà lo sceriffo, se ne avrà voglia, a fermarli e appendere gli stivali sulla collina.

Ekkekaxzo!

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Solo a titolo di informazione. Piero Sansonetti (detto il Camaleonte) scriveva per L'Unità e dirigeva Liberazione (il quotidiano di Rifondazione Comunista). Oggi è condirettore del Riformista, giornale fondato dal napoletano Claudio Velardi (detto il Camaleonte), ex dalemiano poi turborenziano. Il Riformista era fallito dopo avere divorato un capitale di finanziamenti pubblici, ma è stato rilevato da Alfredo Romeo, ricchissimo imprenditore partenopeo, noto per il famigerato "Sistema Romeo" nel settore degli appalti pubblici. In relazione al quale è stato rinviato a giudizio per corruzione, ma è anche al centro del mega-scandalo Consip. Condirettrice del Riformista insieme a Sansonetti è Deborah Bergamini, ex strettissima collaboratrice del 9 volte prescritto nonché pregiudicato per frode Silvio Berlusconi, deputata di Forza Italia da ben tre legislature. Tra le prime firme del quotidiano di Romeo c'è anche la rediviva Tiziana Maiolo (detta la Camaleonta), ex giornalista del Manifesto (non è uno scherzo), eletta tre volte alla Camera e passata da Rifondazione Comunista a Forza Italia (non è uno scherzo). Tornando a Sansonetti, in piena epoca renziana fonda e dirige il quotidiano calabrese Cronache del Garantista. Alzi la mano chi l'ha sentito nominare. Il Fondo per l'editoria della Presidenza del Consiglio gli eroga 700.000 euro. Dopo un anno e mezzo il quotidiano fallisce. Ma oggi sul Riformista (19 dicembre 2019) Sansonetti ci informa che "il reddito di cittadinanza è uno spreco colossale". Roba da matti! 

 

 

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Qualcuno che si intende seriamente di psichiatria ha capito cosa ci azzecca la ventina di righe scritte dal panzanaro fosforo31 con la memorabile intervista del prescritto Travaglio al giustizialista Davigo?

BFODIDSAT

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5 minuti fa, ilsauro24ore ha scritto:

Qualcuno che si intende seriamente di psichiatria ha capito cosa ci azzecca la ventina di righe scritte dal panzanaro fosforo31 con la memorabile intervista del prescritto Travaglio al giustizialista Davigo?

BFODIDSAT

Ma come "che ci azzecca"? Non mi dire che non hai mai letto il famoso quotidiano calabrese Cronache del Garantista (fondato e diretto da Sansonetti).

Modificato da fosforo311

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40 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Solo a titolo di informazione. Piero Sansonetti (detto il Camaleonte) scriveva per L'Unità e dirigeva Liberazione (il quotidiano di Rifondazione Comunista). Oggi è condirettore del Riformista, giornale fondato dal napoletano Claudio Velardi (detto il Camaleonte), ex dalemiano poi turborenziano. Il Riformista era fallito dopo avere divorato un capitale di finanziamenti pubblici, ma è stato rilevato da Alfredo Romeo, ricchissimo imprenditore partenopeo, noto per il famigerato "Sistema Romeo" nel settore degli appalti pubblici. In relazione al quale è stato rinviato a giudizio per corruzione, ma è anche al centro del mega-scandalo Consip. Condirettrice del Riformista insieme a Sansonetti è Deborah Bergamini, ex strettissima collaboratrice del 9 volte prescritto nonché pregiudicato per frode Silvio Berlusconi, deputata di Forza Italia da ben tre legislature. Tra le prime firme del quotidiano di Romeo c'è anche la rediviva Tiziana Maiolo (detta la Camaleonta), ex giornalista del Manifesto (non è uno scherzo), eletta tre volte alla Camera e passata da Rifondazione Comunista a Forza Italia (non è uno scherzo). Tornando a Sansonetti, in piena epoca renziana fonda e dirige il quotidiano calabrese Cronache del Garantista. Alzi la mano chi l'ha sentito nominare. Il Fondo per l'editoria della Presidenza del Consiglio gli eroga 700.000 euro. Dopo un anno e mezzo il quotidiano fallisce. Ma oggi sul Riformista (19 dicembre 2019) Sansonetti ci informa che "il reddito di cittadinanza è uno spreco colossale". Roba da matti! 

 

 

 

Devi scusarmi Cazzaro Napoletano , mi sembra di capire che hai preso in prestito questo mio post che verte sull’argomento Giustizia per fare una critica a Sansonetti ed al Riformista ?? No , così , tanto per saperlo e chiedere se la mia impressione e’ giusta . Ammazza che idio ta !! 

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44 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Devi scusarmi Cazzaro Napoletano , mi sembra di capire che hai preso in prestito questo mio post che verte sull’argomento Giustizia per fare una critica a Sansonetti ed al Riformista ?? No , così , tanto per saperlo e chiedere se la mia impressione e’ giusta . Ammazza che idio ta !! 

Ma il post lo ha scritto lei oppure Sansonetti ?  Per quanto attiene la prescrizione in Europa, si veda 

https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.associazionemagistrati.it/doc/2503/la-prescrizione-del-reato-principi-europei-e-anomalie-italiane.htm&ved=2ahUKEwjR4K_gxPnmAhVEy6QKHe-5A44QFjACegQIBBAB&usg=AOvVaw3CDrIouGJEXfaW-y_uiYrr&cshid=1578676771489

Si potrebbe constatare che la stessa parola "prescrizione" ha significato diverso a seconda del contesto.

PS: vuol dire che gli avvocati Previti, Taormina e Ghedini non erano esperti nell'arte di procrastinare artatamente i processi per arrivare alla prescrizione?

PP.SS.: se l'Avv. Previti dice una verità (ad esempio che in appello i Giudici hanno una manica più larga che in primo grado) qualcuno trova disdicevole ricordare al pregiatissimo avvocato che lui difendeva un padrone delinquente ?

Che male c'è a ricordare che esistono anche tra i garantisti i voltagabbana ?

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1 ora fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Ma il post lo ha scritto lei oppure Sansonetti ?  Per quanto attiene la prescrizione in Europa, si veda 

https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.associazionemagistrati.it/doc/2503/la-prescrizione-del-reato-principi-europei-e-anomalie-italiane.htm&ved=2ahUKEwjR4K_gxPnmAhVEy6QKHe-5A44QFjACegQIBBAB&usg=AOvVaw3CDrIouGJEXfaW-y_uiYrr&cshid=1578676771489

Si potrebbe constatare che la stessa parola "prescrizione" ha significato diverso a seconda del contesto.

PS: vuol dire che gli avvocati Previti, Taormina e Ghedini non erano esperti nell'arte di procrastinare artatamente i processi per arrivare alla prescrizione?

PP.SS.: se l'Avv. Previti dice una verità (ad esempio che in appello i Giudici hanno una manica più larga che in primo grado) qualcuno trova disdicevole ricordare al pregiatissimo avvocato che lui difendeva un padrone delinquente ?

Che male c'è a ricordare che esistono anche tra i garantisti i voltagabbana ?

L’ha scritto Sansonetti . E’ scritto all’inizio del post .  Non si possono e debbono pare esempi solo per personaggi facoltosi . In certe grinfie della giustizia ci capitano spesso , anzi , più spesso , cittadini che non hanno le possibilità economiche per “tentare “ di procrastinare i processi fino alla prescrizione . Si trovi il sistema di poter fare al più presto i processi . Questa e’ l’unica medicina . Cosa peraltro che Bonafede aveva garantito di fare entro il 2019. Non lo ha fatto !! Ora PD , Italia Viva e Leu , unitariamente , impongano ai 5 stelle una retromarcia . Ne va dello Stato di Diritto. 

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7 minuti fa, mark222220 ha scritto:

L’ha scritto Sansonetti . E’ scritto all’inizio del post .  Non si possono e debbono pare esempi solo per personaggi facoltosi . In certe grinfie della giustizia ci capitano spesso , anzi , più spesso , cittadini che non hanno le possibilità economiche per “tentare “ di procrastinare i processi fino alla prescrizione . Si trovi il sistema di poter fare al più presto i processi . Questa e’ l’unica medicina . Cosa peraltro che Bonafede aveva garantito di fare entro il 2019. Non lo ha fatto !! Ora PD , Italia Viva e Leu , unitariamente , impongano ai 5 stelle una retromarcia . Ne va dello Stato di Diritto. 

Adottiamo il sistema francese. 

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